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Consiglio | 13.01.2021 | 15:56

Lavori Consiglio: Surrogazione di maternità, professioni di cura- CON FOTO

Mozioni di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Die Freiheitlichen.

LINK FOTO LIBERAMENTE UTILIZZABILI (Crediti: Consiglio/Werth)
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È ripresa nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale, la discussione, avviata questa mattina, della mozione n. 351/20: La Provincia si attivi presso il Parlamento per chiedere la punibilità del reato di surrogazione di maternità anche quando lo stesso sia commesso da un cittadino italiano in un Paese straniero, con la quale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) chiedeva di impegnare la Giunta (1) a sostenere l’impegno contro ogni forma di violenza sulle donne, premettendo che, tra le vittime, figurano anche tutte le donne “sfruttate per la loro povertà e costrette ad affittare il loro utero in cambio di denaro”, (2) ad attivarsi presso il Parlamento ed i parlamentari locali per chiedere un’iniziativa legislativa volta ad ottenere la punibilità del reato di surrogazione di maternità anche quando lo stesso sia commesso da un cittadino italiano in un Paese straniero.
Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha rilevato che la competenza non è provinciale, ma l’argomento è molto delicato. Come rappresentante della lega ma soprattutto come donna, riteneva la pratica dell'utero all’affitto aberrante: la maggior parte delle volte, a parte alcuni casi, si trattava di mercificare il corpo delle donne, trattando i bambini come oggetti da vendere. era ben noto che dietro alla questione ci fosse un business molto consistente, quasi 6 mld $ l’anno, con lo sfruttamento in particolare di donne dei paesi poveri da parte di persone abbienti. Quasi una forma di schiavitù, con bambini strappati alle madri; anche se frutto di impianto, portare per nove mesi una creatura in grembo crea un legame. la maternitá surrogata calpesta la dignitá della donna ed è un business vergognoso: un’alternativa sarebbe semplificare le pratiche per le adozioni nazinali e inzternazionali. Anche se la mozione non è di competenza provinciale, l’avrebbe sostenuta.  
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato l’importanza di opporsi alla violenza sulle donne, rilevando che ci sono tante occasioni per farlo, aderendo anche ad appelli di organizzazioni femminili e femministe “dove chi sostiene la mozione potrebbe farsi vedere”. Bisognerebbe osservare il punto di vista delle donne, e va considerato che normalmente queste situazioni sono disciplinate dalle leggi, non sono certo reati. Si tratta di persone che usano il proprio corpo in base al bisogno economico, il problema quindi è una relazione dispari di potere e benessere tra chi ricorre a questo servizio e chi lo eroga. Se si vuole sposare il punto di vista delle donne, bisognerebbe concentrarsi sulle motivazioni che spingono le donne a dare questo servizio e sulla disparitá di condizioni che ne sta alla base.
L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che ci sono paesi dove questa pratica è legalmente consentita, e non solo paesi poveri, si pensi al canada. Ha aggiunto che si tratta di un tema profondamente etico che non puó essere affrontato solo con una mozione, ma va approfondito anche dal punto di vista etico. Urzì, rilevando anche che Franz Ploner aveva chiesto un approfondimento tramite un’audizione in commissione legislativa, ha suggerito di organizzarne una: se c’era la disponibilità, egli avrebbe sospeso la mozione. Il pres. Josef Noggler ha replicato che la decisione sull’audizione spettava alla commissione legislativa, non al Consiglio, e l’ass. Widmann ha condiviso questa posizione. Urzì, rilevando una certa disponibilità, ha annunciato l’intenzione di un progetto di legge che riprendesse quanto previsto nella mozione, coinvolgendo altri gruppi consiliari. Esso poi sarebbe passato in commissione, sede di eventuale audizione. Ha quindi sospeso la propria mozione.

Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha quindi presentato la mozione n. 357/20: #professioni infermieristico-assistenziali: un pacchetto organico per rendere attrattivo l’Alto Adige, chiarendo che si trattava di un tema non legato specificamente  alla pandemia in atto, che ha solo acuito un bisogno giá esistente, ma discusso in provincia di Bolzano da anni. Le persone che scelgono una professione nel campo dell'assistenza e della cura, ha spiegato, sono speciali: hanno molti talenti, possiedono competenza sociale e sanno lavorare in squadra, hanno un carattere forte e spesso necessitano di grande energia per assistere i malati e gli anziani ogni giorno: trovare simili talenti e motivare i giovani a una carriera nel campo dell'assistenza è una delle più grandi sfide delle società di tutta l’Europa, la concorrenza e la lotta per accaparrarsi gli operatori del settore sono già iniziate da tempo. Se si vuole davvero valorizzare seriamente queste professioni in Alto Adige e garantire anche in futuro un’assistenza adeguata a tutti coloro che ne hanno bisogno, è necessario  finalmente elaborare una strategia complessiva e metterla in campo: a questo scopo, bisogna cogliere l’opportunità dell’indebitamento del bilancio provinciale dovuto ai prossimi programmi congiunturali e di sostegno per reperire finalmente i fondi necessari per riorientare e valorizzare complessivamente il settore dell'assistenza in Alto Adige. Pertanto, il consigliere proponeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di sfruttare lo sforzo finanziario già in atto con l’indebitamento pluriennale del bilancio provinciale dovuto ai prossimi programmi congiunturali e di sostegno, e di prevedere ulteriori fondi per poter rendere a medio termine l'Alto Adige un luogo attrattivo per le professioni infermieristico-assistenziali nel settore pubblico e privato; (2) per definire le sfide relative all’organizzazione e per elaborare le misure da adottare devono essere coinvolti i rappresentanti delle associazioni professionali, delle parti sociali, dell’Azienda sanitaria e dei centri di formazione nonché dei diversi servizi di assistenza e di altri soggetti rilevanti.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha rilevato che il problema torna costantemente nella discussione in aula, e che finalmente bisogna intervenire con misure concrete. In primis, ci vuole una remunerazione adeguata per queste persone, sia che lavorino nelle RSA che altrove. A dicembre è stato firmato un contratto parziale che aveva come oggetto solo premi e aumenti per i coordinatori, le parti sociali si erano però impegnate a portare avanti le trattative per rivalutare le categorie infermieristico-assistenziali. Bisogna inoltre incentivare i giovani a scegliere questa professione. Un altro tema importante è quella dei licenziamenti nell’azienda sanitaria: nel 2019 si licenziati 242 dipendenti, nel 2020 199, e questa non puó essere considerata una cosa normale. Anche tra le proposte del Consiglio provinciale dei bambini ci sono proposte per aumentare il personale negli ospedali, compresi l’aumento di stipendio e la garanzia di alloggi.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato che esiste un problema a livello europeo: gi infermieri che arrivano qui, a loro volta, lasciano un buco nel loro Paese. La mancanza di considerazione verso chi lavora nel sociale e nella snaitá, che si riflette nello stipendio, è grave. Sono professioni essenziali per il sistema, ma vengono sottopagate, inoltre ci sono molte persone che si affacciano a questo settore in età avanzata, ma la struttura formativa non è stata adeguata, per esempio con tirocini in loco.
Franz Ploner (Team K) ha condiviso la necessitá di aumentare l’attrattività di queste professioni, a fronte di una carenza consistente. Lo stipendio rispecchia l’apprezzamento verso queste categorie: troppo poco. Un altro punto importante la scarsa possibilità di parola sugli orari e le poche opportunitá di carriera. Dovrebbe essere scritto nero su bianco il numero di pazienti per esistente: in Olanda sono 7; dovrebbero essere garantite opportunitá formative, una maggiore considerazione e ovviamente una migliore retribuzione. Il suo gruppo avrebbe appoggiato la mozione.
