Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 11.11.2020 | 16:34

Lavori Consiglio: Assegno Corona (2), filtri antivirus, anagrafe vaccinale

Mozioni di Team K (2) ed Enzian.

Anche oggi, alcuni consiglieri erano in aula, altri collegati in videoconferenza (Foto G.News)ZoomansichtAnche oggi, alcuni consiglieri erano in aula, altri collegati in videoconferenza (Foto G.News)

Link download immagini video - GNews
https://we.tl/t-oPvj47VraL

Link foto - Consiglio/Werth
https://flic.kr/s/aHsmS4BPjz 

 

È ripresa nel pomeriggio di oggi la trattazione della mozione n. 279/20: Assegno Corona per la cura dei figli (EMENDATA), avviata questa mattina, con la quale Elisabeth Rieder (Team K)chiedeva di impegnare la Giunta (1) a introdurre per un anno un assegno per la cura dei figli nel periodo dell’emergenza coronavirus; (2) stabilire criteri che definiscono i requisiti in termini di perdite di guadagno dovute all’emergenza coronavirus ovvero di condizioni di vita che devono soddisfare le famiglie e i genitori single per avere diritto all’assegno di cui sopra; (3) a concedere l’assegno per il periodo di un anno ai genitori di bambini e ragazzi (da 0 a 14 anni compiuti) che hanno diritto a riceverlo in quanto soddisfano i criteri di cui al punto 2. Secondo l’ASTAT, ha chiarito infine la consigliera, le spese mensili per ogni figlio sono di 480 € al mese. Bisogna garantire un sostegno alle famiglie che ne hanno bisogno, soprattutto quelle monogenitoriali, evitando però i contributi a pioggia.
L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che bambini e famiglia sono un tema importante per la Giunta, aggiungendo di condividere il senso della mozione. Tuttavia, la Giunta, oltre ai sostegni finanziari che ovviamente sono molto importanti, ha garantito anche dei servizi affinché i bambini potessero tornare a una vita normale soprattutto nei mesi estivi. Il punto 1 era proposto anche dalla Consulta delle famiglie, ed esiste già, in forma differenziata: già in primavera si è potuto fare domanda, e ottenere l’assegno in maniera facile e non burocratica. Oltre ai gruppi target ora si è posta l’attenzione anche alle famiglie che si sono rivolte per la prima volta ai distretti sociali. Il numero di famiglie in difficoltà aumenterá in autunno/Inverno, e giá ieri in Giunta si è discusso dei relativi aiuti, da attuare immediatamente. A livello provinciale si compensa quanto non avvenuto a livello statale: nella crisi, lo stato ha dimenticato le famiglie, mentre in Austria e Germania gli aiuti sono garantiti a livello statale; sarebbe positivo un assegno unico per le famiglie con figli. Il Governo ha annunciato un intervento, e ci si augura che avvenga presto. Le preoccupazioni sono tante, e si cerca di intervenire in tutti gli ambiti; molto positiva è stata l’assistenza ai bambini garantita nei mesi estivi, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza, nonché l’assistenza pomeridiana. La Giunta non approverá la mozione in questa forma, pur condividendo la preoccupazione. Rieder ha replicato che  la discussione dimostra che tutti sono consapevoli del fatto che i bambini hanno bisogno di sostegno. Non si vuole mettere in dubbio quanto è stato fatto, ma non è possibile un confronto tra Italia e Austria o Germania, ed è importante vedere cosa si può fare adesso per appoggiare le famiglie. I distretti sociali sono già quasi al limite delle loro possibilità; ieri la Giunta ha chiesto la collaborazione dell’opposizione: sarebbe più facile se questa fosse reciproca, e approvare all’unanimità una proposta dell’opposizione sarebbe un bel segnale. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 15 sì e 18 no.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi illustrato la mozione n. 332/20: Virus inattivati,con cui innanzitutto segnalava che secondo quanto riportato da diversi media, gli operatori turistici, duramente colpiti dalla pandemia anche per via delle voci secondo cui gli impianti di areazione sarebbero veri e propri diffusori del virus, possono dotare i loro pullman di filtri anti-Coronavirus. Erwin Domanegg, dell’omonima azienda di trasporto persone, aveva intanto dichiarato che nel frattempo era emerso che non è così: le persone utilizzano gli autobus ormai da diversi mesi e finora non c'è stato un solo caso di contagio da Coronavirus in tale contesto. In ogni caso, la sua azienda aveva fatto installare sui mezzi i filtri della ditta Hehle del Vorarlberg, nuovo sistema era stato recentemente presentato e raccomandato dall’assessore all’economia del Vorarlberg, Marco Tittler. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta a sostenere immediatamente questo tipo di investimenti anche in Alto Adige, per aiutare le aziende operanti nel settore del trasporto persone a rimettersi in piedi, e per far sì che i passeggeri possano viaggiare senza paura del virus.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto problematica la parte dispositiva della mozione, perché trasmetteva un senso di sicurezza errato. È vero, infatti, che ora ci sono questi nuovi filtri, ma ciò non garantisce che non ci sia il virus, perché questo parte dal passeggero: se c’è un passeggero infettivo, chi gli siede accanto sarà colpito dal virus.
Franz Ploner (Team K) ha sostenuto che i fattori più importanti per ridurre la diffusione del virus nei bus è mantenere la distanza, ed è questo a cui bisogna mirare, aumentando la capacitá dei mezzi. In quanto ai filtri, ce ne sono alcuni che riducono il peso di virus, ma fondamentale è il ricambio d’aria. Gli impianti di climatizzazione sono solo uno dei fattori in gioco, ma il rischio di contagio nei mezzi di trasporto non è superiore a quello che c’è nei locali dove si riuniscono le persone. Il suo gruppo si sarebbe astenuto.
Tutte le misure che migliorano la situazione sono da accogliere, ha detto Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ma il problema non è nel ricambio d’aria: di fatto, sono le persone che salgono sui mezzi che portano con sé il virus. In questo senso, i soli provvedimenti utili sono mascherina, igiene e distanza. 
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore) ha criticato la delibera di Giunta del 27 ottobre che autorizzava l'occupazione dei mezzi all’80%, che aiuta a capire perché oggi ci si trova in piena emergenza Covid, con l’Alto Adige quale il peggiore territorio in tutta Italia, dopo essere passato dal massimo permissivismo, al giallo e poi direttamente al rosso. Il problema si risolve solo mettendo a disposizione più mezzi. Il mercato dei mezzi turistici è completamente fermo, tali mezzi andrebbero dirottati sui servizi di linea: allestire i filtri pöotrebbe indurre a pensare che non c’è pericolo, e quindi a non assumere misure di protezione.  egli ha quindi annunciato astensione. 
Adottare soluzioni tecnologiche è sensato, ha detto Gerhard Lanz (SVP), ma esse non sono ancora sufficientemente avanzate, e ancora nn c’è il know how su manutenzione e sostituzione. La soluzione sarebbe interessante per edifici e scuole, ma la tecnologia non è per ora all’altezza: bisognerà tenere d’occhio il relativo sviluppo, pertanto per ora non si può approvare la mozione, anche se l’idea è buona.
Anche Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che un filtro non fosse la soluzione, in quanto la tecnologia non ha raggiunto ancora il livello necessario.
L’ass. Daniel Alfreider ha detto di non poter approvare la mozione, rilevando però che c’è la volontá di mettere in sicurezza i mezzi di trasporto, grazie anche al lavoro di un team che coinvolge sia amministratori che rappresentanti dei concessionari. Ci sono riflessioni in merito alla possibilitá di filtri installabili in spazi chiusi, ma ancora nn c’è un sistema che escluda al 100% batteri e virus. la proposta di Unterholzner è interessante, ma c’è bisogno di vari metodi per garantire la qualitá dell'aria, e manca un prodotto adatto. La pandemia induce a evitare trasporti pubblici e contatti, e questo si riflette in particolare sulla mobilità. Secondo gli studi, gli autobus sono sede di grande rischio infettivo, ma egli non era in grado di confermarlo. Quest’estate la capacitá reale era stata portata al 70%, il nuovo regolamento la permette al 50%; tuttavia la Giunta aveva potenziato 40 linee. Tecnicamente non era possibile raddoppiare il parco mezzi; bisognava promuovere altre misure, come lo smartworking e gli orari scaglionati, per alleggerire il carico, ma soprattutto bisognava adottare le misure di sicurezza raccomandate. Unterholzner ha replicato che la parte dispositiva della sua mozione non faceva riferimento a una garanzia di assenza di virus al 100%, e che la sua proposta avrebbe potuto sostenere un settore fortemente penalizzato. In quanto ai rilievi dei consiglieri, il ricambio d’aria è utile, e il problema della manutenzione riguarda molti impianti, e anche la mascherina singola. Il filtro sarebbe una misura in più oltre alle altre esistenti. Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 2 sì, 20 no e 11 astensioni.

