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Consiglio | 04.02.2021 | 17:39

Lavori Consiglio: Soccorso di animali selvatici, test diagnostici a misura di bambino

Approvate una mozione di Lega Salvini Alto Adige Südtirol e una della SVP. La sessione di lavori di febbraio è terminata.

Con la mozione n. 315/20: Istituzione di un centro di pronto intervento, soccorso e cura per animali selvatici  (versione emendata) presentata questo pomeriggio in Consiglio provinciale, Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) evidenziava che negli ultimi anni in Alto Adige si sono verificati diversi casi di ritrovamento di animali selvatici feriti, sofferenti e in molti casi in pericolo di vita, e che se soccorrere un animale ferito può sembrare facile quando ci si trova in città, potendo contattare un veterinario che arrivi sul posto velocemente, quando invece ci si trova in montagna, e l'animale selvatico difficilmente può essere spostato, è molto difficile che si riesca ad intervenire in tempo. È pertanto necessaria l'istituzione di un centro veterinario specializzato di pronto intervento, soccorso e cura, che possa intervenire in tempi rapidi anche in montagna, sempre attivo e contattabile mediante il 112 o un numero dedicato, in modo da fornire il supporto necessario a soccorrere un animale selvatico ferito: la struttura dovrebbe disporre delle competenze necessarie per accudire l'animale dal primo soccorso, alle cure, sino alla reintroduzione in natura. A oggi i ritrovamenti di animali selvatici feriti, sofferenti e in pericolo di vita vengono segnalati in genere, o direttamente, o tramite il numero unico di emergenza 112, al Servizio di Reperibilità Forestale. Da gennaio 2019 è stata sospesa l'attività del CRAB, Centro Recupero Avifauna Bolzano, che aveva assolto al compito di accogliere, curare e successivamente liberare in natura specie selvatiche, mentre sono in corso trattative col Comune di Bolzano per gli spazi del CRAB, ma anche per varie collocazioni alternative che si presterebbero allo scopo; nel frattempo però il tempo passa e chi trova un animale selvatico ferito non ha un riferimento certo e praticabile dove portarlo. Pertanto, si chiedeva di impegnare la Giunta (1) a realizzare una struttura di recupero, soccorso e cura per animali selvatici, (2) sino alla realizzazione della struttura, dare incarico al Servizio Veterinario Provinciale, con risor­se proprie per quanto possibile, o in alternativa stipulare una convenzione con dei veterinari, al fine di coprire provvisoriamente le necessità di cui sopra, (3) a prevedere in bilancio risorse economiche adeguate al fine di finanziare la struttura in oggetto.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha evidenziato che una struttura di recupero in una specifica zona della provincia sarebbe problematica per chi trovasse un animale in una zona molto lontana, mente ora ci si può rivolgere allo studio del veterinario più vicino; inoltre la proposta non differenzia tra le diverse varietà di animali selvatici, alcuni dei quali possono essere abbattuti, altri no. Sul website dei cacciatori c’è scritto molto bene cosa fare con un animale ferito, per esempio nel caso di uno scontro in auto con un cervo. È più sensato seguire la linea già prevista dalla legge sulla caccia.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), esprimendo soddisfazione per il fatto di votare sul primo documento della legislatura della Lega e annunciando voto a favore, ha sostenuto che il mondo non si può ferma davanti alla pandemia, quindi è bene anche soffermarsi per trovare risorse per un centro di soccorso per gli animali, tuttavia poco prima era stata respinta una sua risposta per impegnare denaro al fine di alleggerire le tasse dei contribuenti in particolari condizioni dal bollo auto: egli si sarebbe aspettato risposte uguali per gli animali e per gli uomini.