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Consiglio | 12.11.2020 | 12:35

Lavori Consiglio: Noleggio PC, sostegno alle famiglie

Mozioni di Gruppo Verde e Freiheitlichen.

I lavori del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano sono ripresi questa mattina con la presentazione della mozione n. 341/20: Servizio di noleggio per la didattica a distanza da parte di Brigitte Foppa (Gruppo Verde). La consigliera, evidenziando che l’Alto Adige – e non solo – aveva imparato nel 2020, in una situazione tutt’altro che ideale a causa della pandemia che, grazie alla tecnologia, in caso di emergenza si può fare scuola stando a casa, ma anche che le cose funzionano soprattutto con strumenti tecnici adeguati, e che durante i mesi di didattica a distanza il principale ostacolo si era rivelato essere la carente dotazione tecnica. Da un lato, infatti, sempre più persone utilizzano lo smartphone per andare in Internet e non hanno a casa un PC fisso o portatile, dall’altri anche per le famiglie che possiedono uno o due portatili, un periodo prolungato di didattica a distanza e di smart working significa che genitori e figli devono condividere i computer presenti nel nucleo familiare. La pandemia ha quindi colto impreparati, ma si può fare tesoro dell’esperienza e porre rimedio ai problemi, fornendo aiuti, anche di natura tecnica, per la didattica a distanza. In questo senso, un servizio di noleggio sarebbe il modo migliore per mettere a disposizione di un grande numero di bambini e giovani, a costi quanto più possibile contenuti, gli strumenti di cui hanno bisogno in caso di quarantena. Per poter sfruttare al meglio l’attrezzatura, si potrebbe pensare a una rotazione a livello di distretto, e, una volta terminata la quarantena, il materiale potrebbe essere passato ad altre alunne e alunni: un paio di tablet e alcuni portatili per distretto sarebbero sufficienti per garantire un passaggio fluido tra insegnamento in presenza e insegnamento a distanza, e per molte famiglie ciò costituirebbe un grande aiuto, mentre la qualità della didattica a distanza aumenterebbe in modo significativo. Necessario è ovviamente anche un servizio di assistenza. Pertanto, la consigliera invitava a incaricare la Giunta (1) di istituire un servizio di noleggio dell’attrezzatura tecnica di base per le alunne e gli alunni che per un certo periodo devono seguire le lezioni da casa, (2) di affiancare a tale servizio un service desk in grado di supportare le famiglie che hanno difficoltà con le tecnologie digitali.

Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha evidenziato che la didattica a distanza ha fatto emergere disuguaglianze: non tutti hanno la possibilitá di accedere ai mezzi necessari. Piuttosto che il noleggio, che presuppone il pagamento di un canone, sarebbe preferibile il comodato delle strumentazioni. Un paio per distretto forse non è sufficiente ci vuole una valutazione ulteriore. la mozione va comunque sostenuta, e un aspetto assolutamente centrale è quello del secondo punto, perché la messa a disposizione di tecnici che accompagnino nell'utilizzo degli strumenti è una priorità assoluta.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), cofirmatario, che a Bolzano c’Äé un’associazione che ha attivato un progetto in questo senso, la Linux User Group, che accetta PC di seconda mano per riaggiornarli e consegnarli a famiglie bisognose. L’associazione non può però sapere chi è veramente bisognoso, questo lo sanno le Intendenze scolastiche: ci vuole quindi una collaborazione. Anche le aziende dovrebbero essere sensibilizzate a consegnare i loro PC usati, e la Giunta potrebbe sollecitarle in questo senso.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la mozione, rilevando le difficoltá di molte famiglie davanti alla didattica a distanza. Nella prima ondata si era parlato di mezzi del Fondo sociale europeo a questo scopo, per circa 15.000 € a scuola: non è sicuramente tanto, ma sarebbe certo positivo se fossero le scuole ad acquistare il materiale e metterlo a disposizione in comodato a chi ha bisogno. Alcune mamme hanno segnalato di aver ricevuto una mail dlala scuola quest’estate proprio a proposito di un aiuto finanziario per l’acquisto di tecnologie: era un’iniziativa di singole direzioni scolastiche?
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che la tematica fosse molto attuale, e che ci fosse grande necessitá di dotazione tecnica per molte famiglie. Molti non hanno sufficienti dispositivi. Molte direzioni scolastiche hanno attivato un dialogo coi genitori in questo senso, ma non hanno poi comunicato all’Intendenza le reali necessitá di ulteriori dispositivi. Una mozione come questa è positiva, ogni aiuto è ben accetto, ma bisogna agire subito.
Alex Ploner (Team K) ha evidenziato che la pressione è alta, e fatto un complimento per l’acquisto e la distribuzione alle scuole, da parte della Provincia, di 400 dispositivi, chiedendo informazioni sul successivo utilizzo. Ha evidenziato anche che l’assistenza è demandata speso agli insegnanti competenti, che quindi lavorano molto di più, e anche che certe scuole con indirizzi tecnologici sostituiscono spesso i PC, e quelli vecchi dovrebbero essere messi a disposizione delle altre scuole.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha sostenuto la mozione, chiedendo poi all’assessore alla Scuola italiana di riattivare il progetto Fuss, che prevedeva anche la ridistribuzione e il supporto tecnico di vecchi PC riadattati a programmi liberi. Ha ricordato anche il bonus governativo di 500 € per l’acquisto di mezzi tecnologici collegato amolte offerte di acquisto e noleggio a prezzo ridotto.
Il firmatario Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiarito a Urzì che il prestito di cui si parla nella mozione è gratuito, analogamente a quello delle biblioteche. Il rischio legato alla pandemia è un aumento delle disuguaglianze, e questo riguarda anche il divario digitale. L’esperienza di questi giorni del Consiglio provinciale dimostra quanto è importante non solo avere gli strumenti, ma anche e soprattutto quanto è fondamentale il sostegno dei tecnici. Anche questo libererebbe le famiglie di un peso pazzesco.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ribadito che la tematica è di grande attualità, ed evidenziato l’esistenza di iniziative private in questo senso. Ha quindi sostenuto la mozione.
L’ass. Philipp Achammer ha risposto che il contenuto della mozione va sicuramente sostenuto, ha evidenziato però che la didattica a distanza è una grande sfida e va limitata al minimo possibile, perché acuisce le difficoltá della mancanza di contatto sociale. Giá in primavera è emerso che c’erano famiglie in difficoltà, alcune non avevano neanche un PC, erano quindi stati acquistati e distribuiti notebooks e tablets. tuttavia, molte famiglie non sapevano come usarli o non avevano accesso internet: la Provincia ha quindi istituito una hotline centrale cui le famiglie e le scuole potevano rivolgersi, ma per molti c’erano difficoltà di comunicazione. Ora si pianificano grandi investimenti con il recovery fund, per attrezzare le scuole. Ci sono anche i digitale coaches a supporto di scuole ed insegnanti, e a livello distrettuale sono attivi per le scuole tecnici informatici. Quanto chiesto nella mozione quindi è giá stato avviato, anche se tutto è migliorabile.

L’ass. Giuliano Vettorato ha evidenziato che l’obiettivo è tornare alla didattica in presenza il prima possibile. Ha rilevato l’interesse dle Consigio per il mondo della scuola, ed evidenziato i grandi sforzi di tutti gli attori del mondo della scuola in questa fase delicata. Le scuole hanno aderito a un progetto europeo sostenuto dal MIUR per acquistare materiale informatico per 13.000 € da parte di ogni scuola, è stato acquistato tutto ciò che era disponibile, considerando che anche i fornitori avevano difficoltà. Sono stati forniti gratuitamente alle famiglie che ne avevano bisogno i PC dei laboratori scolastici, e in futurio si intende utilizzare il recovery fund. La particolaritá della scuola italiana rispetto a  quella tedesca è proprio che era stato adottato il sistema FUSS, quindi anche l’assistenza è problematica perché dipende dal tipo di sistema utilizzato, considerando anche che lo stesso MIUR aveva fornito PC con sistemi proprietari. Questo è uno dei motivi per cui il suo Assessorato aveva ripensato quella decisione. La mozione in ogni caso è intelligente, la Giunta presenterà un emendamento per correggere alcuni punti. Va sottolineato infine che la cabina di regia per la scuola italiana è stata gestita dall’Intendenza in collaborazione con le singole scuole, che sono più a contatto con le problematiche delle famiglie.
L’ass. Daniel Alfreider ha sottolineato che nelle valli ladine scuole e Comuni hanno collaborato. L’attrezzatura è stata messa a disposizione, ma c’è ancora molto da fare, e anche la formazione è importante. Le infrastrutture vanno aggiornate, anche gli insegnanti chiedono una strumentazione migliore.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha accolto la proposta di un emendamento assessorile, purché venisse presentato ancora nel tempo dell’opposizione. La trattazione della mozione è quindi stata sospesa in attesa dell’emendamento assessorile.

