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Consiglio | 04.02.2021 | 13:10

Lavori Consiglio: Bollo auto, monitoraggio Covid sulle acque reflue, piano strategico per il turismo - CON FOTO e VIDEO

Mozioni di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Team K, Movimento 5 Stelle.

Link foto (Consiglio/Werth): https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/
Link video (GNews): https://we.tl/t-wry5HYlZLn

È ripresa oggi la discussione della mozione n. 371/21: Cancellazione bollo auto 2021, già avviata ieri. Il proponente Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha presentato un emendamento della parte dispositiva che accoglieva le osservazioni fatte ieri in aula. Pur ritenendo che a causa delle prolungate limitazioni il blocco delle auto avesse riguardato tutti indistintamente, riteneva tuttavia giusto considerare le problematiche attuali, e quindi quelle di coloro che hanno pagato un prezzo grave per le limitazioni. Nella versione emendata, egli quindi chiedeva di impegnare la Giunta provinciale ad attivare tutte le procedure necessarie per sospendere la tassa automobilistica (bollo auto) relativamente all’anno 2021 per le autovetture private di cilindrata non superiore a 1800 cc iscritte nel Pubblico registro automobilistico in Alto Adige e per tutti i veicoli aziendali di ditte con sede in provincia di Bolzano, destinando l’ulteriore gettito fiscale derivante dalla riscossione delle tasse automobilistiche per i veicoli non esentati in base al presente provvedimento a misure ed interventi di ristoro per le categorie economiche e lavorative maggiormente colpite dalla crisi derivante dalla pandemia. L’esenzione riguardava quindi “in linea di principio” chi aveva minori disponibilità, senza però introdurre criteri di reddito per evitare ulteriore burocrazia.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ritenuto che la mozione rappresenterebbe un precedente, perché sulla stessa direzione si potrebbe procedere con l’IMI e altre imposte. Limitare a una cilindrata di 1.800 cc va bene, egli avrebbe sostenuto la mozione.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto l’emendamento un miglioramento, facendo però presente il problema degli autonoleggi, ricordando che ci sono aziende che si sono spostate in Alto Adige per via delle tasse inferiori. Si tratta di aziende che operano a livello nazionale e sono registrate in Alto Adige per questo motivo. La proposta è quindi controproducente per gli incassi sul bollo auto, anche se l’ultima parte relativa ai ristori è positiva.     
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ritenuto che il Consiglio avesse già impegnato i mezzi finanziari che Urzì intendeva ridistribuire: le entrate da bollo auto sono già state destinate con la legge di bilancio: Si potrebbe intervenire con il bilancio di assestamento, ma rimane critico l’approccio non sociale, anche se l’emendamento che limita a 1.800 cc è migliorativo. La mozione però rimane troppo poco equilibrata, e verrebbero a mancare 50-60 milioni per il 2021.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha appoggiato la mozione, chiedendo però se si trattasse di cancellazione o di sospensione, come sembrava dal titolo tedesco della mozione, nel qual caso l’anno successivo si sarebbe pagato il doppio. L’intervento sul bollo auto era stato proposto dai Freiheitlichen negli anni passati, perché dove si ha una competenza bisogna attivarsi, e in linea di principio la cancellazione andrebbe bene.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto sensato sgravare i cittadini, tuttavia la cilindrata di un’auto non dice nulla sulla capacità finanziaria di una persona, basti pensare agli acquisti di seconda mano. Chi ne ha una di cilindrata superiore non sarà sgravato neanche se è usata, e la vetustà del mezzo ne impedisce la vendita. La proposta originaria sembrava più sensata.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che nel 2019 le entrate da bollo erano 100 milioni e, e questo va considerato, come detto da Staffler: questi soldi mancheranno, mente il bilancio triennale è tutto impegnato. La proposta è sostanzialmente positiva, ma attualmente non ci si può permettere una riduzione delle entrate. Il suo gruppo si sarebbe astenuto.
Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che effettivamente la competenza è provinciale, e spesso il Consiglio, su iniziativa della Giunta che ne è consapevole, ha preso misure in quest’ambito. Giusto è aiutare tutti coloro che hanno avuto un danno dalla pandemia, ma il bollo auto non è lo strumento migliore: le relative entrate, pari a 95 milioni, sono già stati impegnati per il 2021, se vi si rinuncia bisognerà fare dei tagli altrove. la Giunta lavora per avere maggiori entrate per dare più sostegni, ma questa misura, che tra il resto ha una certa complessità e richiede un certo impegno, non va bene: bisognerebbe vedere chi è esentato, chi no, gestire le richieste dei cittadini, e questo senza un risultato concreto e con onere burocratico ingente. la Giunta predilige misure che riguardano famiglie e lavoratori da un lato, e dall’altro imprenditori e imprenditrici. Urzì chiede sempre di cancellare certi investimenti - come quelli per il polo bibliotecario o piazza Magnago, per finanziare le sue proposte, ma gli investimenti non possono trasformarsi in spese correnti. Urzì ha chiarito di fare politica con lo scopo di cambiare le cose, senza giustificazioni, e ribadito che una tassa per un bene non utilizzato avrebbe dovuto essere cancellata già nel 2020. Inoltre, la proposta non comporta alcun aumento di burocrazia: chi sta in una categoria paga, chi sta in un’altra categoria no; ma se si vuole correggere la mozione si può fare con emendamento, basta volerlo. evidentemente la maggioranza non si vuole occupare del tema. In quanto all’intervento su piazza Magnago, si tratta solo formalmente di un investimento: opportuna sarebbe una riflessione sulla ripartizione dei fondi disponibili. La mozione è quindi stata posta in votazione e respinta con 20 no, 6 sì e 7 astensioni.

Ha  quindi preso la parola Franz Ploner (Team K) per presentare la mozione n. 373/21: Sistema di early warning (allerta precoce) – sorveglianza epidemiologica di SARS-CoV-2 attraverso il monitoraggio delle acque reflue. Segnalando che essa era stata concordata con l’Agenzia per l’ambiente e a tutela del clima, il consigliere ha spiegato che molte infezioni da SARS-CoV-2 non vengono rilevate, perché le persone infettate sono asintomatiche o non mostrano sintomi generalmente legati a questa malattia, e di conseguenza non sono sottoposte a test e non vengono registrate, ma sapere quante sono queste persone e quindi conoscere la percentuale effettiva dei contagiati è un dato importante per analizzare la situazione epidemiologica e fare una prognosi sui futuri sviluppi. Per valutare meglio il rischio di impennate incontrollate bisogna sapere in quale parte del nostro territorio si trovano persone infettate dal virus e quante sono queste persone: ripetuti screening di massa effettuati in tutta la provincia potrebbero fornire queste informazioni, ma sono alquanto impegnativi, hanno costi altissimi e comportano uno sforzo organizzativo non indifferente, per cui è meglio soprassedere se non si riesce a testare regolarmente almeno il 50% della popolazione. Una soluzione sarebbe il monitoraggio delle acque di scarico, che contengono tracce del materiale genetico del Covid-19 che possono essere accertate utilizzando la tecnica RT-PCR: raccogliendo e analizzando campioni di refluo per verificare se contiene questo materiale genetico, è possibile vedere se e in quale misura ci sono persone infettate dal virus nel bacino di utenza di un depuratore. Analizzare le acque reflue è utile soprattutto in presenza di un numero basso di contagi, inoltre i 44 depuratori esistenti permettono di monitorare praticamente l’intera popolazione della nostra provincia. L’analisi dei reflui potrebbe essere quindi definita come un vero e proprio test per rilevare la presenza