Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 07.10.2020 | 11:24

Lavori Consiglio: Discussione sulle misure anti-Covid

Intervento della Giunta sulle regole provinciali e statali, discussione in aula.

La seduta di oggi del Consiglio provinciale è iniziata con un intervento informativo della Giunta provinciale sulla discussione, nella  Conferenza delle Regioni, sulle misure anti-Covid decise dal Governo. L’ass. Thomas Widmann ha innnazitutto informato sulal situazoen attuale: i dati sono simili a quelli di tre/quattros ettimane fa, e la situazione è sotto controllo, non sono necessarie ulteriori misure. Solo il 21 settembre sono stati fatti 1.126 test, che hanno dato come risultato 38 positivi: la situazione, considerando che 546 erano i test nuovi, è molto diversa da quella di marzo. Inoltre, prima emergeva solo la punta dell’iceberg. Se a mazo venivano ricoverati in terapia intensiva ⅚ persone al giorno, e c’erano tanti asintomatici non considerati, oggi c’è per la prima volta di nuovo un paziente in terapia intensiva: ha più di 80 anni e patologie pregresse, ed è la prima persona ricoverata dopo tanto tempo. Oggi viene testato un numero di persone pari a 7-8 volte tanto quanto accadeva a marzo, quindi i dati sono migliori di quanto sembra. Questo non significa che la situazione non sia difficile: per esempio, a Sesto Pusteria ci sono troppe persone positive, potrebbe essere un nuovo focolaio e bisogna reagire velocemente: a questo scopo si sta anche trattando con Roma per avere protocolli più snelli. I posti in terapia intensiva sono passati da 37 a 100, se si aumenteranno ancora si rischia di compromettere altri servizi, anche se si tuteleranno i pazienti oncologici. Oggi vengono utilizzate un numero di mascherine che sono 200-300 volte di più rispetto a marzo, ci si è attrezzati, ma non basterebbe in caso di una seconda ondata. I test preventivi in agricoltura hanno permesso di garantire il raccolto e le persone, e anche il settore turistico si è ben organizzato dopo i primi casi: non è stato registrato alcun caso nonostante 200.000 arrivi. Bisogna migliorare nella produzione e nell’industria, ma il bilancio è positivo anche se il rischio aumenta con l’arrivo dell’inverno. pertanto, è importante il rispetto delle regole.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che la legge provinciale non era stata impugnata, quindi è in vigore e ha lo stesso rango di una legge nazionale. Sulla base di questa legge, il presidente della Provincia può anche decidere deviazioni dalle disposizioni statali, sia rafforzamenti che alleggerimenti, mentre le altre Regioni possono solo introdurre misure più rigide. Questa sera ci sará una nuova Conferenza delle regioni con il Ministro BOccia; è stato annunciato un nuovo decreto del presidente del Consiglio, che sarà discusso stasera e prevede l’obbligo di portare sempre con sé un dispositivo di protezione, da utilizzare quando necessario. Questo è un po’ più rigido rispetto alla norma provinciale, ma non si è molto lontani, in quanto dovendo portare la mascherina nei locali pubblici,m nei negozi, sui mezzi di trasporto è chiaro che bisogna avere una mascherina con sé. A volte però manca la disciplina, ci sono persone che non prendono sul serio gli obblighi: in particolare, preoccupano le occasioni di ritrovo e feste private, da cui spesso partono nuovi contagi. Questa sera nella Conferenza egli ricorderà, sostenuto da altri colleghi, che non ha senso un obbligo generalizzato di portare la mascherina, se non si hanno contatti con altre persone: questa posizione è condivisa da tanti. In quanto alla quarantena, il protocollo italiano è molto rigido e severo, sicuramente sulla base di quanto è avvenuto, ma la maggior parte dei paesi sono passati da 14 a 10 giorni, e alcuni chiedono solo l’assenza di sintomi e non un tampone negativo. Si intende chiedere in Conferenza che ci si limiti a un solo test negativo, invece che due: questo aumenterebbe la disponibiitá a farsi testare senza il timore di venire chiusi in casa. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ne ha discusso. In quanto agli orientamenti di viaggio, se ne è discusso in una conferenza Arge Alp a Salisburgo, dove è emersa la richiesta unanime, trascritte in delibera (solo il presidente della Baviera ha votato contro), per standard univoci a livello europei al fine di definire le zone a rischio e di prevedere adeguati posti nelle terapie intensive. In questo modo si eviterebbero atteggiamenti protezionistici. Anche l’Euregio ha preso la stessa decisione, per aiutarsi reciprocamente senza più chiudere i confini. In quanto al turismo invernale l’ass. Schuler ha promosso uno scambio continuo, così come l’ass. Alfreider è attivo per la mobilitá e l’utilizzo degli impianti di risalita, che collegano le diverse regioni e richiedono quindi standard univoci, così come lo richiedono le regole per baite e locali. Il turismo invernale quest’anno sarà diverso: bisogna limitare eventuali attivitá a rischio, e per gli aprés ski ci saranno regole stringenti. L’obiettivo di tutte le misure è evitare il lockdown e nuove limitazioni nella vita pubblica, compresa la chiusura di scuole e asili: lo standard delle norme attuali è sufficiente, ma bisogna farle rispettare. Se saranno necessarie misure aggiuntive, non sarà un lockdown come a marzo, ma si interverrà con singole limitazioni dove è necessario, per esempio sugli orari di chiusura dei locali. È giá stato deciso che nei locali chiusi ci potranno essere al massimo 200 persone, e all’aperto 500, altrimenti si dovrá predisporre un apposito programma di sicurezza. Per le manifestazioni pubbliche invernali, come Mondiali di sci o biathlon, varranno le disposizioni internazionali: si programma ora la presenza del pubblico, ma sará possibile anche che si debba rinunciarvi.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto al presidente che invitasse le forze dell’ordine a far rispettare le regole provinciali, non quelle statali, sottolineando poi che ci vuole attenzione alla realtà delle coppie non sposate, che devono rispettare le stesse regole delle persone che non si conoscono. Si è detto poi non ottimista come Kompatscher rispetto al futuro.
Josef Unterholzner (Enzian) si è interrogato sulle conseguenze psicologiche delle restrizioni, e criticato che chi non si adegua all’opinione dominante sia giudicato un negazionista. Chi ha lavorato con la mascherina in situazioni con emissioni nocive, sa quanto poco serve una mascherina chirurgica: “Per vivere serve lÄ’ossigeno, non la CO2 che noi stessi produciamo”.
La Svezia non ha una mortalitá maggiore di Paesi che hanno adottato norme più rigide, ha sostenuto Paul Köllensperger (Team K) ritenendo non necessarie misure più rigide, come vorrebbe lo Stato. Egli ha aggiunto che è vero che la legge provinciale nn è stata impugnata, ma in caso di emergenza i decreti statali potrebbero essere predominanti, e questo non è chiaro., ha poi criticato il ritardo nei test e il fatto che interes classi fossero messe in quarantena: l’Ufficio igiene non avrebbe la situazione sotto controllo, inoltre non si tiene conto che per i giovani il virus non ha conseguenze pesanti, come dimostrano i casi in Austria.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha criticato che la GIunta intervenisse per informare in questo modo anomalo ma non fosse presente per rispondere alle domande dei consiglieri, quando queste venivano rivolte. È importante coinvolgere il Consiglio provinciale, che porta avanti un dibattito molto sentito dalla popolazione: è necessario un ampio consenso sulle misure, e quindi di una discussione democratica in grado di crearlo. Le decisioni devono coinvolgere il Consiglio e non piovere dall’alto dalla Giunta. Questo vale anche per la mobilità, considerando per esempio la situazione della Bassa Atesina con assembramenti senza mascherina in stazione e alle fermate dle bus. La consigliera ha chiesto qual è la capacitá giornaliera di tamponi e se ci sono direttive per i medici di base riguardo alla richiesta di test, per esempio dopo la segnalazione dell’App Immuni.

