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Consiglio | 12.01.2021 | 18:07

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il Giardino vescovile di Bressanone, contributi agli Schützen, supporto a persone non autosufficienti, fondi per l’economia, variante del coronavirus, esami di bi- e trilinguismo, passaggio stazione-autostazione a Bolzano, Törggelen, aiuti alle aziende, video degli Schützen. La seduta di oggi è terminata.

Sulla base della sentenza del TAR di Bolzano del 16 novembre scorso, è stato accolto il ricorso dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bolzano contro. ,l'aggiudicazione diretta dell'appalto per la riprogettazione del Giardino vescovile di Bressanone alla "Büro Andrè Heller S.r.l.": lo ha riferito Franz Ploner (Team K) nell’ambito della discussione delle interrogazioni di attualità, questo pomeriggio in Consiglio provinciale, aggiungendo che tale sentenza annulla tutte le decisioni sul "Progetto Heller", compresa la delibera del Consiglio comunale n.82 del 14.12.2017, che ha sospeso il progetto "Freilich". Egli ha quindi chiesto se la Giunta intende sostenere l'appello al Consiglio di Stato che il Comune di Bressanone intende portare avanti, se continuerà a sostenere l'elaborata esposizione dell'artista multimediale Andrè Heller e a finanziarla con contributo provinciale, su quale base giuridica si può concedere un contributo ai costi di un progetto non approvato, perché la Giunta non dà la preferenza al progetto "Freilich", già approvato da una giuria internazionale e come essa giustifica l'aumento dei costi del progetto Heller nel bel mezzo di una crisi economica. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che la procedura riguarda il Comune, quindi la Provincia non è coinvolta. In seguito a parere preliminare positivo della Consulta die Musei, la Provincia ha dato comunque un primo contributo. La sentenza non è ancora operativa. Il Consiglio comunale, senza voto contrario, ha deciso di non portare avanti il progetto Freilich. Gran parte dei costi ritornano all’economia locale, la stessa economia si attende effetti positivi.

Sostenendo che il lodevole proposito della Giunta provinciale di interrompere ogni sorta di finanziamento  a quelle organizzazioni che dovessero promuovere lo scontro e la provocazione dannosa alla pacifica convivenza dei gruppi linguistici in Alto Adige era purtroppo rimasto lettera morta, Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia) ha chiesto quale fosse l’ammontare dei finanziamenti e dei contributi attribuiti negli anni 2018, 2019 e 2020 alla Federazione degli Schützen altoatesini e con quale motivazione e per quali attività fossero stati concessi tali vantaggi economici. Ha chiesto inoltre di avere copia di tutte le domande di contributi e/o finanziamenti presentate dalla Federazione degli Schützen altoatesini relativamente agli anni 2018, 2019 e 2020, con notizia di quali fossero state accolte e in quale misura. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato che in ognuno degli anni 2018, 2019 e 2020  erano stati dati 107.000 € per attivitá culturali, ai sensi della legge provinciale sulla cultura: erano destinati a pagare il personale, i corsi offerti, alcuni eventi. Il video non era stato finanziato tramite i contributi.

Per effettuare gli ormai consueti tamponi di verifica della positività al virus, le persone non autosufficienti sono costrette ad essere accompagnate nel luogo designato all’effettuazione del tampone͖, e questo può generare un problema, in quanto il trasporto è generalmente a carico di parenti o familiari, i quali si espongono al rischio della quarantena (se il soggetto accompagnato risulta positivo al tampone) o nel peggiore dei casi ad essere contagiate: lo ha segnalato Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche), secondo il quale il risparmio nei servizi “porta a porta” di sostegno alle persone non autosufficienti rischia così di mettere in difficoltà altri nuclei familiari, con ricadute anche sul piano lavorativo: la perdita di ore di lavoro è un costo per l’amministrazione pubblica e questo fa sì che il risparmio iniziale diventi poi un costo. Egli ha quindi chiesto come è possibile che la cura delle persone non autosufficienti venga sempre di più demandata agli stessi familiari o persone private, esponendole nel caso specifico attuale al rischio di contagio e/o quarantena, e se è in programma, nel breve, l’attuazione di programmi di assistenza alle persone non autosufficienti, di modo da poter intercettare i bisogni dei molti di cui sopra. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che la provincia ha il maggior numero di strutture stazionarie per anziani e non autosufficienti, aggiungendo però che negli ultimi mesi i relativi collaboratori sono sovraccarichi di lavoro. Durante la prima e la seconda ondata, i servizi di assistenza mobile erano attivi, seppur ridotti, e si è cercato di potenziare laddove le famiglie non potevano intervenire. Erano anche stati istituiti reparti di isolamento nelle strutture.

