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Consiglio | 27.11.2020 | 12:16

Lavori Consiglio: Allerte di protezione civile, violenza sulle donne

Mozioni e voto della maggioranza.

La sessione di lavori del Consiglio provinciale è ripresa questa mattina con la discussione della mozione n. 337/20: Piattaforma digitale per le allerte della protezione civile, Gerhard Lanz (SVP), insieme a Jasmin Ladurner, Helmut Tauber (SVP) e Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol), evidenziava che si rilevava in tutto il mondo un incremento della frequenza di eventi meteorologici estremi, e la provincia non faceva eccezione: un esempio era la tempesta Vaja di due anni fa, oppure le forti nevicate dell’anno scorso. Secondo le previsioni dei climatologi, questi fenomeni erano destinati ad aumentare a causa del cambiamento climatico. In caso di calamità, aggiungeva il consigliere, è particolarmente importante informare la popolazione in modo chiaro e tempestivo: infatti, le allerte della protezione civile sono diffuse attraverso la radio, la televisione e internet. Ma in questo modo si riesce a raggiungere la popolazione solo indirettamente, e se la radio, la televisione o il computer sono spenti, il messaggio di allerta non arriva a destinazione. Una soluzione sarebbe trasmettere i messaggi di allerta direttamente sui telefoni cellulari, che tutti hanno co sé: per poterlo fare, serve una piattaforma digitale che si possa scaricare come applicazione sul cellulare, che in Germania esiste già. (KATWARN). Il consigliere chiedeva quindi di incaricare la Giunta provinciale (1) di ottimizzare la catena informativa attualmente organizzata in modo centralizzato e di sensibilizzare tutte le istituzioni a livello provinciale e comunale affinché si servano esclusivamente di questa; (2) di creare i presupposti per realizzare una piattaforma digitale ovvero un’applicazione della protezione civile per lanciare allerte con notifiche push della protezione civile; (3) di affidare un incarico per la realizzazione di una piattaforma digitale ovvero un’applicazione della protezione civile per lanciare allerte. 
Jasmin Ladurner (SVP), cofirmataria, ha ricordato le forti nevicate dello scorso anno e il fatto che la Protezione Civile è sempre piú impegnata: l’ha quindi espressamente ringraziata. Il sistema prevede notifiche push inviate direttamente ai cellulari - senza bisogno di scaricare un’applicazione - anche a chi è in transito in provincia e non residente, per esempio i turisti. 
Anche Helmut Tauber (SVP), cofirmatario, ha ricordato le forti nevicate e i fenomeni climatici più recenti, nonché l’intervento professionale della Protezione Civile. Ha aggiunto che quasi tutti dispongono di uno smartphone: le notifiche push permetterebbero di informare in modo mirato in territori ben precisi.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) l’ha ritenuta un’imposta molto interessante per ottenere informazioni in caso di calamità, come slavine  valanghe. Ha fatto quindi riferimento alla relazione sulle valanghe Euregio e alla mozione approvata dalla Seduta congiunta al fine di introdurre un’Applicazione comune, e chiesto se questo tipo di informazioni potrebbero essere integrate nella proposta per un sistema di allerta comune. 
