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Consiglio | 04.02.2021 | 16:00

Lavoro Consiglio: piano strategico per il turismo, aiuti Covid, cultura e volontariato

Mozioni di Movimento 5 Stelle, Süd-Tiroler Freiheit, Enzian. Il tempo dell’opposizione è terminato.

È ripresa nel pomeriggio la trattazione della mozione n. 375/21: Destinazione Alto Adige. Un piano strategico per il futuro del turismo sostenibile, sicuro, digitale, avviata questa mattina, con la quale Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) chiedeva di impegnare la Giunta (1) a potenziare il ruolo di coordinamento svolto da IDM e dalle Aziende di Soggiorno e Turismo per differenziare l’offerta turistica sul territorio secondo il modello del DMO, (2) a prevedere degli ulteriori strumenti gratuiti a favore delle aziende del settore per una spinta verso la digitalizzazione, (3) a elaborare un tavolo degli stakeholders per costruire una nuova offerta turistica destagionalizzata connessa alle città d’arte, ai borghi ed al turismo termale. Ir replica alla discussione di oggi, il presentatore ha spiegato che la crisi pandemica aveva fatto riscoprire un nuovo rapporto con la montagna e dato nuovo valore al concetto di sostenibilità. La sua mozione mirava proprio a garantire un turismo che fosse sostenibile e profittevole. Il punto (2) relativo agli strumenti gratuiti evidenziava la necessità di assumersi una repsonsbailitá verso una categoria in sofferenza, con particolare riguardo i piccoli alberghi. Importante era tenere sempre conto della sostenibilitá e dell’impatto del turismo sui residenti. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse e il punto (1) (due votazioni) con 6 sì, 17 no, il punto (2) con 8 sì, 17 no, 8 astensioni, il punto (3) con 8 sì, 17 no e 7 astensioni.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi presentato la mozione n. 376/21: Aiuti Covid, (emendata) con cui evidenziava che le conseguenze economiche delle crisi dovute alla pandemia di Covid diventano sempre più pesanti anche per la provincia di Bolzano: molte aziende sono al limite della sopravvivenza e anche molti privati fanno fatica ad arrivare a fine mese, la gente non capisce più il motivo delle continue aperture e chiusure, che causano enormi costi aggiuntivi alle aziende già peraltro gravemente colpite; le aziende hanno bisogno per sé e per i propri collaboratori di sicurezza nella programmazione e non di disposizioni che cambiano di continuo. Se in base alle esigenze epidemiologiche la politica decide che le aziende devono chiudere, allora devono essere previsti pagamenti compensativi per le stesse aziende e per i lavoratori: in Austria, ad esempio, per sostenere l'economia nella crisi dovuta al coronavirus, nell’ambito della legge Covid-19 è stata istituita la COFAG, un’agenzia di finanziamento federale (COVID-19 Finanzierungsagentur des Bundes GmbH). L’agenzia COFAG fornisce garanzie, contributi sui costi fissi nonché ristori per le perdite e il mancato fatturato dovuto al lockdown alle imprese locali affinché possano rimanere solvibili e superare i problemi di liquidità durante questa crisi. Il Governo federale ha messo a disposizione dei nuovi ristori per le perdite di fatturato dovute al lockdown nell’ambito del fondo di sostegno per il coronavirus: dal 16 dicembre 2020, le imprese direttamente interessate cui le autorità hanno imposto di rimanere chiuse anche dopo il 7 dicembre 2020 possono richiedere un ristoro per le perdite di fatturato; dal 29 dicembre 2020, inoltre, tali ristori sono stati estesi agli ulteriori settori colpiti dalle restrizioni a partire dal 26 dicembre 2020 (ad esempio, commercio al dettaglio, servizi che comportano un’interazione fisica con il cliente, musei). L'importo dei ristori per le perdite di fatturato dovute al lockdown si basa sul fatturato equiparabile dell'anno precedente, e le aziende direttamente colpite dal lockdown (ad esempio, esercizi