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Consiglio | 10.11.2020 | 17:19

Lavori Consiglio: Informazioni sulla situazione Covid-19

Le spiegazioni del pres. Kompatscher e dell’ass. Widmann sui prossimi passi, gli interventi dell’opposizione.

La seduta di oggi: in parte in presenza, in parte in videoconferenza. (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtLa seduta di oggi: in parte in presenza, in parte in videoconferenza. (Foto: Consiglio/Werth)

(FOTO per le redazioni: https://flic.kr/s/aHsmS4BPjz -. Consiglio/Werth)

 

La seduta del Consiglio provinciale si è aperta questo pomeriggio con un confronto sulla gestione della pandemia da COVID-19, in prosecuzione del dibattito avviato giovedì scorso.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato innanzitutto che fino a ora la Giunta non aveva fatto alcun comunicato stampa per dare l’informazione prima al Consiglio provinciale. Non era stata ancora emanata alcuna ordinanza, in ogni caso essa entrerebbe in vigore sabato. I dati dell’Alto Adige danno negli ultimi giorni un test positivo su due, a volte fino al 78%, un valore altissimo anche a livello europeo. Il piano nazionale presentato in primavera prevedeva 77 posti letto in terapia intensiva, e questa cifra era stata raggiunta: questo non lo avevano fatto tutte le regioni. In situazioni estreme è possibile arrivare fino a 100, ovviamente con difficoltà per tutti gli altri reparti e sull’ospedalizzazione dei pazienti che richiedono un’assistenza non ancora intensiva. Con le cliniche private, sono stati raggiunti 400 posti letto, ma la situazione è critica. La Provincia ha adottato nuove misure ed è stata più rigida rispetto alle altre regioni, individuando le zone rosse, nonostante le tante critiche, perché questo veniva suggerito dagli esperti proprio a fronte dei dati. L’attuale ondata a livello europeo va però oltre quanto avevano previsto gli esperti, e anche in Francia, Spagna e Germania si discute l’adozione di nuove misure. Se ci fossero state prima le cifre di ora, sicuramente il sistema sanitario altoatesino sarebbe crollato; questo va detto in risposta a chi chiede cosa è stato fatto nei mesi estivi: il sistema è ora in grado di lavorare con queste cifre, sono stati aumentati i posti letto e i servizi medici, distribuiti i dispositivi. Tuttavia ogni sistema sanitario ha i suoi limiti, la situazione è molto più grave di quella vista in primavera. La Giunta ha deciso di adottare da sabato nuove misure, tramite un’ordinanza che sarà firmata oggi e il cui contenuto sarà discusso anche con i gruppi di interesse. Starà in vigore 14 giorni, e prevede un’ulteriore riduzione dei contatti sociali. Sono già stati chiusi bar ristoranti ed esercizi commerciali, solo ora si arriva alla scuola, che finora si è cercato di tutelare. Si cercherà di far continuare a lavorare determinate catene di produzione, facendo attenzione alla sicurezza, e saranno garantiti i lavori urgenti ai cantieri aperti. Nel settore servizi molte attività passeranno al telelavoro. In quanto alla scuola, anche la 1a media tornerà alla didattica a distanza; nelle scuole elementari e dell’infanzia e nidi saranno ridotte le lezioni in presenza, da lunedì 16 a venerdì 20 novembre i servizi scolastici verranno garantiti per chi lavora all’interno dei servizi essenziali: ambiente sanitario, farmacia, protezione civile, sicurezza, insegnanti. I cittadini sono già stati invitati a muoversi solo per andare al lavoro, per fare la spesa, per fare due passi o per fare sport, tutto il resto è già vietato: non è il momento di incontrarsi con altre persone. È necessario ridurre i contatti sociali. È stata elaborata anche una seconda strategia, al fine di effettuare test antigenici su tutto il territorio provinciale: si intende invitare tutti i cittadini a sottoporsi a test; chi risulta positivo deve poter andare in quarantena per migliorare la grave situazione attuale, sull’esempio di quanto fatto a Sesto dove da pochi giorni il tasso di  contagiosità è stata ridotta da 1,5 a meno di 0,5. I test saranno volontari, nessuno sarà obbligato, si intende testare il 67% della popolazione. La campagna inizierà venerdì; per il coordinamento dei test è stato creato un gruppo di lavoro insieme alla Protezione civile, in collaborazione con i Comuni, l’azienda sanitaria, la Croce rossa, i Vigili del Fuoco. Obiettivo della campagna è riaprire scuole elementari, dell’infanzia e i nidi, proprio perché sarà possibile suddividere la popolazione tra contagiati e non, uscendo dalla zona rossa e tornando a quella arancione. Quindi scuole elementari, dell’infanzia e nidi saranno chiuse solo per una settimana, le aziende per due. Si tratta di una situazione di emergenza che richiede interventi di emergenza, se le misure adottate finora saranno sufficienti tuttavia nessuno lo può garantire, e al fine di evitare il collasso del sistema sanitario bisogna intervenire in questo modo. Anche a livello statale sono previste ulteriori misure, e con il Ministero alla Salute è stato concordato l’invio di ulteriori test. Attuare queste misure in maniera completa e su tutto il territorio è un’enorme sfida logistica, ma è importante anche mostrare come proseguire anche in futuro. Anche in Italia e Austria verranno prese nuove misure, “non si può più aspettare”. La garanzia giuridica delle misure è data dal fatto che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che i Presidenti di Regione possano assumere misure più rigide qualora la situazione lo richieda.