Anche Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha sostenuto la proposta, ricordando una sua mozione analoga che rilevava la carenza di personale. Se dalla Claudiana escono una novantina di infermieri l’anno, ce ne sono circa 400 che andranno prossimamente in pensione, e l’estero fa una concorrenza attraente per via delle retribuzioni maggiori: il gap è destinato ad aumentare. Bisogna muoversi per formare nuovo personale. per far fronte alla situazione, sono state introdotte deroghe al patentino e precettazioni, e la normativa provinciale non aiuta da questo punto di vista. Il problema era peggiorato con l’emergenza Covid.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha sostenuto che si era nel momento giusto per discutere una tale mozione, a fronte di una grande azione di recruiting, nell’ambito di queste professioni, da parte delle regioni confinanti. Questo era causa di numerose dimissioni. la mozione parlava anche di “ambiente attrattivo”: questo significa dare qualcosa di più di una semplice retribuzione economica. C’è chi prende qui 1.800 € a fronte dell’alto costo della vita, e trovandosi in un ambiente che - secondo testimonianza - spesso discrimina, anche per scelte politiche e di appartenenza. Inoltre, va considerato che chi arriva qui da altre regioni italiane per 4 anni non può votare: bisogna considerare nel complesso anche problemi strutturali.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che il problema è comune ad altri paesi, ma in provincia di Bolzano è particolarmente forte, e questo non si deve solo allo stipendio basso, ma anche, per esempio, alla difficoltá nel riconoscimento dei titoli: il suo gruppo aveva presentato una mozione per il riconoscimento automatico, a che punto era questa richiesta?  Anche lo stipendio è un problema, basta fare un confronto con quello dei direttori d’ufficio: mettere a disposizione degli alloggi è una possibilitá. Un problema è la lingua: è sicuramente deprimente per i pazienti non potersi confrontare con il personale nella propria lingua, si pensi alle RSA. È necessario rendere più attrattive queste professioni. 
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha evidenziato che la provincia ha competenza primaria nel settore infermieristico-assistenziale, quindi può attuare una “strategia globale”: questa è la chiave della mozione. È necessario agire, e bisogna investire moltissimo: la demografia e la statistica ci dicono esattamente cosa succederà tra 5-10 anni.
L’ass. Thomas Widmann ha ritenuto corretta una rivalutazione delle professioni assistenziali, che sono un pilastro del sistema sanitario. oltre allo stipendio, si tratta di condizioni quadro attraenti e tempi di lavoro flessibili: in questo senso, l’offerta in provincia è positiva. In tutta Europa c’è carenza di operatori assistenziali, anche in Germania. Riedere ha stravolto i fatti riguardo ai licenziamenti: egli aveva detto che le fluttuazioni erano normali, e che c’erano più operatori assistenziali di 1-2 anni fa. È chiaro però che ogni operatore che se ne va è uno di troppo, a breve però ci saranno 60-70 diplomati della Claudiana. Difficile è offrire un posto fisso senza patentino di bilinguismo, ma tramite contratti Covid sono stati assunti anche operatori da altre regioni d’Italia. Va detto anche che ci sono stati recentemente notevoli aumenti di stipendio; Ci sono 8.549 persone che hanno avuto un premio, non solo i coordinatori, e le trattative continuano. Non è vero che molto è stato promesso e poco è stato fatto, per esempio l’indennità di coordinamento è stata raddoppiata.In Alto Adige ci sono consizioni lavorative più favorevoli, per esempio rispetto alla maternità, che in Isvizzera non è meno garantita. Coin Innsbruck è stata attivata una cooperazione per la formazione di 25 operatrici che poi torneranno, inoltre sono state modificate le condizioni per l’assunzione dei dipendenti della Claudiana, con maggiore permeabilità: questo garantirà fino a 90 nuovi assistenti che entreranno in servizio quest’anno.  Leiter Reber ha criticato la risposta di Widmann, che non aveva fatto riferimento all’approccio globale da lui richiesto e ora permesso dall’indebitamento. Se l’asessore avesse respinto la proposta, voleva dire che era contrario a questo approccio. La Giunta da mesi si appella alle opposizioni per una collaborazione costruttiva, e le opposizioni avevano risposto: la sua proposta era aperta, non c’erano tempistiche. La mozione è stata respinta con 15 sì e 16 no.

(continua)

 

 

(MC)