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Consiglio | 10.11.2020 | 18:26

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 1 CON VIDEO

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il collegamento sciistico Marinzen-Alpe di Siusi, operazione rinviata con esiti fatali, aiuti per attività economiche avviate dopo il 23 febbraio, reti antigrandine, vaccino antinfluenzale, servizi sanitari sospesi, banca dati prestazioni sociali. La seduta di oggi è conclusa.

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IMM CONSIGLIO PROVINCIALE SEDUTA DEL 10.11.2020 - Riprese solo delle interrogazioni su temi d'attualità.

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Lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi d’attualità è stato aperto da Paul Köllensprger (Team K) , il quale, ricordando che il 6 ottobre scorso la Giunta aveva approvato con alcuni rilievi la variante 2 (studio di fattibilità per la cabinovia senza pista da discesa nella parte superiore) per l’ampliamento dell’area sciistica Marinzen (Castelrotto) e il suo collegamento all’area sciistica Alpe di Siusi, Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto perché la delibera Marinzen era stata ripresentata per l’ennesima volta nonostante la sospensione decisa dal TAR, quale assessore l’aveva presentata “fuori sacco”., se la Giunta ritenesse sensato una terza cabinovia tra le due esistenti a Siusi e a Ortisei, la cui redditività era in dubbio, e ciò nonostante i pareri negativi degli uffici, e infine se il progetto è finanziato con denaro pubblico e per quanto. L’ass. Daniel Alfreider ha spiegato che la delibera era stata approvata già nel 2019, con successiva sospensione del test in quanto incompleta. Pertanto egli stesso aveva ripresentato la delibera, il progetto doveva passare ora tutte le procedure previste. La domanda di contributo potrà essere presentata solo quando il progetto sará definitivo, i contributi concessi in questi casi si possono evincere dalla relativa delibera. La procedura di autorizzazione coinvolge anche altri Dipartimenti, quella indicata non è la delibera finale; ora si avvia la procedura che inizia con la VIA.

Ricordando il caso denunciato da una mamma nei social media relativo alla morte prematura della sua bambina di 6 mesi, sofferente di cuore, in quanto l’operazione cardiaca cui avrebbe dovuto sottoporsi all’ospedale di Padova era stata rinviata di diverse settimane per via dell’emergenza Covid e lei era nel frattempo peggiorata tanto da non potervisi più sottoporre, Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto se l’Azienda sanitaria altoatesina poteva confermare questi fatti e se era a conoscenza del rinvio dell’intervento, quali altre cliniche in Italia e nel vicino estero avrebbero avuto i requisiti per tale operazione, se l’Azienda sanitaria ha pensato di favorire il contatto con una di queste altre sedi, e infine che aumento di malattie e casi di morte per via di diagnosi e operazioni tardive a causa di rinvii per coronavirus si può prevedere per i prossimi anni. In ogni caso, già da anni le attese sono estremamente lunghe L’ass. Thomas Widmann ha riferito che all’inizio si pensava di poter sottoporre la bambina all’operazione in autunno, ma poco prima erano emerse delle complicazioni che avevano impedito l’intervento. La morte non era dovuta alla pandemia, e un’operazione anticipata non l’avrebbe evitata. La chirurgia cardiaca infantile non c’è a Innsbruck. I trattamenti cardiologici non sono stati rinviati.

A causa dell’emergenza da COVID-19, la Giunta provinciale con la delibera n. 270/2020 ha stabilito di concedere contributi a fondo perduto alle piccole aziende che hanno fino a cinque dipendenti, purché avessero avviato la propria attività prima del 23 febbraio: lo ha ricordato Helmut Tauber (SVP), evidenziando che più volte, poi, erano state annunciate anche misure aggiuntive per sostenere le attività avviate o cedute poco dopo il 23 febbraio, e che la situazione riguardava anche le aziende che operavano nei settori economici particolarmente colpiti, come ad esempio le discoteche. Egli ha quindi chiesto alla Giunta in che modo essa intendesse sostenere tali aziende, quante erano le aziende altoatesine fondate dopo il 23 febbraio che in linea di principio potrebbero soddisfare i criteri ma non potevano usufruire dei contributi, perché avviate dopo il 23 febbraio 2020, e in futuro in che modo si pensava di sostenere le discoteche, tenendo conto anche del fatto che si trattava di un settore tuttora fermo. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che dopo la prima ondata di contagi erano stati messi a disposizione 150 milioni in contributi. Era difficile dare i contributi alle aziende appena fondate, perché servivano gli introiti dell’anno precedente. Le aziende fondate dopo il 23 febbraio erano 485, nell'edilizia, ristorazione ecc, ma non era verificabile se avessero mai guadagnato 1.000 euro al mese. Contributi erano previsti per le discoteche e la ristorazione, e le relative domande potevano essere presentate ancora per una settimana. In quanto alle aziende nuove, si guarderà la relativa lista nel dettaglio: alcune non avevano nemmeno mai avviato la loro attività.