Il presidente del Consiglio Josef Noggler ha ringraziato il pres. Kompatscher per la spiegazione e dato al parola a consigliere e consiglieri. 

Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) non ha voluto giudicare le misure, ha domandato però quale fosse il piano strategico elaborato dalla GIunta nei piani estivi. Ha apprezzato che si seguisse il modello della Slovacchia, con test a tappeto, e chiesto se si era preparati a svolgere un così ingente numero di test, ritenendola una buona soluzione per non chiudere tutto e uscire da questa situazione. Ha chiesto anche se saranno messi a disposizione contributi sufficienti per aziende e lavoratori, evidenziando che sono necessari molti fondi.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto se esisteva un piano B, nel caso anche i test a tappeto non permettessero di superare la situazione. In primavera ci si trovava in una pessima situazione rispetto a Tirolo e Tirolo dell’Est, quali sono le ragioni per cui in Alto Adige ci si trova sempre in una situazione più grave? Bisogna trovare una risposta. Bisognerebbe poi dare la possibilità a coppie e famiglie che vivono al di qua e al di là del confine di trovarsi, perché è vero che i confini non sono chiusi, ma di fatto lo sono.  Il consigliere ha quindi annunciato di aver preparato una bozza che potrebbe essere recepita nella nuova ordinanza..

Josef Unterholzner (Enzian) ha segnalato che queste misure fanno soffrire molte persone, chiedendo se la Giunta ha già pensato come aiutarle. Incomprensibile è il divieto di mercati, in particolare di quelli del contadino e di prodotti locali, quando certi negozi restano aperti. Egli ha chiesto anche se ci sono statistiche sui danni causati dalle misure anticovid.

Paul Köllensperger ha apprezzato l’idea di fare test di massa su base volontaria, perché a fronte del 78% di test positivi è indispensabile attuare certe misure. In particolare bisogna considerare gruppi a rischio e professioni rilevanti per il sistema. Bisogna però sapere con quale modalitá operare per effettuare test, non è possibile che ci siano lunghe code. Le misure più dolorose riguardano asili e scuole, dove il rischi di contagio è molto basso, così come è basso nelle aziende che hanno rispettato i protocolli: con la mascherina e il rispetto dei 10 mq/perona è difficile che ci si contagi, pertanto non ha senso chiudere aziende dove la possibilitá di contagio è quasi zero. È importante aiutare la gente, come ha detto Unterholzner, e dire alle aziende come devono comportarsi.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha apprezzato che il pres. Kompatscher desse prima le informazioni al Consiglio provinciale, che può dare un contributo nella diffusione della comunicazione. Le informazioni devono essere comprensibili e le misure ben spiegate, altrimenti la gente non le capisce. Che tutto l’Altio Adige sia ora zona rossa evita invidie tra le aree. La consigliera ha chiesto cosa faranno i genitori che lavorano nei settori non citati ed evidenziato l’importanza della scuola in presenza, invitando a lavorare affinché non si riüpeta quanto avvenuto in primavera.

