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Consiglio | 06.10.2020 | 15:38

Interrogazioni su temi d’attualità - 1 (CON IMMAGINI)

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano l’obbligo di bilinguismo, i dispositivi di protezione nel sociale, la stagione invernale in sicurezza, anticipo del TFR, alloggi IPES, aiuto immediato Covid-19, scuola in presenza a Silandro, Facoltà di musica (continua).

(Riprese video in coda)

Inaugurando oggi lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi di attualità, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi riferito di autisti delle linee bus 225 e 156 che non conoscevano il tedesco, aggiungendo che quotidianamente ci sono malintesi di questo tipo, soprattutto con turisti dell’area germanica: Egli ha chiesto se è vero quanto riferito in merito agli autisti delle linee citate, se essi hanno il patentino di bilinguismo, se la Giunta non ritiene opportuno ricercare autisti di lingua tedesca per aree a maggioranza di lingua tedesca e. in caso positivo, come intende agire. Questa situazione, ha aggiunto il consigliere, è un grave problema anche dal punto di vista turistico. L’ass. Daniel Alfreider ha risposto che effettivamente deve essere garantito il rispetto dell’utilizzo della lingua madre: la Giunta ha effettuato controle  e vuole accertarsi che i conducenti abbiano l’attestato di bilinguismo. La questione sarà approfondita col concessionario, al quale sarà chiesto di pretendere l’attestato e controllare il rispetto delle disposizioni. Con l’aumento delle linee di bus, c’è stato bisogno di inserire nuovi collaboratori, e ci si augura che molti giovani locali approfittino della possibilità di lavorare nel settore.

I dispositivi di protezione nelle strutture impegnate nel sociale sono stati oggetto dell’interrogazione con cui Brigitte Foppa (Gruppo Verde) chiedeva quando, da chi e a chi era partito il primo incarico di distribuire le mascherine protettive della fornitura Oberalp ai servizi sociali delle Comunità comprensoriali, dell’Azienda servizi sociali di Bolzano e dei fornitori privati di servizi del settore; quante di queste mascherine erano state distribuite, quanti dipendenti dei servizi citati erano risultati positivi al Covid e in quale percentuale rispetto a tutto il personale e al numero degli assistiti, e infine qual è la differenza di rischio infettivo tra un addetto del settore sanitario che si occupa di pazienti Covid e uno del sociale che ha lo stesso compito. L’ass. Arnold Schuler, facendo riferimento anche alla commissione d’inchiesta che sta operando,ha riferito che erano state distribuite solo 20 mascherine a un asilo nido a Bolzano, perché giá si sapeva che c’erano dei possibili difetti delle mascherine. Le mascherine sono state distribuite tramite il portale web Oberalp, quindi la Protezione civile non può rispondere alla seconda domanda; psicologi e  figure analoghe operanti nelle case di riposo non possono essere comparate agli operatori sanitari che operano in ospedale. Foppa ha sostenuto che l’interrogazione era stata trasmessa all’assessore sbagliato, e che le interrogazioni alla GIunta integravano il lavoro della commissione d’inchiesta. Il pres. Noggler ha replicato che l’assessore alla protezione civile aveva le competenze necessarie per rispondere.

Helmut Tauber (SVP) ha riferito che il Governo austriaco, in collaborazione con diversi settori, ha elaborato un concetto al fine di garantire lo svolgimento di una stagione in sicurezza, aggiungendo che anche l’Alto Adige ne ha bisogno, in quanto le aziende turistiche richiedono sicurezza di pianificazione e desiderano prepararsi al meglio. Tuttavia, per ora manca qualsiasi progettazione o comunicazione sulle misure previste: il consigliere ha quindi chiesto quando sarà pronta una tale programmazione per la stagione invernale altoatesina, se è prevista una nuova e più efficiente strategia riguardo ai test in vista dell’inverno e se sono previste misure di sostegno finanziario per le aziende costrette a limitare la proprie attività per via delle misure introdotte. L’ass. Arnold Schuler ha risposto che la Giunta tiene costantemente d’occhio lo sviluppo della situazione a livello locale ed europeo, e che era previsto che in autunno il numero di contagiati sarebbe aumentato. Vorarlberg e Tirolo sono state giá dichiarate regioni a rischio, e non ci si vuole trovare in una situazione simile, si intende tutelare gli operatori del settore, e a questo scopo è stata istituita una task force per il turismo che ha elaborato un piano, ora inoltrato alla commissione di esperti dell’Azienda sanitaria; si è in attesa della risposta. In quanto ai tamponi, si cerca di fare più test possibili molto rapidamente; l’Azienda sanitaria dovrà mettere a disposizione dei centri per i test nei singoli comuni. In quanto alle misure economiche di sostegno agli operatori del settore, in futuro si reagirà in base agli sviluppi che ci saranno.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha quindi ricordato come la mozione approvata il 15 gennaio scorso all’unanimità dal plenum impegnasse la Giunta a verificare se fosse “possibile anticipare il trattamento di fine rapporto (T.F.R.) ai sensi della delibera della Giunta provinciale n. 1705 del 17/5/2005 e dell’articolo 26, comma 2 della legge provinciale 19 maggio 2015, n. 6”, e se potessero “essere messi a disposizione nel relativo capitolo di spesa i mezzi finanziari necessari  previa creazione di una sicura base giuridica”, nonché, “in caso di esito positivo della verifica, ad anticipare il trattamento di fine rapporto ai sensi della delibera della Giunta provinciale n. 1705 del 17/5/2005 e dell’articolo 26, comma 2 della legge provinciale 19 maggio 2015, n. 6”, e chiesto se era ora disponibile il parere giuridico in merito richiesto dalla Giunta, nonché se ci fossero stati sviluppi a livello statale e con quali effetti sulla provincia di Bolzano. Il presidente Arno Kompatscher ha riferito che il parere era stato commissionato, e dovrebbe essere disponibile a metá ottobre. I passi successivi saranno elaborati sulla base di esso. A livello statale finora non ci sono state novità; la Provincia continuerá a lavorare per una soluzione per il territorio locale.

