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Consiglio | 02.02.2021 | 17:37

Lavori Consiglio: informazioni della Giunta sulla situazione pandemica - CON VIDEO E FOTO

Gli interventi del presidente della Provincia e dell’assessore alla Sanità sulla gestione della pandemia da Covid, le domande di consigliere e consiglieri e la successiva replica della Giunta.

Link FOTO (Consiglio/Werth): https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/

Link VIDEO (GNews): https://we.tl/t-RV5HWgquZj

La sessione di febbraio del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano è iniziata oggi con un intervento del Presidente della Provincia Arno Kompatscher relativo all’attuale situazione pandemica in Alto Adige. Egli ha spiegato innanzitutto che oggi c’è stato un confronto con gli esperti, domani ce ne sarà uno con le parti sociali. Sono stati sentiti il direttore generale Sabes Florian Zerzer, il direttore sanitario Pierpaolo Bertoli, il responsabile del servizio Covid Marc Kaufmann: quest’ultimo ha riferito che in occasione dell’ultimo meeting con gli esperti internazionali, degli istituti sanitari di Germania, Italia, Austria e Svizzera, era stata considerata la complessità della situazione internazionale. Fino a novembre-dicembre c’è stata una certa programmabilità, e si sperava in miglioramenti lineari, ma con le mutazioni del virus la situazione è cambiata, e c’è un maggiore tasso di contagi. La situazione è diventata più complicata, la Provincia invia costantemente le analisi ma gli istituti che le esaminano, come lo Spallanzani, hanno tanti incarichi. Dal punto di vista clinico, in relazione ai letti delle terapie intensive e agli accessi al pronto soccorso, Bertoli e Kaufmann hanno riferito che le cifre sono stabili e la situazione gestibile. 30 sono i pazienti in terapia intensiva, e questo è grave perché va a scapito dei reparti normali, ma la situazione è sotto controllo. In merito ai contagi, l’incidenza è elevata, così come il tasso di positività, anche a fronte di un alto numero di test. Negli ultimi giorni accessi alla terapia intensiva e contagi sono leggermente aumentati, e la situazione è molto tesa, ma non è fuori controllo. Per quanto riguarda la situazione dei colori, che hanno provocato discussioni, ora l’Alto Adige è regione arancione, anche se le cifre sono migliori, perché non si possono saltare due colori: inoltre, alcuni indicatori sono da regione gialla ma ci si trova in peggioramento, quindi ciò che dice Roma rispecchia la situazione reale. Nonostante i molti test, la situazione rimane tesa; poiché si intende garantire il più possibile scuola e lavoro in presenza sono stati interrogati gli esperti in merito all’opportunità di un nuovo lockdown duro - con chiusure di scuole, negozi, restrizioni della mobilità - anche se va detto che molti contagi si sono verificati nel privato: la popolazione deve quindi partecipare. C’è da dire anche che non è possibile promettere che il lockdown sarà una panacea, anche se dal punto di vista clinico è sensato perché aiuta la situazione negli ospedali.  La Giunta si interroga quindi su quali misure adottare, se un lockdown duro o una richiesta di maggiore collaborazione ai cittadini, e domani con le parti sociali ci si confronterá anche su questo. Bisogna poi confrontarsi su ciò che accade con la classificazione a livello europeo, diversa da quella nazionale, dove tra il resto c’è un confronto: a livello europeo la provincia sarebbe rosso scuro, anche se ciò non ha valore giuridico. Nelle prossime settimane la UE cercherà di definire standard uguali per tutti, anche per evitare la chiusura di confini, e se questa classificazione si basa sull’incidenza, questo avrá ripercussioni sull’Alto Adige, che ha giá inviato un parere in merito alla UE: è stato riferito che concentrarsi solo su essa è controproducente, perché puó invitare alcune Regioni a falsificare i dati, vanno quindi considerati anche altri criteri. Importante sará un patto con i cittadini, perché le misure dall’alto non servono molto, ma se il trend peggiorerà nei prossimi giorni un nuovo lockdown sará inevitabile: niente lezioni in presenza, negozi chiusi, spostamenti vincolati, smartworking per tutti. IN quanto ai vaccini, tutti conoscono la situazione attuale relativa ai ritardi nella produzione, che rallentano la campagna vaccinale. Ogni vaccinato in più aiuta a migliorare la situazione, e questo rallentamento non aiuta, perché le dosi che erano a disposizione sono giá state utilizzate, e va garantito il richiamo a chi ha ricevuto la prima dose.  Il pres. Kompatscher ha concluso rinnovando l’appello a tutti i cittadini e le cittadine a collaborare per contenere la pandemia al fine di tornare alla normalità.
