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Consiglio | 06.10.2020 | 18:28

Lavori Consiglio: percorso storico in piazza Magnago

Presentato dagli autori il progetto realizzato sulla base di una mozione approvata in Consiglio nel 2018: presenterà la vita di Magnago, la storia e le caratteristiche dell’Autonomia.

Stocker, Fleckinger e Gatti (da sx) alla presentazione del progetto (Foto: Consiglio/Werth)ZoomansichtStocker, Fleckinger e Gatti (da sx) alla presentazione del progetto (Foto: Consiglio/Werth)

Nel 2018, il Consiglio provinciale aveva approvato una mozione per un intervento sulla piazza Magnago a Bolzano (qui), al fine di realizzare un percorso storico che mettesse in evidenza la storia dell’Autonomia A tale scopo è stato costituito un gruppo di lavoro che haa elaborato un progetto, presentato oggi al plenum. Per esso, come ha spiegato il rpes Kompatscher, erano stati messi a disposizione 400.000 €; l’obiettivo di inaugurare il percorso nel decimo anniversario della scomparsa di Magnago (25.5.2020) non era stato realizzato per via dell’emergenza covid, tuttavia esso sarebbe stato disponibile nell’11o anniversario. Il gruppo di lavoro che aveva elaborato il progetto era costituito da Andrea di Michele (storico, collaboratore scientifico della LUB), Verena Malfertheiner (storica dell’arte), Josef Rohrer (giornalista, espositore)  Matha Stocker (storica, presidente della Fondazione Silvius Magnago). Dell’allestimento era stata incaricata da ditta DOC, rappresentata dall’art director Alessandro Gatti, presente oggi insieme ad Angelika Fleckinger dell’Agenzia Musei provinciali.

Come spiegato da Fleckinger, il percorso (allegato) era stato pensato sia per scolaresche che per visitatori di passaggio, cercando di lasciare nella piazza uno spazio a disposizione di grandi eventi; l’asse del percorso si snoda lungo una traccia giá esistente. Il tema centrale è l’autonomia, visibile da varie angolature. Gatti ha aggiunto che le strutture, per le quali era stato scelto il colore rosso scuro, contenevano dei testi inseriti in vetri specchiati; ogni elemento era stato pensato differente, in modo da non annoiare i visitatori; era possibile anche ascoltare delle letture senza bisogno di toccare i pannelli; erano presenti infografiche e timelines.
Angelika Fleckinger ha sottolineato che l’obiettivo era di attirare lo sguardo sulla storia dell’Autonomia. Il primo pilastro riguarda “tutti noi e come affrontiamo il tema dell’Autonomia”, un tema realizzato tramite interviste a locali e turisti, attirando l’attenzione e l’interesse su valore dell’autonomia. Viene poi presentata la vita di Silvius Magnago, dai tempi della scuola alla sua esperienza in guerra, al ruolo politico, che poi si rispecchia nel terzo pilastro che ripercorre la storia dell’Autonomia in 12 tappe. Il quarto pilastro riguarda la proporzionale etnica come pilastro dell’autonoma, il quinto la cultura e il bi-trilinguismo, compreso l’insegnamento nelle diverse lingue e l’arrivo di nuovi cittadini, il sesto l’autonomia finanziaria, conquistata in varie tappe, quindi il tema importante dell’identità. Non vengono trascurate le critiche all’Autonomia, alle quali viene risposto, e i limiti dell’Autonomia, con gli sviluppi previsti pensando alle generazioni future. Sull’esposizione ci sarà la possibilitá di intervenire con cambiamenti e ampliamenti, molto è pensato in forma digitale, il che permetterà anche di scaricare il materiale didattico. “Nella progettazione”, ha detto Fleckinger, “abbiamo raccolto l’auspicio del presidente della Provincia che questa piazza sia vissuta”: a questo scopo è stata prevista anche un’illuminazione serale che metterà in evidenza testi.