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha approvato la mozione, rammaricandosi che non fosse stato possibile confrontarsi prima sul tema: egli, già direttore della Protezione Civile, avrebbe potuto informare che da molti anni c’era la posibilitá di ottenere notifiche push della Protezione Civile, egli stesso le riceveva. C’era, inoltre, una App della PC nazionale disponibile anche per la provincia di Bolzano.
Josef Unterholzner (Enzian) ha apprezzato la proposta, aggiungendo che tutto è migliorabile. Se la mozione fosse venuta dall'opposizione, si sarebbe detto che si stava già facendo; bisogna valutare le proposte in maniera obiettiva e non partitica. Egli avrebbe approvato la mozione.
Anche Peter Faistnauer (Team K) ha fatto riferimento alla App già attiva segnalata da Staffler, chiedendo se i presentatori pensavano proprio a questa possibilità. 
Ulli Mair (Die Freihietlichen) ha ritenuto ottima la proposta. Ha fatto quindi riferimento al fatto che la Provincia si era dotata di droni, il cui utilizzo era determinante per garantire la  sicurezza dei cittadini: questa possibilità andava integrata.
Paul Köllensperger (Team K) ha riferito che esiste giá una App che fornisce le informazioni della PC, ed è utilizzata da tanti cittadini: la proposta in esame farebbe ripartire tutto da zero, invece che migliorare ciò che già esiste. Egli ha annunciato quindi astensione, a meno che non fosse modificato il dispositivo, nel senso di un’integrazione del servizio esistente. 
Anche Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha invitato ad aggiungere questa possibilitá a quella già esistente, ricordando che sono numerose le App già sul telefonino. I viaggiatori, soprattutto quelli professionisti, utilizzano anche google maps per avere informazioni in tempo reale sulla percorribilità. Non bisogna creare nuove App, ma integrare funzioni ad App esistenti. La App sul meteo in Alto Adige, ha aggiunto, è open source. 
L’ass. Arnold Schuler ha spiegato che tramite la App meteo è giá possibile ottenere messaggi push, ma un sistema come KATWARN è un mondo diverso: come egli aveva visto di persona a Berlino, serviva ad allertare in maniera veloce i cittadini non solo in caso di maltempo, ma anche in caso di altri incidenti, per esempio quelli chimici, o attentati terroristici. Erano previste anche modalità di comunicazione senza barriere, quali far lampeggiare le lampadine di casa. Pertanto, l’Agenzia per la Protezione Civile era già stata coinvolta e si stava preparando, anche perché secondo le norme UE gli Stati devono avere entro il giugno 2022 un sistema del genere. Parallelamente a ciò era attivo un programma EFRE interregionale, nonché un progetto di armonizzazione. Le disposizioni italiane sulla privacy non permettono di adottare direttamente KATWARN. Lanz ha confermato ciò, aggiungendo che si trattava di permettere notifiche push indipendenti da una App, e anche separate dalle notifiche meteo. Ha aggiunto che le notizie comunicate devono avere un carattere ufficiale, e sottolineato l’importanza che venissero informati anche i turisti. Se i tecnici diranno che è possibile migliorare in questo senso un sistema giá esistente, va bene.  La mozione è stata quindi posta in votazione per parti separate e approvata: le premesse e i punti (1) e (2) con 33 sì e 1 no, il punto (3) con 24 sì, 7 no, 4 astensioni