Secondo Gerhard Lanz (SVP), a fronte dell’aumento dei numeri si sbatte contro certi limiti, anche di comprensione. Bisogna spiegare ai cittadini che l'obiettivo è tutelare il sistema sanitario, spiegare cosa è stato fatto negli ultimi mesi e perché bisogna introdurre nuove misure che hanno forte impatto sulle famiglie e l’economia. Tutti sono chiamati a contribuire affinché le misure siano efficaci: esse sono state prese in modo che si possa tornare alla vita normale in provincia.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha apprezzato il filo logico della comunicazione scelta dalla Giunta, mentre in passato prima è stata comunicata l’ordinanza, poi è stata firmata e poi di nuovo cambiato. Ci si chiede quali sono gli scenari futuri, se dopo il lockdown la situazione sarà normale, oppure se poi ce ne sarà uno nuovo, o ancora se esso dovrá essere mantenuto fino a primavera.

Non si muore solo di virus, ha detto Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore /Fratelli d’Italia) ed è paradossale che il presidente della provincia non abbia dedicato una parte della sua relazione all’economia e alle aziende. In particolare, sono in difficoltá le piccole aziende, il negoziante e l#artigiano, che non hanno capitali da parte per riaprire. Kompatscher pare avere una spiccata tendenza a l'autoassoluzione, dopo aver fatto ordinanze all’austriaca e alla tedesca e quindi meno rigide, o facendole entrare in vigore il lunedì perché nel fine settimana si fosse liberi di fare törggelen o festa dell'uva. Ci vorrebbe un minimo di autocritica, anche per quanto riguarda la comunicazione. Tra l'altro, l’intervento fatto dal pres. Kompatscher era visibile su stgol.it giá a mezzogiorno: “Questo metodo non ci va bene”.
Anche Diego Nicolini (MOvimento 5 Stelle) ha apprezzato il cambio di passo e testimoniato vicinanza al governo, ritenendo però necessaria un’autocritica sul “südtiroler Weg”. In Lombardia i posti in terapisa intensivi allestiti sono stati 2000, non 77, e forse è giá opportuno chiedere aiuto all’esterno, per avere ulteriori posti. Chi paga le maggiori conseguenze sono le scuole, chiuse senza evidenza scientifica e nonostante il vantaggio della settimana di ferie abbia dimostrato che la chiusura non portava vantaggi . L’istruzione è fondamentale e va garantita, e bisogna pensare alle piccole aziende, anche perché alcuni ristori provinciali della prima ondata non sono ancora arrivati. Positiva è la strategia dei test a tappeto, che potrá garantire maggiore sicurezza.

Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento alla ripresa in maniera molto intensiva della crisi da coronavirus dopo l’estate, chiedendosi se la Giunta si era preparata adeguatamente. In questo modo, alla crisi infettiva era subentrata una crisi di credibilità; i cittadini hanno sete di informazione e vogliono sapere cosa viene fatto e quali prospettive si anno, nonché se le misure adottate sono sostenibili, se potrà essere mantenuta la vita sociale, la salute economica e sociale. La persone hanno bisogno di contatti e incontri, Oggi si conosce di più, pertanto deve essere elaborata una strategia per i prossimi mesi: il know how c’è, anche relativamente alla gestione in sicurezza delle imprese.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) si è detta soddisfatta dell’attuazione a tappeto dei test antigenici, chiedendo come verranno fatti. Ha chiesto anche e come funzionerá l’assistenza agli alunni con disabilitá la prossima settimana, nonché come si procederà, noo solo fino a Natale, ma fino alla primavera del prossimo anno, come si gestirá il turismo invernale, come sará mantenuto il sistema sanitario. Tale sistema non è in crisi da ora, bisogna fare autocritica e ammettere errori passati, e spiegare come si farà per avere più personale: in estate si era parlato di 120 letti, ma il personale non basta nemmeno per 80.