Franz Ploner (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 327/20: Istituzione di un’anagrafe vaccinale ovvero introduzione di un libretto digitale delle vaccinazioni, con la quale spiegava che Alto Adige non viene registrato sistematicamente chi è stato vaccinato contro cosa, poiché i dati esistenti sono contenuti in banche dati diverse, e di conseguenza nella nostra provincia non è dato sapere con esattezza quante persone sono vaccinate contro cosa; è vero che il Ministero della salute pubblica i dati relativi alle coperture vaccinali, ma si tratta di dati che sono frutto di un calcolo. In ogni caso, pur presentando da anni valori in continuo aumento, le coperture vaccinali risultano ancora insufficienti per diverse malattie infettive. Il dibattito sull’ammissione dei bambini alle scuole, anche dell’infanzia, nel caso di vaccinazioni mancanti sarebbe presto risolto se esistesse un’anagrafe vaccinale centralizzata con annesso sistema di notifica; nel contempo, bisogna cercare di facilitare l’effettuazione delle vaccinazioni da parte dei medici al fine di ridurre i tempi di attesa. Con un’anagrafe vaccinale centralizzata si potrebbe per esempio fare in modo di avvisare quando si avvicina il periodo in cui bisogna provvedere a una vaccinazione prevista dalle raccomandazioni nazionali, considerando che il maggiore ostacolo per arrivare a una copertura vaccinale sufficiente non sono gli scettici o coloro che sono contro le vaccinazioni (pari all’1-2 % della popolazione secondo le stime dell’associazione professionale tedesca per la pediatria e dell’OMS), bensì la gestione del calendario vaccinale: i genitori dimenticano spesso le scadenze, un bambino si ammala oppure gli appuntamenti devono essere spostati per motivi organizzativi e non viene poi fissato un nuovo appuntamento. Questo registro diventa ancora più importante in vista dell’introduzione del nuovo vaccino contro il Covid-19,  e permetterebbe di registrare anche la complicazioni dovute al nuovo vaccino. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a istituire un’anagrafe vaccinale digitale centralizzata, in forma di libretto vaccinale digitale, presso l’assessorato alla salute, ufficio prevenzione, promozione della salute e sanità pubblica, collegato con le banche dati dell’Azienda sanitaria e dei pediatri e medici di base, (2) a unire l’anagrafe vaccinale digitale a un sistema di notifica che ricordi di effettuare i richiami delle vaccinazioni e così fare in modo di rimediare alle vaccinazioni mancanti, (3) a prevedere un collegamento in rete del sistema per la gestione dei dati dei pazienti PDMS dell’Azienda sanitaria e dei medici di base ovvero dei pediatri di libera scelta con il libretto vaccinale digitale, affinché vengano rilevati i dati vaccinali di tutta la popolazione.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’ÄItalia) ha ritenuto quello di Ploner “un importante contributo, troppo intelligente per essere approvato”, condividendolo nella forma, nei modi e nei contenuti. La mozione propone una soluzione a un problema che era noto, ma al quale ora non erano state offerte soluzioni. Ha apprezzato anche il riferimento all’esiguo numero di no-vax, a fronte dei tanti che non seguivano il calendario vaccinale solo per dimenticanza e distrazione: tuttavia, questa iniziativa si contrapporrebbe anche a no-vax e negazionisti, che operano sulla base del pregiudizio e non della scienza. Un’ampia copertura vaccinale significa sicurezza generalizzata.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto che la mozione guardasse avanti, anche alla futura vaccinazione anticovid. Egli ha chiesto all’assessore competente come mai tutte le abituali vaccinazioni, anche quelle ai neonati, sono al momento sospese. Ha ritenuto poi che le vaccinazioni dovessero essere obbligatorie, definendo quella dei no-vax “una follia del XXI secolo”. Attualmente la gestione delle vaccinazioni si incrocia anche con la questione dei tamponi, e dell’assenza di dati tra strutture private e pubbliche. Nel registro digitale andrebbero segnalati anche tutti i test diagnostici covid, al fine di uno screening anche per il futuro. 
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto il tema molto importante, aggiungendo però che molti temono la vaccinazione anti-covid, e hanno paura di essere costretti a sottoporvisi, pena l’esclusione dal mercato del lavoro, da associazioni sportive eccetera. Questo porta ad aderire al movimento novax, e alla nascita di teorie fantasiose. Egli si chiedeva quindi, pur condividendo l’approccio della mozione, se con essa non si alimentasse questo tipo di discussione e quindi le posizioni contrarie all’obiettivo che ci si poneva.
Paul Köllensperger (Team K) ha ritenuto la proposta molto sensata: l’anagrafe vaccinale è opportuna, e non ha nulla a che fare con l’obbligatorietà della vaccinazione. Ci si augura infatti che anche la vaccinazione covid non sia obbligatoria. La banca dati aiuterebbe a definire i gruppi a rischio, comprese le persone che lavorano in settori essenziali come nella sanità, e si potrebbero evitare dimenticanze e contattare persone che sono si sono ancora vaccinate.
L’ass. Thomas Widmann ha rilevato che la proposta è più che legittima. Alcune cose sono però state fatte, e l’Alto Adige dispone giá da anni di un’anagrafe vaccinale centralizzata: essa però non è accessibile ai medici di base. Contiene tutte le vaccinazioni fatte da medici di famiglia o pediatri e vaccinazioni per specifiche campagne o fatte in altre regioni. Vero è che il tasso vaccinale antinfluenzale è molto basso, pari al 37% per gli over 70 o al 16% per gli operatori della sanità. TRa pochi mesi, ciò che viene chiesto dalla mozione sarà realtà: medici di medicina generale e pediatri avranno accesso a questa banca dati, La mozione è quindi superata. Ploner ha replicato che la sua proposta è già realtà in altre zone, Trentino compreso, e che il tutto può essere collegato anche ai vaccini Covid e alla registrazione del numero di contagiati. Il vaccino, che certamente sará volontario, come dispone la normativa europea, non sarà sicuramente disponibile in grandi quantità. Una campagna vaccinale efficace è possibile solo se ci sono dati a disposizione. La mozione è stata posta in votazione e respinta con 12 sì, 20 no e 3 astensioni.

(continua)

 

 

 

 


(MC)