Di seguito, sono intervenuti consiglieri e consigliere. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha apprezzato l’approccio scelto, ossia la volontà di coinvolgere i passanti in quella che è una “piazza politica” per via delle istituzioni che vi risiedono. Tuttavia, va anche inserito il messaggio che l’Autonomia è solo un passo, che va ulteriormente sviluppata.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), auspicando che tutto continui a funzionare nel tempo, ha invitato a evidenziare che tutto quanto sarà rappresentato nei pannelli può essere visto da diverse angolazioni e punti di vista, evitando la retorica e il mito. Andrebbe evidenziato che le realtà sono in movimento, considerando anche il ruolo, all’interno dell’Autonomia, delle persone che vengono da numerosi Paesi diversi. Movimento, demitizzazione e confronto sono elementi da tenere in considerazione. Il consigliere ha chiesto chi monitorerà la mostra per verificare possibili adattamenti col tempo.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha apprezzato la forma dell’esposizione, invitando anche a fare in modo che chi arriva e visita l’esposizione possa lasciare una traccia, per far capire come ha vissuto il percorso. Questo dovrebbe essere predisposto in modo da essere visibile  a tutte le altezze, inoltre dovrebbero essere previsti degli spazi per sedersi. In quanto ai contenuti, deve essere visibile anche una zona grigia, quella interetnica; va inoltre detto apertamente che non esiste una scuola dove si sta tutti insieme, cosa che stupisce chi viene da fuori.
Secondo Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) non si può far finta di non accorgersi di quanto succede fuori dal palazzo: l’angolo vicino alla chiesetta è di fatto una latrina; bisogna evitare che anche i pannelli diventino potenziali vespasiani, il tutto per una spesa di 400.000 €. Ci vuole una riflessione sul decoro della città, senza far finta che i problemi non esistano. È difficile dare una valutazione univoca su un intero secolo, in questo senso l’esposizione si avventura su un terreno rischioso.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto se era stato considerato l’effetto di una superficie specchiante durante il periodo estivo, con il grande calore che caratterizza la piazza. In quanto al tema dell’identità, esso è davvero centrale, e non va tenuto al margine, così come la funzione tutrice dell’Austria. Anch’egli si è interrogato sulla durata dell’installazione all’aperto e sulla possibilità di integrarla nel tempo.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha apprezzato, a prima vista, la strutturazione in 8 steli, che rappresentano passi successivi, nonché il colore che ravviva la piazza e le superfici specchianti: “Fa sempre bene guardarsi nello specchio, sia come persona che come società”. Rammaricandosi che la Giunta non avesse informato prima i consiglieri dell’incarico affidato, egli ha segnalato che la piazza in inverno è  molto ombreggiata, al contrario che in estate: allo stesso modo, dovrebbe essere considerati anche i lati in ombra dell’Autonomia.
Secondo Franz Ploner (Team K) l’idea di un museo all’aperto è positiva, e piacciono le steli, ma sarebbero opportuni posti a sedere. Il percorso si trova al sole, bisognerebbe prevedere un po’ di ombra tramite il verde, così come non fermarsi al 1992, ma prevedere anche una stele contemporanea.  Ci vuole poi uno spazio di riflessione per le classi in visita.
Josef Unterholzner (Enzian) ha definito “un pugno nell’occhio” i pannelli rossi, ritenendo che si sarebbe potuto utilizzare invece qualche materiale tipico della provincia, nonché i colori giá scelti per le campagne di marketing. 4000.000 € è una spesa eccessiva per 8 pannelli, ci vuole più fantasia.
Helmut Tauber (SVP) ha invece apprezzato l’approccio individuato: in Alto Adige ci sono già molti musei, positivo è che questa esposizione sia all’aperto, potrà essere visitata da tutti, anche dalle classi  che vanno in visita in Consiglio. L’esposizione ha la possibilità di svilupparsi nei prossimi anni.

Il pres. Arno Kompatscher ha evidenziato di aver ricevuto il progetto solo ieri, e ricordato che la Giunta era stata incaricata dallo stesso Consiglio provinciale di affidare a sua volta un incarico ad esperti. Ha definito “inaccettabile” la situazione intorno a piazza Magnago, ritenendo non sufficiente affidarsi alle forze dell’ordine: “Non vogliamo capitolare, ma riconquistare la nostra città”.
Alessandro Gatti ha rassicurato sulla resistenza dei pannelli, già testati in altra parte del mondo a diverse condizioni atmosferiche e sottoposti a gestione e aggiornamento in remoto, il che eviterà le scritte “no signal”. Vanno scelti materiali che possono durare, in forme che non sono pesanti e visibili da diverse angolazioni. Le finiture sono in alluminio e la struttura specchiata offre maggiore dialogo con la piazza e con chi è in visita, inoltre cambia a seconda di come viene riflessa negli edifici. In quanto al calore, la struttura non ne modificherà la percezione. I pannelli sono alti 2,50 mt, realizzati in materiale non pesante che permette di contenere i supporti tecnologici. 
Martha Stocker ha assicurato che si sarebbe tenuto conto di tutti i rilievi. In quanto ai contenuti, il tema non sarà trattato solo da un lato: si considereranno ombre e luci dell’Autonomia. Il pannello 9 citerà Alfons Benedikter e la sua considerazione per ambiente ed etnia, ma ci sará spazio anche per i successivi sviluppi e le nuove presenze. Le sfide, anche tecnologiche, sono tante, e la somma messa a disposizione adeguata a esse. In quanto ai gruppi linguistici, verranno considerati anche “quelli di mezzo”. La mostra è anche una risposta al vuoto che caratterizza ora la piazza, e si è pensato sia alle scolaresche che ai passanti che vi transiteranno, magari per guardare anche solo una stele. Nell’elaborazione del concetto di identità sono state coinvolte anche organizzazioni e associazioni che questa identità rappresentano. Sarà considerato anche il coinvolgimento delle scuole, così come ulteriori suggerimenti che arriveranno, anche se certamente sará difficile considerare ogni singolo aspetto.

Il presidente Josef Noggler quindi ha ringraziato per l’esaustiva presentazione e dichiarato conclusa la seduta di oggi.

 


(MC)