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Consiglio | 11.11.2020 | 18:10

Lavori Consiglio: Trasporto persone, dotazione organica della scuola italiana

Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit e Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia.

Con la mozione n. 335/20: Gestiamo il trasporto delle persone in un modo lungimirante, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha segnalato oggi in Consiglio provinciale che la ditta pugliese Tundo effettua servizi di trasporto disabili in provincia di Bolzano dal 2014, ed è inoltre prossima ad aggiudicarsi l’appalto per il servizio di trasporto scolastico, tuttavia, attualmente la società è spesso protagonista della cronaca in modo negativo: salari non pagati, veicoli danneggiati e non adatti alle strade di montagna hanno portato i dipendenti a dire iniziare a protestare, di recente anche scioperando, per segnalare all’azienda, ma soprattutto alla politica, che non si può più andare avanti in questo modo. Alcuni dipendenti hanno addirittura riferito che, a causa di fatture non pagate dalla ditta alcuni benzinai si sono rifiutati di fornire loro il carburante. Bisogna quindi fare in modo di togliere a questa ditta l’incarico per il servizio trasporto disabili ed evitare che si aggiudichi anche quello per il trasporto scolastico, finora garantito a più di 4.000 alunni e studenti delle scuole elementari, medie e superiori da ditte locali di autonoleggio con un servizio svolto in modo professionale. Va considerato anche che, a causa dell’emergenza coronavirus, le aziende del settore hanno subito pesanti perdite, e non sono ancora riuscite a riprendersi: possedendo la Provincia società in house e agenzie nel settore della mobilità, come la STA - Strutture trasporti Alto Adige SpA, l’Agenzia provinciale per la mobilità oppure la SASA SpA - Società autobus servizi d’area, essa potrebbe trattenere una certa percentuale di linee per affidarle a diverse aziende di trasporto con disponibilità di mezzi dalla capienza superiore/fino a nove persone. Pertanto, la consigliera chiedeva al Consiglio provinciale di incaricare la Giunta provinciale (1) di trovare le modalità, assieme alle Comunità comprensoriali, per recedere dal contratto per il trasporto di disabili con la società, (2) di provvedere affinché sulla base delle succitate criticità l’incarico per il trasporto scolastico fino al 2023 non venisse affidato alla società Tundo, (3) di adeguare i requisiti di legge per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico in provincia di Bolzano affinché in futuro le gare per l’affidamento del servizio potessero essere indette dai Comuni territorialmente competenti, (4) di provvedere affinché nelle aziende di trasporto di proprietà della Provincia una percentuale delle linee venisse affidata a varie ditte di trasporto di persone con mezzi dalla capienza superiore/fino a nove persone. 
Alex Ploner (Team K) ha sostenuto la mozione, ritenendo il servizio Tundo inadeguato a garantire la sicurezza dei trasportati, soprattutto delle persone disabili. È necessario intervenire urgentemente.
Nonostante il presidente della Provincia avesse già in passato fatto riferimento ai vincoli del bando, bisognava considerare che una decisione sbagliata rimaneva tale, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), criticando che le persone più fragili fossero lasciate in mano a chi gestiva un servizio così carente. Bisognava intervenire per togliere il servizio alla Tundo, anche a tutela della salute dei collaboratori. Questa ditta dovrebbe sparire dall’Alto Adige e tornare nel sud Italia.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ) ha ritenuto inusuale un’iniziativa politica contro una ditta, invitando a ricordare che fin dall’inizio la polemica era nata per il fatto che una ditta non locale avesse avuto un appalto al servizio della comunità locale. Chi ha certe informazioni dovrebbe fare una denuncia alla Procura della Repubblica, che sarebbe intervenuta per garantire la sicurezza: non era infatti possibile creare il precedente di un appalto ritirato per decisione politica.
Josef Unterholzner (Enzian) ha sostenuto tutti e 4 i punti, ritenendo che non fosse accettabile lasciare in circolazione macchine difettose. Non doveva essere comunque il Consiglio provinciale a controllare i veicoli, bensì le forze dell’ordine.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che il problema fosse effettivamente esistente. Ha ricordato che Tundo aveva vinto una gara in Val Pusteria promettendo di mettere a disposizione veicoli con certe caratteristiche, ma non l’aveva fatto, accettando piuttosto di pagare tutti i giorni una sanzione di 400 €. C’erano sufficienti elementi perché la Provincia intervenga.
Se quanto detto da Atz Tammerle corrispondeva a verità, allora ci dovevano essere conseguenze, ha detto Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), rilevando però che essendo il tema non nuovo egli aveva raccolto informazioni, e queste non confermavano i punti come elencati. Se gli elementi fossero veritieri, gli uffici competenti avrebbero sicuramente controllato: forse le informazioni non erano arrivate loro, o forse non erano del tutto veritiere, perché normalmente in casi simili l’Agenzia appalti non assegna l’incarico.
Gerhard Lanz (SVP) ha ritenuto che il punto (1) non fosse attuabile, perché spettava alle Comunità comprensoriali o a chi aveva pubblicato la gara, in base al contratto. Bisognava quindi verificare se la Comunità comprensoriale si era mossa e cosa aveva fatto. Anche il punto 2 non era attuabile. La ditta  aveva la possibilità di migliorare il servizio o di pagare la sanzione. Quello che si poteva fare era prevedere questi appalti a livello comunale, il che avrebbe potuto garantire un migliore svolgimento. Si poteva approvare il punto (4), perché era stato deciso di creare un società inhouse
I servizi vengono svolti attualmente tramite le Comunità comprensoriali, ha confermato l’ass. Daniel Alfreider, e c’è un apposito elenco. Ci sono servizi che funzionano molto bene ma anche situazioni critiche che vengono valutate al momento. C’è poi il trasporto scolastico, per il quale è stato fatto poco fa un bando provinciale, al fine di un coordinamento ottimale. Il concessionario degli ultimi anni ha lavorato molto bene, recuperando gli alunni nei masi più dispersi. Per quanto riguarda una prima verifica, Tundo è al primo posto, ma l’iter non è ancora concluso, l’Agenzia degli appalti dovrà svolgere altre verifiche. La mozione non può essere approvata, nonostante il tema sia molto importante per la Giunta, perché non è possibile interferire nel sistema dei bandi. La legge sui bandi del 2005 consente già ai Comuni di effettuare bandi in proprio, ma era stato chiesto un coordinamento unitario. Per quanto riguarda il punto (4), è già previsto che il sistema di trasporto altoatesino si svolga inhouse con un 25% lasciato al libero mercato. Alla Giunta sta a cuore il trasporto sicuro, ma non è possibile interferire nei bandi pubblici. A breve si saprà chi gestirà il trasporto scolastico, garantendo la qualiltá prevista. Atz Tammerle ha evidenziato che i disservizi della Tundo sono giá emersi nei media, e che le autorità sono già informate, ci sono già stati controlli delle forze dell’ordine, dell’ispettorato del lavoro, della Procura: ci sono state delle multe ma i veicoli non sono stati sequestrati, e non è cambiato nulla, a tutto svantaggio di autisti e passeggeri. Quando nevicherà, la ditta Tundo sarà in grado di accompagnare i bambini fino a casa in sicurezza? Se questo è lo standard dell’italia meridionale va bene, ma non è accettabile qui. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 11 sì, 21 no e 3 astensioni; il punto (1) a maggioranza, il punto (2) con 10 sì, 24 no e 1 astensione, il punto (3) con 13 sì, 21 no  e 1 astensione, il punto (4) con 14 sì e 21 no.  

