Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 07.10.2020 | 16:14

Lavori Consiglio: Chiusura di frontiere (2), trasporto alunni

Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit, Partito Democratico - Liste civiche.

È ripresa nel pomeriggio di oggi in Consiglio provinciale la discussione della mozione n. 321/20: Seconda ondata di contagi da coronavirus: collaborazione nella regione europea del Tirolo per evitare una nuova chiusura delle frontiere, avviata questa mattina, con cui Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit)chiedeva quindi che il Consiglio provinciale (versione emendata) (1) esprimesse la propria contrarietà a una nuova chiusura delle frontiere o a un inasprimento dei controlli alle frontiere così come alla diramazione di allerte reciproche in materia di viaggi all’interno della regione europea del Tirolo; (2) impegnasse la Giunta provinciale, in collaborazione con gli altri esecutivi della regione europea del Tirolo, a elaborare un piano congiunto volto a prevenire e contrastare una seconda ondata di contagi da coronavirus, in modo da evitare nuove chiusure dei confini o un inasprimento dei controlli alle frontiere, così come la diramazione di alerte reciproche in materia di viaggi  all’interno della regione europea del Tirolo; (3) si pronunciasse affinché questo piano congiunto per la prevenzione e il contrasto a una seconda ondata di contagi da coronavirus venisse successivamente coordinato anche con i rappresentanti dell’Unione Europea e con i rappresentanti dei governi di Vienna e Roma, in modo che le eventuali misure adottate a livello statale tenessero conto della strategia comune intrapresa dalla regione europea del Tirolo, (4) esprimesse la propria contrarietà all’introduzione di un obbligo generalizzato di indossare la mascherina all’aperto ed esortasse la Giunta provinciale a disporre, con un apposito regolamento provinciale, che in provincia di Bolzano la mascherina vada indossata solo laddove utile e necessario dal punto di vista sanitario. 
A fronte delle cifre disponibili, la preoccupazione aumentava, ha detto Franz Ploner (Team K); secondo i medici ci sarà non una seconda ondata, ma un’ondata permanente che sale e scende, pertanto si dovrà convivere a lungo con il virus, pertanto è importante una stretta collaborazione tra regioni. il sistema a semaforo introdotto in Austria è sensato per valutare le situazioni di rischio, e una chiusura delle frontiere non serve contro il virus: più importante è osservare le regole igieniche e di contenimento.
Secondo Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) la parte dispositiva aveva delle lacune: il quarto punto era già implementato, come detto dal pres. Kompatscher questa mattina, mentre per quanto riguarda gli altri punti o si interveniva direttamente a Bruxelles per cambiare qualche norma rispetto alla situazione contingente della pandemia oppure si rischiava di avere sulla carta un territorio che voleva essere chiuso, ma nella realtà dei fatti non era così.
Anche Helmut Tauber (SVP)  si è detto favorevole alla libertà di trasporto e di movimento, aggiungendo che quanto deciso in Tirolo ha effetti anche sulla provincia di Bolzano: la via giusta è però quella di una soluzione europea, piuttosto che di una a livello di Euregio. I contagi stanno aumentando e il coronavirus influisce sulle decisioni quotidiane, tanto che ci si informa sul numero dei casi prima di mettersi in viaggio, e in tutta Europa si è preoccupati per gli sviluppi in inverno. Pertanto, ci vogliono regolamenti comuni europei, per non indebolirsi a vicenda.
La mozione contiene un errore sulle competenze, ha detto Diego Nicolini (5 Stelle), inoltre non è vero che il decreto del governo prevedrà l’obbligo di indossare la mascherina sempre e ovunque, ma solo in presenza di persone non conviventi. Trattandosi di un decreto-legge, la Provincia non dovrebbe avere discrezionalità come aveva con i decreti del presidente del consiglio. 
