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Consiglio | 11.11.2020 | 11:25

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il rispetto dell’uso della lingua, la lingua tedesca lungo l’Autostrada del Brennero, presenza militare in città, disturbi alimentari, archivio diocesano, toponimi italiani usati dai Carabinieri, pressioni dell’Azienda sanitaria, strategia dei tamponi, illuminazione zona stazione a Bolzano, conseguenze della riduzione dei contatti economici e sociali, trasporto scolastico.

Inaugurando oggi lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi di attualità, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riportato la segnalazione di due cittadini che, in viaggio sul treno da Merano a Bressanone il 7 ottobre scorso avevano sentito dare gli annunci relativi alle disposizioni anticoronavirus solo in lingua italiana e inglese. Egli ha chiesto chi è responsabile degli annunci e se sará sottoposto a sanzioni, perché mancava la lingua tedesca, cosa intende fare la Giunta per rimediare. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha risposto che la responsabilità, secondo Decreto del presidente della Repubblica, la responsabilità è del concessionario, e che si sta cercando di chiarire perché mancavano gli annunci in tedesco. Il concessionario è stato invitato dall’apposito Ufficio LIngue ufficiali e diritti civici a rispettare la normativa, lo stesso ha trasmesso il caso anche al Commissariato del Governo, responsabile delle sanzioni.  

Da tempo si reclama che la lingua tedesca ha una posizione di secondo rango lungo il tratto altoatesino dell’autostrada del Brennero, in quanto tutte le scritte appaiono prima – e a volte soltanto – in italiano, nonostante la lingua tedesca sia quella maggioritaria in provincia di Bolzano: lo ha segnalato ancora Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) riferendo che, nonostante la Giunta avesse più volte annunciato di voler intervenire, ancora nulla era successo, e domandando quindi perché l’Autostrada del Brennero continuava a mettere al primo posto la lingua italiana, quali passi aveva intrapreso la Giunta per fare in modo che la prima posizione venisse data alla lingua tedesca e quanto tempo ci sarebbe voluto affinché ciò accadesse. Il pres. Arno Kompatscher ha fatto di nuovo riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica del 1988, rilevando che in questo caso la disciplina della segnaletica era di competenza dello Stato, non della Provincia né della societá concessionaria. Nell’ambito dell’iter per la nuova concessione sará inserito anche l’obbligo del concessionario di rispettare questa disposizione. È già stato segnalato all’Autobrennero che nei cartelli è da considerare la maggioranza della popolazione che parla la relativa lingua.

Molti cittadini sono preoccupati della militarizzazione evidente in periodo Covid, tanto che anche piazza Magnago è sempre presidiata da militari, così come altre zone cittadine. Lo ha segnalato ancora Sven Knoll (STF) chiedendo i motivi alla Giunta e se essa lo ritiene opportuno. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che tale presenza fa parte dei presidi nella zona della stazione, del parco della stazione e di via Perathoner. queste pattuglie fanno parte dell'operazione Strade sicure, limitata nel tempo. In futuro, via Peratoner e via Alto Adige saranno presidiate maggiormente, quale segnale di presenza e sostegno alle Forze dell’Ordine; intorno alla stazione la sicurezza è un tema scottante e la popolazione si è spesso lamentata, la pattuglia mobile è qui a questo scopo; essa ha anche evitato che un gruppo di richiedenti asilo facesse irruzione in Consiglio. L’ass. Massimo Bessone ha ringraziato i militari per il loro lavoro e per garantire la sicurezza “non ai politici, come qualcuno ha detto, ma alle persone che lavorano nel palazzo”. Egli ha fatto riferimento anche al servizio d’ordine privato attivato dalla Provincia.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha quindi fatto riferimento ai crescenti problemi di disordine alimentare, di cui si occupano anche il forum Prevenzione e il Centro di Bad Bachgart. Vicino a questo centro, ne dovrebbe sorgere un altro dedicato proprio a questa tematica: la consigliera ha chiesto se questo è vero,  quale sará la dotazione organica, se è stato concordato con bad Bachgart e sulla base di quale fabbisogno. L’ass. Thomas Widmann ha spiegato che c’è la volontà di istituire un tale centro, e che il tutto è stato concordato con Bad Bachgart; saranno previsti 120 posti stazionari e ulteriori posti in day hospital. In Alto Adige ci sono 430 pazienti con disturbi elementari, 93% dei quali sono donne. Il programmato centro di terapia seguirá persone dai 16 anni in su. 

