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Consiglio | 08.10.2020 | 10:57

Lavori Consiglio: Grazia agli attivisti -2, punteggio IPES

Voto di Süd-Tiroler Freiheit, mozione dei Freiheitlichen. (continua)

La seduta di ieri del Consiglio provinciale si era conclusa sulla trattazione del voto n. 1/18: Concessione della grazia agli attivisti sudtirolesi, già avviata nel marzo 2019. Al documento era stato posto un emendamento sostitutivo, con il quale Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva che il Consiglio (versione emendata) si pronunciasse a favore dell’immediata concessione della grazia ai rimanenti attivisti sudtirolesi, e invitasse il ministro della Giustizia nonché il Presidente della Repubblica a procedere quanto prima alla concessione della grazia agli attivisti sudtirolesi degli anni ‘60 affinché potessero tornare nella loro terra e dalle loro famiglie.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito oggi che lui e i diretti interessati erano shockati dal fatto che il rpes. Kompatscher avesse annunciato ieri che il voto sarebbe stato respinto, cosa che non era mai successo. ha quindi deciso di sospendere la trattazione del vto fino a giugno 2021, anniversario della Notte dei fuochi, per vedere se a quel punto il presidente sarà pronto ad approvare il voto.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha criticato che l’intervento precedente non fosse stato fatto, come annunciato, sull’ordine dei lavori, bensì un puro annuncio di principio: ha invitato quindi il rpes. Noggler a essere in futuro altrettanto tollerante con altre affermazioni di principio. Ha aggiunto che è grave parlare di tolleranza nei confronti di criminali condannati per atti di violenza contro cose  e persone.
Il pres. Josef Noggler ha risposto che la richiesta di rinvio di un voto è effettivamente un intervento sull’ordine dei lavori.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 244/20: Vincolare i punti per la composizione familiare alla residenza, con la quale, evidenziando che nel conteggio dei punti per accedere a un alloggio IPES nella categoria della composizione familiare la persona richiedente così come l’eventuale coniuge o partner riceve due punti, e che due punti sono assegnati anche a ogni ulteriore familiare convivente a carico, e che il sistema di attribuzione dei punti in base alla composizione familiare può generare ingiustizia sociale e abusi, costituendo allo stesso tempo un fattore di incentivazione dell’immigrazione, anche perché le consuetudini abitative e di vita della popolazione locale sono spesso molto diverse da quelle delle famiglie di stranieri o con background migratorio - se si guardano le statistiche si vede che gli stranieri sono molto più propensi a condividere lo spazio abitativo con i figli adulti e i loro figli rispetto alla popolazione locale, tanto che non è raro trovare alloggi in cui convivono più generazioni della stessa famiglia, rilevava che il fatto che il requisito della residenza quinquennale vale solo per la persona richiedente, mentre per i familiari da questa indicati come conviventi a carico è sufficiente essere residenti da due anni nel Comune per il quale viene presentata la richiesta rappresentava per molti immigrati un incentivo a far venire al più presto i genitori in Alto Adige avvalendosi del ricongiungimento familiare per ottenere più punti per i familiari conviventi a carico e quindi aumentare le proprie possibilità di ottenere un alloggio sociale. Questo è comprensibile, da parte dei diretti interessati, ma fa scorrere indietro nelle graduatorie le persone locali. Egli chiedeva quindi di incaricare la Giunta di modificare l’assegnazione dei punti per la composizione familiare in modo che – con l’eccezione dei minori – possano risultare familiari conviventi a carico esclusivamente le persone adulte che abbiano compiuto il 18° anno di età e siano domiciliate regolarmente da almeno cinque anni in Provincia di Bolzano, e che da almeno due anni ininterrotti abbiano la residenza o il posto di lavoro nel Comune per cui presentano la domanda.
Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento al conteggio dei punti relativamente al nucleo famigliare sostenendo che si tratta di un metodo possibile, che però non riconosce le diverse situazioni. Per i cittadini non UE esiste tuttavia una lista separata. dai dati ASTAT 2019 risulta che gli alloggi e i sostegni andati ai cittadini non UE sono al di sotto della percentuale da essi rappresentata, quindi non ci sarebbero danni per la popolazione locale. Estendere la durata della residenza agli altri componenti della famiglia porterebbe inevitabilmente danni a quelle famiglie, quindi non si può accogliere la mozione.
Secondo Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), che ha condiviso la posizione di Ploner, esiste giá una forma di calcolo che taglia le gambe agli immigrati, applicando un principio uguale per tutti a situazione diverse, ovvero una formola che compone il bisogno con la percentuale di presenza nella popolazione: poiché la percentuale di presenza delle persone immigrate è bassa e il bisogno è alto, succede che negli ultimi anni, a fronte di una quota pari circa al 25% di domande valide presentate da questi cittadini non UE, vengono assegnati il dal 7% al 10% di alloggi. A fornite del bisogno effettivo, che dovrebbe essere l’unico criterio da considerare, c’è più di un dimezzamento.
Parlando dal banco dei consiglieri, Giuliano Vettorato (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha detto che la posizione della Lega è regolamentare ancora di più e dare gli alloggi in primis a chi ha diritto, e se avanza ad altre persone. La richiesta dei Freiheitlichen è lecita, ma la Giunta sta facendo molto di più: egli ha quindi chiesto di sospendere la mozione in attesa del nuovo regolamento IPES.
L’ass. Waltraud Deeg si è associata a quest’ultima presa di posizione, aggiungendo che quanto realizzato dall’IPES è un successo, se si confronta con le situazioni all’estero: esso è risultato anche come modello best practice. Ciononostante, bisogna adattarsi ai cambiamenti, e sono necessarie modifiche nel sistema dei punteggi: la Giunta farà una proposta in questo senso, per dare i punteggi sono a chi fa parte della famiglia in senso stretto, ovvero genitori, figli ed eventualmente famigliari con disabilità, ma non ad altre persone. Il tutto rientrerà in un pacchetto completo che modificherà l’approccio complessivo, anche in merito alle tempistiche delle domande. Tutto questo è giá previsto nel relativo disegno di legge. Va detto che i cittadini extraeuropei, per ottenere l’assegnazione in media hanno vissuto 10 anni in Alto Adige, e i 3 anni di lavoro in loco sono stati confermati. I due anni di residenza nel Comune richiesti dalla mozione potrebbero essere uno svantaggio anche per i locali. La Giunta non accoglierá la mozione, non perché in disaccordo ma perché con la legge si farà giá qualche passo in più. Leiter Reber ha ribattuto a Ploner che egli ignorava certi dati importanti, in quanto molti immigrati avevano già la cittadinanza. A Dello Sbarba ha invece detto che il suo gruppo evidentemente vuole l'accesso illimitato. Ha quindi apprezzato il requisito della prestazione lavorativa in loco. ´La richiesta di sospendere la mozione in attesa della nuova legge è problematica perché da anni si aspetta öla legge sull’edilizia abitativa agevolata, che però non arriva, mentre l’opposizione non viene mai invitata ai relativi tavoli tecnici. Non serve una nuova legge, ma poche misure rapide che aiutino le persone: per queste basta la volontà politica.
Dopo una breve interruzione chiesta dalla vicepresidente Rita Mattei, la mozione è stata posta in votazione e respinta con 5 sì, 16 no e 7 astensioni.
(continua)

(MC)