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha condiviso la posizione di Tauber, ritenendo opportuna una soluzione europea. la chiusura dei confini e i lockdown generalizzati vanno scongiurati in ogni modo, ma mozioni che sembrano degli editti non hanno senso, bisogna piuttosto invitare a “evitare il più possibile che”. va ricordato inoltre che in primavera fu l’Austria a chiudere il confine. La situazione è seria e il pericolo reale, bisogna però intervenire con equilibrio, senza intervenire sui diritti civili, e questo va fatto adattandosi allo sviluppo della pandemia; non hanno senso le posizioni di principio o vincolarsi per sempre a una o all’altra misura. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore), condividendo gli interventi da Tauber in poi, ha ritenuto che la mozione non riguardasse le competenze della provincia e fosse ideologica. Serve una visione forse nemmeno europea, ma mondiale. Egli ha poi ricordato che il Governo non aveva impugnato la misura provinciale, chiedendosi se questo avesse legittimato un’azione legislativa della Provincia in una materia di interesse generale dello Stato.
Josef Unterholzner (Enzian), favorevole a una soluzione europea nel caso il problema fosse davvero così serio, ha lanciato un appello affinché venissero approfondite le cifre disponibili: aumentano i casi di infezione, ma non i decessi, e molti esperti sono convinti che queste misure causano danni alla salute e alla psiche, e queste cifre vanno prese sul serio. Bisogna chiedersi anche quale danno provoca la mascherina: molti esperti ritengono che questa provochi più danni che vantaggi. Ha quindi lanciato un appello affinché fosse rivista ogni disposizione.
Gerhard Lanz (SVP) ha detto di non poter sostenere la mozione: l’Euregio si trova all’interno dell’Unione Europea, ed è questa che va considerata. La SVP è contraria alla chiusura di ogni confine; va considerato che ci saranno sempre nuove ondate della pandemia, ma l’Euregio è una regione aperta anche a trovare soluzioni alternative.
Il pres. Arno Kompatscher ha sostenuto che da mesi in Europa ci si confronta sull’adeguatezza e necessità delle misure: la politica se ne occupa intensamente, e ci sono anche tanti dibattiti nell’esecutivo sull’opportunità di intervenire sulle libertà personali; le decisioni sono molto ponderate, sia in Italia che in Austria che altrove. Ogni volta che l’Alto Adige rivendica una nuova autonomia, questo viene percepito come un insulto al Governo italiano, ma anche il Veneto e altre regioni chiedono di poter agire autonomamente, e c’è stato un momento in cui lo Stato si è allontanato dall’approccio centralistico. Servono regole omogenee, ma con un approccio federale, ascoltandosi a vicenda. L’alto Adige ha seguito le Linee guida della Conferenza delle Regioni, che erano ragionevoli, e dispone di una legge valida, sulla cui base può agire. In quanto alla mozione, si è già un passo avanti, poiché il tema è stato trattato sia a livello di Arge Alp che di GECT, dove si è adottato una decisione di questo tipo, al fine di avere frontiere aperte. In quanto al punto (4), la Giunta vuole agire in maniera mirata senza vincolarsi a un’unica metodologia; l’obbligo generale di mascherina all’aperto ha un solo vantaggio, ovvero è controllabile, ma i cittadini sono responsabili e come tali vanno considerati. Knoll ha replicato che sarebbe bello se l’Euregio avesse competenze legislative, ma così non è, ed è per questo che si agisce tramite il Consiglio provinciale. L’obiettivo della mozione concorda con le intenzioni della Giunta e ne rafforzerebbe l’azione. Una collaborazione a livello di Euregio darebbe vantaggi anche dal punto di vista della distribuzione dei pazienti, e questa è un’opportunità preziosa, come si è visto in marzo. Se la situazione peggiora, tra due settimane gli Stati adotteranno di nuovo soluzioni nazionali, il Consiglio provinciale può lanciare un segnale affinché la tematica sia gestita congiuntamente. Knoll ha quindi chiesto la votazione della mozione per punti separati e per appello nominale. La mozione è stata quindi respinta: le premesse con 10 sì e 22 no, il punto (1) con 10 sì, 18 no, 5 astensioni, il punto (2) con 13 sì, 19 no e 1 astensione, il 3 con 10 sì, 19 no, 1 astensione, il (4) con 10 sì, 22 no e 1 astensione. 