È stata quindi presentata la mozione n. 342/20: Sostegno alle famiglie: cultura accogliente verso bambini e famiglie (EMENDATA), con cui Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) , evidenziando che la classe media è la spina dorsale della nostra società e del benessere dell'Alto Adige, poiché artigiani, commercianti, ristoratori, agricoltori e fornitori di servizi creano posti di lavoro e costituiscono una parte solida dell’economia, e insieme ai collaboratori e lavoratori qualificati fanno parte di quel settore della popolazione che vuol raggiungere una certa prosperità con un lavoro intenso e finalizzato, eidenziava che sono proprio gli altoatesini del ceto medio a mantenere in funzione il ciclo economico regionale: acquistando o costruendo l’abitazione, con le abitudini di consumo e di svago, con le proprie famiglie, investendo nell’istruzione e formazione dei figli. Essi, con le tasse, e indirettamente col consumo e gli investimenti, danno più soldi allo Stato di quanti ne ricevono, e tuttavia, in contrasto col miglioramento generale del tenore di vita in Alto Adige dalla fine degli anni '60, il loro potere d'acquisto è diminuito, soprattutto negli ultimi due decenni.Un grave peggioramento delle condizioni dell'attuale classe media avrebbe conseguenze fatali per la società e il bilancio provinciale altoatesini, e dev’essere impedito con adeguate condizioni quadro; lo stesso vale per le numerose piccole e medie imprese, spesso a carattere famigliare, con una cultura aziendale normalmente orientata verso i dipendenti. Ora, nel tardo autunno, il rinnovato blocco della vita sociale e la chiusura di diversi settori economici sta imponendo una prova durissima a molti di questi imprenditori, e con essi ai collaboratori e alle loro famiglie. Le conseguenze economiche della pandemia colpiscono in modo particolarmente duro il settore privato. Inoltre, la societá deve affrontare la sfida sempre più incombente dellÄ’invecchiamento della popolazione. Per questo, bisogna intervenire su diversi piani. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale a prendere tutte le misure tecnico-amministrative necessarie per (1) continuare a garantire agli esercizi e alle aziende altoatesine di poter lavorare rispettando le misure di sicurezza anche nel settore del commercio e nel terziario e di non mettere a repentaglio altri posti di lavoro; (2) garantire, alle aziende e agli esercizi ai quali è interdetto lavorare un aiuto immediato pari ad almeno il 75% del fatturato dello stesso periodo del 2019, computando questo contributo straordinario assieme ai diversi aiuti statali riconosciuti per lo stesso arco temporale; (3) aiutare immediatamente i lavoratori che subiscono dei danni prolungando e aumentando la cassa integrazione Covid-19 già prorogata il 10 giugno; (4) tenere aperte le strutture per la prima infanzia e quelle d’istruzione e formazione e garantire le lezioni in presenza nelle scuole elementari e medie; (5) garantire immediatamente, in caso di chiusura delle strutture per la prima infanzia e quelle d’istruzione e formazione, l’accesso al congedo parentale straordinario previsto dallo Stato per i genitori che lavorano; (6) prolungare l’indennità di disoccupazione per i lavoratori residenti che hanno dei contratti stagionali nel turismo e nel settore gastronomico fino a maggio 2021; (7) revocare il coprifuoco notturno previsto dall’ordinanza 49, dato che rappresenta un grave limite alle libertà dei cittadini e, considerate le misure di protezione e le raccomandazioni già in vigore, non dà alcun contributo al contenimento della pandemia; (8) permettere ai familiari di pazienti sottoposti a cure palliative e di persone in casa di riposo con patologie in stadi avanzati e una speranza di vita limitata, di fare loro visita e di accompagnare i propri cari; e di elaborare entro tre mesi un piano per raggiungere i seguenti obiettivi: introduzione del quoziente familiare come metodo di tassazione, prevedendo che alle famiglie sia rimborsata la differenza rispetto alle aliquote statali dell'imposta sul reddito; introduzione dell’assegno familiare con un sistema basato su buoni, che riunisca in modo non burocratico diverse misure di sostegno; maggiore sostegno finanziario per acquistare un’abitazione a favore delle famiglie con almeno 3 figli, a condizione che entrambi i genitori siano residenti in Alto Adige da almeno 10 anni; sia resa possibile la libertà di scelta nell'assistenza alla prima infanzia, in modo che le donne che si occupano in prima persona dei figli nei loro primi anni di vita ricevano l’equivalente monetario di quanto la mano pubblica spende per i bambini in microstrutture e strutture di assistenza; introduzione di un contributo una tantum di 10.000 euro per acquistare un'auto a sette posti per famiglie con almeno tre figli; riduzione delle tasse sulle auto piccole e familiari per i genitori di due figli, ed esenzione per le famiglie con tre figli; l'aliquota massima dell'imposta municipale immobiliare (IMI) per le unità abitative in comodato gratuito a parenti che vi hanno residenza e dimora abituale è fissata allo 0,35%.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ritenuto che la mozione contenesse una serie di proposte concrete, riferendosi in particolare alla situazione dei lavoratori stagionali per cui è urgente un rinnovo della cassa integrazione. Nell'ambito della prima infanzia non ci sono casi di contagio, pertanto le relative strutture dovrebbero restare aperte. La Giunta deve approvare queste proposte di aiuti attivandoli immediatamente, perché è ora, e non fra qualche mese, che le famiglie hanno bisogno.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto i i primi 8 punti, che prevedono misure importanti. Va ribadito che i contagi sono avvenuti in spazi chiusi dove le persone non indossavano la mascherina, quindi più eventi e ristorazione che comemrcio: infatti molti commercianti si chiedono perché devono chiudere, mentre nel resto d’Europa i negozi restano aperti. In quanto al coprifuoco notturno, la bozza della nuova ordinanza prevede l’attività sportiva solo entro le 20: lui è stato contattato da un’infermierta che potrebbe praticarlo solo dopo quell’ora, questo quindi è l’esempio di una misura che rende difficile la vita delle persone. Poco condivisibile è anche il divieto di avere ospiti nelle abitazioni private, così come va regolata la possibilità di incontrarsi per partner che abitano al di qua e al di lá del confine.