ricettivi, parrucchieri) percepiscono il 50% delle perdite di fatturato dovute al lockdown (max. 800.000 euro, mentre nel caso delle imprese commerciali, i ristori per le perdite di fatturato sono scaglionati al 12,5%, 25% o 37,5% (max. 800.000 euro). Le persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi dovuta al coronavirus, oltre all’indennità di disoccupazione percepiscono un contributo Co-vid di 150 euro al mese. A ciò si aggiunge la cas-sa integrazione che consente alle aziende di tene-re i dipendenti riducendone l’orario di lavoro. I lavoratori ricevono tra l’80 e il 90 per cento del loro stipendio dal datore di lavoro, che da parte sua riceve un sussidio dall’AMS (ArbeitsMarktSer-vice) con cui vengono compensate le ore di lavoro perse. Le domande possono essere presentate in maniera semplice tramite un portale. La situazione è molto diversa in provincia di Bolzano, dove molte aziende non hanno ricevuto finora alcuna compensazione o solo compensa-zioni minime, e rischiano quindi l’insolvenza e il fallimento. Il consigliere chiedeva quindi di invitare la Giunta (1) a chiudere aziende e strutture formative solo se ciò può essere giustificato da comprovati con-tagi in tali ambiti; (2) a provvedere a pagamenti compensativi qualora sia disposta la chiusura di aziende; (3) a provvedere affinché le aziende in provincia di Bolzano beneficino delle stesse misure di sostegno Covid e degli stessi ristori per le perdite di fatturato previsti nel nord e nell'est del Tirolo ovvero nel resto dell'Austria; (4) a ridefinire i criteri per l’accesso alle prestazioni provinciali “aiuto immediato Covid-19” e “contributo straordinario al canone di locazione e per le spese accessorie Covid-19” aumentando il tetto massimo di reddito per i nuclei familiari da 2.200 euro a 2.800 euro e il limite patrimoniale per i nuclei familiari da 30.000 euro a 50.000 euro; (5) a provvedere affinché in provincia di Bolzano vengano prorogate le misure a sostegno delle persone disoccupate, e quindi continui a essere corrisposta l’indennità di disoccupazione, e ad adoperarsi affinché i disoccupati in provincia di Bolzano non vengano svantaggiati rispetto al nord e all'est del Tirolo o al resto dell'Austria. Knoll ha proposto agli altri gruppi che lo desideravano di co-firmare la mozione.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la proposta, ricordandone una analoga del suo gruppo, respinta dalla giunta che aveva sostenuto che si stava provvedendo: ora era il momento di agire davvero.
Maria Elisabeth Riefer (Team K), chiedendo qualche informazione sui disoccupati in Austria e ritenendo problematica una comparazione in questo senso, ha sostenuto che la Provincia autonoma può agire di piú in aiuti immediati, ma il problema sono i criteri d’accesso: essi sono negati agli stagionali.
Josef Unterholzner (Enzian) ha evidenziato che le aziende e i lavoratori hanno bisogno di aiuto urgente, e pertanto ha condiviso la proposta. La Provincia o l’Italia non potranno pagare indennitá compensative dell’80%, ma bisogna fare quanto possibile.
La co-firmataria Myriam Atz-Tammerle (STF) ha evidenziato che aumentava la rabbia e lo scontento delle categorie penalizzate e che la crisi avrebbe avuto un lungo strascico. Tutti i consiglieri conoscono casi gravi, o imprese che annunciano di non riuscire a riaprire nelle prossime stagioni turistiche. La proposta era stata redatta in collaborazione con esperti di diversi settori, e la situazione straordinaria richiedeva risorse straordinarie.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che la Provincia non può assumere debiti per via delle regole costituzionali, ma anche se ci fossero le condizioni, ci vorrebbe una proposta scaglionata, con aiuti proporzionali a numero di collaboratori e indotto: si tratta di una sfida davvero impegnativa, di non facile soluzione. La visione di fondo puó essere condivisa, ma non ci sono le condizioni per agire in questo senso.
