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Consiglio | 02.02.2021 | 18:13

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità -1

Le prime interrogazioni poste da consiglieri e consigliere alla Giunta provinciale: riguardavano il settore dell’artigianato, violenze di stranieri sui mezzi pubblici, la cava di ghiaia Zingerle in Pusteria, il Centro carni Aspiag, il Numero verde Covid. La seduta di oggi è terminata.

Nel pomeriggio di oggi sono state discusse in Consiglio provinciale le prime interrogazioni su temi d’attualità. L’artigianato, ha ricordato Franz Locher (SVP) inaugurando lo spazio a esse dedicato, è un'attività professionale indipendente, che si apprende attraverso una formazione caratterizzata dalla tradizione e consiste in un lavoro manuale di produzione o riparazione. L’Alto Adige è famoso da secoli per il suo artigianato, e i giovani artigiani locali ricevono ogni anno premi internazionali per le loro creazioni; anche la domanda di artigianato è in continuo aumento a causa della costante crescita economica. Se la provincia, ha aggiunto, lamenta generalmente una mancanza di lavoratori qualificati in tutti i settori dell'economia, nel settore dell'artigianato ciò non è generalmente dovuto alla mancanza di interesse nell'imparare un mestiere artigianale, ma piuttosto agli ostacoli burocratici che incontrano i datori di lavoro, come le prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro, e di conseguenza ai giovani viene negato un apprendistato artigianale; tutto questo, mentre avanza l'ondata di pensionamenti delle generazioni più vecchie. Il consigliere ha quindi chiesto alla Giunta quante donne e quanti uomini sono attualmente impiegati a livello nazionale nel settore dell'artigianato (autonomi, dipendenti, apprendisti), quanti di questi dovrebbero andare in pensione entro il 31 dicembre 2030, quali misure intende adottare la Giunta per contrastare la carenza di lavoratori qualificati nel settore. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato che nel 2020  erano 17.110  gli autonomi nel settore, e 3.513 andranno in pensione entro il 2030; l’età media è inferiore rispetto ad altri settori per via della formazione duale. La Giunta si attiva per migliorare la formazione professionale, sburocratizzare l’apprendistato, valorizzare il titolo di maestro artigiano ma soprattutto potenziare l’attrattività del settore per i giovani.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi segnalato che “per l’ennesima volta” un autista è stato vittima di atti di violenza compiuti da cittadini stranieri: recentemente, un cittadino tunisino di 20 anni ha aggredito un autista solo perché quest’ultimo gli aveva chiesto di mostrargli il suo biglietto. Egli ha quindi chiesto quanti atti di violenza sono stati commessi sui mezzi di trasporto pubblico negli ultimi tre anni, indicando i Paesi d’origine dei singoli aggressori (cittadini italiani, europei o extracomunitari), come la Giunta provinciale giudica l’ultimo atto di aggressione, da lui citato, e cosa sta facendo per prevenire episodi di violenza a bordo dei mezzi pubblici. Secondo la SAD nel 2019-20 ci sono state 4 aggressioni, ha detto l’ass. Daniel Alfreider: l’ultimo caso si è verificato a dicembre, e l'aggressore non aveva voluto mostrare il suo titolo di viaggio; c'è stato anche un processo per danni al mezzo. La Sasa ha riferito di 13 episodi nel triennio 2018-20, senza dati sugli aggressori, Trenitalia di 41 episodi, in 6 casi rivolti al personale a bordo, ma questi ultimi dati comprendono anche il Trentino. È rilevabile un calo di atti di violenza sui mezzi pubblici, anche grazie alla videosorveglianza, per esempio sui Flirt, e all’assunzione di personale per aiutare le forze dell’ordine.