di focolai con impiego ridotto di tempo e mezzi. Pertanto, il consigliere proponeva di impegnare la Giunta (1) a istituire presso il Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima un sistema di early warning per l’individuazione del virus SARS-CoV-2 basato sull’analisi delle acque reflue ai fini di una sorveglianza epidemiologica, dotandolo del personale e degli strumenti necessari per consentire il monitoraggio di ampie parti della popolazione e rilevare l’eventuale presenza di focolai di SARS-CoV-2; (2) a dare la possibilità all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di unirsi alla rete “Coron-A”, che in Austria riunisce risorse ed esperti nel settore dell’epidemiologia basata  sulle acque reflue, dell’analisi microbiologica delle acque reflue e dell’analisi molecolare delle acque reflue, e/o collegarsi all’Istituto Superiore di Sanità e così avere informazioni esaurienti sulla distribuzione territoriale e l’andamento temporale della pandemia da Covid-19; (3) ad affidare alla ripartizione Europa, in collaborazione con l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima e con le rispettive ripartizioni del Land Tirolo e della Provincia autonoma di Trento, l’incarico di elaborare per la regione europea un progetto sulla sorveglianza epidemiologica della presenza del Covid-19 nelle acque reflue al fine di ottenere fondi europei per la realizzazione di un sistema di early warning sulla diffusione del virus attraverso l’analisi delle acque reflue; (4) prevedere già nell’assestamento di bilancio idonei mezzi a diretta copertura dei costi per la collocazione degli strumenti di misurazione nei depuratori e nei collettori principali. Il consigliere ha aggiunto che visto lo scarto temporale esistente tra l’inizio dei sintomi e la conferma attraverso i risultati del test, la presenza del virus che circola nelle fognature comunali può essere rilevata ancor prima che siano disponibili dati ufficiali sull’incidenza: a queste conclusioni era già giunto uno studio scientifico sette giorni dopo la conferma del primo caso di morte in Italia per Covid-19, ma ancor più strano risulta che si fosse già a conoscenza di questo fatto ben due settimane (!) prima dello scoppio della pandemia in Italia e prima della divulgazione della notizia sul contagio di massa verificatosi ad Ischgl.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto utile la proposta, chiedendosi però se non viene già fatta e temendo che si arrivi tardi. Oggi, ha aggiunto, sono stati annunciati 750 casi: pare ci si stia effettivamente muovendo verso il lockdown. ha chiesto quindi informazione sull’effettiva verifica della variante inglese, e quanti campioni sono stati inviati a questo scopo a Roma, ottenendo risposta. Ha proposto infine di introdurre test rapidi nelle scuole come accade in Austria, dove vengono utilizzati tamponi da appoggiare solo all’inizio delle narici: potrebbero anche essere una soluzione per evitare limitazioni nella vita privata, dando libertà di movimento dopo l’esito negativo di questi test.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha spiegato che la proposta è già adottata altrove, per esempio a Milano, con successo.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento al risk management, costituito da varie fasi, tra cui l’allerta precoce che affianca la prevenzione. In provincia in questo campo la qualità è elevata, anche riguardo alle infrastrutture dell'agenzia per l’ambiente, quindi questo primo passo è attuabile, e l’effetto sarebbe positivo.
Anche Magdalena Amhof (SVP) ha ritenuto sensato un sistema di questo tipo, ricordando analisi di questo genere durante la seconda ondata a Malles. Importante è anche privilegiare test semplici, adatti anche ai bambini, anche per mantenere le scuole aperte.
