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Consiglio | 26.11.2020 | 13:06

Lavori Consiglio: Strategia di screening, indennizzi per attività economiche

Mozioni di Team K, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia.

Con la mozione n. 289/20: Aumento del numero di test PCR per il virus SARS-CoV-2 e creazione di un registro SARS-CoV-2 (EMENDATA), Franz Ploner (Team K)  evidenziava che  la strategia per combattere la pandemia da coronavirus richiede un incessante impegno in diversi ambiti, e che per riuscire a individuare e contenere precocemente i numeri del contagio tra la popolazione, è fondamentale identificare e isolare il prima possibile i nuovi contagiati, siano essi sintomatici o asintomatici. I test rappresentano pertanto un elemento essenziale della strategia complessiva per combattere la pandemia: lo svolgimento di test mirati e ripetuti consente di individuare rapidamente e con precisione il numero e la distribuzione delle persone contagiate in Alto Adige. I test contribuiscono a un migliore e più aggiornato quadro della situazione, e sono quindi fondamentali per interrompere la catena epidemiologica; e in tutto l’Alto Adige, in collaborazione con i laboratori specializzati la popolazione viene già sottoposta ai test PCR per verificarne l’eventuale contagio da SARS-Cov-2. Per questo motivo, sin dalla primavera del 2020 sono state costantemente ampliate le possibilità di svolgere i test PCR. A seconda del tipo, i test antigenici attualmente disponibili sul mercato possono essere utilizzati sul posto (test rapidi antigenici) oppure effettuati in laboratorio su grande scala. I test antigenici contribuiscono ad aumentare la capacità di screening; tuttavia servono solo a integrare altre importanti misure.  Per continuare ad avere una capacità sufficiente per i pazienti sintomatici affetti da COVID-19, era opportuno stabilire una strategia di screening a livello provinciale al fine di stabilire il tipo e la frequenza dei test per le categorie di persone (asintomatici e sintomatici) da sottoporre a esame. Egli quindi chiedeva di elaborare una strategia di screening per l’Alto Adige, impegnando la Giunta (1) a strutturare la strategia di screening provinciale secondo il metodo utilizzato (test PCR, test rapidi antigenici) e in base al livello di raccomandazione (evidenza), alla frequenza d’impiego e alla priorizzazione, e proporla alle cittadine e ai cittadini nonché ai vari servizi di rilevanza sistemica; (2) ad acquistare e/o noleggiare come test antigenici per il SARS-CoV-2 i dispositivi Point of Care (POCT), da destinare agli ospedali periferici e agli ambulatori di medicina generale per consentire diagnosi rapide; (3) . a impiegare diffusamente e regolarmente i test rapidi antigenici negli ospedali, negli studi medici e nelle residenze per anziani per gli ospiti, il personale medico, i visitatori, le persone a stretto contatto con persone risultate positive; (4) a prevedere nella strategia di screening che i test rapidi antigenici siano il metodo regolarmente impiegato per coloro che sono a stretto contatto con altre persone (ad esempio insegnanti, formatori, educatori, persone a rischio, ecc.); (5) a dare a cittadine e cittadini la possibilità di procurarsi tramite l’Azienda sanitaria una determinata quantità di test rapidi antigenici quale strumento per l’autoesame; (6)  a istituire delle forze d’intervento rapido per i test COVID-19, che in caso di anomalie regionali svolgano localmente i test nei cluster quali scuole, aziende, convitti, ecc., ovvero effettuino regolari campionamenti rappresentativi della popolazione per monitorare l'incidenza dei contagi.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la mozione.
Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha ribadito che lo screening di massa è una fotografia istantanea e va perseguito il tracciamento. Ora serve una strategia  mirata per i test, e questa è una proposta, che fa riferimento a strategie già in atto in altri Paesi europei.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sostenuto la mozione, che presentava una strada da seguire per offrire il servizio di prevenzione importante. Tuttavia, il punto (6) non era chiaro: si chiedevano interventi fuori dai confini provinciali?
L’ass. Thomas Widmann ha apprezzato la proposta, informando però che tutto quanto richiesto, e anche di più, era giá in fase di attuazione. Lo screening è una fotografia del momento, sensata se seguono altri screening provinciali, ancora più ampi di quelli richiesti. La Provincia ha a disposizione 1,2 milioni di test antigenici ed è stata la prima ad applicarli, ora si superano le 4.000 unità al giorno di test processati, e sono migliaia i test sierologici effettuati nelle case di riposo e negli ospedali. Ci sono poi anche squadre mobili di infermieri che effettuano centinaia di test nelle case private. Sono 2 milioni i test effettuati, e in controlli si intendono effettuare con cadenza settimanale, orientandosi a determinate categorie. In quanto all’autoesame, vanno considerati i rigidi protocolli nazionali. Alcuni alleggerimenti sono già stati ottenuti nel confronto con Roma, su altri si tratterà; si procede costantemente alla valutazione nuovi metodi di test. Il biostatistico Falk ha calcolato che oggi si avrebbero dai 1.000 ai 1.700 letti occupati da pazienti Covid se si fossero introdotte le misure restrittive più tardi. Per prevenire una nuova ondata è fondamentale un comportamento corretto durante il periodo natalizio, diversamente da quanto è avvenuto in estate. Franz Ploner ha apprezzato che tutto fosse stato messo in atto, ricordando che i test antigenici richiedevano in Germania l’autorizzazione dell’istituto Koch, perché essi possono avere efficacia diversa. Lì è anche disciplinato in maniera precisa chi, come e quando deve essere sottoposto a test: sarebbe importante adottare anche qui una simile strategia. Posta in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta (i singoli punti hanno ottenuto dai 13 ai 14 sì).