L’assessore alla Sanità Thomas Widmann ha riferito che ci si trova sempre in una situazione critica, e che anche la riduzione dei contatti sociali ha delle ripercussioni fisiche e psicologiche, la pressione è forte. Il contatto con gli esperti, i medici di base, gli operatori del pronto soccorso è costante, e ogni nuovo paziente in ospedale corrisponde a una percentuale di contagiati nella cittadinanza, quindi una pressione sul sistema sanitario. L’intensità del lavoro in terapia intensiva si riflette negativamente sugli altri servizi, anche importanti. La Giunta intende permettere il più possibile una vita normale e fare il più alto numero di test per interrompere la catena di contagio, tuttavia monitorando la situazione per procedere subito, se necessario, con un lockdown duro. Fare molti test significa essere penalizzati in base ai criteri UE, e il sistema semaforo introdotto da Roma non entusiasma perché non riconosce le diverse strategie e circostanze locali. Nel mese di novembre c’erano 23 posti occupati in terapia intensiva, poi in una settimana sono diventati 41 e 320 nella cosiddetta “area medica”, se non si fosse reagito con lockdown duro e screening di massa sarebbe stato un problema. Da alcune settimane la situazione è costante, con leggera tendenza verso l’alto, si temeva un’incidenza maggiore dopo le festività, ma tutto può cambiare da un momento all’altro, e se così sará servirà un forte lockdown, anche breve. IMportante è anche il rispetto delle regole: serve un patto con la popolazione, come avvenuto con lo screening di massa affrontato da 360.000 cittadini, con effetti positivi.  A causa di pochi che non rispettano le regole, la situazione è complessa per tutti. Anche la vaccinazione agli over 80 servirà ad alleggerire la situazione.

 Le domande di consiglieri e consigliere:

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto all’ass. Achammer dove sono gli aiuti, il secondo pacchetto di sostegno per le imprese, nonché informazioni su aiuti ai lavoratori, anche quelli in cassa integrazione. Ha segnalato che in merito al contributo ai figli ci sono interpretazioni diverse da parte dei comprensori, e chiesto in merito ai ristori dove sono i parlamentari amici dell’Alto Adige come Bressa o Boschi. Ha poi chiesto all’ass. Hochgruber Kuenzer informazioni sulle norme di attuazione della legge territorio e paesaggio, e all’ass. Widmann di comunicare le cifre in maniera trasparente.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che non si puóp dare sempre la colpa alla popolazione, che non ha visto effetti positivi pur rispettando le regole imposte. Ha chiesto quindi come si procede con la strategia vaccinale con AstraZeneca, che pare non proteggere come gli altri vaccini, e come si procede davanti alle mutazioni del virus, molto contagiose. Mandando i dati in Austria si avrebbero risposte in poche ore, mentre da Roma ci sono ritardi. Ci sono ora migliaia di persone che non percepiscono la cassa integrazione, e se la politica ordina una chiusura deve anche risarcire i danni, ma così non è. Le decisioni non vanno più adottate dal presidente della Provincia da solo, ma ci deve essere una volta a settimana un confronto tra questi e i capigruppo in consiglio provinciale: “Non è possibile che apprendiamo dalla Dolomiten che probabilmente ci sará un lockdown”. 