L’archivio diocesano nella Hofburg di Bressanone è uno dei più importanti archivi del Tirolo e del Trentino, in quanto contiene numerosi documenti della storia ecclesiastica, ma non solo: vanta anche numerosi e interessantissimi documenti, atti e lettere di carattere storico-artistico e culturale. Lo ha segnalato Magdalena Amhof (SVP) evidenziando che all’interno dell’archivio l’ordinariato episcopale ospita una raccolta di testimonianze di grande valore per la storia ecclesiastica, sociale ed economica dell’intero Tirolo, e ricordando che nell’ambito di un sopralluogo, qualche anno fa, c’era stato un incontro tra rappresentanti ecclesiastici, del mondo della cultura e della politica per discutere la futura ubicazione dell’archivio, ma da allora non si era sentito nulla riguardo all’archivio diocesano e al suo futuro. La consigliera ha quindi chiesto alla Giunta quali sono le prospettive generali dell'Archivio diocesano di Bressanone, quali le prospettive per quanto riguarda la cooperazione con l’Archivio provinciale e la futura ubicazione dell'archivio diocesano, come si intende preservare il prezioso patrimonio dell’archivio anche per i posteri. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha spiegato che si sta operando per l’Archivio e che il finanziamento da parte della Provincia è garantito. L’8 settembre c’è stato un incontro tra Provincia e Archivio per verificare le necessarie modifiche alle direttive finanziarie a questo scopo;è è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro paritetico Diocesi-Provincia, che lavorerà anche all’Archivio con 8 persone. È prevista un’archiviazione digitale, anche a favore dei posteri.

Si nota spesso che i Carabinieri in provincia di Bolzano usano quasi esclusivamente i toponimi “italiani e fascisti”, ignorando quelli tedeschi e ladini: lo ha affermato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) evidenziando che sui documenti, nelle conferenze stampa e nei rapporti online per i Carabinieri esistono evidentemente solo tali toponimi. Egli ne ha chiesto alla Giunta le ragioni, se i Carabinieri in Alto Adige sono tenuti all’uso dei toponimi tedeschi e ladini e cosa intende fare la Giunta affinché essi e altre forze di polizia in Alto Adige utilizzino anche i toponimi tedeschi e ladini. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto di non conoscere i motivi di questa, ma il Decreto del presidente della Repubblica del 1988 vale anche per le Forze dell’ordine. La Giunta provinciale si interesserà del caso chiedendo di correggere questo atteggiamento; i prossimi concorsi saranno riservati solo a persone con la conoscenza delle due lingue, in modo da avere sul territorio agenti che le conoscono.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi riferito di una lettera della preside Martina Adami, indirizzata al suo gruppo, nella quale si descriveva come singoli rappresentanti dell’Azienda sanitaria avessero esercitato pressioni nei confronti della sua scuola e le avessero chiesto di rilasciare dati personali, minacciando anche un intervento da parte della polizia. Ha chiesto quindi come la Giunta giudicasse questo modus operandi. L’ass. Thomas Widmann ha riferito di non avere ancora ricevuto la risposta dall’Azienda, promettendo di trasmetterla in futuro.

Visto l’aumento dei contagi da COVID-19 in Alto Adige, pare opportuno migliorare ossia ampliare l’attuale strategia dei tamponi: lo ha detto Helmut Tauber (SVP), domandando alla Giunta cosa prevede la strategia dei tamponi per i mesi invernali, se verranno creati dei nuovi centri in aggiunta ai drive-in già esistenti, dove poter effettuare tamponi COVID, e dove, come fanno le persone che si sono sottoposte a un test PCR o a un test antigenico rapido per poter eseguire il secondo test dieci giorni dopo il primo e se questo secondo test viene organizzato direttamente dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige oppure ci si può rivolgere direttamente a un offerente privato, nel caso di test eseguito da un offerente privato, da chi viene comunicato all’ASDAA il risultato, cosa si intende con “persona privata” nella delibera n. 795 del 13 ottobre 2020 della Giunta provinciale, che prevede che possano sottoporsi al test anche, appunto, persone private, e se si tratta soltanto di cittadini italiani o sono inclusi anche chi alloggia negli alberghi oppure i lavoratori stagionali, chi offre questi test, se esiste un elenco dei fornitori per la Provincia e se da questo elenco si riesce ad evincere anche quale tipo di test per COVID-19 viene eseguito. L’ass. Thomas Widmann ha spiegato che le strategia dei testa a tappeto è fondamentale per ridurre il periodo di lockdown, e che molto dipende anche dalla partecipazione dei cittadini: se sarà alta, si potrßá forse tornare alla mobilità, altrimenti c’è bisogno di un piano B, ma non si sa come si potrá tornare alla vita normale. sono già attivi alcuni drive-in. Le “persone private” della delibera del 13 ottobre sono ad esempio coloro che temono di essere contagiate e vogliono verificarlo privatamente, e in questo caso pagano, se invece vengono inviati dal medico di base non pagano il test. Il privato però finora non rientrava nel sistema, e questo è un problema: per questo ora verranno tutti inseriti nel sistema sanitario. Dopo i test a tapperto si elaborerá una strategia ad hoc per la stagione invernale.