Ricordando l’interrogazione 24/2019, con cui il suo gruppo aveva chiesto all’assessora Hochgruber Kuenzer come mai, benché il loro utilizzo fosse stato vietato con delibera della Giunta provinciale n. 477/2006, in Alto Adige si vedessero in giro reti antigrandine bianche, e la relativa risposta secondo cui “l’utilizzo ossia l’apposizione delle reti è un argomento di competenza comunale”, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha rilevato con soddisfazione che ora la stessa assessora aveva presentato una delibera che vietava l’utilizzo di fili bianchi per le reti antigrandine. Tuttavia, tale delibera non era stata ancora pubblicata, e dai media risultava che l’assessora era stata costretta a fare marcia indietro perché la delibera non garbava ai suoi colleghi di Giunta, ovvero ai rappresentanti degli agricoltori. La consigliera ha quindi chiesto se le reti antigrandine rientravano nella competenza della Giunta provinciale oppure no, se c’era una seconda delibera della Giunta provinciale che invalidava le disposizioni del 2020 sulle reti antigrandine bianche o no, e per quale ragione queste delibere non erano disponibili online, se era vero che all’interno della Giunta provinciale erano prevalse due correnti di pensiero diverse e che alla fine l’opinione dell’assessora al Paesaggio e quella dei periti era risultata di second’ordine. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha spiegato che la Giunta provinciale era competente in materia grazie alla nuova legge Territorio e paesaggio del 2018, ma anche  il Consiglio comunale poteva definire delle aree in cui era vietata la posizione di reti ai fini della tutela del paesaggio. La delibera citata era disponibile online sulla pagina dell’amministrazione provinciale. C’era stato al proposito un parere della Laimburg e dell’ente che si occupa di tutela ambientali, che avevano ribadito la loro posizione del 2005. La discussione in Giunta era stata concreta e controversa, e lei aveva ritirato la sua seconda delibera in merito prima che venisse approvata. Era stato stabilito che alcuni fili potevano essere bianchi e altri neri.

Già prima che la Giunta provinciale decidesse di mettere a disposizione il vaccino antinfluenzale a tutti gli altoatesini/tutte le altoatesine a titolo gratuito, l’affluenza dei cittadini ai centri vaccinazione e agli studi dei medici di base era molto alta, e i primi appuntamenti disponibili presso l’Azienda sanitaria erano a fine novembre o addirittura a dicembre. Lo ha segnalato Maria Elisabeth Rieder (Team K) aggiungendo che i tempi di attesa erano più brevi per i medici di base e per i pediatri privati, ma essi non avevano a disposizione una quantità sufficiente di vaccini, perché ne ottenevano una quantità minore a quella richiesta ed era difficile avere nuove forniture. Ricordando che nella risposta all’interrogazione n. 944/20 la Giunta provinciale aveva detto di essere ben preparata, cosa che al momento non sembra affatto vera, la consigliera ha chiesto quante dosi di vaccino sono state ordinate, in che modo è organizzata la loro distribuzione, se medici di base e pediatri sono stati informati in tempo del fatto che le vaccinazioni erano gratuite per tutti i cittadini altoatesini, in che modo l’Azienda sanitaria si è preparata a questo grande afflusso di persone, quali persone sono comprese nel termine “tutti gli altoatesini e tutte le altoatesine”. L’ass. Thomas Widmann ha spiegato che in Alto Adige c’è una percentuale abbastanza bassa di copüertura vaccinale, ma questa è la base per la relativa delibera. In TGrentino sonno stati ordinati più vaccini perché chi le persone che si erano fatte vaccinare erano sempre state di più. La Provincia aveva comunque ordinato un grande numero di vaccini ma l’approvvigionamento era stato condizionato dalla situazione internazionale, ed erano arrivate 70.000 dosi, distribuiti anche ai medici di base. La quantità non era sufficiente per tutta la popolazione altoatesina, ma a novembre sarebbe arrivata una seconda tranche con 13.000 vaccini, da distribuire a tutte le persone che fanno parte di gruppi a rischio.

Riferendo che, in base a quanto risulta dai media, gli ospedali altoatesini sono sotto pressione per via delle molte infezioni da coronavirus, che secondo il direttore dell’azienda sanitaria circa 100 letti sono già occupati da pazienti Covid 19 e che il limite dei ricoveri sarebbe tra i 400 e i 500 pazienti, nonché che tutto ciò che non ha a che fare col coronavirus va rimandato, Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto chi decide quali servizi vengono sospesi, quali servizi sono già stati sospesi, quali trattamenti sono catalogati come non urgenti e quali hanno la stessa priorità dei casi corona e se anche la cura di pazienti oncologici e con problemi cardiaci e circolatori sarà sospesa. L’ass. Thomas Widmann ha risposto che sui servizi decide il direttore generale con il personale dirigente. Molti servizi sono stati ritirati, non però quelli oncologici o trattamenti cardiologico-circolatori. Affinché si possano mantenere questi servizi, le misure oggi presentate sono particolarmente importanti.

Dall’attuale accordo di governo tra SVP e Lega si può evincere che hanno intenzione di creare una banca dati contenente tutte le prestazioni sociali della Provincia, dei Comuni, delle Regioni e degli enti locali statali e parastatali; essa dovrebbe anche sgravare i richiedenti e i responsabili del trattamento da oneri burocratici inutili, e contrastare un futuro uso improprio delle prestazioni sociali, creando un servizio più efficiente e più vicino alle esigenze dei cittadini: lo ha segnalato Helmuth Renzler (SVP) domandando a che punto è la realizzazione della banca dati, quali sono i problemi principali legati alla sua realizzazione, quali enti locali potranno consultarla, quali servizi/prestazioni vi saranno compresi e quando sarà attivata. L’ass Waltraud Deeg ha spiegato che una tale banca dati sicuramente sarebbe molto vantaggioso perché permetterebbe di verificare chi ottiene quali prestazioni. Al momento si stanno adottando diverse misure per accedere a queste informazioni e creare la banca dati unificata; la direzione generale ha comunicato che per è in elaborazione un nuovo programma amministrativo che conterrá tutte queste informazioni, e la banca dati sarà possibile in un paio d’anni.

I lavori del Consiglio provinciale proseguono domani. 

 

 

 

(MC)