Nel novembre 2020, ha ricordato Hanspeter Staffler (Gruppo Verde),  le forti piogge hanno causato uno spostamento della rotaia dalla ferrovia della Val Pusteria al chilometro 47,2 a Valdaora; secondo il quotidiano Dolomiten, gli esperti dell'operatore RFI, in seguito a sopralluogo, hanno stabilito che la causa della frana originava da una cava di ghiaia situata sopra la linea ferroviaria, chiedendo la necessaria messa in sicurezza della zona di pericolo: si tratta della cava Zingerle, autorizzata nel 2017 dalla Provincia nonostante gli appelli e le proteste. Ricordando che nel punto 16) dell’autorizzazione si afferma che il richiedente deve pagare i danni che possono verificarsi, il consigliere ha chiesto alla Giunta qual è l'entità dei danni causati all'infrastruttura ferroviaria, quale quella dei danni causati dall'interruzione della linea ferroviaria per diverse settimane, a quanto ammontano i danni a carico del gestore cava e se la Provincia contribuisce direttamente o indirettamente al pagamento dei danni. L’ass. Philipp Achammer ha riferito di un pozzetto al km 47.200 riempitosi di sabbia, con successivo intervento di RFI. La Giunta non era al corrente dell’entità dei costi, né che la linea ferroviaria fosse stata interrotta per questo fatto. Nel caso di autorizzazione di cave, la Provincia è esente da responsabilità.

La conclamata prossima chiusura del centro carni di Aspiag in provincia di Bolzano rischia di essere una mannaia sulla vita di molti lavoratori: lo ha segnalato Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche), evidenziando che, nonostante l’azienda neghi la chiusura, sono anni che, tra trasferimenti a Monselice (PD) e reparti chiusi, il processo di serrata progressiva avanza, e i lavoratori vengono lasciati, in un momento delicato come questo, senza nessuna garanzia occupazionale per il futuro. Pertanto, egli ha chiesto alla Giunta se è vera questa volontà di disinvestire in Alto Adige da parte di Aspiag, se essa è collegata alla difficoltà di creare un nuovo centro commerciale in zona industriale a Bolzano e se è in programma l’avvio di un tavolo di confronto tra Aspiag e le parti sociali, così da avere un percorso di confronto il più trasparente possibile. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che la Provincia non è stata informata di chiusure o trasferimenti, ma in seguito all’interrogazione egli ha contattato l’azienda ottenendo una conferma indiretta: al momento infatti ci sono confronti con le parti sociali, e tra tre settimane ci sarà un nuovo incontro. Egli avrebbe seguito i successivi passi.

Il 31 agosto 2020 è stato riattivato il numero verde per informazioni sul COVID-19: lo ha ricordato Ulli Mair (Die Freiheitlichen) evidenziando che esso lavora dagli uffici della Protezione Civile ed è operativo sette giorni su sette dalle ore 8 alle ore 20, e chiedendo alla Giunta quanti telefonisti vi lavorano, quanti di loro sono in servizio contemporaneamente, in media a quante chiamate al giorno rispondono gli operatori e se riescono a rispondere a tutte le chiamate o, in caso contrario, se chi prova a chiamare e trova la linea occupata viene ricontattato più tardi, in quali ambiti e settori lavoravano prima i telefonisti che rispondono alle chiamate e se hanno ottenuto una formazione riguardo al quadro giuridico attualmente in vigore. La consigliera ha segnalato che una cittadina aveva  ricevuto informazioni sbagliate sulle possibilità di comportamento dopo essere stata a contatto con una persona a rischio. L’ass. Arnold Schuler ha risposto che dalle 8 alle 14 i telefonisti sono 4, dalle 14 alle 20 sono 3: in tutto si tratta di 10 persone che rispondevano in media a 131 chiamate al giorno a settembre, poi aumentate; negli orari di punta non si riesce a rispondere a tutte le chiamate, ma le persone non vengono ricontattate. I telefonisti non sono reclutati nell’amministrazione provinciale: vengono dall’esterno e ricevono una formazione apposita.

La discussione delle interrogazioni su temi d’attualità proseguirà domani mattina a partire dalle 10.00: la seduta di oggi è terminata.

(MC)