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Consiglio | 03.02.2021 | 18:08

Lavori Consiglio: Investimenti nella scuola, sospensione bollo auto, certificato d’immunità

Mozioni di Partito Democratico - Liste civiche, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Die Freiheitlichen. La seduta di oggi è terminata.

Con la mozione n. 367/20: Investimenti nella scuola, Sandro Repetto (Partito Democratico - liste civiche) ha evidenziato oggi in Consiglio provinciale che la scuola pubblica può e deve essere il luogo dove  la visione e gli intenti menzionati dal Presidente Kompatscher possono realizzarsi, purché su essa si investa e la si sostenga non solo economicamente, ma anche in termini di visibilità e di riconoscimento del valore, contribuendo a ridarle autorevolezza: la scuola è infatti il luogo fisico (ma la pandemia ha mostrato che non si esaurisce con esso) dove si apprendono contenuti e comportamenti, ma dove anche si impara ad imparare. Si deve quindi passare da un modello di scuola “chiusa”, organizzata per classi, rigidamente scandita dagli orari delle lezioni, a una scuola aperta che sia un punto di riferimento culturale per tutta la popolazione; un posto dove poter sperimentare per apprendere a qualsiasi età (lifelong learning). Preparare al meglio le nuove generazioni all’avventura della vita significa creare le condizioni: luogo, tempo, spazi per sperimentare e confrontarsi, mettendo in gioco ognuno le proprie capacità per il raggiungimento dell’obiettivo di crescita individuale. Il consigliere, parlando di “un modello di scuola-laboratorio che permette di scoprire “i talenti” di ciascuno e fare leva su di essi per coinvolgere, includere, trovare la dimensione di ciascuno e spesso motivare al raggiungimento di un più elevato grado di istruzione, (...), una scuola-laboratorio si rapporta con tutto il mondo produttivo in un perenne scambio di esperienze”, ha chiesto di impegnare la Giunta provinciale (1) a garantire investimenti per la manutenzione degli edifici, il rinnovamento degli arredi, l’adeguatezza tecnologica e delle infrastrutture informatiche, (2) a garantire un sufficiente numero di insegnanti, educatori e di personale ausiliario per poter tenere aperti e presidiati gli edifici scolastici, potendo in questo modo favorire la permanenza degli allievi a scuola anche in orario extrascolastico, e infine  (3) a investire nella formazione mirata del personale scolastico. “è sul territorio che bisogna investire, con la forza di richiamare persone attraverso l’università, i centri di ricerca, affinché rimangano sul territorio per svilupparlo”, ha detto Repetto, sottolineando che il mondo produttivo del futuro è fatto di tecnologia, e invitando a individuare un nuovo orizzonte, al di là di opzioni scontate, gettando semi nuovi per il futuro.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato di essersi occupata qualche tempo fa dell’accessibilità delle scuole. quando i suoi figli erano piccoli, l’aveva colpita il cartello “vietato l'accesso” sulla porta della scuola, e sa ora che sempre più scuole restano chiuse in periferia per mancanza di personale, mentre sarebbe indispensabile che restassero aperte come luogo di incontro e formazione. questo ruolo è spesso assunto dalla biblioteca. Ha riportato l’esempio di una scuola di Berlino in un quartiere molto difficile, che stava per essere chiusa perché ingestibile: la direttrice aveva invece deciso di aprirsi al quartiere, di andare incontro alle famiglie, andando anche a trovare i genitori, e in questo modo era stato fatto fronte al disagio. L’idea di creare luoghi aperti nelle scuole anche per le problematiche attuali è più che utile ed è un buon investimento.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha rilevato che tanto più la scuola è lontana nei ricordi tanto più essa diventa importante, e che la pandemia ha evidenziato che anche i bambini hanno riconosciuto il valore della scuola nel momento in cui non potevano accedervi. Investire nella scuola è importante per la collettività, ma emerge anche che la mozione è ancora più importante per i centri urbani che per la periferia. La scuola va potenziata come centro d’incontro. La Provincia ha fatto un lavoro eccellente in termini di strutture, ma più importanti sono gli insegnanti, che non hanno un buon contratto collettivo. è qui che bisogna investire.
