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Consiglio | 25.11.2020 | 18:05

Lavori Consiglio: Parere della Commissione esperti Covid

Mozione del Gruppo Verde. La seduta di oggi è terminata.

Con la mozione n. 349/20: Parere obbligatorio della commissione provinciale di esperte ed esperti per le Ordinanze anti Covid, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ricordato oggi che l’articolo 2 della legge provinciale n. 4 dell’8 maggio 2020 prevede l’istituzione di una commissione di esperti ed esperte con funzione consultiva della Provincia. “Tale commissione – dice la legge - effettua il monitoraggio costante dell’andamento della curva del contagio da virus SARS-COV-2 e propone al Presidente della Provincia, in caso di ripresa del numero dei contagi, ovvero nel caso in cui si evidenzi una linea di tendenza che spinga verso il potenziale rischio di raggiungimento dei limiti di capacità del sistema di prevenzione e cura, l’adozione di idonei provvedimenti”. essa era stata nominata nel maggio scorso scegliendo esperti ed esperte di fama internazionale accanto a responsabili di vari settori sanitari della Provincia. Secondo il consigliere, i pareri di questa commissione erano fondamentali per orientare e dare fondamento scientifico alle decisioni che deve prendere un organo politico come la Giunta provinciale: appoggiare le diverse ordinanze sulle misure anti-Covid ad altrettanti pareri della commissione di esperti ed esperte non solo significa dare attuazione alla legge provinciale, ma anche dare alle misure di volta in volta decise il prestigio, il rigore scientifico e la credibilità che servono per convincere cittadine e cittadini che i sacrifici richiesti sono davvero necessari e saranno efficaci per garantire il diritto alla salute della popolazione e la protezione delle persone più deboli. Per questo motivo, era fondamentale che tali pareri siano di volta in volta messi a disposizione dell’opinione pubblica e siano allegati alle stesse Ordinanze del Presidente della Provincia come loro parte integrante e motivante. Il consigliere chiedeva quindi  (VERSIONE EMENDATA) di impegnare la Giunta provinciale a motivare da ora in poi le più rilevanti ordinanze anti Covid 19 con un parere obbligatorio della Commissione di esperte e di esperti istituita con la lp 4/2020.
La grande differenza tra il primo e il secondo lockdown, ha aggiunto la co-firmataria Brigitte Foppa (Gruppo Verde), è il calo del consenso della popolazione per le misure che vengono prese. Questo va preso sul serio da chi prende le decisioni, se si vuole continuare a opporsi al coronavirus.  In primavera la gente si fidava a occhi chiusi, ora ha bisogno di capire i motivi delle decisioni: segnalando che esse sono state analizzate dagli esperti a livello scientifico, questo darebbe maggiore credibilità e quindi accettazione. 
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha apprezzato la proposta, in particolare nel suo riferimento alle ordinanze più rilevanti. Dopo lo screening di massa, si è in attesa di capire quale sará il prosieguo della vita sociale ed economica in provincia: per capire come si può affrontare questo aspetto, il contributo della commissione di esperti, con le sue valutazioni, è importante, anche per non cadere in una terza ondata. La mozione è quindi molto pertinente.
Franz Ploner (Team K) ha sostenuto la proposta, ritenendo che le ordinanze debbano avere una base scientifica. È importante che la cittadinanza sappia che tali decisioni politiche vengono prese sulla base di motivazioni scientifiche, soprattutto ora che si sentono confusi in merito alle regole di comportamento e a fronte dell#andamento altalenante e diversificato dell’epidemia. L’esecutivo ha rilasciato 17 ordinanze: non stupisce che se ne chieda il fondamento.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freihiet) ha evidenziato che tutte le regole e ordinanze avranno successo solo se le persone le seguono, e affinché siano accettate è necessario che le capiscano, e che vengano prese sulla base di criteri scientifici convalidati. Ultimamente sono state prese anche decisioni contraddittorie. I disegni di legge arrivano in Consiglio provinciale col parere del Consiglio dei Comuni, che si rivela utile. Molti divieti diventano comprensibili solo se se ne dimostra la validità e se si spiega che sono scientificamente convalidati. 