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha portato il caso del ritrovamento di tre uccellini a terra da parte dei suoi vicini, rivelando che non era stato facile salvarli se non grazie a una vicina esperta che li aveva portati dal veterinario. Tuttavia, alcuni uccelli devono essere seguiti giorno e notte da un esperto, e quindi sarebbe importante avere punti di soccorso in più luoghi in Alto Adige, di cui la cittadinanza dovrebbe essere informata. A questo scopo si dovrebbe mettere a disposizione delle associazioni animaliste i fondi necessari.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto importante garantire la sopravvivenza anche agli animali selvatici, dopo aver garantito quella delle famiglie, tuttavia bisogna chiedersi quanto costa creare un centro di questo tipo. Andava ricordato che poco prima era stata respinta una mozione che chiedeva fondi per disoccupati e aziende.
Peter Faistnauer (Team K) ha ricordato una mozione del suo gruppo per sostenere il Centro avifauna di Bolzano, e l’esistenza di associazioni ambientaliste distribuite in maniera capillare sul territorio: Mattei dovrebbe contattare loro a questo scopo.
Josef Unterholzner (Enzian) ha apprezzato la presentazione di una mozione che non fosse collegata al coronavirus; tuttavia, ha aggiunto che la proposta era apprezzabile ma forse non era il momento di sostenerla, avendo rifiutato poco prima dei fondi per aziende e famiglie, e considerando l’esistenza di tante associazioni ambientaliste e di cacciatori che provvedono anche al sostentamento invernale degli animali. Ha quindi annunciato astensione.
Franz Locher (SVP) ha apprezzato l’attenzione per la fauna selvatica, aggiungendo che fa piacere vedere gli animali dei boschi, a eccezione del lupo: i contadini non apprezzerebbero il soccorso e la rimessa in circolazione di un lupo ferito. I forestali svolgono già molto lavoro, e anche i cacciatori stessi, che sanno quando un animale può essere salvato o meno, perché questo non è facile da valutare.
Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha spiegato che se un cittadino volesse soccorrere non dovrebbe portare da sé l’animale alla struttura, ma potrebbe chiamare e far venire qualcuno a prenderlo. A Urzì ha detto di aver votato contro la sua mozione del bollo auto non perché non ci fossero risorse, ma perché la riteneva fuori luogo e non era d’accordo sul principio, a Rieder che comunque è giusto appoggiarsi sulle associazioni animaliste. Non si tratta di mettere in concorrenza la sopravvivenza delle aziende o degli animali: in questo caso gli investimenti sarebbero davvero minimi.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha segnalato che nella mozione non si distingueva tra animali selvatici che possono essere abbattuti e animali che non possono essere abbattuti, e aggiunto che secondo lui quanto chiesto nella parte dispositiva esisteva già.
L’ass. Arnold Schuler ha fatto riferimento a 300 interventi nel 2019, la maggior parte dei quali relativi ad animali selvatici che possono essere abbattuti, e che ci sono già norme ben precise da seguire. In quanto agli altri animali, c’è un protocollo che va seguito, ed esso viene rispettato: in caso di emergenza, ci si può rivolgere agli enti competenti. Ogni denuncia viene ascoltata e ogni intervento viene registrato. Ci si chiede anche se è sensato reintrodurre certi animali in natura o se invece è sensato abbatterli, perché si trovano in uno stato di sofferenza.  Dalla fine del 2018, il centro CRAB che era attivo a Bolzano non esiste più, ma si sta cercando una nuova sede: sembra che a breve esso potrà riprendere la propria attività. L’assessore ha proposto di rivedere la parte deliberante nel senso di prevedere che la Provincia possa sostenere strutture di recupero di questo tipo, anziché realizzarne. Mattei ha accolto la proposta del nuovo testo al punto (1): “sostenere strutture di recupero, soccorso e cura per animali selvatici”; ha quindi ringraziato l’assessore perla disponibilità e il Corpo forestale per il suo lavoro. Nessuno voleva mettere gli animali davanti alle persone: una situazione non escludeva l’altra; i costi sono minimi perché le strutture già esistono. I punti (2) e (3) verrebbero mantenuti. La mozione così modificata è stata messa in votazione e approvata con 25 sì e 6 astensioni.