A dicembre del 2020 è stato approvato il bilancio: secondo Josef Unterholzner (Enzian), l’andamento delle dotazioni previste a partire dal 2018 non lascia presagire nulla di buono: se, infatti, nel 2018 i fondi inizialmente stanziati per l’economia ammontavano a 80.670.180 €, alla fine dello stesso anno avevano toccato quota 120.220.261,70 €, mentre gli 80.670.180 € del 2018 per il 2021 erano stati ridotti a 26.123.342 € (il che corrisponde a una riduzione del 68 %) – e questo nel bel mezzo della crisi. Mettendo a confronto questi dati con quelli della Direzione generale o quelli della segreteria generale dell’Ufficio di presidenza (Direzione generale: anno 2018 – 19.900.061,05 €; anno 2021 – 67.597.352,51 €, +339 %, Segreteria generale dell’Ufficio di presidenza: anno 2018 – 10.759.540 €; anno 2021 – 17.606.823,19 €, +163 %) pareva chiaro che ci si dovesse fare qualche domanda. Egli, infatti, ha chiesto come la Giunta intendesse giustificare questi dati ovvero questo sviluppo, spiegando in modo onesto, trasparente e dettagliato cosa giustifica queste somme. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che Unterholzner era partito dal bilancio iniziale, ma nel corso dell’anno erano stati messi a disposizione ulteriori fondi: nel 2018 i fondi erano arrivati a 122 milioni, nel 2019 erano stati 51, nel 2020 si era partiti con 37 milioni, ma si era arrivati a 131. Anche per il 2021 c’erano fondi che non risultavano nel bilancio di previsione. Sono previsti anche finanziamenti eccezionali per diverse centinaia di milioni, e misure compensative per l’economia. Per quanto riguarda la direzione generale, i relativi fondi comprendono anche i mezzi aggiuntivi per le contrattazioni di comparto, in quanto alla Segreteria generale, è considerato anche l’accordo con le Poste.

A dicembre, il Regno Unito ha confermato la comparsa di una variante del coronavirus molto più contagiosa della precedente, denominata VUI - 202012/01 o linea B.1.1.7; per contenerne la diffusione, sono state imposte severe misure di protezione per l'area di Londra e del sud-est dell'Inghilterra e diversi Stati dell'UE hanno sospeso il traffico aereo con il Regno Unito, ma ciononostante essa stata rilevata nell'Europa continentale: lo ha riferito Ulli Mair (Die Freiheitlichen), chiedendo se anche i ceppi virali in Alto Adige si procede a individuare mutazioni nell’ambito di campioni casuali o di casi sospetti, se sì, in che misura e se no, perché, se sono già state rilevate mutazioni del coronavirus in Alto Adige e se la mutazione della linea B.1.1.7 è già stata rilevata, e in che misura, e infine quali sono i piani del Servizio Sanitario dell'Alto Adige per affrontare i casi in cui viene rilevata una mutazione virale nei pazienti COVID-19. L’ass. Thomas Widmann ha chiarito che dall’inizio della pandemia tutte le regioni raccolgono e inviano all’Istituto Supetriore di Sanità i campioni positivi, e che sono stati effettuati prelievi a questo scopo, inviati a Roma: la valutazione è ancora in corso.

Durante il primo lockdown, gli esami di bi- e trilinguismo sono stati rinviati di alcuni mesi, il che ha causato lunghi tempi di attesa, prolungati ulteriormente dal trasloco del servizio in via Alto Adige; questi ritardi mettono in grande difficoltà tutti coloro che avrebbero bisogno di un certificato di bi- o trilinguismo per poter partecipare a un concorso: lo ha segnalato Maria Elisabeth Rieder (Team K), domandando a quanto ammonta il tempo di attesa per poter sostenere un esame di bi- o trilinguismo per i singoli livelli, cosa è stato fatto o viene fatto per ridurre nuovamente i tempi di attesa, quante persone possono attualmente partecipare a un esame (al giorno e suddivisi per livelli) e se viene data la precedenza alle persone che necessitano del certificato di bi- o trilinguismo per ragioni di lavoro. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che il tempo di attesa per il bilinguismo è di 11 mesi, mentre per gli esami monolingua il tempo di attesa è più breve. Dopo la sospensione per il lockdown, il servizio è stato riattivato solo in parte per rispettare le misure anti-covid, e questo aumenta i tempi d’attesa. A coloro che hanno bisogno del patentino per partecipare a un concorso viene data la precedenza. Si sta cercando di introdurre la posisbilitá di svolgere in parte gli esami dal proprio PC, da casa, ma per garantire correttezza è necessaria anche la presenza. Purtroppo, ci sono anche candidati che non si presentano, sottraendo posti ad altri.