L’ass. Giuliano Vettorato ha annunciato che il metodo è già utilizzato. Il laboratorio biologico con sede a Laives sta raccogliendo campioni preso 9 depuratori per verificare la presenza dell’RNA del Covid nelle acque reflue. Questo permette di rilevare una tendenza anticipando i test antigenici, e si sta facendo da aprile 2020. la media riferisce che l’andamento è rilevabile con anticipo di due settimane. si intende ampliare la mappatura per arrivare al 90% della popolazione, intervenendo anche sui collettori fognari dei paesi per restringere l’area di ricerca. servono però un alto biologo e un tecnico di laboratorio aggiuntivi, nonché attrezzature, e la Giunta è favorevole. Tuttavia, il punto (3) non va bene perché L’Euregio non dà fondi alle province, e il (4) si riferisce al bilancio di assestamento, ma i fondi sono già previsti, quindi questi due punti non possono essere accolti. F. Ploner ha replicato che si tratta di istituzionalizzare il sistema e attivare uno scambio di rete con chi ha già esperienza, anche a livello transfrontaliero. Avere dei risultati precoci permette di individuare i cluster e agire in modo mirato, senza un lockdown generalizzato. La mozione è stata votata per parti separate: respinte le premesse con 14 sì, 18 no e 1 astensione, i punti (1) e (2) sono stati approvati con 33 sì e 1 no, i punti (3) e (4) respinti con 15 sì, 18 no e 1 astensione.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la mozione n. 375/21: Destinazione Alto Adige. Un piano strategico per il futuro del turismo sostenibile, sicuro, digitale, con la quale, evidenziando che il settore turistico di montagna in Italia, stando ai dati ante-pandemia, rappresenta il 12,1% delle presenze annuali turistiche su un totale di 434,7 milioni di presenze captando una domanda di turismo estremamente variegata in quanto la possibilità di vivere la montagna in due momenti differenti come l’estate e l’inverno consente di intercettare stili di vita differenti, evidenziava che le “strategie turistiche” in Alto Adige, in linea con i più importanti trend e studi internazionali, hanno spinto verso la promozione del marchio ombrello “Südtirol” attuando un’efficace politica di marketing territoriale che se da una parte ha portato a numerosi record in termini di presenze turistiche, dall’altra ha generato momenti di overtourism con ricadute negative sull’ambiente e sulla popolazione residente, tanto che da tempo si discute sulle modalità per rendere il turismo profittevole, ma altresì ecosostenibile. Da primi studi emergono nuove tendenze nei consumatori che caratterizzeranno fortemente la scelta del consumatore/turista nel post-Covid: i primi a tornare saranno i turisti storici, ci vuole uno sforzo per ripensare l’esperienza proposta ai turisti in una prospettiva di sicurezza, bisogna orientarsi alla sostenibilità in risposta agli effetti negativi dell'overtourism, sfruttando l’opportunità data dalla situazione che si è modificata, e infine ci vuole un coordinamento, considerando il carattere territoriale del fenomeno turistico. Su queste basi è necessario ripensare la strategia turistica, tenendo conto della fase pandemica, per arrivare a un modello che guardi alla destinazione Alto Adige a tutto tondo attraverso nuovi canali di sviluppo da parte degli enti pubblici, delle aziende di soggiorno e turismo anche con eventi di richiamo per un turista attratto dalla città, dai borghi ed anche dal turismo termale. Il consigliere segnalava quindi che sempre più spesso il management delle destinazioni è affidato ad organizzazioni dedicate, Destination Management Organizations (DMOs), che costituiscono “organismi di meta-management all’interno di una costellazione di attori chiamati a creare le condizioni culturali, strategiche e organizzative favorevoli allo sviluppo turistico della destinazione”, con i compiti di introdurre e adattare processi e procedure attuabili e armonizzate in linea con la valutazione del rischio basata sull’evidenza sanitaria pubblica e il pieno coordinamento con i partner del settore pubblico e privato interessati; sostenere le aziende nell’implementazione e nella formazione del proprio personale sui nuovi protocolli, migliorare l’uso delle tecnologie per viaggiare sicuri, fornire informazioni affidabili, coerenti e di facile accesso ai protocolli, creare programmi e campagne per incentivare il mercato interno, promuovere nuovi prodotti ed esperienze rivolti ai viaggiatori individuali e a piccoli gruppi ecc., il tutto per potenziare la customer experience. In quanto alle figure necessarie, le strutture turistiche hanno maturato la consapevolezza dell’importanza di esperti di web marketing, revenue manager, SEO, esperti di analisi di dati, esperti di storytelling, esperti di sostenibilità. Fondamentale è anche garantire la digitalizzazione nella pianificazione del viaggio. pertanto, si chiedeva di impegnare la Giunta (1) a potenziare il ruolo di coordinamento svolto da IDM e dalle Aziende di Soggiorno e Turismo per differenziare l’offerta turistica sul territorio secondo il modello del DMO, (2) a prevedere degli ulteriori strumenti gratuiti a favore delle aziende del settore per una spinta verso la digitalizzazione, (3) a elaborare un tavolo degli stakeholders per costruire una nuova offerta turistica destagionalizzata connessa alle città d’arte, ai borghi ed al turismo termale.