Magdalena Amhof (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 374/21: Coronavirus: test diagnostici a misura di bambino, con la quale evidenziava che sono molti i bambini che vengono sottoposti a test anti-Covid, e che se spesso accettano senza problemi il primo tampone, poi non vogliono più sottoporsi a test e ne hanno paura. Esiste però un’alternativa al test rapido antigenico, vale a dire il test salivare antigenico: in dicembre l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha avviato un progetto pilota in due scuole elementari altoatesine, dopo che questa tecnica era già stata testata con successo in alcune scuole di Roma e Padova sotto la supervisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Così come nei consueti test rapidi antigenici e nei tamponi molecolari, si preleva un campione di saliva per analizzarlo e secondo gli esperti i risultati sono sicuri e attendibili. Le scuole altoatesine coinvolte sono la scuola elementare di Chiusa e due classi delle San Filippo Neri di Bolzano: i bambini hanno partecipato su base volontaria con il consenso dei genitori. È stata data loro una gomma da masticare per stimolare la produzione di saliva, il cui campione poi viene messo in una provetta e può essere analizzato in laboratorio. I piccoli altoatesini e le piccole altoatesine che si sono sottoposti al test hanno avuto l’esito nell’arco di 48 ore e hanno trovato questo tipo di test semplice e poco invasivo. Il progetto ha avuto un esito positivo e la tecnica utilizzata si è rivelata efficace. Pertanto, anche in vista di sempre più numerosi test da svolgere in futuro nelle scuole, anche quelle dell'infanzia, la consigliera chiedeva di incaricare la Giunta  (1) di offrire quanto prima e secondo le disponibilità il test salivare antigenico (“salivetta”) quale alternativa al test rapido antigenico e al tampone molecolare per bambini e ragazzi, adoperandosi ai fini di un’ulteriore disponibilità di materiale, di personale e per gli aspetti organizzativi, e così riuscire ad offrire questo tipo di test in numero crescente; (2) di rendere possibili ulteriori metodi di screening come, per esempio, quello già sperimentato in Alto Adige con l’ausilio di cani da fiuto e di ampliarne l’utilizzo; (3) di verificare l’efficacia di nuovi metodi di screening non invasivi che stanno entrando sempre più sul mercato e poi utilizzarli nei limiti del possibile.
Secondo Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) i metodi alternativi vanno bene se sono sperimentati ed efficaci. Problematico per lui era il secondo punto, che prevedeva di incaricare la Giunta di introdurre metodi sperimentali come quelli con i cani da fiuto, sui quali l’assessore Widmann il giorno prima non era stato chiaro. Inoltre, non è certo la Provincia che, come richiesto al punto (3), deve verificare l’efficacia di nuovi metodi. Ha quindi annunciato voto favorevole al solo punto (1).
Il test “salivetta”, ha detto Helmut Tauber (SVP), ha avuto un buon successo, ma i costi sono più alti degli altri test; forse però sono un buon metodo da utilizzare nelle scuole. L’approccio della mozione e l'esortazione a provare nuovi metodi di test sono positivi, e la mozione va sostenuta.
Franz Ploner (Team K) ha chiarito che tutte le tecniche che riducono l’invasività sono da accogliere con favore, ma va chiarito che un test non vale l’altro e i risultati vanno interpretati con attenzione. Ci sono grandi differenze di qualità; il test della saliva è un test PRC, non sono invece affidabili i test con i cani.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha segnalato che questo tipo di test richiede un certo numero di personale sia per l’esecuzione che per l’analisi dei campioni, e si è chiesto se ci fosse personale sufficiente per intervenire nelle classi. Inoltre, la risposta non si ha in 15 minuti ma in 48 ore. Lo screening con i cani da fiuto, già testato in alcune scuole, ha dato un esito non affidabile, e le pubblicazioni scientifiche in merito sono scarse. In quanto agli altri metodi a cui ci si riferisce, l'unico testo alternativo testo al momento è, in Cina, il tampone anale, che non può essere considerato meno invasivo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento a uno studio germanico citato dallo Spiegel in base al quale determinati metodi meno invasivi non hanno una diversa affidabilità, anche se i test danno solo una fotografia del momento e non sono una panacea. Ha invitato la Giunta a rivolgersi per l’esame dei campioni per i sequenziamenti non solo allo Spallanzani ma anche a Innsbruck o nel Tirolo orientale, per poter avere risposte più rapide.
L’ass. Thomas Widmann ha detto che è chiaro che i cani da fiuto non hanno il valore di test PCR, ma poiché per i bambini il test comporta un certo trauma ci si è chiesti come si poteva fare. Lo Spallanzani è molto lento, pertanto è stato detto a Roma che ci si sarebbe rivolti anche altrove, ed il sequenziamento del campione con il virus mutato è avvenuto a Zams. I test con i cani sono meglio che non fare niente: sono stati testate 2.291 persone, individuate 45 persone positive, e altre 10 positive in precedenza; tutti i test sono stati convalidati. Il sistema è poco invasivo e non costa molto. Egli ha sostenuto la proposta di Amhof, ritenendo che ogni intervento non invasivo fosse sensato. Egli stesso si era sottoposto a 31 test: ci si abitua a tutto, ma non sono certamente gradevoli. L’assessore ha aggiunto, riferendosi a questa mattina, che era stato accusato da Leiter Reber di aver detto il falso, ma si era confrontato con la Giunta dell’Emilia-Romagna, e nemmeno lì risultavano modifiche dei protocolli: ci si era solo confrontati sull’opportunità di proporre al Governo una modifica affinché fosse considerata anche l’immunità naturale. Amhof ha chiarito che l’utilizzo dei cani non era sbagliato, aveva pur sempre permesso di individuare 45 positivi. L’obiettivo della sua proposta era soprattutto trovare un'alternativa comoda per i bambini: il mercato è in continua evoluzione e ci saranno sempre nuovi prodotti.

Su richiesta di Leiter Reber, il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che non erano ancora state prese decisioni in merito a ulteriori misure anti-Covid, ma che si monitorava costantemente la situazione.

La mozione è stata quindi votata per parti separate e approvata: le premesse con 20 sì e 14 astensioni, il punto (1) con 22 sì e 11 astensioni, il (2) senza le parole relative ai cani da fiuto con 26 sì e 8 astensioni, la parte relativa ai cani con 19 sì, 14 no e 2 astensioni, il (3) con 21 sì, 1 no e 12 astensioni.

Il presidente Josef Noggler ha quindi dichiarato conclusa la seduta, e con essa la sessione di febbraio. Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano torna a riunirsi il 9 marzo prossimo

(MC)

La sessione di febbraio 2021