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Consiglio | 24.11.2020 | 16:47

Lavori Consiglio: Informazioni sulla situazione Covid e relative misure

Intervento in aula del presidente della Provincia Kompatscher e degli assessori Achammer, Schuler e Widmann.

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Seduta del Consiglio Provinciale del 24.11.2020
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FOTO: https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/albums (Consiglio/Werth)

 

In apertura di seduta, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha fatto riferimento al successo dei test volontari nel fine settimane: più di 350.00 persone hanno fatto il test, grazie a migliaia di operatori che li hanno seguiti, e il tutto è stato preparato in pochi giorni. Ha quindi ringraziato tutte le organizzazioni coinvolte, dalla protezione civile alla Croce Rossa a tutti gli altri attori. Un grande ringraziamento andava alla popolazione: i cittadini avevano capito che potevano dare il loro contributo. 1 per cento di positivi è un risultato che ci si poteva attendere, se si guarda ad altre esperienze come quella della Slovacchia. Questa iniziativa ha permesso di evitare molte migliaia di nuove infezioni, e questo apre nuove prospettive. Deve essere però chiaro che non sono stati identificati tutti gli asintomatici, innanzitutto perché questo test può identificare questo virus solo in un determinato periodo, escludendo una piccola finestra, il che comporta che circa il 30% non possono essere identificati, quindi si possono stimare altri 1.500 contagiati in provincia. Va quindi raccomandato di continuare a seguire le norme di igiene, per evitare in questa settimana nuovi contagi: sarebbe un peccato, visto il successo avuto con lo screening che ha permesso di passare da un fattore di riproduzione 1,9 a 1,5. Rispettare le regole permetterá di attuare delle aperture. Gli ospedali sono comunque ancora molto sollecitati, ci sono molti ricoveri e molte persone in terapia intensiva: 40, un numero che si è stabilizzato, ma il numero dei morti è ancora alto. La Provincia sottopone a PCR test molto presto, altre regioni aspettano 10 giorni e questo dà più test negativi. Ora comunque si è verificata una stabilizzazione. Sono stati acquistati 300.000 test antigeni, per utilizzarli in maniera sempre più diffusa, per esempio in singoli comuni ma anche nelle scuole, sugli insegnanti e sugli alunni ma a partecipazione volontaria .Ci saranno quindi ulteriori screening a livello locale. In quanto all'allenamento delle restrizioni, l’Alto Adige rimarrà zona rossa fino al 3 dicembre, il che è giustificato per via dei contagi diffusi nelle ultime settimane, con numeri in calo solo nell’ultima settimana: il 4 entrerà in vigore un nuovo decreto a livello nazionale, che cambierá la classificazione delle zone. Le misure locali sono più restrittive di quelle nazionali: sono stati chiusi i negozi e i servizi alla persona, i mercati contadini, le scuole a partire dalle medie, ora si spera di poter allentare, dopo il 30 novembre. Con il 4 dicembre si tornerá a rispettare le regole nazionali relative alle zone gialle, con alcune specifiche per la Provincia. Potranno riaprire le attivitá commerciali, bar  e ristoranti, sarà possibile svolgere di nuovo attivitá fisica. Si ascolterà anche la commissione di esperti istituita dalla Giunta, per raccomandazioni ancora piú dettagliate. Un appello va a datori di lavoro e lavoratori, affinché questi si sottopongano a test per evitare contagi reciproci e con i clienti, e affinché siano mantenuti i protocolli di sicurezza. Sarebbe opportuno che i dipendenti in azienda si sottoponessero regolarmente a test.
In quanto al turismo, a livello europeo c’è un dibattito in corso. C’è stato un incontro tra Conte, Macron, Kurz e Merkel, dove è stata discussa l’opportunità di evitare gli assembramenti durante le feste natalizie, il che porterebbe a un conto salato in primavera. La domanda se sarà possibile un turismo invernale riguarda tutte le regioni turistiche. Si attende con ansia l’accordo internazionale in merito, per dare certezza agli operatori. L’apertura degli alberghi dipende dalla libertà di spostamenti, ma gli impianti di risalita sono utilizzati non solo da turisti, ma anche da famiglie e residenti. Insieme con i colleghi delle altre Regioni, è stato richiesto un confronto urgente con il governo. Non ci sará in ambito turistico un risarcimento, perché a questo scopo ci vorrebbero miliardi. 