Ulli Mair (F) ha quindi segnalato la carenza di illuminazione nelle ore notturne in via Alto Adige, via Perathoner e Parco della stazione, il che renderebbe l’area più problematica. la consigliera ha chiesto se l’illuminazione viene disattivata per via del vicino cantiere, e se la cittá di Bolzano non è tenuta a garantire l’illuminazione. La consigliera ha chiesto anche se per le persone che gravitano in quest’area non vale il coprifuoco dalle 20.00. Il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che la richiesta era stata inviata al Comune di Bolzano, che aveva risposto che faceva appello alla propria facoltà di non rispondere all'interrogazione.

Per via delle ordinanze e misure volte a fermare la diffusione del virus, sono stati ridotti tutti i contatti economici e sociali: lo ha segnalato Josef Unterholzner (Enzian) rilevando che al momento il virus è al centro dell’attenzione di tutte le decisioni politiche; le difficoltà, i problemi e i danni che ne derivano vengono completamente ignorati e trascurati dai responsabili di queste decisioni e domandando se la Giunta si rende conto della responsabilità che ha riguardo ai danni economici, sociali e legati alla salute causati dalle misure anticovid in tutto il mondo e anche in Alto Adige, se, di fornire il numero di di persone che sono risultate positive al virus e che non presentano sintomi, che presentano sintomi leggeri, che necessitano di cure mediche, che sono ricoverate nei diversi reparti ospedalieri oppure in terapia intensiva, se è a conoscenza del numero di suicidi commessi quest’anno in Alto Adige, legati alle misure anticovid e alle loro conseguenze e del numero di famiglie (lavoratrici) e del numero di aziende altoatesini che si trovano a un passo dalla bancarotta e che psicologicamente ne soffrono moltissimo. Il pres. Arno Kompatscher si è detto consapevole della sua responsabilità e dei danni derivanti dalla riduzione dell'interazione sociale e dei limiti per le attività economiche, Si procede valutando vantaggi e svantaggi, a tutela della salute e per superare la pandemia, cosa che richiede sforzi. Bisogna chiedere però se anche i negazionisti sono consapevoli della loro responsabilità e del loro contributo alla diffusione del coronavirus. La decisione in merito alle misure dipende sempre da una valutazione complessiva, considerando anche la situazione internazionale. L’alto Adige ha mantenuto in estate le stesse regole valide in Italia, quidni non puó dipendere da questo la situazione attuale, ma molto di più dal fatto che si è un territorio di transito.

La problematica della capienza nel trasporto scolastico, che esisteva da anni, si è aggravata ulteriormente per via del COVID: lo ha segnalato Alex Ploner (Team K) aggiungendo che in alcune zone dell’Alto Adige gli autobus sono tuttora sovraffollati, si è addirittura verificato il caso che alcuni alunni non sono potuti salire; allo stesso tempo, molti autonoleggiatori e autotrasportatori dispongono di mezzi inutilizzati, che potrebbero essere usati per potenziare il trasporto scolastico. Egli ha quindi chiesto  se i mesi estivi sono stati sfruttati per elaborare una strategia per il trasporto scolastico e, se sì, di quali dati dispone la Giunta provinciale e cosa prevede la strategia provinciale, come la Giunta provinciale modo intende affrontare le carenze nel trasporto scolastico e se dispone di cifre e di statistiche attuali riguardo alle linee più problematiche, se la Giunta provinciale prevede di ricorrere ai servizi di autonoleggiatori e autotrasportatori per potenziare il trasporto scolastico e quando verranno conferiti questi incarichi. L’ass. Daniel Alfreider ha rilevato che la Giunta e le Intendenze scolastiche si sono occupati della questione già quest’estate, in do da garantire sufficiente capacitá alla riapertura delle scuole, considerato che ci si è impegnati a garantire la scuola in presenza. Si è cercato di garantire e potenziare tutti i servizi di trasporto, attivando più di 35 servizi aggiuntivi per garantire maggiore spazio nelle linee a capcitá ridotta. All’inizio ci sono stati comunque affollamenti perché tutti volevano salire nelle prime corse; inoltre alcuni centri scolastici sono intervenuti sull'orario, ed è stato problematico modificare gli orari velocemente. Attualmente c’è il 20-30% passeggeri, ma si sta operando per garantire la mobilitá in sicurezza agli scolari e alle scolare anche in futuro.

Lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi d’attualità è terminato. La seduta prosegue con la discussione dei punti istituzionali.

(MC)