Helmut Tauber (SVP) ha chiarito che dell’argomento si occupa giorno e notte, perché la situazione è pú che critica per tutti. Dall’inizio della pandemia si cerca di contribuire per sostenere il settore, e ora si lotta per potersi indebitare per finanziare autonomamente i progetto. da mesi si chiede a Roma che si approvi il decreto ristori 5, per riuscire a dare un sostegno ai 16.000 dipendenti del turismo e a quelli dei settori colpiti della crisi. Molti sono stati anche i colloqui con le banche. Molti prestiti andranno ripagati a marzo, quindi trovare una soluzione è urgente, e a questo scopo si lavora a 360 gradi con tutti i soggetti interessati e le parti sociali.
Magdalena Amhof (SVP) ha fatto riferimento al pacchetto di sussidi “molto ampio” creato dalla Giunta provinciale, che riguarda anche gli operatori del turismo che avranno diritto alla cassa integrazione. Si sta giá facendo moltissimo, di concerto con le parti sociali; si ricorderá che nel primo lockdown era stato introdotto un efficace sussidi per gli organizzatori di eventi, ora bisogna aiutare i settori che non hanno potuto lavorare da ottobre a oggi. In Austria non tutti percepiscono i sussidi statali, ogni Land cerca strategie che funzionino. In quanto allo stop ai licenziamenti, i parlamentari locali stanno lavorando affinché esso sia prolungato di tre mesi: la competenza è statale.
Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto di non poter accogliere la mozione, non perché contrario agli aiuti, ma in primis perché essa non faceva riferimento alle misure già adottate, con copertura dei costi fissi e contributi in conto capitale dati in modo poco burocratico. I sussidi per la disoccupazione verranno probabilmente pürorogati, e il confronto con l’Austria non sempre è opportuno, perché essa è stata più restrittiva in molti campi. La mozione sarebbe stata respinta, ma la maggioranza avrebbe continuato a occuparsi di queste tematiche come dimostrato fino a oggi.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha invitato a non paragonare sistemi non uguali, evidenziando però che esiste un problema grave di cui pare non ci sia piena percezione da parte della Giunta provinciale. Ha ricordato che a novembre erano giá stati previsti pagamenti compensativi quando la Provincia disponeva la chiusura di aziende a differenza delle disposizioni statali, e chiesto quando questi erano stati effettivamente corrisposti. Da mesi, ha aggiunto, egli chiedeva anche una pagina web con dati chiari su questi aiuti.
Il Governo italiano, ha detto Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), era intervenuto a sostegno dei lavoratori e delle aziende con numerosi decreti che prevedevano cassa integrazione, sospensione delle scadenze fiscali, contributi. È atteso ora un decreto con nuovi aiuti e agevolazioni, pertanto l’intento della Provincia di Bolzano dovrebbe essere successivo e integrativo di quello del governo, in modo da integrarlo in base alle esigenze locali. un intervento scoordinato rischierebbe di sostenere imprese giá soddisfatte dagli interventi nazionali.