Di seguito, sono intervenuti consiglieri e consigliere, complimentandosi per l’iniziativa dello screening di massa e la relativa riuscita. Helmut Tauber (SVP) ha chiesto se ci sará una via altoatesina in ambito turistico, e com’è la situazione in Austria e Germania, anche relativamente alle regole di viaggio. Franz Locher (SVP) ha lodato la riapertura delle scuole dell’infanzia, elementari e prima media. Ha chiesto però di riaprire al più presto anche le superiori. Anche i mercati contadini andrebbero riaperti quanto prima, considerando che si svolgono all’aperto. Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato l'importanza di svolgere in modo preciso e professionale i test e chiesto informazioni sulla relativa valutazione, nonché sul rispetto degli standard di sicurezza nel turismo. Jasmin Ladurner (SVP) ha ritenuto importante una riapertura più rapida possibile nel rispetto delle disposizioni di sicurezza, e chiesto informazioni relative alle riaperture nel settore turistico. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ricordato che gli altoatesini avevano partecipato ampiamente allo screening perché era stato detto che era un’alternativa al lockdown, e il risultato ottenuto  si può usare per opporsi alle classificazioni dello Stato: è importante che la Provincia possa decidere autonomamente le regole, e che eviti regole più rigide che altrove; in Toscana i mercati contadini sono aperti. Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto quale sará l’ulteriore strategia dei test, se a tappeto o specifica su gruppi. Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), apprezzando l’iniziativa dei test, ha però ricordato che la Provincia era nella situazione peggiore d’Italia, data dalla famosa Südtirolerweg. Egli aveva invece suggerito di seguire la via prudenziale suggerita dal Governo e dagli scienziati, e ricordato che in Trentino, senza le aperture di ottobre, ora i locali erano aperti.  La pandemia è globale, non serve niente essere i primi ad aprire se poi gli altri non possono arrivare. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato che gli esperti suggeriscono uno screening dopo l’altro, per rintracciare il 30% che sfugge, e invitato a stare attenti con le riaperture, per non sprofondare di nuovo nella crisi profonda causata da aperture non opportune. Ha criticato poi le affermazioni di Kompatscher relativi a 93.000 possibili nuovi contagiati in una settimana che sarebbero stati evitati grazie allo screening: questo non corrisponde ad alcuna verità scientifica. Ha criticato anche che mancasse ancora un piano di ristoro altoatesino, nonostante le numerose segnalazioni della relativa necessità. Josef Unterholzner (Enzian) ha evidenziato che molti si chiedono se l’allentamento darà del 30, del 60 o del 100%, e secondo quali criteri. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto se non sarebbe stato sensato offrire ai 3.000 rivelatisi infettati un test PCR, per verificarne l'attendibilità. Ha chiesto quindi se il passaggio da zona rossa a zona gialla avverrá saltando la zona arancione, e riferito che gli albergatori del Tirolo avevano avuto la notizia che avrebbero potuto riaprire dal 17 dicembre. Ha chiesto poi informazioni sulle feste famigliari: tali riunioni dovrebbero essere più importanti del commercio. Peter Faistnauer (Team K) ha chiesto se c’erano stati colloqui coi gestori dei bus turistici per orientarli sul trasporto alunni. Anche lui ha riferito di aperture dal 17 dicembre in Austria e di aperture di piste e impianti giá avvenute in Isvizzera, evidenziando gli svantaggi per gli operatori altoatesini, che si sono sforzati di rispettare tutte le regole e restrizioni. Sandro Repetto (Partito democratico - Liste Civiche) ha fatto riferimento a costi ed esiti dello screening, che é stato un successo, sottolineando che ora è necessario un cambio di passo nella strategia dei test successivi e del tracciamento dei contagi, che va potenziata. Maria Hochgruber Kuenzer (Team K) ha rilevato che aprire agli sport invernali comporterebbe un aumento della pressione sul servizio sanitario, e chiesto se di questo si era discusso con i vertici della Sanità. Gerhard Lanz (SVP) ha chiesto se nelle aziende i protocolli di sicurezza saranno adattati permettendo anche test regolari e dando fiducia alle imprese. Le aperture porteranno altri problemi, relativamente a trasporto pubblico e azienda sanitaria: questo impone un modo di procedere condiviso e non troppo veloce. Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha fatto riferimento alla terza ondata, chiedendo se la Giunta, al fine di evitare ulteriori lockdowns, pensa a una nuova strategia di test, e come intende reagire l’Azienda sanitaria a fronte dei numerosi interventi, visite e trattamenti rinviati durante l’emergenza Covid.