La dotazione di alloggi IPES, a Bolzano, ammonta a circa 6.524 unità, cui si aggiungono gli alloggi in possesso del Comune di Bolzano, cui si accede attraverso domanda unica: lo ha ricordato Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), sottolineando che aldilà della opportuna programmazione in corso per la costruzione di nuovi alloggi, vi è anche una fase di transizione in cui un inquilino lascia un alloggio per uno differente oppure perché non più in possesso dei requisiti necessari per la permanenza, e che sempre più spesso le cittadine ed i cittadini si rivolgono alle istituzioni per comprendere i meccanismi di assegnazione dei punteggi, che se pur chiari nella loro logica ed applicazione, spesso appaiono complessi e non trasparenti. Egli ha quindi chiesto quale fosse il numero attuale degli alloggi nel territorio comunale bolzanino da risanare e non ancora assegnati e quali siano in valore assoluto gli alloggi non assegnati, cioè vuoti, quali provvedimenti si intendessero adottare per permettere che anche durante il corso dell’anno, ai cittadini che posseggono i requisiti, fosse possibile accedere ad un alloggio anche se in maniera temporanea ed in attesa di assegnazione, come e se si intendesse semplificare la leggibilità dell’assegnazione dei punteggi in ottica di una maggiore trasparenza. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che l’IPES ha 398 appartamenti da risanare, di cui alcuni non disponibili in quanto interrati o riservati all’esercito; si sta cercando di elaborare misure per far sì che i lavori possano avvenire nel modo più veloce; la volontà è di accelerare i tempi; i lavori sono stati rallentati nel 2019 da procedimenti legali.  Per via delle disposizioni sulla privacy non è possibile diffondere i dettagli delle graduatorie, ma si interverrà per cambiare e ammodernare i relativi criteri.

Le misure di aiuto immediato per l’emergenza coronavirus della Provincia prevedono un contributo affitto in caso di cassa integrazione o mancato inizio di un rapporto di lavoro e un aiuto di 500 € solo in questo secondo caso: lo ha ricordato Maria Elisabeth Rieder (Team K)) specificando che al momento della richiesta ci si deve ancora trovare nella situazione di bisogno, caso in cui poi si ha diritto a un aiuto per 3 mesi: pertanto, se una persona che ha cominciato un nuovo rapporto di lavoro il 4 maggio vuole fare richiesta il 5 maggio, non ha diritto all’aiuto, pertanto, molte persone non l’hanno richiesto, mentre ora pare che le domande comunque presentate saranno elaborate. La consigliera ha chiesto quindi se ciò è vero e se ci sarà la possibilità di presentare domande retroattive. L’ass. Waltraud Deeg ha spiegato che sia il contributo al canone di locazione che l’aiuto immediato potevano essere richiesti dal 24 aprile al 30 luglio scorsi, purché disoccupati o impossibilitati al lavoro. 1250 famiglie hanno ottenuto l’aiuto immediato, e più di 6000 il contributo al canone di locazione, per una spesa totale di 9 milioni €. Chi iniziava un nuovo rapporto di lavoro non poteva più chiedere contributi, quindi domande con effetto retroattivo non erano previsti.  Non è prevista una misura analoga per il futuro, salvo imprevisti gli aiuti sociali prendono sempre in considerazione la situazione degli ultimi 3 mesi, c’è quindi un aiuto senza che le diverse misure, regolari e straordinarie, si sovrappongano.