Le proposte sono positive, ha detto Josef Unterholzner (Enzian), evidenziando però che finanziare il 75% del fatturato non è sostenibile. Si dovrebbe piuttosto coprire il 75% dei costi comprovati. Se le persone non possono più lavorare, hanno bisogno di mezzi di sussistenza alternativi, perché molti non hanno mezzi da parte e devono indebitarsi. Questo porta a una forte pressione psicologica. Non bisogna concentrarsi solo sul virus, ma anche  garantire anche la salute e una vita dignitosa ai cittadini.,

La mozione era molto complessa, ha rilevato Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), sarebbe stato più opportuno concentrarsi su certe tematiche centrali, quale per esempio il tema dei ristori alle imprese.   Se si decide di chiudere, bisogna garantire alle famiglie titolari, che non possono permettersi chiusure di mesi, determinati aiuti, e la Provincia che si vanta di essere al vertice di tutte le classifiche mondiali ha il dovere morale di considerare come centrale il tema dei ristori. Nelle ultime due settimane, tuttavia, non se ne è parlato, mentre le misure attivate in primavera sono scadute. Bisogna concentrarsi su questo argomento fondamentale. Gli altri temi trattati dalla mozione andrebbero affrontati separatamente.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che la molteplicità di punti contenuti nella mozione rende difficile una valutazione complessiva.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen), cofirmataria, ha evidenziato che si trattava soprattutto di garantire i posti di lavoro, e che Austria e Germania prevedono aiuti di questo tipo. Si trattava comunque di punti giá discussi e trattati in varie mozioni l’anno scorso. Invece dell’assegno diretto alle famiglie, si prevedeva un sistema basato sui buoni, in modo che i fondi andassero effettivamente per l’acquisto di corsi, materiali scolastici ecc. Questo favorirebbe anche l’integrazione dei bambini delle famiglie migranti, spingendo alla frequenza di corsi. Anche il contributo per auto famigliari è importante.