L’ass. Arnold Schuler ha detto che c’è sempre scollamento tra desideri e realtá, e che non si poteva riproporre quanto fatto dall’Austria, per via di condizioni sistemiche e giuridiche diverse: per esempio, la Provincia non ha competenze sulla cassa integrazione. Bisogna poi considerare la situazione dle bilancio e i fondi a disposizione: la Provincia è senza debiti e avrebbe grande spazio di manovra, ma le norme costituzionali non permettono un agire autonomo. Già los corso anno sono stati fatti accordi con le banche,m differiti pagamenti, data liquiditá alle aziende: tante misure che forse non garantivano l’80% del fatturato perduto, ma davano una mano sfruttando tutte le possibilità a disposizione. Tuttora si negozia con le banche per trovare nuovi accordi e si cercano altre strategie di aiuto. Il presidente della Provincia sta trattando con lo stato per la posisbilitá di indebitarsi, ma attualmente gli spazi di manovra sono molto ristretti. Sven Knoll ha replicato che quanto fatto in provicnia non era paragonabile con gli interventi dell’Austria, e che si era stati eletti per proporre soluzioni. L’accordo finanziario con lo Stato italiano costava ogni anno quasi mezzo miliardo di euro, con cui si potrebbe fare molto per le aziende cosí come con i fondi che venivano date alle Poste; nel momento in cui appoggiava il Governo la maggioranza doveva pretendere un contraccambio. Posta in votazione, la mozione è stata respinta: le premesse con 10 sí, 17 no e 6 astensioni, il punto (1) con 10 sì, 23 no, 1 astensioni, il (2) con 11 sí, 17 no e 5 astensioni, il (3) con 10 sì, 21 no e 3 astensioni, il (4) con 14 sì, 18 no e 2 astensioni, il (5) con 14 sì e 20 no.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi presentato la mozione n. 377/21: Cultura e volontariato - pilastri importanti della nostra società, con la quale ricordava che l'industria dello spettacolo (cinema, concerti, fornitori di attrezzature per manifestazioni) e le associazioni di volontariato (bande musicali, cori, teatri, vigili del fuoco, società sportive, ecc.) avevano sospeso quasi del tutto l'attività, e che coloro che si dedicano a tempo pieno alla cultura erano rimasti senza lavoro e senza reddito.È fuori questione che le persone, soprattutto quelle a rischio, vadano protette e che si debbano evitare gli assembramenti, ma ciononostante non è possibile che questo settore debba rassegnarsi a rinunciare a qualsiasi attività. Anche in questo ambito dovrebbe essere possibile svolgere le attività in questione osservando tutte le misure di sicurezza. Tutte le associazioni di volontariato hanno ripensato le modalità di svolgimento delle proprie attività. Ora è giunto il momento di restituire loro almeno una parte della loro vocazione e della loro passione. Il consigliere proponeva quindi di impegnare la Giunta (1) a consentire alle bande musicali e ai cori di effettuare le prove e di esibirsi in piccoli gruppi (5-10 persone) nel rispetto delle norme di sicurezza; (2) a fornire un supporto finanziario senza ostacoli burocratici a coloro che svolgono la propria professione in questo settore e a concedere entro marzo 2021 ulteriori aiuti in aggiunta a quelli già erogati; (3) a sedersi a un apposito tavolo di lavoro con i responsabili delle associazioni del settore, ad ascoltare le loro preoccupazioni e a tener conto delle loro proposte in fase di stesura delle ordinanze e dei provvedimenti da adottare; (4) a consentire al settore di svolgere l'attività in piccoli gruppi (di organizzatori ovvero di pubblico) nel rispetto delle misure previste per il contenimento del coronavirus; (5) a concedere a tutti gli operatori culturali, siano essi volontari o professionisti che mettono la propria esperienza al servizio di questo settore, un riconoscimento di natura finanziaria e a non escluderli in fase di adozione delle ordinanze; (6) a consentire alle società sportive di poter svolgere la loro attività in modo adeguato, nel rispetto degli standard di sicurezza, incluse ad esempio attività motorie in piccoli gruppi, all'aperto o eventualmente anche in palestre; (7) a consentire alle organizzazioni della protezione civile, indipendentemente dalla classificazione quale zona a rischio, di tornare gradualmente a svolgere le proprie esercitazioni e attività di formazione.  Bisogna imparare a convivere con il virus, ha detto Unterholzner, e invece che alimentare le paure, garantendo le misure di sicurezza, bisogna consentire la prosecuzione delle attività.

Essendo terminato il tempo dell’opposizione, la trattazione dlela mozione é stata sospesa e rinviata alla prossima sessione di lavori. È ora iniziato il tempo riservato alla maggioranza.

(MC)