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha quindi presentato la mozione n. 340/20: Iniziative urgenti in termini di dotazione organica della scuola italiana, con la quale riferiva che dai dati ASTAT 2018/2019 emergeva che, proporzionalmente, il numero di alunni per insegnante era, nella scuola a carattere statale di lingua italiana, superiore rispetto a quello riscontrabile nelle scuole a carattere statale di lingua tedesca e ladina e che, per riportare in situazione di parità le relative percentuali sarebbe stato necessario prevedere un incremento della dotazione organica di 266 unità (tra scuola primaria, secondaria di I grado e secondaria di II grado) per un equivalente di 145 classi. Tuttavia, nel recente passato era stato invece più e più volte asserito che la scuola italiana non poteva reclamare un maggior numero di insegnanti, perché già godeva di condizioni vantaggiose rispetto alle scuole degli altri gruppi linguistici, proprio in termini di consistenza numerica degli organici e relativo rapporto tra numero di alunni ed insegnanti; un dato che appariva smentito proprio dalle rilevazioni dell'ASTAT. In un periodo come quello attuale, in particolare, se il numero di alunni per classe nella scuola italiana era maggiore di quello della scuola di lingua tedesca, questo incideva anche su un adeguato distanziamento. Dell'incremento citato avrebbero beneficiato sia gli alunni che gli insegnanti, sia in ruolo che precari, in virtù dell'innalzamento degli standard della qualità didattica. Andava considerato che anche le prospettive di stabilizzazione dei precari, da quelli “storici” (GaE) a quelli “cronici” (ossia con più di tre anni di servizio) erano state rese oltremodo incerte, a causa del sostanziale blocco degli organici che rimonta ormai a più di dieci anni fa e della mancata adozione di misure efficaci volte alla trasformazione dei loro contratti in contratti a tempo indeterminato. Segnalando anche che la scuola in lingua italiana aveva affrontato la crisi con risorse ordinarie e una dotazione minima di personale insegnante e ATA, il consigliere chiedeva di impegnare la Giunta (1) ad assumere iniziative urgenti e concrete per riportare, in termini di dotazione organica, la scuola a carattere statale di lingua italiana in condizione di piena parità rispetto a quelle di lingua tedesca e ladina; 2) a prevedere le misure finanziarie da adottare, già a partire dalla prossima legge di Bilancio, per ottenere tale risultato.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha appoggiato la mozione rilevando che la disparità è oggettiva, e si deve tra l’altro all'aumento del numero di alunni nella scuola in lingua italiana negli ultimi anni. Egli ha invitato i colleghi ad andare a verificare i dati oggettivi, che evidenziavano una situazione non proporzionata.
L’ass. Giuliano Vettorato ha chiarito che il tema è molto sentito, da lui come dai colleghi in Consiglio. Ha però sottolineato che i dati ASTAT, di cui comunque si fida, non concorderebbero con quelli dell’Intendenza. L'aumento di alunni c’è stato, e ammonta al 15% negli ultimi anni, dal 2009 non ci sono state nuove assunzioni, a parte le regolarizzazioni di 49 persone che giá erano impegnate nel mondo della scuola. La situazione Covid ha sospeso un previsto concorso straordinario per l’assunzione di 56 persone (più altri 34 di L2 con concorso concluso). Dovrebbe uscire anche un concorso ordinario di altri 22 posti. All’assessore risultava che la media degli alunni nelle classi italiane fosse di 2 in più rispetto alla scuola tedesca. Ha chiesto quindi di sospendere la mozione per verificare i dati presentati da Urzí a confronto con quelli della Sovrintendenza. Urzì ha ringraziato l’assessore e si è detto disponibile a confrontare i dati ASTAT, “e quindi della Provincia”, con quelli dell’Assessorato, tirando le somme. Ha quindi sospeso la mozione.
La seduta di questo pomeriggio è terminata. Il Consiglio provinciale torna a riunirsi domani mattina alle 10.00.

(MC)