L’ass. Massimo Bessone ha sostenuto che gli investimenti nella scuola sono state sempre priorità della sua attività, perché desidera un ottimo standard qualitativo e scuole sicure. per la manutenzione degli edifici pubblici, compresi quelli scolastici, si garantiscono investimenti continuativi, recentemente è stato portato in giunta un bando di 40 milioni per i prossimi 6 anni, e con il progetto Building rinnovation Plus si procede al rinnovamento energetico. A Bolzano si riqualificano gli istituti Galilei, Battisti e altri, anche a Bressanone, Vipiteno e in periferia si sta intervenendo con garanzia di copertura finanziaria. L’ass. Giuliano Vettorato ha evidenziato che è difficile accantonare fondi importanti senza sapere quali progetti si intende portare avanti, rilevando la necessità di una pianificazione e della corrispondente necessità di personale: tuttavia bisogna capire a che tipo di laboratori ci si riferisce. Una riforma di questo genere, anche dal punto di vista giuridico, non si fa su due piedi, ma va concordata con il MIUR. In quanto alla formazione, 4.802 sono stati i partecipanti a iniziative di formazione per docenti, cioè 1.500 in più rispetto al 2018-2019, questo anche grazie alle proposte in videoconferenza. Repetto ha replicato che se si fanno proposte articolate la Giunta replica che sono troppo precise, se si fanno mozioni d’indirizzo vengono criticate perché troppo generiche: in sostanza si riceve sempre un no se non si è concordato nulla con il capogruppo SVP: “Prendo atto che il modello di scuola chiusa rimane e che nei prossimi due anni non si vuole andare oltre, nonostante le voci in questo senso che arrivano dal mondo della scuola”. La mozione è stata posta in votazione per parti separate e respinta: le premesse con 18 no, 10 sì e 6 astensioni, il punto (1) con 15 sì, 19 no e 1 astensione, il punto (2) con 19 no, 11 sì e 5 astensioni, il punto (3) con 15 sì, 19 no e 1 astensione.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha quindi ricordato con la mozione n. 371/21: Cancellazione bollo auto 2021 che la tassa automobilistica o bollo auto è un tributo di competenza delle Regioni e delle Province autonome che grava sugli autoveicoli e motoveicoli, e che la Corte costituzionale, con la recentissima sentenza n. 122 del 20 maggio 2019, ha stabilito che la tassa automobilistica si configura come un “tertium genus”, rispetto al quale le Regioni (e le Province autonome) possono sviluppare una propria politica fiscale che, senza alterarne i presupposti strutturali, in quanto la tassa automobilistica continua a partecipare della natura dei tributi propri derivati, e senza superare i limiti massimi di manovrabilità definiti dalla legge statale, possa rispondere a specifiche esigenze di differenziazione, aggiungendo che conseguentemente le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto anche se non previste dal legislatore statale. Considerato che molte Regioni già nel corso dell’anno 2020 hanno attivato dei procedimenti di sospensione dei pagamenti in scadenza come misura di sostegno per affrontare l’emergenza derivata dalle limitazioni imposte per il contenimento della pandemia, e che i vari lockdown che si sono susseguiti hanno impedito il regolare utilizzo delle autovetture da parte degli utenti tenuti al pagamento della citata imposta, il consigliere ha proposto di impegnare la Giunta provinciale ad attivare tutte le procedure necessarie per sospendere in via definitiva la tassa automobilistica (bollo auto) per l’anno 2021 a favore di tutti i residenti in Alto Adige. “In questi mesi abbiamo parlato molto di concreti sostegni”, ha concluso Urzì: “Questo è appunto un concreto sostegno”.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha detto di ritenere che un tema come questo fosse più adatto a 5 Stelle o PD che vogliono distribuire i fondi con il sistema a pioggia, ma forse è un’espressione della politica italiana: la proposta favorirebbe tutti senza differenze, compresi gli stessi consiglieri, i dipendenti pubblici che non hanno avuto danni, i contadini più benestanti. Bisognerebbe invece andare incontro alle categorie danneggiate dalla pandemia, o prevedere una forma di sostegno alle famiglie. ha quindi chiesto di cambiare la mozione in questo senso.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), riferendosi alla citazione del PD, ha detto che lui in realtà la pensava come Leiter Reber, aggiungendo che dalla misura proposta trarrebbero maggior beneficio i possessori di veicoli più potenti e inquinanti. Sarebbe più opportuno destinare le risorse provenienti dalla tassa automobilistica a ristori per i settori più colpiti dalla seconda ondata della pandemia.
“Potrà sembrare strano, ma sono d’accordo con Urzì”, ha evidenziato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), evidenziando che si tratta di costi burocratici, e che molte persone che hanno ben sopportato la prima fase della pandemia si trovano in difficoltà solo ora, ma dovrebbero pagare il bollo auto se si tiene conto del reddito dell’anno precedente. Il contributo più importante è non togliere soldi alle persone: magari della misura approfitterà chi non ne ha bisogno, ma in breve tempo si aiuterebbero molte persone.