Il pres. Josef Noggler ha fatto presente che molti assessori erano presenti, e gli assenti erano giustificati o assenti per poco. La possibilità di un dibattito è prevista dal regolamento, e va richiesta dai capigruppo.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha apprezzato il riferimento del rpes. Kompatscher a far riferimento a dati concreti e depurati: in questo senso anche la Giunta deve avere una comunicazione più chiara verso l’esterno, presentando dati neutrali senza diffondere il panico. La legge varata in primavera deve essere una legge del buon senso; l’attenzione va focalizzata sulla protezione dei gruppi a rischio, anche nelle scuole; va considerato anche il comportamento prima degli ingressi. Eventuali irrigidimenti delle norme dovrebbero richiedere il consenso del Consiglio provinciale.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha invitato a guardare all'omogeneità delle disposizioni del Governo centrale, che si basano su dati scientifici, senza cercare una strada diversa al decreto futuro solo per motivi ideologici. essi prevede di portare sempre con sé una mascherina per indossarla dove necessario. Un problema è il fatto che a protocolli rigidi nelle scuole si accompagnano situazioni promiscue sui mezzi pubblici: qui bisogna discutere per trovare soluzioni, con attenzione a efficacia e fondamento scientifico, senza dare ascolto ai negazionisti o a chi parla di esagerazioni.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha portato una proposta all’ass. Widmann, sulla base di tante segnalazioni avute: che fosse posisbile accompagnare i famigliari anziani alle visite mediche e far visita ai famigliari ammalati in ospedale, cosa che ora in vari reparti non è permesso. Bisogna trovare una via con regole di buon senso, ovviamente proteggendo le strutture ospedaliere.
Gerhard Lanz (SVP) ha chiarito che è obiettivo di tutti trovare soluzioni in una situazione molto difficile, per cui non c’è una panacea, e con responsbailitá verso questa terra e la sua popolazione. Ai fini di una soluzione condivisa la stessa SVP ha cercato a fine marzo il contatto con tutti i gruppi consiliari; il regolamento interno permette varie possibilità di confronto ma ci si può incontrare anche fuori dal Consiglio. In ogni caso, dopo aver sentito tutte le opinioni bisogna prendere una decisione; la SVP è disponibile al confronto.

