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Consiglio | 25.11.2020 | 12:08

Lavori Consiglio: Riqualificazione professionale

Mozione del Team K.

Con la mozione n. 346/20: L’opportunità di riqualificarsi, presentata oggi in Consiglio provinciale, Maria Elisabeth Rieder (Team K) evidenziava che lo sviluppo demografico comporterà delle particolari sfide: il numero dei giovani diminuirà significativamente e calerà anche la generazione di mezza età; aumenterà invece notevolmente il numero degli anziani, e ciò significa che un numero inferiore di lavoratori dovrà finanziare un numero più alto di pensionati; vii sarà inoltre una carenza di lavoratori in molti settori, mentre già da anni manca sempre più il personale qualificato. Le simulazioni del Fondo Monetario Internazionale mostrano che i nati negli anni 1990-2009 dovranno lavorare circa cinque anni in più e risparmiare più del 6% del loro reddito per poter colmare il gap pensionistico rispetto ai pensionati attuali. Oltre ai fattori demografici, sta cambiando anche l'offerta del mercato del lavoro: soprattutto la generazione dei "millennials" attribuisce meno importanza a carriere professionali lineari e costanti rispetto alle generazioni precedenti, e cambia lavoro più spesso; scelte di questo tipo non hanno cause solo economiche, ma dipendono anche dall'equilibrio tra vita professionale e vita privata, nonché dalla ricerca di nuove sfide, dalla volontà di fare esperienze all'estero e di lavorare in rete. Il tutto, mentre il mercato del lavoro necessita di nuove professionalità, ma i percorsi formativi rimangono rigidi; è difficile riqualificarsi o cambiare settore d’impiego. In Alto Adige cambiare completamente lavoro nel corso della propria vita è difficile: pochi si possono permettere di prendersi due-tre anni di pausa per imparare una nuova professione; L'offerta formativa extralavorativa è limitata e si riferisce in parte solo alla formazione necessaria per inabilità professionale o per i percettori di indennità di disoccupazione; inoltre, dopo i 25 anni non è più possibile iniziare l’apprendistato ordinario, mentre è possibile svolgere un apprendistato professionalizzante fino a 29 anni. Per le donne che vogliono tornare al lavoro dopo la maternità o i congedi per l’assistenza ai familiari, in particolare, le difficoltà sono molte: le opportunità di formazione e aggiornamento sono poche e i contributi praticamente quasi non esistono. Mentre tutti questi fattori incidevano già prima del Coronavirus, con la pandemia si sono aggiunti nuovi aspetti: il 58% delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti ha subito interruzioni dell'attività lavorativa; sono stati o sono in cassa integrazione quasi la metà delle e dei dipendenti nel settore del commercio e in quello manufatturiero, il 32% degli occupati nel settore turistico e il 21% degli addetti ai servizi; il tasso di occupazione è in costante diminuzione: mentre all'inizio del 2020 il numero dei lavoratori dipendenti era molto più alto rispetto all'anno precedente, a metà marzo questo dato ha subito una drastica inversione di tendenza; in cifre assolute, a fine settembre le persone occupate erano oltre 7.000 in meno rispetto al 2019. La consigliera chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a offrire iniziative di riqualificazione alle persone disoccupate o in cassa integrazione e (2) a rilevare i profili professionali in cui vi è una particolare carenza di personale e a promuovere percorsi di formazione continua per chi ha già un lavoro e di formazione per chi è disoccupato.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che anche dalla sua esperienza le risulta che in una societá che focalizza la formazione nella gioventù è molto difficile cambiare lavoro da adulti. Pensare a una nuova professione a una certa età, come capita spesso alle donne, incontra degli ostacoli, per esempio riguardo al luogo dove viene offerta la formazione: bisognerebbe per esempio pensare alla decentralizzazione. Il punto (19 dovrebbe essere ampliato a  tutte le persone, non solo a  quelle disoccupate. Bisogna allontanarsi dall’immagine di un lavoro che vale per tutta la vita: questa corrisponde tradizionalmente alla situazione degli uomini, mentre le donne hanno sempre dovuto diversificare e cambiare. Favorendo questa modalità, si fa un servizio a tutti.
Magdalena Amhof (SVP) ha evidenziato l’importanza della tematica della riqualificazione, aggiungendo che in provincia è stato fatto molto, ma l’interesse è stato poco, anche per via della ridotta disoccupazione. Essi però erano frequentati anche da chi cercava una riqualificazione, soprattutto provenienti dal turismo. Che i corsi non fossero frequentati da molte persone riguarda anche il fatto che essi erano specifici. Serve comunque un potenziamento, anche perché nel prossimo anno ce ne sará molto bisogno.