Alex Ploner (Team K) ha condiviso la öposizione di Mair: la gente ha bisogno di un piano a lungo termine. da operatore che lavora da anni nel settore della comunicazione, ha rilevato che essa era stata gestita male. Ha quindi proposto di coinvolgere concretamente il Consiglio in un progetto, e di allestire uno sportello informativo centrale per rispondere ai cittadini. Ha quindi posto domande concrete: sulla psosibilitá oper una lunno di seguire le lezioni di musica presso la sua insegnante in Isvizzera, quali sostegni eranoi previsti per la cultura, come si intendeva migliorare il trasporto alunni, se nelle conferenze stampa era previsto di nuovo il linguaggio dei segni.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ringraziato il rpes. Kompatscher per le informazioni, ritenendo importante essere informati dalla Giunta e anche la strategia dei test a tappeto. Ha quindi chiesto di riattivare gli aiuti non burocratici, rendendoli anche più immediati. Bisogna che tutti si chiedano come possono dare il loro contributo, soprattutto coloro che non hanno avuto perdite dalla crisi devono attivarsi per aiutare, anche perché fondi della Provincia non sono illimitati.

Helmut Tauber (SVP) ha rilevato che i dati erano molto alti, la situazione molto grave, molti erano anche gli esami svolti davanti agli ospedali, pari a  4.000. In questa situazione diventava importante los cambio con gli stakeholder e i partner sociali, ma non era comprensibile la critica di non aver informato il Consiglio, perché questo era avvenuto già in primavera. I test di massa sono positivi, e c’è bisogno di pianificabilità per scuole, famiglie, aziende. Le aree sciistiche non sanno se potranno aprire, e vba considerato che il turismo porta 100 milioni alla Provincia in tasse. Anche il sostegno dei lavoratori è una grande sfida.

L’ass. Thomas Widmann ha rilevato che la Giunta si era confrontata con il problema tutta l’estate, rilevando però che la crisi era arrivata prima e piú forte dle previsto. In primavera si era cominciato con 32 contagiati, ora la situazione era drammatica; si era cercato di garantire la vita sociale, ma ora era necessario intervenire per ridurre i contatti sociali. Nella prima fase nei giorni migliori erano stati fatti 1000 test, ora se ne facevano 4000, in tutta Italia non venivano fatti test antigenici mentre in provincia si facevano da mesi. Inoltre , la Provincia era la prima in Italia a introdurre anche l’esecuzione dei test presso i medici di base e le farmacie. Fino a poco tempo fa il 90% delle persone contagiate erano vgiá in quarantena, oggi la situazione è diversa. Ciò non significa che tutto parta dalle scuole, ma bisogna agire per ridurre i contatti prima che gli ospedali siano pieni, perché con lo sviluppo attuale gli ospedali lo sarebbero in due settimane: bisogna intervenire velocemente e non per gradi. L’andamento della pandemia è uguale ovunque in tutto il mondo, se l’Alto Adige ora è messo peggio è solo perché ci è arrivato prima. La provincia ha le capacità di test migliori in campo europeo, ma ora il tasso di contagio è troppo alto. L’80% delle persone si sono attenute alle regole, ma questo non basta. Se tutti si fossero attenuti alle regole relative a distanza e mascherina, le misure sarebbero efficaci. In quanto al tasso di decessi, il coronavirus ha lo stesso dell'influenza, ma non riguardo al tasso di ricoveri. Widmann si è quindi stupito delle critiche di Franz Ploner, che ben conosce come si sono l’impegno dei suoi colleghi in questo periodo, e ha ribadito che la Provincia si era ben preparata. La Protezione civile è ben attrezzata per effettuare i test di massa; se questo si svolgerà come previsto, c’è la possibilità di tornare a una vita normale in ⅔ settimane evitando uns secondo lockdown. È importante anche che i volontari siano molti, e i consiglieri sono pregati di adoperarsi per sollecitare la popolazione.