Helmut Tauber (SVP) ha apprezzato ’analisi molto dettagliata e l'attenzione al settore turistico,  ha evidenziato però che la rete tra i diversi operatori del settore e associazioni di categoria è già attiva, al fine di lavorare costantemente a fronte di una situazione molto difficile. La riflessione è continua, con gruppi di lavoro e confronti tra Assessorato e Università, EURAC, al fine di promuovere nuove strategie e prodotti, considerando anche la sostenibilità. IDM affronta la digitalizzazione, e si considera anche l'utilizzo del Recovery fund.
Secondo Brigitte Foppa (Gruppo Verde) il turismo è un settore pesante dell’economia, dal punto di vista economico, ecologico e socioculturale. Dopo anni di concentrazione, il tema della de-concentrazione è un approccio importante: lo stesso Dreier Landtag ha accolto una mozione sull’accessibilità sostenibile della regione. I Verdi hanno realizzato una mozione sul turismo congressuale, non ancora discussa, che va in questa direzione, ma si tratta di una mozione di due anni fa e sembra ormai di un’altra epoca. I punti (1) e (2) saranno sostenuti, ma quello che davvero serve è una forte e comune riflessione su quale turismo si vuole offrire in futuro. Questa è l’occasione per farlo.
Paul Köllensperger (Team K) ha detto di non vedere nella mozione nulla di davvero nuovo. Importante è il contatto in loco con persone esperte. Non si capisce, al punto 82), perché la mano pubblica dovrebbe mettere a disposizione strumenti per un settore privato: il turismo è un settore per cui la mano pubblica già paga il marketing, e spesso le strutture private lavorano meglio. Il sistema booking, per esempio, è gestito dall’unione albergatori. Non c’è bisogno di più turisti, ma di fidelizzare quelli che vendono, facendoli spendere di più con più qualità.
L’ass. Arnold Schuler ha evidenziato che nel turismo moto sta cambiando: prima si parlava di overtourism, ora la situazione è opposta, ed è il momento di una riflessione, anche per potenziare la capacità di reazione delle aziende. L mozione considera molti aspetti, ma se si tratta di fidelizzare i clienti un ruolo importante ha il passaparola, anche se ci si orienta anche a nuovi gruppi. La paura di perdere ospiti giovani si è rivelata infondata, anche grazie alle attività sportive, e nei mesi estivi, anche grazie a ulteriore pubblicità, si è riusciti ad attirare anche turisti che per la prima volta sono arrivati in Alto Adige, in primis giovani turisti italiani di altre regioni. La sicurezza continuerà a essere molto importante anche nel post-pandemia, e il progetto di sviluppo turistico inserito nella nuova legge urbanistica è orientato alla sostenibilità. Le associazioni turistiche sono 74, sicuramente un numero alto, e si sta rivedendo il modello, mantenendo però i collaboratori di base; anche il marchio ombrello svolge un lavoro importante e avrà maggior peso. Molti sono gli elementi in discussione, anche per questo la mozione non si può sostenere, nonostante sia così esauriente.

La discusisone della mozione prosegue alle 14.30

 

(MC)