Con la mozione n. 344/20 Coordinamento contro la violenza sulle donne, Magdalena Amhof (SVP), evidenziando che con essa si intendeva dare seguito alle sollecitazioni fatte in IV Commissione legislativa dalla dott.ssa Monika Hauser di medicamondiale, ricordava l’indagine a livello dell’UE secondo cui una donna su tre conosce la violenza fisica o è oggetto di molestie sessuali, una donna su dieci ha subito una qualche forma di violenza dall’età di 15 anni e una su venti è stata vittima di stupro, e che in media in Italia ogni giorno 88 donne subiscono atti di violenza, e nell’82% dei casi gli autori sono i compagni o gli ex compagni. In Italia, aggiungeva, nel 2018 erano state uccise 142 donne, di cui 5 nella nostra provincia, e considerando il numero degli abitanti, in Alto Adige il rischio effettivo che si verifichi un femminicidio per quattro volte maggiore rispetto al resto d’Italia. Faceva quindi riferimento alla Convenzione di Istanbul, recepita dall'Italia, quale fondamentale strumento politico per prevenire la violenza di genere, che ha carattere vincolante ai sensi del diritto internazionale, e la conseguente Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, che aveva creato uno strumento giuridicamente vincolante per prevenire la violenza di genere. Essa si basava su quattro pilastri: prevenire, proteggere, perseguire gli autori delle violenze e coordinare questi tre ambiti di azione al fine di garantire l’attuazione con misure integrate. Anche la piccola Provincia autonoma di Bolzano poteva dare un apporto sostanziale all'attuazione della Convenzione: la consigliera proponeva a questo scopo (VERSIONE EMENDATA) di sollecitare la Giunta provinciale (1) a creare un tavolo di coordinamento per la lotta contro la violenza sulle donne insediandolo presso la Commissione provinciale per le pari opportunità; (2) elaborare, assieme a questo tavolo di coordinamento, un piano d’azione provinciale per l’attuazione della Convenzione di Istanbul. Amhof si è dispiaciuta delle reazioni emerse sui social media relativamente alla mozione trattata in Consiglio ieri, “aizzate da una collega”. Questo non fa fare passi avanti. La mozione in discussione era completamente diversa, considerando che nella scuola c’era giá tantissima attivitá di prevenzione della violenza: invece che investire ulteriormente qui, era opportuno destinare gli investimenti ad altri ambiti. Era invece stata sollevata una shitstorm incredibile contro le donne, da un’altra donna.
Il presidente Josef Noggler ha quindi informato che era stato presentato un emendamento firmato da consiglieri del Gruppo verde e del Team K, ma la presentatrice non l’aveva accettato.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la mozione, chiedendo però perché con emendamento si fosse passati da “ufficio di coordinamento” a “tavolo di coordinamento”, ritenendolo un annacquamento della proposta. Si è detta poi stupita della discussione sviluppatasi sui social, ritenendo positivo che sulla tematica ci fossero approcci diversi, anche da parte delle donne. Ha ricordato poi l’aggressione all’assesora comunale nel parco della stazione e le reazioni irritate dell’ass. Achammer alle dichiarazioni fatte da lei stessa: evidentemente per essere ascoltati bisogna essere della fazione giusta.
Anche Maria Elisabeth Rieder (Team K), cofirmataria dell’emendamento, ha ritenuto diverso il peso di un ufficio e quello di un tavolo di coordinamento. Di fatto, questo tavolo esiste giá: da anni è attiva la rete delle Case delle Donne: sarebbero le prime a dover essere coinvolte quali esperte, essendo in prima linea. Questo andrebbe inserito nella mozione. Ci vuole anche un Piano d’azione provinciale, su esempio di quello della Città di Merano.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) si è rammaricata che non fosse discusso il suo emendamento, che coinvolge anche le case delle donne: importante era sentire il parere di queste esperte. Ha aggiunto che lei sapeva bene cos’era una shitstorm: i commenti ai suoi post erano più che altro di sostegno alla proposta dei Verdi; evidenziare che mancano i finanziamenti non significava sollecitare una shitstorm. Lei aveva sempre invitato a non sparare sulle donne: “Mai e poi mai ho attaccato una singola donna”.
Quale consigliera, Waltraud Deeg (SVP) ha ringraziato la collega per la proposta, e ribadito la condanna per i toni della discussione sui social. In quest’ambito le era capitato di assistere molte donne, a maggior ragione era felice di qualsiasi iniziativa, appoggio e sostegno in questo senso. ha quindi lanciato un invito alla collaborazione, annunciando un disegno di legge sulla prevenzione della violenza verso donne e bambini, elaborato insieme a molti attori. 
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato che,m anche se si trattava ora di un “tavolo”, era importante riempirlo di contenuti. erano giá attive molte istanze, dall'Ufficio donan al comitato per l’imprenditoria femminile: andava creata una rete e affrontati i contenuti, senza limitarsi a parlare. Esistono nuove analisi da parte di psicologi,anche relativamente alla differenza di genere riguardo la violenza, queste devono essere prese in considerazione. La mozione sarebbe stata appoggiata.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che la discussione degli ultimi giorni era un peccato, e invitato a guardare avanti. Condivideva la proposta della dott.ssa Hauser di partire con un Piano concreto relativamente all'attuazione della Convenzione di Istanbul, e si è detto convinto della necessitá di un coordinamento delle sedi esistenti. Ha quindi ringraziato Amhof per la proposta, ricordando che la Convenzione di Istanbul andava ancorata a livello normativo. Il problema non poteva essere relativizzato, era anche un problema specifico della provincia, dove vigeva ancora una cultura patriarcale. Egli ha quindi proposto una votazione per parti separate, perché era da verificare dove insediare il coordinamento. Amhof ha accolto la proposta, se ci sarfá un tavolo di coordinamento bisognerá decidere dove insediarlo al meglio. In quanto al Piano d'azione di Merano, è un documento esemplare con tanti input validi: va citato in questo senso il contributo dell’ex assesora comunale Gabi Strohmer. Che sia un ufficio o un tavolo, importante è partire, per aiutare le donne che ne hanno bisogno. La mozione è quindi stata votata per parti separate e approvata con 33 sì e 1 no,  con stralcio del riferimento all'insediamento presso la Commissione pari opportunità, respinto con 3 sì, 22 no e 10 astensioni.

