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Consiglio | 17.09.2020 | 12:29

Lavori Consiglio: Lupo, tutela fitosanitaria

Mozione dei Freiheitlichen, disegno di legge del Gruppo Verde.

(Il comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla par-condicio)

Con la mozione n. 83/19: No ai lupi in Alto Adige, presentata oggi in Consiglio provinciale, i Freiheitlichen, ricordando che il tema era stato trattato anche nella Seduta congiunta e che nel frattempo il Tirolo si era fatto più coraggioso, evidenziavano che le misure europee e italiane a tutela del lupo – una specie in passato gravemente minacciata – hanno dato buoni risultati e determinato un forte ripopolamento, tanto che ora in molte regioni europee si chiede un allentamento delle misure di tutela esistenti nonché la creazione di zone senza lupi. In Italia vive ormai ben il 20% di tutti i lupi europei, e singoli esemplari si sono stabiliti anche in Alto Adige o ne hanno attraversato il territorio: l'ufficio caccia e pesca ha confermato che in Alto Adige ci sono almeno 13 lupi e che in alta val di Non almeno un branco si è stabilito in modo permanente. Anche in altre zone della provincia gli avvistamenti di lupi sono sempre più frequenti e aumenta il numero di capi di bestiame da essi sbranati. Inoltre, mentre da decenni in Italia molti comuni di periferia si stanno spopolando e soprattutto i rilievi più alti degli Appennini sono pressoché disabitati, l'Alto Adige è densamente popolato anche al di sopra delle medie altitudini, inoltre le aree alpine locali sono parte del paesaggio culturale plasmato  dall'uomo e dal suo lavoro: questo tipo di paesaggio è caratterizzato dall'agricoltura, ma viene sfruttato anche dal turismo e come luogo di ricreazione sportiva e per il tempo libero; la stessa esistenza dell’agricoltura di montagna dipende dall'utilizzo degli alpeggi per il pascolo. Ci sono famiglie che hanno paura di mandare i propri figli da soli sul tratto che porta a scuola, proprio perché potrebbero fare spiacevoli incontri. Facendo riferimento a voti e mozioni sul tema giá approvati dal Consiglio provinciale al fine di “di incaricare il legislatore statale di sfruttare tutte le possibilità esistenti nel quadro del diritto dell’UE per regolamentare la caccia al lupo e all’orso nelle regioni di montagna” e di invitare la Giunta provinciale "a creare tutti i presupposti necessari affinché la mano pubblica si faccia interamente carico (dei costi) delle misure a tutela delle greggi", e alla legge provinciale 11/2018, secondo cui il presidente della Provincia, acquisito il parere dell’ISPRA, attualmente impugnata dal Governo, possa autorizzare la cattura e l’uccisione di lupi, si chiedeva (punti 1-4 ritirati) di adottare le misure deterrenti necessarie fintanto che non saranno messe a punto le basi normative per attuare in autonomia il prelievo e l'uccisione di lupi.
Il Gruppo  Verde ha riferito che è vero che il presidente del tirolo vuole modificare lo status di protezione del lupo, ma di conseguenza il Ministro europeo per l’ambiente ha comunicato chiaramente che ció non può essere fatto. Chi conosce le linee guida habitat flora e fauna sa che è effettivamente così: il lupo è incluso in 4 degli habitat FFH, e per modificare le linee guida ci vuole voto unanime di tutti gli Stati UE. È invece possibile dissuadere il lupo perché abbandoni certe zone, così come tutelare le greggi, per esempio con i cani pastore. Bisogna abbandonare l’approccio emotivo e passare a uno più ragionevole. Respingendo l’ipotesi del proponente che i Verdi vivendo in cittá non sarebbero toccati dal problema, è stato riferito di un incontro avuto personalmente con l’orso e due piccoli, in Croazia, testimoniando di aver effettivamente avuto paura ma di aver gestito la situazione grazie al fatto di essersi informati su come gestire la situazione: a questo scopo ci sono precise indicazioni.
Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, è vero che non ci sono casi di attacchi del lupo alle persone, ma questi animali causano gravi danni all’agricoltura, e non basta dire che la UE impone di non intervenire. La UE diventa allora quella che impone i TIR e i lupi. Se si procede per gli allontanamenti, il problema si riproporrà in altre zone: ci vuole una gestione comune nell’arco alpino; gli animali andrebbero prelevati e messi in aree non problematiche, altrimenti i contadini si aiuteranno da soli.
Enzian ha lamentato il fatto che gli ambientalisti, presunti amici degli animali, non si preoccupassero di quelli sbranati né di come si potessero prevenire questi avvenimenti. I cani pastore sono molto più pericolosi dei lupi e degli orsi, questo è un fatto comprovato. In Isvizzera il lupo viene rimosso perché le persone possano continuare ad abitare i monti: bisogna chiedersi se si vuole proteggere l’agricoltura di montagna oppure si preferisce che tutto torni allo stato selvaggio.
Secondo la SVP, che ha rilevato una certa sensibilità verso l’agricoltura di montagna, non esiste un antagonista naturale al lupo, quindi il loro numero è destinato ad aumentare. È vero che ci sono le linee guida degli Habitat Flora e Fauna, ma anche le nazioni possono prendere decisioni in merito, tanto che in alcuni Paesi della UE si va a caccia di lupi. la situazione crea grande insicurezza tra gli agricoltori: è necessario affrontare la questione e trovare una soluzione, utilizzando le possibilità date dall’Autonomia. La SVP si occupa da tempo del tema; ci vuole una soluzione rapida per l’Alto Adige, trattandosi anche del paesaggio culturale curato con tanta fatica.
Il Team K ha ricordato la mozione in questa direzione approvata nella Seduta congiunta, nonché il fatto che è già possibile la dissuasione, con fucili a salve o sensori per monitorare gli animali. la mozione chiede quindi cose che sono già possibili.
Secondo la Giunta provinciale, non ci sono solo due posizioni, “quella del lupo e quella della nonna”: ci sono invece norme giuridiche che vanno rispettate, non solo la direttiva del 92 ma accordi internazionali quali la Convenzione di Berna che vale anche per la Svizzera; la situazione è più complessa di quanto ritengano i cittadini. La protezione ha garantito un notevole aumento della popolazione dei lupi, che ora sono secondo le stime 2.500-3.000 in Italia; il 10-15% viene prelevato in maniera illegale. In problemi in Alto Adige ci sono, soprattutto in periferia, ma è difficile modificare questo status di protezione; si è discusso sulla possibilitá di definire l’area alpina come zona sensibile, identificando aree dove il conflitto non è così forte; la Corte costituzionale ha inoltre riconosciuto degne di tutela gli alpeggi. Ora, su incarico dell’Euregio, è in elaborazione un parere legale per intervenire sulla direttiva: ci sono buone possibilità di riuscire, ma ci vorrà del tempo. In quanto alla dissuasione, essa comprende fucili a salve, ma anche in questo caso è necessario il parere dell’ISPRA, che si sta attendendo. I Freiheitlichen hanno replicato che ci vogliono misure di dissuasione generali, non per il singolo animale, e posto l’attenzione sulla paura che hanno le persone che vanno nel bosco. Hanno criticato poi chi trattava la questione pronunciando i giudizi morali, e invitato i partiti in Consiglio collegati a rappresentanze a Roma a fare di più i quest’ambito. La mozione è stata respinta con 10 sì, 21 no e 1 astensione.