Helmut Tauber (SVP) ha specificato che la casa integrazione non ha l’obiettivo di garantire al formazione, bensì di garantire un’entrata al lavoratore. Ha confermato che l’interesse delle persone per i corsi giá offerti, per esempio dal FSE, non era elevato, e aggiunto che corsi del genere sono offerti anche all’interno delle aziende. Anche la Formazione Professionale prevede tante opportunità formative per gli addetti, anche in collaborazione con le scuole professionali e le associazioni di categoria, tenendo conto delle nuove esigenze di mercato. Bisogna migliorare la comunicazione e informare su queste opportunità.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha apprezzato la mozione, in linea con i tempi. BIsogna investire nel mercato del lavoro a fronte della sua evoluzione, formando le persone. A livello nazionale ci sono i navigator collegati al reddito di cittadinanza che svolgono questa funzione di collettore. Egli aveva proposto una mozione per fgi istituti scolastici superiori, in modo che fossero fornite maggiori qualifiche e competenze. Vanno investite risorse nel settore, e la mozione va accolta.
Paul Köllensperger (Team K), co-firmatario, ha evidenziato l’importanza della formazione continua anche a fronte della mancanza di lavoratori specializzati, e degli effetti dell'attuale pandemia: se si finanziano le riqualificazioni, si eviterá poi di pagare le indennitá di disoccupazione.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha ritenuto la proposta importante soprattutto in vista del post-pandemia. In particolare, il motore trainante del turismo è colpito dalla crisi, questo forse avvierá il sistema economico verso una nuova éra: bisogna praticare quindi una politica del lavoro attiva, prendere nuove strade di riqualificazione e formazione.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiarito che la riqualificazione e il life long learning sonno temi frequenti nelle ultime tre legislature, sempre sostenuti dai Freiheitlichen. Il mercato del lavoro sta cambiando, e non ci sarà più un lavoro che accompagna tutta la vita a partire dai vent’anno, per i motivi più diversi. Anche lui ha ritenuto che il tema della formazione fosse da distinguere da quello della cassa integrazione. Ha aggiunto che sono soprattutto le professioni tecniche e scientifiche quelle in cui, in provincia, ci sono carenze: non essendoci materie prima, è importante investire nella scienza.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha condiviso l’importanza del tema, evidenziando la situazione delle madri, cui deve essere data la possibilitá di stare a casa piú a lungo senza avere svantaggi professionali. Il tema riguarda ovviamente anche gli uomini, molti dei quali nel primo lockdown hanno perso il lavoro o ridotto la loro attività: alcuni hanno sfruttato questo periodo per seguire corsi online, ma l'offerta deve essere ampliata, inserendo i relativi aiuti finanziari nel pacchetto corona. Questo darebbe anche fiducia alle persone.
Gerhard Lanz (SVP) ha ricordato che in seguito alla crisi del 2010 i posti di lavoro erano stati mantenuti, ma le riqualificazioni non avevano avuto successo. Era rimasto il problema di trovare personale qualificato: pertanto, l’offerta dovrebbe essere fatta dalle aziende, che vedono il futuro. L’economia è più veloce, efficace, ed è in loco: non si tratta solo di aziende ma anche di organizzazioni di lavoratori. Va considerato che la riqualificazione di persone che lavorano da 20-25 anni è difficile.
Josef Unterholzner (Enzian) ha sostenuto la mozione, aggiungendo però che la politica dovrebbe occuparsi di non paralizzi i circuiti economici. Bisogna fare il possibile per superare la pandemia, ma non impedendo alle aziende di sopravvivere. Bisogna fare in modo che il settore economico non si spenga: è questo l’aiuto migliore.
L’ass. Philipp Achammer ha apprezzato il contenuto della mozione. È giusto dire che bisogna puntare sulla riqualificazione, e ora nella Ripartizione lavoro è stato anche preparato un documento di politica del lavoro attiva. La riqualificazione però è sempre disponibile, e si appoggiano anche le aziende in questa direzione. La cassa integrazione è un sostegno per un periodo, in vista del rientro al posto di lavoro, quindi prevedere una riqualificazione in automatico non è opportuno. La competenza nel settore è statale, e la provincia vorrebbe averla per fare di più; un’ottima possibilità è data dai corsi europei. Le aziende segnalano a volte che la formazione scolastica non è sufficiente, e allora si avvia un corso specialistico: questo è successo per esempio per quanto riguarda addetti alle finestre o riparatori di biciclette. La mano pubblica, tuttavia, non puó finanziare tutto, ma ci sono anche fondi di formazione interprofessionali che mettono a disposizione milioni, in questo modo in collaborazione con le parti sociali si può finanziare molto. La Giunta ritiene più opportuno agire su questo canale. Rieder ha proposto di modificare la parte dispositiva in collaborazione con l’assesore, sospendendo la discussione. L’ass. Achammer si è detto disposto a elaborare una mozione comune, e quella attuale è stata sospesa.

Si è passati quindi all’esame dei restanti punti istituzionali.

(MC)