Peter Faistnauer (Team K), in quanto all’ultimo punto sull’ l'aliquota massima dell'imposta municipale immobiliare (IMI) fissata allo 0,35%, ha chiesto di prevedere invece lo 0,2%.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento al punto (3), rilevando che la convenzione quadro locale sulla cassa integrazione, dotata di 20 milioni, rilevando la necesssitá di ulteriori stanziamenti, perché la situazione attuale durerà probabilmente fino all’anno prossimo, fino a marzo. Devono essere previsti fondi a questo scopo nel bilancio che sará discusso tra meno di un mese. Egli ha chiesto se esiste giá una convenzione INPS-Provincia.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che era difficile discutere tutte le tematiche sollevate; si trattava di proposte che andavano ad ampliare la legge approvata a maggio. La Provincia si sta già occupando di queste tematiche, ovvero della gestione delle conseguenze dell’ordinanza, e mescolarle in una mozione non è sensato. IL rimprovero relativo alla poca chiarezza delle ordinanze non è accettabile: per esempio, il coprifuoco notturno vale chiaramente dalle 20 alle 5. Le opposizioni dovrebbero smettere di fornire informazioni sbagliate nei loro comunicati, come per esempio che la Provincia sostiene la Tundo: ci vuole un dialogo costruttivo.
Franz Locher (SVP) ha sottolineato quanto era stato fatto dall’ass. Deeg, in estate, per garantire l’assistenza all’infanzia, cosa non facile in questi tempi. È chiaro che la scuola in presenza è meglio di quella a distanza, ma si tratta di garantire la salute, lo stesso vale per la chiusura degli esercizi ricettivi, che nessuno è contento di chiudere. Lass. Achammer va ringraziato per quanto sta facendo, assumendosene la repsonsbailitá come il presidente della Provincia. Le proposte fatte sono bellissime ma non attuabili, bisogna tutelare la salute e nelle prossime settimane si dovrebbe riuscire a ridurre i contagi.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto la mozione interessante, rilevando però che la parte dispositiva si estende dalla situazione delle famiglie alla situazione drammatica attuale, con un mix non coerente con le premesse.Alcuni punti sono condivisibili, ma nella sua complessità la mozione è di difficile condivisione. Egli si sarebbe quindi astenuto.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher si è detto disposto a informare il Consiglio, prima dello spazio riservato alla maggioranza, sulle nuove regole, riferendo di aver giá inviato una bozza dell’ordinanza alle parti sociali. Non è opportuno trovare le bozze nei media, perché possono essere modificate. Ora è necessario ridurre i contatti sociali, intervenendo sia sui settori economici che sulla scuola, per tornare il prima possibile a una situazione normale. In quanto alla mozione, essa è diventata un pacchetto di misure, ci sono punti che si possono condividere e sono in attuazione, e altri che non si possono condividere. Mischiare i contenuti non è un buon modo di procedere, e le misure sono in parte superate o in attuazione. Leiter Reber ha replicato chiedendo alla Giunta, per quanto riguarda il sostegno alle famiglie, di accogliere nell’ordinanza le sue proposte. Le misure proposte riguardano la vita quotidiana dei cittadini, ma il fatto che il presidente della Provincia la definisca un miscuglio incomprensibile dice molto sulla sua posizione, Molte proposte ricalcano quelle fatte dai sindacati. Egli ha poi criticato che la Giunta provinciale avesse respinto a priori tutte le proposte buone e serie dell’opposizione: evidentemente segue una linea di pensiero assolutistica, credendo di non sbagliare mai. E questo mentre chiede di collaborare. Questo assomiglia alla politica di Mussolini e della DDR. Il pres. Arno Kompatscher ha replicato di intendere come raccomandazione le proposte positive contenute della mozione, che però nella forma attuale non poteva essere accolta, perché comprendeva livelli molto diversi in termini giuridici e temporali. Respingere una mozione non equivale a esercitare una dittatura, la discussione in aula e la stessa proposta sono un sostegno e fanno emergere temi che la Giunta intende considerare. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha evidenziato che non si è sentita alcuna replica dalla Giunta sui ristori economici. Messa in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 9 sì, 21 no e 4 astensioni, il punto (1) con 12 sì, 20 no e 3 astensioni, il punto (2) con 11 sí, 20 no e 4 astensioni, il punto (3) con 16 sì, 18 no e 1 astensione, il punto (4) con 13 sí, 20 no e 2 astensioni, il punto (5) con 16 sì e 19 no, il punto (6) con 15 sì, 19 no e 1 astensione, il punto (7) con 10 sì, 24 no e 1 astensione, il punto (8) con 14 sì, 19 no e 2 astensioni, il successivo pacchetto di misure con 9 sì, 22 no e 4 astensioni.

(continua)

(MC)