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Consiglio | 26.11.2020 | 14:51

Lavori Consiglio: Indennizzi per attività economiche - 2

Mozione di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia. Terminato il tempo dell’opposizione.

È ripresa nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale, la trattazione della mozione n. 356/20: Misure urgenti di indennizzo o ristoro per le attività economiche (già avviata questa mattina) con cui Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a predisporre in forma autonoma, svincolata dalle misure di là da venire di Governo e Parlamento, e in tempi urgenti un piano di indennizzo e/o ristoro per le attività economiche in difficoltà (e di conseguenza per le famiglie che da tali attività dipendono) in grado di fare fronte entro il più breve tempo possibile e non oltre la prima settimana di dicembre alle situazioni di maggiore gravità sociale e connesse alla sopravvivenza stessa delle medesime aziende; e (2) ad avviare un piano immediato della revisione della spesa per individuare le spese allo stato della situazione superflue e stralciabili da destinare alle misure di indennizzo e/o ristoro di cui al punto 1 già dalla prossima manovra di bilancio di dicembre. 
Helmut Tauber (SVP) ha detto che era chiaro che servivano aiuti a sostegno delle attività economiche, evidenziando che c’erano imprese che non avevano avuto accesso a nulla, o perché start up o perché non rientranti in determinati criteri. Bisogna creare  nuove misure di sostegno per creare liquidità, e rinviare i pagamenti. Vanno verificate bene le misure del Governo, ottimizzando gli aiuti previsti, anche quelli europei. Se lo Stato decide che le frontiere sono chiuse e le aziende non si possono spostare, ci vogliono indennizzi. La mozione della maggioranza prevede misure idonee.  
L’ass. Philipp Achammer ha condiviso le posizioni di Lanz e Tauber. Tante imprese sono in situazioni difficili, e più preoccupate che in primavera. Bisogna essere consapevoli che non tutte le imprese si potranno salvare. Si è rallegrato che con la sua mozione Urzì si dimostrasse autonomista, dopo aver osteggiato una via autonoma. Se in primavera sono stati distribuiti aiuti ad ampio spettro, ora questi devono essere mirati. A livello nazionale si parla di un Decreto ristori 4, e ci si sarebbe adoperati con emendamenti perché fosse considerata la realtà locale, ma solo dopo aver visto cosa arriverà alle imprese si potranno fornire contributi dove necessari; se si agisse aöl contrario, bisognerebbe prevedere successivi adeguamenti. Dal punto di vista tecnico e contabile non è possibile inserire contributi nel bilancio che verrà a breve discusso. Tutto questo era stato comunicato all Confesercenti. Fornire liquidità in attesa degli aiuti è compito delle banche. L’aiuto più importante sarà permettere di riaprire e lavorare. Urzì ha definito deludente la risposta. La Provincia aveva il dovere di dimostrare che la sua Autonomia andava a supporto di chi aveva bisogno in un momento particolare, ma la percezione delle imprese era completamente diversa. Rivolgersi alla banca, in particolare in questa situazione e senza certezza di interventi provinciali, era problematico. L’approccio della Giunta era distaccato dalla realtà, fatta di imprese chiuse che per tutto il mese non avevano avuto entrate. Il pagamento dell'IMI a metà dicembre sarà un colpo mortale per molte aziende: anche in questo caso non si è intervenuti pur avendone la possibilità. La mozione è stata posta in votazione e respinta con 15 sí e 18 no. 

Si è quindi passati all’esame delle proposte della maggioranza.

(MC)