Da un po’ di tempo il passaggio diretto tra il binario 1 della stazione dei treni e l’autostazione di Bolzano è chiuso. Gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici, soprattutto quelli che raggiungono Bolzano dalla Bassa Atesina, dalla Val d’Adige o dal Burgraviato e che devono prendere una coincidenza, ritengono che si tratti di una vera e propria ingiustizia: dovendo percorrere una via più lunga per raggiungere l’autostazione perdono la coincidenza. Lo ha segnalato Brigitte Foppa (Gruppo Verde), domandandone i motivi, se il tempo necessario a percorrere il tragitto pedonale più lungo è stato calcolato nella compilazione dell’orario delle corse, quali coincidenze sono particolarmente problematiche e quando verrà riaperto il passaggio diretto.L’ass. Daniel Alfreider ha risposto che il cancello era stato chiuso da RFI a causa del Covid e anche per impedire che le persone vi si trattenessero; esso puó essere aperto solo da incaricati. Il nuovo percorso è di un minuto, quindi gli orari delle corse non sono stati modificati. non sono stati riferiti problemi. Si intende fare in modo che il cancello venga aperto almeno di giorno.

Premettendo che i “Törggelen” costituiscono una tradizione consolidata come momento di aggregazione in molti ambiti lavorativi altoatesini, Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia) ha chiesto se quest’anno erano stati fatti i Törggelen “aziendali” dei dipendenti provinciali che normalmente autorizza la Provincia, e, se sì, in quale periodo hanno avuto luogo, nonché se gli stessi avessero beneficiato di un contributo da parte dell’amministrazione provinciale o autorizzazione per assenza o altra forma di condivisione. Il pres. Arno Kompatscher ha risposto che fino alla circolare 22 del 29.10.2020 era stato autorizzato lo svolgimento dei Törggelen nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, dopo non più. C’era stato un contributo messo a disposizione dei collaboratori dall’amministrazione provinciale. Urzì ha criticato che fosse stata data l'autorizzazione in un momento di epidemia, e che l'ordinanza restrittiva fosse stata emessa subito dopo. 

Dall’inizio della crisi da coronavirus, nella primavera del 2020, il pres. Kompatscher e l'assessore all'economia Achammer hanno ripetutamente sottolineato che nessuno viene lasciato da solo, tutti vengono aiutati. Nel corso della crisi, tuttavia, sia Kompatscher che Achammer hanno detto che "solo le aziende sane saranno aiutate". Infine, quando la seconda ondata si è abbattuta in autunno, essi hanno annunciato che, a causa della riduzione del bilancio provinciale, non sarebbe stato possibile pagare tutti i danni e non tutti sarebbero stati aiutati: lo ha riferito Josef Unterholzner (Enzian), comandando in base a quali criteri, base o dati si verifica se un'azienda agricola è sana o malata, da chi viene effettuata questa valutazione ed entro quale periodo di tempo. L’ass. Philipp Achammer ha risposto che in tutta l’Unione Europea sono in vigore disposizioni che riguardano questi contributi: saranno escluse le aziende in difficoltà secondo una precisa disposizione UE. Potranno essere concessi aiuti ad aziende in crisi se non giá oggetto di una procedura di insolvenza e se non hanno giá ricevuto aiuti di ristrutturazione. I dichiaranti stessi devono fare una autodichiarazione in merito, poi la Provincia effettuerà delle verifiche.

Il video rap del comandante degli Schützen è stato al centro della successiva interrogazione, con la quale Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche), sostenendo che esso aveva contenuti sessisti, omofobi e xenofobi e rappresentava in maniera offensiva le donne, come fossero solo nullafacenti e dandone un’immagine oggettivizzata, aggiungeva che esso conteneva un riferimento al fatto che gli Schützen fossero trattati come popolo sudtirolese alla stregua di “billige Hur” e mostrava quindi un’ inconfondibile trasmissione di una cultura machista e patriarcale che male si accorda con l’Alto Adige moderno e orientato alla coesione sociale: era, invece,  fortemente insultante nei confronti del valore delle donne e soprattutto in epoca Covid, a fronte dello straordinario lavoro che le donne avevano svolto in prima linea. Segnalando che il comandante dello Schützenbund avesse deciso di ritirarlo, a seguito delle critiche ricevute e della petizione lanciata sulla piattaforma change.org che aveva raccolto quasi 5.000 firme, e che poi si era dimesso, il consigliere ha tuttavia voluto sapere se nella domanda di contributo presentata per l’anno 2020 il Südtiroler Schützenbund avesse messo a preventivo i costi di realizzazione di un video e come sarebbe stata valutata dalla ripartizione 14.1 l’ammissione a contributo dei costi di realizzazione del video, considerando che con decreto 47/2020 del direttore della ripartizione 14.1 Ufficio Cultura tedesca, al Südtiroler Schützenbund erano stati concessi 110.000 € di contributi provinciali, di cui 99.000,00 già versati in acconto. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che nella domanda di contributo non era prevista la realizzazione di un video, pertanto nessun contributo era stato elargito a questo scopo. Il contributo provinciale, ha aggiunto, può coprire solo una parte delle attività.

La seduta di oggi è terminata.

(MC)