All’ordine del giorno era poi l’esame di due disegni di legge, il 4/18 del Team K, Modifiche alla legge provinciale 21 aprile 2017, n. 3, “Struttura organizzativa del Servizio sanitario provinciale”, e l’8/19 del Gruppo Verde, Modifica alla legge provinciale 18 agosto 1988, n. 33. Dopo che il presidente del Consiglio ha comunicato l’assenza per motivi istituzionali dell’assessore competente, il Team K ha sospeso il primo, ma il Gruppo Verde ha criticato che l’assessore, sapendolo in anticipo, fosse assente, rilevando quanto fosse difficile per l’opposizione portare in discussione dei disegni di legge. Ha chiesto di quindi di garantire un’anticipazione nella prossima sessione, ma il presidente ha  evidenziato che la precedenza va alle mozioni. 

Si è passati quindi all’esame della disegno di legge provinciale n. 11/19: Modifica della legge provinciale 15 aprile 2016, n. 8, “Norme in materia di tutela fitosanitaria”, del Gruppo Verde, che ha spiegato che negli ultimi giorni si era parlato molto di pesticidi in Alto Adige, e che la proposta riprendeva il tema. In Alto Adige c’è una struttura a carattere agricolo sorprendente, con aziende molto piccole ma anche colture intensive, e una co-presenza di aree residenziali, turistiche e agricole. In quanto all’uso dei pesticidi, secondo i dati ISPRA vengono usati 40 kg/ha ogni anno: si tratta di un impiego elevato, cui si aggiunge la compenetrazione molto fitta di questa attività con il paesaggio circostante. Speso in Alto Adige si vive in una nube di pesticidi, le cui tracce sono state trovate fino a 1.700 m slm. È vero che ci sono 7.000 piccole aziende, ma di fatto esse aderiscono a due grandi cooperative agricole, comportandosi in maniera uguale l’una all’altra. La proposta di legge punta a un nuovo orientamento dell’agricoltura, sulla base delle direttive UE in materia e del New Green Deal della UE, che non vuole conflitti tra uso di pesticidi e le cosiddette zone sensibili (es. strutture per anziani, parchi giochi ma anche aree residenziali): essa mette al centro l’obiettivo di abbandono dei pesticidi entro il 2030, promuovendo una nuova formazione di base di agricoltori e agricoltrici e incaricando la Giunta di predisporre un piano per uscire dallo scenario attuale, passo per passo, entro il 2030. Per tali investimenti sono a disposizione anche fondi del Recovery Fund.

La discussione generale del disegno di legge si svolgerà nella prossima sessione. Lo spazio riservato all’opposizione è ora terminato.

(MC)