Ringraziando per i suggerimenti e le indicazioni, Alessandro Urzì ha chiesto di sospendere la mozione per modificare la parte dispositiva.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 372/21: COVID 19: certificato d'immunità come strategia antipandemica, sostituita da emendamento sostitutivo, con la quale, evidenziando che oltre alla regola di distanza, igiene e mascherina, e al parziale lockdown, per contenere il virus SARS-Cov-2 la Giunta puntava prevalentemente sull’immunizzazione artificiale da vaccino, ma il numero di dosi vaccinali arrivate era molto limitato, e lo sarebbe stato anche in futuro. egli segnalava quindi che secondo studi internazionali l’immunità naturale con i propri anticorpi era un altro fattore importante per superare la pandemia, e che molti medici sono convinti che chi è già stato ammalato di Covid raramente può contagiarne altre, garantendo una immunità a lungo termine stabile e mirata. Chiedendo di prendere quindi in considerazione anche la vaccinazione naturale come forma di immunizzazione naturale attraverso i propri anticorpi, egli chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a verificare se il rilevamento degli anticorpi naturali potesse rappresentare un’alternativa per superare la pandemia, nonché a far confluire la valutazione dell’immunità naturale nell’attuale strategia della provincia come misura aggiuntiva, e (2) a informare in modo trasparente e completo la popolazione riguardo agli anticorpi e dell'immunità naturale nell’ambito dell’attuale campagna provinciale di informazione sui vaccini.  L’Agenzia europea del farmaco sta valutando attualmente un nuovo metodo basato sugli anticorpi naturali, ha aggiunto Leiter Reber, aggiungendo che anche l’ass. Widmann aveva detto che per quanto lo riguardava non c’era urgenza di vaccinarsi in quanto aveva già passato la malattia.
Franz Ploner (Team K) ha chiarito che il tema ha il suo fascino, ma che una persona che ha avuto una malattia sia protetta non è sicuro, e lo è ancora meno per il Covid 19: la domanda è se i pazienti guariti hanno sufficienti anticorpi e per quanto tempo li conservano. Poiché il pericolo di una nuova infezione sembra inferiore rispetto a quello di un primo contagio, ha però senso, in un periodo di scarsi vaccini, dare la priorità a chi non si è ancora ammalato e in particolare alle categorie a rischio: pertanto si appoggia la mozione.
Anche Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la proposta, anche se si sarebbe dovuto parlare di strategia aggiuntiva più che alternativa. Ancora non è chiara la situazione relativamente al virus mutato, che potrebbe colpire anche chi si è già ammalato: questo pare sottostimato in provincia. Lui stesso aveva in primavera i sintomi Covid, ma in seguito ad analisi fatte attualmente non erano stati rilevati anticorpi nel suo sangue. Il consigliere ha chiesto all’assessore competente di fare molta attenzione allo sviluppo delle mutazioni, promuovendo il sequenziamento da parte dei laboratori.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), annunciando astensione, ha fatto riferimento al tavolo sulla salute del PD, dal quale si evidenziava che l’immunità naturale è un fattore importante, ma non è dimostrato che chi si è ammalato di Covid-19 è immune a lungo termine e stabilmente. Andava evitata la diffusione di informazioni fuorvianti, ma opportuna era una rilevazione costante degli anticorpi in coloro che erano guariti dalla malattia.  
Leiter Reber ha ringraziato Ploner per il sostegno dato quale medico, e ribadito che lo stesso assessore aveva detto che sarebbero stati esentati dal vaccino coloro che si erano ammalati fino a tre mesi prima.
L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che non esistono ancora tanti studi scientifici in merito, ma uno studio su 29 persone guarite ha evidenziato che nessuna era contagiosa, e uno studio australiano aveva comprovato che una volta contratta l’infezione non si veniva più contagiato per oltre 8 mesi. Sembra quindi opportuno che venga vaccinato per primo chi non ha avuto il Covid, e solo successivamente chi l’ha avuto. Tuttavia, la parte dispositiva della mozione non è condivisibile per la sua formulazione, perché la Provincia non può agire da sola ma si deve costantemente confrontare con le disposizioni statali, comprese quelle sulle priorità vaccinali. L’assessore ha aggiunto che potrebbe esserci un caso di mutazione virale, ma se ne avrà conferma solo domani.

La discussione della mozione riprenderà domani a partire dalle 10.00.

(MC)