Josef Unterholzner (Enzian) ha ringraziato la Giunta per non aver introdotto un nuovo lockdown, e chiesto di lasciar lavorare le persone sane: egli non conosceva nessun imprenditore molto per covid, ma c’erano morti per non aver potuto lavorare a causa delle restrizioni. Risultare positivi ai test non vuol dire necessariamente essere malati, e ci si chiede a cosa sia servito lo screening di massa, dato che i numeri sono risultati invariati e la stagione invernale è ormai andata, con i 45.000 lavoratori del settore in bancarotta e ora una nuova chiusura di bar e ristoranti. il sostegno migliore è lasciar lavorare la gente: non si possono rinchiudere persone sane.
Franz Ploner (Team K) ha evidenziato che è difficile prendere decisioni con dati che non sono chiari, tuttavia vanno rispettate le indicazioni degli esperti. L’incidenza non si può ignorare, ma basarsi solo su di essa non ha senso, basti vedere che a Trento c’è un grado di incidenza ben differente; essa è importante soprattutto per la logistica ospedaliera. Una fotografia attuale si avrebbe solo con un nuovo screening di massa, ed è chiari che più test si fanno, meno contagiati scoperti si hanno. Un test successivo con PCR sarebbe necessario dopo ogni test antigenico positivo. Invece che un lockdown, sarebbe opportuna una strategia di chiusure differenziate, anche a fronte della stanchezza dei cittadini.
Solidarizzando con il pres. Kompatscher per il suo grande sforzo, Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha però rilevato che il modello di comunicazione scelto confonde i cittadini oggi addirittura è stato detto che il sistema di colori non è correlato alla pericolositá legale, e questo è inaccettabile. Se anche l’Europa definisce il rosso scuro, o c’è una congiura contro l’Alto Adige o c’è davvero una situazione problematica, e c’è chi fa ancora piú test: terapie intensive e decessi sono sopra alle media altrui, non bisogna minimizzare. Se saranno necessarie le misure restrittive, bisogna agire, perché la salute deve restare al primo posto. Non è vero che è impossibile il passaggio da rosso a giallo, alcune regioni lo hanno fatto: la realtá è che la situazione qui non lo consentiva.
Secondo Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato la decisione della Giunta di decidere solo in base ai numeri, e in caso necessario introdurre un lockdown, chiedendo di rendere noti i dati che vengono comunicati al Governo: se essi sono chiari, aumenta anche la comprensione della popolazione. Il test antigenico veloce, con specificitá del 92%, dà molti falsi positivi, e solo questo fa superare la soglia: in provincia di Trento, con gli stessi pazienti in terapia intensiva, questi dati non vengono comunicati. Le persone non capiscono perché il Twenty è aperto ma gli impianti sciistici e i ristoranti sono chiusi, se si cerca un patto con la popolazione bisogna essere coerenti e comprensibili.  Se è stata fatta un'analisi dei luoghi dei contagi sono possibili chiusure più mirate. Köllensperger ha quindi ausüicato una più immediata comunicazione da parte della Giunta, anche per favorire la collaborazione da parte dei consiglieri.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), confrontando i dati locali con quelli del Tirolo ha rilevato un’incidenza di 700 contagi a 100, quindi una grande differenza, segnalando che l’incidenza è fortemente cambiata dopo lo screening di massa, perché a fine novembre essa era uguale nelle due regioni: è quindi accaduto qualcosa che ha modificato i dati.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato un aumento di nervosismo in provincia, che si rileva anche dalle attribuzioni di responsabilità. Non è vero che la UE considera solo il tasso di incidenza, e in Italia ci sono circa 21 criteri: quali vengono considerati in Alto Adige? Chi effettua i calcoli e dove? Saperlo sarebbe importante per ottimizzare la collaborazione della popolazione.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha condiviso l’idea che la collaborazione della popolazione sia importante, aggiungendo che è importante anche quella dei consiglieri e delle consigliere, i quali devono essere coinvolti.  Se l’ass. Widmann dice che gli unici parametri considerati sono quelli dei posti letto e della terapia intensiva, allora va detto che essi portano al lockdown forte, se si intende considerare altri parametri va detto c chiaramente. Attenzione è indispensabile per i lavoratori stagionali, gli aiuti immediati sono l’unica possibilità quando scadono disoccupazione o cassa integrazione, bisogna migliorare l'accessibilità. In alcuni distretti il personale non riesce più a stare dietro alle domande, e questo causa ritardi: bisognerebbe aumentare il personale.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha rilevato una certa confusione sulle tone colorate, e chiesto quali sono i parametri che si discostano rispetto a quelli dello Stato, o se ci sono dati riferiti in modo diverso, da cui dipendono poi anche i ristori. Ha chiesto poi se la commissione istituita l’8 maggio 2020 è stata convocata e ha dato risultati, nonché informazioni certe sull’apertura o meno degli impianti sciistici, Ha chiesto poi come mai ci sono tante infezioni nella scuola tedesca rispetto a quella italiana, e se questo si deve alla situazione dei trasporti.