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha quindi presentato la mozione n. 329/20: Trasporto alunni Burgraviato, con cui spiegando che nelle cittadine del Burgraviato vi sono diversi studenti di lingua italiana che non disponendo di una scuola media italiana in uno di questi paesi devono spostarsi a Merano e precisamente presso la scuola media Negrelli, che questa situazione riguarda 34 alunni di Postal, Marlengo, Gargazzone e Lana, che il servizio bus di linea alla mattina verso Merano è sempre gremito e ci sono difficoltà da parte di questi studenti a raggiungere il luogo di studio, ma soprattutto il momento più critico è il rientro, perché gli autobus sono talmente affollati da non consentire agli studenti di non salire a bordo e quindi costretti ad attendere più corse successive, chiedeva di impegnare la Giunta a partire dal prossimo anno solare 2021 e negli anni scolastici futuri, a garantire un trasporto alunni bus per gli studenti di lingua italiana, che utilizzano la scuola media Negrelli di Merano, e che sono residenti nei paesi del Burgraviato.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto di appoggiare la proposta, "in attesa della scuola plurilingue". 
Anche Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ritenuto che dovendo garantire la continuità didattica bisognasse garantire anche il trasporto. Un caso analogo si verificava a Vipiteno, dove il servizio era garantito fino al biennio; questo attiene a un quadro generale di attenzione per la scuola della minoranza linguistica sul territorio provinciale  vale a dire quella italiana: “a situazione speciale e particolare si deve rispondere con una regola speciale”.
Secondo Alex Ploner (Team K) non era opportuno introdurre qui la questione dei gruppi linguistici: bisognava attenersi alla mozione, che si riferiva ad autobus pieni. Un caso analogo gli era stato segnalato relativamente all’impossibilità di salire in treno in Venosta. La proposta poteva essere accolta dall’assessore competente, anche se non era chiaro come mai gli alunni non potessero prendere i bus di linea. La Giunta si deve occupare del problema del trasporto alunni - recentemente è stato infatti segnalato anche il caso di Silandro - tuttavia senza procedere per gruppi linguistici. 
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha sostenuto l'obiettivo della mozione, chiedendo però come mai non era stata citata Lagundo.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha negato che si trattasse di una questione di gruppi linguistici, l’obiettivo era aiutare alunni ancora nell’età dell’obbligo scolastico, non solo quelli della scuola media italiana: il problema degli autobus affollati riguardava tutti, e andava garantito a tutti.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto informazioni sulla situazione attuale relativamente al trasporto degli alunni da Silandro, dove gli alunni più giovani non riuscivano a trovare posto sui mezzi di trasporto per via degli orari di uscita. 
Gerhard Lanz (SVP) ha ribattuto all’affermazione che il trasporto alunni in Alto Adige non funzionerebbe, aggiungendo che ci sono più di 400 servizi di trasporto alunni e organizzarli è tutt’altro che semplice. A volte capitano dei problemi, ma quasi sempre solo a inizio anno e negli orari di punta: è sbagliato sfruttare queste situazioni per fare polemica politica. Se un autobus non accoglie un bambino, deve pagare una sanzione, pertanto le aziende si adoperano a fornire il servizio in modo serio. Si intende promuovere miglioramenti negli orari di punta e in termini di digitalizzazione, ma molto è già stato raggiunto. 
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ricordando che ieri la Giunta aveva detto che le lezioni in presenza erano possibili al 70% perché gli alunni non avevano posto nei bus,  ha evidenziato che il problema dell’affollamento dei mezzi esisteva 20 anni fa come oggi, in val Venosta come nella Bassa Atesina: non si può far finta che tutto funzioni alla perfezione
Josef Unterholzner (Enzian) ha chiarito che definire un servizio funzionante è anche una questione di definizione, e che molti accompagnano i figli con il mezzo privato, il che aumenta i pericoli e il traffico: si può comunque dire che il trasporto alunni non funziona alla perfezione, e di dovrebbero adottare i processi di miglioramento vigenti nell’economia. Bisogna mettere a disposizione un numero sufficiente di bus.
L’ass. Daniel Alfreider ha riferito che per gli alunni citati da Repetto sono a disposizione diverse linee, citandole singolarmente. Il concessionario, ha aggiunto, ha effettuato i controlli richiesti dalla stessa Giunta, constatando che i problemi si sono verificati solo nella prima settimana di scuola, ma già la settimana scorsa non c’erano più. Se si verificheranno ancora sovraffollamenti saranno introdotte nuove corse, così come è già successo su tutto il territorio provinciale. Le direzioni scolastiche sono in contatto tra di loro per definire gli orari di ingresso e uscita al fine di equilibrare la situazione. Si tratta del trasporto quotidiano di 90.000 persone, non solo alunni, e le prime settimane di settembre sono una sfida, tutti gli attori sono impegnati a dare il meglio. La situazione è un po’ più difficile per quanto riguarda la ferrovia, e ci sono effettivamente dei problemi nella Bassa Atesina. Le problematiche citate nella mozione erano già scomparse la scorsa settimana. Nella definizione degli orari, ha aggiunto l’assessore, si coinvolge anche la popolazione. Repetto ha replicato evidenziando che esiste un disagio, al di là della questione etnica, e sospeso la mozione per modificarne la parte dispositiva per eliminare i punti divisivi.

(continua)

(MC)