Il pres. Arno Kompatscher ha quindi risposto alle singole domande. In quanto alla riapertura delle superiori, essa è collegata a criticità nel settore dei trasporti, perché gli studenti devono spostarsi, e inoltre entrano molto in contatto tra loro. Si vuole però tornare in presenza quanto prima. I mercati contadini riapriranno il 30 novembre. In quanto alal profesionalitá di chi effettuava il test, il personale era stato formato, con possibilità di esercitarsi a livello pratico. Non viene riaperto tutto subito, ci saranno ancora delle restrizioni, per esempio a livello di incontri famigliari, discoteche, manifestazioni. Prioritaria è la riapertura delle aziende, le cui perdite lo stato non può coprire, quindi riassicurare un reddito alle famiglie. A livello turistico, sarà stipulato un apposito protocollo di sicurezza anche per gli impianti di risalita. Un lockdown c’è stato in primavera, questo mezzo lockdown dovrebbe durare fino alla prossima, se non ci fossero stati i test. Questi sono un rafforzamento, non un'alternativa. La Provincia non può sempre decidere autonomamente, ma solo in base ai dati, motivando le scelte. Si può saltare la zona arancione proprio perché i numeri lo consentono. In quanto agli Stati confinanti, lo stesso LH Platter gli ha riferito che ancora nulla è definitivo. Le limitazioni per gli incontri di famiglia numerosi rimangono, lo stesso si verifica a livello europeo; in quanto agli ingressi dal Tirolo, non sono permessi dalla normativa statale, seppure questa è in contrasto con la normativa europea: “Ho già chiesto più volte una rettifica”, ha detto Kompatscher. Un test PCR successivo non era previsto in quanto necessario: con questo screening, dopo 10 giorni di isolamento, non è necessario un ulteriore test. I test antigeni non sono insicuri, tuttavia rilevano un’infezione solo in un determinato punto temporale. Anche il Trentino si usa un test antigenico, ma si testa dopo 12 giorni con PCR, con il risultato che la maggior parte degli esiti sono negativi. Il primo obiettivo dello screening è stato raggiunto: il contact-tracing, abbandonato da tutti perché era impossibile da seguire, puó essere riattivato, così come screening su gruppi target, scuole o altri. Le riaperture della primavera erano state fatte perché i numeri lo consentivano, per settimane non c’erano stati ricoveri in terapia intensivi e decessi. La stagione turistica era stata da record, con turisti stranieri. L’ordinanza sul Törggelen prevedeva il rispetto di ulteriori misure restrittive; il confronto col Trentino va fatto anche sul numero di posti in terapia intensiva, numero di abitanti, decessi . È vero che un 30% sfugge, ma sono stati intercettati due terzi; in quanto ai 90.000 possibili contagiati, egli aveva rettificato già la sera stessa. Per quanto riguarda i ristori, prima di adottare misure è necessario sapere come agisce lo Stato, e a questo proposito manca chiarezza. Va poi rispettata la regolamentazione relativa all’indebitamento, che impedisce alla Provincia di fare debiti: a questo proposito si sta trattando col Governo, perché l’attuale limite di indebitamento è assurdo. 3.500 positivi non sono pochi, questo numero non è comparabile con quello dei test PRC, non è compito della Provincia verificare la sensibilitáà di questi. Esistono concetti di sicurezza anche per aree sciistiche e alberghi. Giovedì l’ass. Widmann informerà sulla strategia per il futuro. Nessuno sa se si può evitare la terza ondata, l’obiettivo è di renderla meno impattante possibile. In merito alle operazioni e visite sospese, molti appuntamenti sono stati recuperati in estate, ma in merito risponderà l’ass. Widmann.