Josef Unterholzner (Enzian) ha condiviso la posizione di Foppa, ritenendo giusto che le misure siano comprensibili e commisurate alla situazione. Alcune di esse sono esagerate. Per esempio, non si capisce perché i negozi debbano chiudere ma le tabaccherie possano restare aperte, a fronte delle migliaia di morti per il fumo. Bisogna inoltre valutare che le misure non causino più danni di quanti non vogliono evitare: molti non le comprendono più. Il test a tappeto è stato positivo, ma va anche detto che i test PCR hanno una quota d'errore molto alta, del 75%.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato che ad annunci di aperture erano seguite ordinanze nella direzione opposta, a scenari catastrofici screening che avevano evidenziato una quota ridottissima di contagiati: o la commissione di esperti non era mai stata consultata, oppure non si voleva comunicare tutto quello che questa aveva detto. A livello nazionale alle conferenze stampa partecipano anche i tecnici. La mozione va quindi nella direzione giusta della trasparenza e della chiarezza. 
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha appoggiato la mozione, ricordando di aver spesso criticato che le ordinanze non erano adeguatamente comunicate, e che non venivano riferiti i relativi criteri. Il malumore per le recenti decisioni erano dovuti anche all’immediatezza della loro efficacia, senza che ci si potesse preparare, e all’assenza di motivazione. Questo è un problema sia per le aziende che per le persone, si pensi ai genitori. Anche in merito ai test, la comunicazione è stata pessima e negativa 
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), co-firmatario, ha evidenziato che la crisi epidemiologica tocca tutti gli aspetti della vita, e che ora si è arrivati alla crisi della comunicazione. Le persone ora hanno un problema di orientamento, alcuni si orientano alle decisioni politiche, altrei a quelli che sentono in radio, ecc. L’istituzione della commissione è stata molto importante, tuttavia poi di essa si è sentito pochissimo.  Orientarsi alle sue valutazioni darebbe anche maggiore valenza alla comunicazione delle decisioni.
Gerhard Lanz (SVP) ha sottolineato che gli uffici competenti sono sempre in uno scambio di comunicazione con questi esperti, e che le ordinanze si fondano su questo scambio. Alcuni inoltre vorrebbero sentire certi esperti, altri, altri esperti.È vero che nella comunicazione si può migliorare, tuttavia se si pensa al successo di partecipazione dello screening, essa ha funzionato per quanto riguarda la relativa pubblicità. C’è bisogno di un confronto prima di ogni provvedimento, ma le decisioni devono essere veloci e prudenti. Un parere obbligatorio non porterebbe una maggiore chiarezza. 
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato che in tutta Europa emergono sempre rimproveri di poca trasparenza ed eccessivi rigore e frequenza delle ordinanze, questo anche in Austria e Germania. Questo è comprensibile, perché esse interferiscono nella vita sociale ed economica. Le ordinanze sono 70, ma nella maggior parte dei casi sono regolamenti tecnici e procedurali; anche i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri non riportano le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, ma solo la voce “Visto il parere del CTS”. Le ordinanze si basano sempre sulle valutazioni della Task Force, che si confronta regolarmente con i colleghi  di Roma. Inoltre, le misure poste in essere non si differenziano da quelle attuate in Austria e Germania: tutti i virologi raccomandano di evitare i contatti sociali. Il commercio è considerato da tutti i cataloghi di misure: si può discutere sull’orario, ma gli obiettivi sono i medesimi. Per la valutazione di base - rischio alto, medio o ridotto - il comitato di esperti viene sentito, e certamente essi si possono invitare alle conferenze stampa della Giunta, ma questo è già avvenuto. Lo scambio con la task force, Roma e gli esperti è costante, e prima di emanare un’ordinanza c’è anche un contatto con il Ministro della Salute. In quanto all’informazione che il 75% dei test sarebbero difettosi, questa è una fake new e non aiuta nessuno. Dello Sbarba ha chiarito che lui si riferiva alla Commissione di esperti prevista dalla legge, istituita dalla Giunta provinciale e insediata a giugno, con esperti locali e internazionali. Si trtattava di rispettare la legge, che disponeva che essa venisse sentita. Anche la citazione dei verbali, come fa Conte, poteva andare bene, perché vorrebbe dire che il verbale c’è. 
Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 16 sì e 17 no.

La seduta di oggi è conclusa. 

(MC)