La crisi da Covid-19 pone molte scuole dinnanzi a importanti sfide di natura logistica, e per svolgere il maggior numero possibile di lezioni in presenza, garantendo il pieno rispetto degli standard di sicurezza, la direzione scolastica dell’Istituto d’istruzione secondaria di Silandro ha elaborato un piano dettagliato, introducendo orari di ingresso scaglionati; questo piano però, secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), è stato mandato all’aria dalla direzione scolastica provinciale che ha invitato la scuola a offrire un maggior numero di lezioni a distanza per garantire che la percentuale degli studenti che raggiungono la scuola con i mezzi pubblici non superi il 70%. Il consigliere ha quindi chiesto i motivi di questa decisione, come mai la direzione scolastica provinciale si riferisce soltanto agli studenti che vanno a scuola con i mezzi pubblici, che in questo modo vengono discriminati, e se è vero che il consiglio d’istituto è stato minacciato di destituzione e di provvedimenti disciplinari, qualora non venissero rispettate le direttive della direzione scolastica provinciale. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato che è stato previsto un modello per tutte le scuole superiori, tenendo conto del numero di alunni presenti nei centri scolastici ed evitare affollamenti. Non si riesce a trasportare la stessa quantità di persone di prima, perché non sono più ammessi mezzi osvraaffolati, epr questo è stato deciso di adotatre diversi regolamenti per evitare i contagi: nei centri scolastici più piccoli viene adottato un altro approccio, ma per i grandi poli si segue un approccio unitario, in accordo anche coi dirigenti, ovvero il modello 70/30, da cui non si intende deviare, per evitare situazioni di quarantena. La scuola di Silandro è stata informata della scelta di un approccio unitario per tutte le scuole e delle possibili conseguenze legali se si segue un’altra via. Knoll ha replicato che le situazioni a Silandro e Boölzano non sono comparabili, e che la soluzione scelta da Silandro garantirebbe le lezioni in presenza. Le misure anti-covid sono opportune, ma devono essere anche comprensibili per i cittadini. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto maggiori informazioni sulle misure discusse nell’ambito della Conferenza delle regioni; il pres. Arno Kompatscher ha accolto la richiesta, rimandando la risposta a domani mattina al termine della discussione delle interrogazioni su temi d’attualità.

Tre anni fa, la legge finanziaria dello Stato gettò le basi per trasformare il Conservatorio di Bolzano in una facoltà della LUB, prescrivendo un nuovo Statuto dell’Università che prevedesse l’accorpamento del Conservatorio all’ateneo in forma di Facoltà di musica, sulla base di un’intesa da parte di entrambe le parti con l’approvazione dello Statuto da parte del Senato accademico e del Consiglio dell’Università, nonché del direttore del Conservatorio, cui si aggiungeva il benestare da parte della Provincia: lo ha ricordato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), domandando a che punto è la relativa trattativa, se è stato stipulato l’accordo sul nuovo statuto della LUB e cosa prevede in merito a collocazione del Conservatorio nell’Università, stato giuridico dei docenti del Conservatorio, tipologia dei titoli di studio rilasciati dal Conservatorio una volta inglobato nella LUB, partecipazione del corpo docente del Conservatorio agli organi dell’Università, e, se invece non è stato stipulato ancora nessun accordo, dove sono i problemi e quali i tempi previsti per la realizzazione della disposizione. Il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che delle modifiche dello Statuto, che dovranno essere approvate sia da Università che da Conservatorio, si sta occupando un apposito gruppo di lavoro. Anche il MIUR è stato coinvolto nel processo. Nessun accordo è stato finora stipulato, la procedura è estremamente complicata perché le strutture rispondono a requisiti diversi; è difficile prevedere i tempi per il completamento del processo, ma la Provincia lo segue con attenzione, anche assumendo un ruolo di mediatrice. I docenti non diventeranno automaticamente professori universitari, ma dovranno poter iniziare a insegnare immediatamente come docenti incaricati. Ogni volta, nel caso di passaggio da Stato a Provincia, ci sono timori in relazione alle posizioni acquisite, ma è sempre stata trovata una soluzione positiva: c’è fiducia che sará così anche in questo caso, e sarà una grande conquista per l’Autonomia. Su ulteriore domanda di Dello Sbarba, il pres Kompatscher ha detto di non aver incontrato i docenti, perché poteva sembrare irrispettoso delle persone incaricate delle trattative: il corpo docenti sarebbe stato incontrato nel momento in cui sarebbe stato disponibile un accordo di base.
(continua)

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Imm Seduta Consiglio Provinciale di Bolzano del 06.10.2020

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(MC)