Il pres. Arno Kompatscher ha ammesso che non tutto è perfetto, come non lo era in primavera o estate, ma la Giunta si è preparata ed ha fatto i compiti che le spettavano. Ci si trova in una situazione simile a quella del resto d’Europa e del mondo, nessun Governo europeo si attendeva una situazione così severa. Non si tratta di incolpare la popolazione, ma la provincia è di fatto una zona di transito, piú di altre regioni. La maggior parte delle persone ha rispettato le regole, ma alcune, troppe, no, e l’indice di contagiosità è molto alto. In quanto ai test a tappeto, dal punto di vista logistico c’è il sostegno della popolazione civile ma c’è bisogno anche della collaborazione di tutta la popolazione. La Giunta non ha la sfera di cristallo su come andrá in futuro, ma terrá conto anche delle proposte dell’opposizione e se ne potrá discutere anche domani pomeriggio, prima che venga redatto il testo della nuova ordinanza. Saranno ascoltati anche i singoli gruppi di interesse. La situazione attuale non ha nulla a che fare con la “via sudtirolese”, si è aperto prima in primavera e chiuso prima in autunno sulla base di motivi evidenti, per tutelare lavoro, famiglie, aziende, progetti di vita. . Oggi la via autonoma è quella di chiudere prima, rischiando anche un danno gravissimo: se ne è consapevoli, ed è per questo che fino agli ultimi minuti si è cercato di tenere aperto. Ora ci sono molti piú casi che in primavera, e tutti gli esperti consigliano ulteriori misure. La Giunta oggi ha parlato anche dei contributi-Covid e del bonus famiglie, che verranno avviati nei prossimi giorno. In questo momento, ha ribadito Kompatscher, la strategia è di ridurre i contatti al minimo facendo il più alto numero di test possibile, per riaprire in tempi brevi scuole e aziende. I genitori in professioni non rilevanti avranno difficoltá per 5 giorni, ma garantire l’assistenza ai bambini comporterebbe gli stessi problemi che tenere aperte le scuole. Il presidente ha concluso invitando ciascuno a fare la sua parte, anche per riconquistare la fiducia dei cittadini, chiarendo che chi effettuerà il test antigenico su base volontaria avrà il risultato immediato tramite il medico di base e promettendo che avrebbe cercato di mantenere il dialogo. Ha invitato infine i consiglieri a inviargli direttamente le loro proposte.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quini chiesto che venisse trattata la mozione345/20, Deroghe alla legge provinciale 8 maggio 2020, n. 4, e ulteriori misure e ordinanze per contenere la diffusione del virus SARS-Cov-2 solo d’intesa e con il consenso del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano con cui le opposizioni (Süd-Tiroler Freiheit, Die Freiheitlichen, Team K, Enzian, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico-Liste civiche) chiedevano di incaricare la Giunta provinciale di coinvolgere preliminarmente il Consiglio provinciale riguardo a tutte le misure essenziali che verranno adottate in futuro a livello provinciale nell'ambito dell'emergenza Covid-19, sottoponendo al Consiglio tutte le misure e ordinanze che limitano in modo massiccio i diritti fondamentali dei cittadini della provincia.

Il primo firmatario Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è espresso per l’introduzione del punto all’ordine del giorno, spiegando che tutte le disposizioni che limitano i diritti fondamentali dei cittadini dovevano essere basate sullo Stato di diritto, debitamente motivate e democraticamente legittimate, altrimenti, come hanno dimostrato le sentenze di varie Corti costituzionali, erano illegittime. Vero è che in situazioni di emergenza i processi decisionali devono essere abbreviati e snelliti, ma il Consiglio provinciale, in quanto organo legislativo, non poteva venire escluso.
Gerhard Lanz (SVP) si è espresso contro l’introduzione della mozione, ribadendo la disposibilitá mostrata al confronto ma anche la necessità di prendere decisioni immediate e urgenti durante la pandemia, Non era possibile discutere ogni giorno delle limitazioni, trovandosi in una situazione emergenziale molto pericolosa. in quanto all’apertura delle frontiere cui Knoll faceva riferimento nella mozione, si trattava di una competenza statale. Non era corretto accusare la Giunta di voler essere sopra la legge. 
Messa in votazione, la proposta di introduzione all’ordine del giorno della mozione è stata respinta con 14 sì, 1 astensione e 18 no.

La seduta continua.


(MC)