Con il voto n. 16/20: Proteggiamo le donne, sempre Magdalena Amhof (SVP), prima firmataria insieme a Jasmin Ladurner, Waltraud Deeg, Maria Hochgruber Kuenzer (SVP) e Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) evidenziando che l’Italia era uno dei Paesi europei in cui si registra il maggior numero di uccisioni di donne e che  la violenza domestica nei mesi del lockdown era aumentata del 70%: in media una ogni tre giorni, aggiungeva che Il fenomeno si presentava in varie forme: fisica (la donna viene picchiata, percossa, spinta, presa a calci, strozzata o altro), sessuale (stupro, minacce, molestie o altro), psicologica (la donna subisce intimidazioni, umiliazioni, viene isolata dagli altri ecc.) oppure stalking (con modi di agire intrusivi, atti persecutori e pedinamenti), e ora anche l’upskirting, vale a dire riprendere di nascosto sotto la gonna o nella scollatura (in genere in luoghi pubblici, molto spesso sulle scale mobili o nei mezzi di trasporto), che non è ancora punito come reato. Anche in provincia a ogni notizia di una nuova uccisione di una donna si reagiva con sgomento e sconcerto chiedendosi come si sarebbe potuto evitare. Facendo riferimento al Codice rosso, una legge contenente una serie di norme che modificano il Codice penale e il Codice di procedura penale allo scopo di tutelare maggiormente le donne minacciate di violenza fare in modo che la violenza di genere e la protezione delle donne siano temi sempre presenti, integrandoli maggiormente in tutti gli ambiti della società e della vita quotidiana (educazione e scuola, lavoro, famiglia, tempo libero e sport ecc.) ed evidenziando le conseguenze penali di ogni ricorso alla violenza, legge però che conteneva delle lacune, la consigliera invitava a sollecitare Governo e Parlamento (VERSIONE EMENDATA) (1) a fare in modo che la violenza di genere e la protezione delle donne fossero temi sempre presenti, integrandoli maggiormente in tutti gli ambiti della società e della vita quotidiana (educazione e scuola, lavoro, famiglia, tempo libero e sport ecc.) ed evidenziando le conseguenze penali di ogni ricorso alla violenza; (2) ad attuare quanto prima misure urgenti contenute nel Codice Rosso, tra cui per esempio la formazione e l’aggiornamento delle forze dell’ordine, degli operatori e delle operatrici sociali e del personale degli organi di giustizia e della sanità nonché a dotare le forze dell’ordine di un numero sufficiente di manette per le caviglie; (3) a introdurre il reato dell’upskirting, come hanno già fatto Inghilterra, Germania e Scozia, per proteggere meglio le donne nella loro vita quotidiana.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che la violenza ha assunto nuove dimensioni, in internet e nei social media. Spesso si chiudono gli occhi davanti a questo problema.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato le sollecitazioni all'Italia, da parte del Consiglio d’Europa, ad attuare strumenti perché le donne fossero ascoltate. Verso l’Italia la UE rivolgeva gravi rimproveri, per esempio l’incapacitßá di tutelare le vittime, e la non previsione di strumenti di deterrenza. Perció tutto quello che è possibile fare doveva essere fatto. Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha dato come termine per attuare questi interventi il marzo 2021, evidenziando i tempi lenti di reazione dei tribunali competenti.
Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento a uno studio che evidenziava la grande diffusione della violenza domestica, evidenziando il peso della violenza psicologica e il fatto che tante donne non riuscivano a denunciare. La coscienza del problema era aumentata, le donne ora sapevano che c’era un sostegno, e la violenza domestica non era piú minimizzata, ma ci volevano norme più rigide.
Evidenziando che una donna su tre era vittima di episodi di violenza e che quello che emergeva era solo la punta dell’iceberg, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), ha però ricordato che anni fa era stata approvata a Roma, anche con il sostegno della SVP una legge che alleggeriva il perseguimento dei reati di stalking: le disposizioni servono a poco se non ci sono sanzioni rigide.
I dati del 2020, ha detto Rita Mattei (Lega Nord Alto Adige Südtirol), sono purtroppo allarmanti: ogni 3 giorni viene uccisa una donna, e questa è una piaga anche in Alto Adige, con dati terrificanti. La legge Codice Rosso era stata portata avanti con convinzione dalla Lega ed aveva permesso di fare un passo fondamentale, prevedendo una velocizzazione dell’avvio di procedimento penale per maltrattamenti famiglia, stalking e violenza sessuale, con l’effetto di una protezione più veloce delle vittime, e inoltre che si intervenisse entro tre giorni dall’iscrizione di reato. Questo fa sì che le donne si sentano püiú tutelate e spinte a denunciare. Era stata migliorata la misura di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, era stato introdotto il reato di revenge porn e molte altre misure che rappresentavano un grandissimo passo avanti. Tuttavia, non si doveva abbassare la guardia. Purtroppo durante il lockdown il ministro Bonafede aveva sospeso tutti i termini processuali, questo aveva fatto saltare anche il termine dei tre giorni previsto dalla legge, ed era inaccettabile. Un ringraziamento per il suo lavoro eccellente andava al c´+centro antiviolenza. 
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), ricordando che le discussioni in Consiglio e l’audizione di Monika Hauser gli avevano aperto gli occhi sulla gravità del fenomeno sul territorio altoatesino, ha sottolineato il ruolo determinante degli uomini nell'attività di sensibilizzazione e nel fornire un modello. Ha annunciato sostegno al voto.
Il pres. Arno Kompatscher ha evidenziato il grande consenso sul fatto che nessun intervento è mai abbastanza, a fronte delle cifre molto tristi. Le misure del Codice Rosso devono essere concretamente attuate. Anche il fenomeno dell’upskirting gli era noto, anche per essere a conoscenza di un fatto concreto: doveva essere considerato reato. Amhof ha ringraziato per il sostegno, ribadendo che c’è ancora molto da fare e invitando a ispirarsi all’esempio della Spagna, uno Stato che ora protegge le donne. Si è augurata che il voto potesse essere aiutare a far recepire come reato l’upskirting. Il voto è quindi stato approvato all’unanimità (34 sì).

È quindi stato avviato l’esame del disegno di legge provinciale n. 63/20: Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, “Territorio e paesaggio” (ass. Maria Hochgruber Kuenzer).

(continua)

(MC)