Peter Faistnauer (Team K) ha rilevato l’importanza di fare test che rilevino anche gli anticorpi, invitando a introdurli in futuro, e chiesto quali prospettive ci sono per i gestori della palestre, se possono aprire o meno a utenti che hanno fatto un test antigenico. Quali prospettive, ha chiesto poi, vengono date alle società sportive, così importanti per bambini e giovani? Cosa si puó fare, cosa no?
Franz Locher (SVP) ha apprezzato che non si introduca un lockdown, perché i cittadini vogliono lavorare e partecipare alla vita sociale. Positivo è che le scuole siano aperte, mentre in germania e Austria sono chiuse anche per i bambini della prima elementare. va ricordato anche il commercio, i cui operatori auspicano di smaltire con le svendite le merci stockate in negozio, così come l’artigianato. Attenzione merita la gastronomia, così come i gestori degli impianti di risalita. CHiudere tutto non si può: più opportuna sarebbe una limitazione della vita sociale, delle uscite serali, delle visite nel tempo libero e nel fine settimana. La Giunta ha adottato buone decisioni, ora bisogna fare dle proprio meglio per evitare a tutti i costi un lockdown duro.  
Helmut Tauber (SVP) ha condiviso l’apprezzamento alle decisioni della Giunta, ritenendo corretta la via altoatesina, invitando però a un comportamento sociale più responsabile, soprattutto nel tempo libero. I cittadini devono assumersi le loro responabilitá, in particolare quelli della fascia 16-35 anni, nella quale ci sono molti contagiati. Opportuni sarebbero anche più screening nelle scuole, permettendo ad aziende e privati di lavorare nell'ambito di regole ben chiare. Un coprifuoco dalle 18 alle 5 sarebbe un modo utile per ridurre i contagi, perché tante persone non rispettano le restrizioni. COme rappresentante del turismo, che comprende noleggi, scuole da sci, eventi ecc, ha rilevato che nel settore molti non riescono a sbarcare il lunario, e chiesto di collaborare tutti nell'ambito della via autonoma altoatesina.