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha quindi presentato la mozione n. 356/20: Misure urgenti di indennizzo o ristoro per le attività economiche, sostenendo che era paradossale che il Consiglio provinciale non avesse ancora discusso provvedimenti che potessero portare sollievo ai cittadini colpiti dalle conseguenze dell’emergenza. Ha ricordato che dalle prime restrizioni alle attività economiche della provincia messe in atto dalle ordinanze autunnali del Presidente della Provincia, le parti sociali, imprenditoriali, gli operatori economici stessi e i Fratelli d’Italia avevano richiesto l’immediata predisposizione di un piano organico di indennizzo per le medesime attività o di ristoro con gli ampi strumenti offerti dall’autonomia provinciale. Il presidente della provincia, da lui più volte sollecitato, aveva risposto sollecitazioni solo al termine del Consiglio provinciale scorso annunciando che le misure provinciali sarebbero state predisposte quando sarebbe stato chiaro il quadro delle misure messe in campo dal Governo, ma tale dichiarazione lasciava presagire tempi lunghissimi per attività che si trovano già in gravissime condizioni di salute oggi, alla pari delle famiglie che da tali attività dipendevano. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a predisporre in forma autonoma, svincolata dalle misure di là da venire di Governo e Parlamento, e in tempi urgenti un piano di indennizzo e/o ristoro per le attività economiche in difficoltà (e di conseguenza per le famiglie che da tali attività dipendono) in grado di fare fronte entro il più breve tempo possibile e non oltre la prima settimana di dicembre alle situazioni di maggiore gravità sociale e connesse alla sopravvivenza stessa delle medesime aziende; e (2) ad avviare un piano immediato della revisione della spesa per individuare le spese allo stato della situazione superflue e stralciabili da destinare alle misure di indennizzo e/o ristoro di cui al punto 1 già dalla prossima manovra di bilancio di dicembre. Il consigliere ha fatto riferimento a una mozione che sará discussa nel tempo della maggioranza, co-firmata da parte dell'opposizione, che proporrà misure che sono “pannicelli caldi” che ripropongono alcune misure di marzo, aggiungendo che l’ass. Deeg ha annunciato contributi al canone di locazione, oltra ad altre dilazioni, ma si tratta solo di annunci, a un mese e oltre dall’avvio dell’emergenza. Manca ancora un intervento concreto e attivo, ma atrivano intanto le bollette a pagare, compresa l’IMI che scade il 16 dicembre, compresa la rata di maggio. Molte aziende sono alla frutta. Rivedendo la spesa, si possono ridurre uscite inutili, come il Polo bibliotecario nella forma attualmente prevista. o i 400.000 e per la ristrutturazione di piazza Magnago.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto importante riflettere su come aiutare le imprese. In Austria e in Germania esse ricevono in parte indennizzi pari all’80% del fatturato dell’anno precedente. Bisogna attivarsi perché dalla sopravvivenza delle imprese dipendono anche tanti posti di lavoro. Ora si vede cosa significa appartenere allo Stato sbagliato: l’Italia non ha i mezzi per pagare questi indennizzi, è quindi l'Alto Adige che deve intervenire.
Gerhard Lanz (SVP) ha fatto riferimento a una mozione analoga della maggioranza. L’Alto Adige è inserito in una rete, pertanto è opportuno verificare che tipo di appoggi offre lo Stato. La mozione nella forma attuale non è sostenibile, ma è un obiettivo verificare come aiutare le aziende in difficoltà, e sono in atto confronti con le parti sociali. Gli indennizzi austriaci dell’80% sono solo in situazioni specifiche. La maggioranza ha fatto il possibile per trovare soluzioni, e così vuole fare anche in futuro.
La discussione proseguirà nel pomeriggio.

(MC)