L’ass. Thomas Widmann ha ritenuto, in sintonia con Mair, che una delle conseguenze più drammatiche del lockdown è che molte persone non abbiano potuto congedarsi dai loro famigliari; egli e la collega Deeg sono stati incaricati di cercare una soluzione affinché, nel caso di una seconda ondata, questo non accada più: si cercherà di provvedere grazie ai test veloci e ad apposite misure di sicurezza. In quanto alla trasparenza dei dati, la paura viene creata anche dai media; è chiaro che son la riapertura delle scuole ci sono più contatti, ed è vero che in Svezia non ci sono state restrizioni, ma gli svedesi si sono molto attenuti alle raccomandazioni senza bisogno di obblighi. L’etá media dei contagiati si è abbassata, quindi non ha senso chiedere di non imporre regole ai giovani, i quali poi possono portare il contagio ad altri famigliari, tanto più che non è possibile intervenire sui comportamenti dentro el famiglie. Test e tamponi: molti dicono che ne vorrebbero di più, ma se sono presenti gli anticorpi non ha senso testare di nuovo; attualmente si eseguono circa in media 2.000 test PCR al giorno; nelle situazioni più estreme si potrà arrivare a 5.000 test grazie a un nuovo macchinario, ma ci vuole anche il personale necessario. Il cons. Nicolini, che ha ottimi contatti a Roma, dovrebbe aiutare ad abolire le regole inutili che, per esempio, impediscono a un farmacista di fare un test, oppure obbligano 14 giorni di quarantena senza sintomi, cosa che porta a grandi dificoltá sia chi ha un’attivitá in proprio sia chi deve occuparsi dei figli. I protocolli vanno snelliti. Sono stati ordinati 300.000 test antigeni, finora ne sono arrivati 50.000: attualmente non è possibile testarsi liberamenti, se non nel privato, ma si intende creare una regolamentazione univoca. In seguito a segnalazione dell’App Immuni c’è la possibilità di prenotarsi per un test, ma tanti non lo fanno per paura della quarantena.

La seduta è proseguita con la presentazione delle proposte dell’opposizione, che terminerá domani alle 13.00.

 

(MC)