Alex Ploner (Team K)  ha invitato a distanziarsi dalla politica dei divieti, cercando di agire un altro modo, perché sono sempre meno le persone che rispettano le prescrizioni, anche perché molte stanno lottando per la sopravvivenza: non hanno più risparmi, non ottengono credito dalle banche, e questo aumenta anche l'aggressività.Bisogna proporre delle soluzioni comprensibili. Ci vorrebbe un confronto anche con le banche, che vanno coinvolte. Ploner ha citato il caso di una persona che ha sempre avuto un conto in banca con del denaro, ha sempre rispettato le scadenze, e ora che è senza soldi non riceve un sostegno momentaneo dalle banche. Ha rilevato che il problema di non permettere gli eventi culturali mentre si lascia aperto il Twenty, sollecitando un ritorno alla normalità nel rispetto delle regole di sicurezza, e invitato a introdurre un sistema di utilizzo a fasce orarie dei mezzi pubblici, anche per evitare contagi nelle scuole. Ha infine segnalato che una dirigente scolastica aveva cercato per una giornata di contattare il sistema sanitario, senza riuscirci: “Questo è un problema”.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha rilevato che con l’ingresso nella maggioranza nazhionale della SVP cis ará sintonia tra le dissonanze a livello nazionbale e quelle a livello locale. Forse questo servirá però a migliorare la comunicazione tra Bolzano e Roma, perché ora l’opinione pubblica non riesce più a stare dietro alle ordinanze, e trova discrepanze tra i telegiornali nazionali e quelli locali. In quanto ai ristori economici va considerato l'utilizzo dei 40 milioni destinati al Polo bibliotecario che sará fermo per anni anche a causa del ricorso di condotte comunicato oggi. La Giunta aveva promesso di ristorare seguendo una via autonoma oggi invece questo impegno viene dimenticato e si dice che bisogna chiudere per non perdere i ristori: ci vuole un quadro chiaro dei ristori messi in campo dalla Provincia.
Magdalena Amhof (SVP) ha chiesto all’assessore alla Scuola informazioni sulla situazione nelle scuole dell’infanzia, dove pare che i casi siano in aumento, e sulle scuole superiori, rilevando la preoccupazione degli insegnanti relativamente alla didattica a distanza: a fronte di nuovi test, li si potrebbe considerare obbligatori nelle scuole professionali? In quanto agli aiuti immediati Covid 19, andrebbero estesi a chi non ha diritto a disoccupazione o cassa integrazione, mettendo a disposizione maggiori mezzi finanziari. Importante è pure l'informazione su come ricevere i sostegni. La Giunta sta scegliendo una strada coraggiosa facendosi consigliare da esperti, questo è positivi.

La replica della Giunta.

La vicepresidente della provincia Waltraud Deeg ha proposto un incontro giovedì mattina per un confronto approfondito sui sostegni sociali. Il sistema sociale in provincia di Bolzano funziona molto bene, anche se sottoposto a un enorme sforzo: si pensi che se in passato erano 49 milioni gli aiuti agli affitti, e 14.000 le relative domande, quest’anno ne sono giunte ulteriori 18.000, istruite con lo stesso personale e presupposti, per un totale di 62 milioni €. Qualche ritardo è fisiologico, ma si sta facendo il possibile. Il ritardo di due settimane si deve anche alla necessitá di adattamenti tecnologici, anche per il confronto con lo Stato. I parlamentari locali a Roma si stanno impegnando nell’ambito del Ristori 5, ma il decreto è ritardato dalla crisi di Governo. 
Il Presidente della Provincia Arno Kompatscher è tornato sulla questione delle fasce, ribadendo che da rosso non si puó passare a giallo, ciò è avvenuto solo nel caso della lombardia perché la classificazione è stata rivista. Ha ribadito che la crisi di Governo non aiuta, perché il Ristori 5 va ancora varato, e serve un nuovo Governo in grado di prendere decisioni. La Giunta però è pronta per le trattative, anche in merito alle possibilità di indebitamento, che attualmente non è possibile: è stata trovata una soluzione per cui c’è consenso, ma ci vuole l’ufficialità. ieri c’è stato un incontro con le banche per chiarire cosa può fare la Provincia, e si è parlato anche di una proroga del saldo dei prestiti, ma a livello UE è stato deciso che non è possibile un’ulteriore proroga, e questo rende più difficile la situazione. Si cerca di introdurre alternative tramite fondi, e