L’ass. Philipp Achammer ha quindi segnalato che in primavera erano stati pagati 100 milioni alle aziende con meno di 5 dipendenti che avessero subito un calo di fatturato, ora verranno dati altri contributi a settori particolarmente colpiti, autonoleggiatori, organizzatori di eventi ecc. L'obiettivo è aiutare le aziende che altrimenti non sopravviverebbero: non è possibile coprire l’80% del fatturato, ma si cercherá di integrare i contributi del decreto ristori. In Giunta si discuterà come aggiungere ulteriori fondi a bilancio, considerando che alcuni settori sono sottodotati; per sostenere l’economia si è disposti a contrarre nuovi debiti. 
L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che le aperture di maggio non hanno nulla a che vedere con la situazione attuale, che si deve a uno sviluppo alla fine dell’estate. C’è tuttora un numero elevato di contagiati, la situazione non è normalizzata e bisogna convivere col virus mantenendo la prudenza. Nell’ambito del turismo ci sono molti punti di domanda, sugli impianti di risalita e la possibilitá di accogliere turisti. Si tratta di un settore molto importante, anche per altre regioni in europa, e significativo per il fatturato, che richiede anche una preparazione, per esempio riguardo all’innevamento. Ci sono colloqui a Roma, contatti con Francia, Austria, germania, dall’esito di questi confronti dipende quando si potrà riaprire. In quanto agli standard di sicurezza, vanno adeguati, in collaborazione con altre Regioni.
L’ass. Thomas Widmann ha evidenziato il successo dei test grazie anche al contributo eccezionale di 350.000 persone che vi avevano partecipato, pari all’80%di coloro che potevano essere coinvolti. Tuttavia, si tratta solo di una fotografia del momento. Giovedì saRà presentata la strategia di nuovi test, con lo scopo di bloccare hotspot. Saranno prese in considerazione anche le scuole, con test a insegnanti ed alunni. A questo scopo ci sono troupe mobili in grado di recarsi in periferia, equipaggi della Croce bianca, medici di base che possono eseguire i test, farmacie; molte aziende offrono già test ai loro collaboratori. Non va dimenticata la necessità di testare il personale sanitario, e il fatto che in tutti i comprensori ci sono laboratori in grado di leggere i test PCR, di cui 600.000 sono già arrivati, e altri 1,2 milioni sono stati ora acquistati. Si sta pensando a una graduale riapertura, d’intesa con il Governo, ma è fondamentale che la popolazione continui a rispettare le regole. Non è possibile evitare la terza ondata se questo non accade, nemmeno a fronte dello screening migliore. Se si considera la situazione a livello europeo, si può dire che sulla base della pressione sulla terapia intensiva si può evincere il numero di contagiati che girano; i test vengono fatti in provicnia all’inizio della malattia, in altre regioni alla fine, e questo rende possibile il contact tracing. Questo significa che i dati del Trentino e del tirolo sono più o meno gli stessi: fare il test ogni 14 giorni dá infatti come risultato meno positivi, rispetto a un test il secondo o terzo giorno. Se si convince la popolazione a rispettare le regole, si potr`?a riaprire senza un carico eccessivo per gli ospedali, altrimenti si arriverà a una terza o quarta ondata: peró la popolazione ha capito la situazione.

Il plenum è quindi passato a esaminare le interrogazioni su temi d’attualità.

(MC)