di aiutare i cittadini che cercano nuovi prestiti: una soluzione sará presentata a breve. In quanto ai dati e ai contagi, i numeri sono presentati in maniera chiaro sulla homepage, attualizzata di giorno in giorno: per la relativa interpretazione, ci si fida degli esperti. Prendendo le decisioni, ci si chiede continuamente cosa ha funzionato o meno, cosa bisogna modificare, tenendo conto anche di quanto funziona o meno altrove e di una situazione in continua evoluzione. Si tratta delle regole che devono seguire tutti, non si inventa nulla, tutti sono invitati a seguire le regole e rispettarle, ma andranno chiuse le attivitá dove non si riesce a ridurre i contagi. Egli comprende che i cittadini sono stanchi, anche psicologicamente, e rileva l'importanza di far comprendere e accettare le misure. In quanto ai colori, attualmente l’arancione corrisponde all’ordinanza provinciale, mentre prima la classificazione rosa decisa da Rima non corrispondeva a quanto dicevano i numeri. I criteri per la valutazione sono leggibili, ma la sola incidenza non è sufficiente; all’inizio i tanti test antigenici rapidi hanno penalizzato perché la provincia di Bolzano era l'unica a tenerne conto, ma ora non è più così. è stato detto che è necessario rifondere tutto ciò che si perde con il lockdown. Ma non è stato fatto un lockdown, si è cercato di tenere aperto il più possibile anche grazie ai test di massa, mentre altrove si chiudeva: in Tirolo scuole e gastronomia sono chiuse da tempo. Non si è potuto lavorare a pieno carico, ma qualcosa si è fatto, e la via altoatesina ha permesso di assorbire un po’, ma questo comporta anche un maggiore rischio di contagio, ed è quello che si riscontra oggi: un leggero aumento. Il dialogo con Roma ora è buono, e Roma riconosce il sistema adottato in provincia di Bolzano. In quanto ai criteri, il numero di letti in terapia intensiva è importante, ma non l'unico. La domanda chiave è se c’è un trend verso l'alto. Nella Conferenza delle Regioni è stato rilevato più volte il problema del vincolo dei ristori alle sole ordinanze di chiusura statali, anche lo Stato ha riconosciuto che sarebbe più opportuno introdurre il criterio della perdita di fatturato. In quanto all’apertura degli impianti sciistici, è ancora in vigore il divieto statale fino al 15 febbraio, bisogna vedere come si sta sviluppando la situazione, resa più complicata dalla variante inglese. Stabilire una data non è possibile. In quanto al coinvolgimento del Consiglio provinciale, il rpes. Kompatscher ha fatto riferimento alla proposta di convocare costantemente incontri informali per confrontarsi coi capigruppo, ricordando di averlo proposto giá in passato.
L’ass. Philipp Achammer ha segnalato che l’unica correzione dei criteri per gli aiuti economici, che riguarda gli organizzatori di eventi, e che molte sono state le richieste per i 90 milioni messi a disposizione dei giovani imprenditori. Altre modifiche non sono state fatte per difficiltá giuridiche e perché non c’erano i fondi necessaria. È stato deciso però un nuovo inserimento nel pacchetto provinciale di aiuti, e si stanno negoziando con roma i fondi a questo scopo. Si pensa a criteri comparabili con quelli austriaci, e cioé mettere a disposizione contributi in conto capitale per riduzioni di fatturato sopra al 30%, nonché aiuti alle medie imprese per pagare impegni finanziari. Inq uanto alla scuola, è vero che i contagi in quella tedesca sono di piú, ma la strategia di test esiste, e vengono testati regolarmente 900 alunni e 300 insegnanti. tuttavia, è chiaro che i contagi si verificano per lo piú fuori da scuola, perché sono rari i casi in cui è contagiata la classe: per esempio, sui mezzi di trasporto, ed è per questo che è stato introdotta la raccomandazione di usare mascherine FFP2 a bordo. L’intenzione è di effettuare veri e propri screening, soprattutto nelle scuole superiori dove il numero di contagiati è più alto: si sta cercando nuovo personale per analizzare i test. Va detto che in Austria per frequentare la scuola serve un test PCR con risultato negativo. Attualmente non si è in grado di prevedere ulteriori allentamenti riguardanti le attivitá sportive, ma d’intesa con i gestori delle palestre si è in procinto di elaborare risarcimenti simili a quelli per le discoteche, pari a 60-80.000 e per azienda.
L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che sarebbe un grande aiuto se tutti i Paesi in Europa avessero gli stessi criteri, ma purtroppo così non è, e l’unione Europea non è intervenuta per unificarli. Questo è incomprensibile per i cittadini, ma l’incidenza a 500, non ancora ratificata da Bruxelles, è un criterio ben poco esatto. Una parte delle cifre vengono mandate a Roma e confrontate col CTS, che rispedisce nuovi dati, la provincia a sua volta li controlla e spedisce, infine vengono prese le decisioni di classificazione, che forse sono anche politiche e non solo scientifiche. Dal confronto con l’ISS è arrivata la conferma che la provincia di Bolzano dal punto di vista dei valori lo scorso venerdì era gialla, ma in seguito al meccanismo in vigore è passata da rosso ad arancio; tutti i dati sono comunque disponibili sulla homepage della Provincia e della Protezione civile, con essi si definiscono 21 parametri, tra cui quelli dell’occupazione della terapia intensiva, i valori dell’area medica; l’incidenza non è significativa per la classificazione nazionale. La provincia esegue sempre tanti test, 1.262 per 100.000 abitanti, che sono 4 volte quelli del Trentino e 3 volte la media nazionale. L’Austria ne fa 1.201. L’occupazione dei letti in ospedale è un parametro importante, ma non basta per valutare la situazione complessiva. La pressione sulle terapie intensive ora è moderata, ma non per questo la situazione è buona, ed è per questo che ci si appella alla collaborazione con i cittadini, altrimente i test di masse non servono a nulla. O si introduce un lockdown duro e rapido, o si continua con i test cercando di mantenere la situazione come è al momento. In Alto Adige ci sono stati 40.000 contagiati, ma probabilmente molti non si sono sottoposti a test e si sono isolati autonomamente, ci sono poi molti asintomatici. Si spera di tornare alla normalitá quando saranno vaccinati molti degli over 80 e gli operatori sanitari. In quanto all'assistenza ai pazienti, essa è standardizzata a livello europeo, e purtroppo i farmaci utilizzabili contro il Covid sono pochi. Sicuramente le persone sono stufe delle limitazioni sociali, ma importante è che continuino a seguire le regole, anche nei prossimi mesi: solo con la collaborazione di tutti si riuscirá a combattere questa pandemia. In quanto ai vaccini AstraZeneca, in Italia ci sono altri protocolli rispetto a Germania o Austria. Per quanto riguarda il sequenziamento relativo alle mutazioni, prima si inviava tutto allo Spallanzani, ora l’Azienda sanitaria si puó rivolgere anche altrove.
L’ass. Daniel Alfreider ha evidenziato l'importanza di lavorare sulle infrastrutture, su strade sicure, investendo in esse, anche in collaborazione con i Comuni. Questo ha a che fare anche con le aziende, è importante che esse possano lavorare; non si cambierà opinione nemmeno nel periodo post-pandemico, gli stessi sindaci chiedono di proseguire con i lavori e i cittadini vogliono una mobilitá sicura.
Per quanto riguarda il settore turistico, l’ass, Arnold Schuler ha annunciato che ci sará una seduta della Giunta espressamente dedicata a esso. Si parlerá di norme di attuazione riguardanti gli ampliamenti qualitativi, non si aumenteranno i posti letto; di linee guida per i Comuni al fine ei piani di sviluppo turistico, sulla base del concetto di sviluppo contenuto nella nuova legge urbanistica, per dare un po’ di sicurezza ai Municipi. Finora sono state presentate 50 richieste di nuove assegnazioni o ampliamenti di strutture turistiche.
L’ass. Massimo Bessone ha risposto in merito alla richiesta di accantonamento dei fondi per il polo bibliotecario, segnalando che il finanziamento dell’opera avviene attraverso un mutuo che è espressamente vincolato a questo scopo, e non può essere destinato ad altri scopi.

La seduta continua con l’esame delle interrogazioni su temi di attualità.

(MC)