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Consiglio | 17.09.2020 | 11:08

Lavori Consiglio: Case dello studente, alloggi per giovani

Discusse due mozioni del Gruppo Verde.

(Il comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla par-condicio)

La seduta di questa mattina del Consiglio provinciale è iniziata con la trattazione della mozione n. 23/19: Case dello studente: introdurre il criterio della condizione economica, con cui il Gruppo Verde, riferendo che il criterio di assegnazione dei posti letto nelle case per gli studenti e le studentesse in provincia di Bolzano è cronologico - vale a dire, chi per primo presenta domanda, per primo entra - e non prende in considerazione la condizione dei richiedenti, al contrario di quanto previsto per accedere alle case dello studente austriache (criteri: condizione socio-economica, profitto negli studi, distanza dell’università dall’abitazione dello/a studente/ssa) e italiane (Trentino: condizione economica, composizione del nucleo familiare, requisiti di merito), e puntualizzando che tali case sono realizzate e mantenute con investimenti pubblici e hanno come primo scopo quello di offrire pari opportunità a studenti/sse meritevoli ma in condizioni economiche svantaggiate, sostenevano che in periodi di grave crisi economica come questo non è sostenibile continuare a ignorare criteri di giustizia sociale in questo campo. Consideravano poi che era stato deciso di introdurre l'accertamento della condizione economica di coloro che richiedono borse di studio universitarie, attraverso la richiesta di presentazione del Durp: nel momento in cui ciò sarebbe realizzato, sarebbe molto semplice applicare il criterio della condizione economica per l’assegnazione dei posti letto. Si chiedeva quindi di impegnare la Giunta, a partire dall'anno accademico nel quale verrà richiesto il Durp per poter ottenere una borsa di studio universitaria, (1) a modificare anche i “Criteri per la fruizione dei servizi abitativi nell'ambito del diritto allo studio universitario” introducendovi il criterio della condizione economica dello/a studente/ssa tra gli elementi fondamentali che determinano i criteri di assegnazione dei posti letto nell'ambito del diritto allo studio universitario; (2) a considerare la data della domanda solo come criterio di esclusione per presentazione fuori dei termini previsti, (3) a differenziare il canone d'uso di stanze e posti letto in base alla condizione economica dello studente e della studentessa beneficiaria. Il proponente ha ricordato l’approvazione in Consiglio, nel 2012, di una una mozione che impegnava la Giunta provinciale a introdurre i criteri citati nel caso in cui le domande eccedessero i posti disponibili, che tuttavia non era stata applicata, e riferito che nell'anno 2018 solo a Bolzano ci sono state 839 domande per 520 posti disponibili, mentre a Bressanone e Brunico le domande sono state il doppio dei posti disponibili. Inoltre, solo a Bolzano l’assegnazione è seguita dall’Ufficio provinciale Diritto allo studio, mentre nel resto d’italia se ne occupano le Opere universitarie: anche questo sarebbe da considerare; infine, sarebbe opportuno differenziare il canone d'uso dei posti letto, in modo che chi è più abbiente paghi di più dei meno abbienti.
Il Team K ha ringraziato i colleghi per la proposta, evidenziando la difficoltà di trovare un alloggio a Bolzano e provincia. Non è giusto procedere all’assegnazione su base cronologica, bisogna considerare anche la condizione economica e il profitto, nonché - e questo sarebbe da aggiungere - il principio di rotazione, in modo che tutti vi abbiano accesso. Anche gli studenti con disabilitá dovrebbero essere favoriti, così come quelli con figli. Il DURP può essere un criterio, ma non dovrebbe essere quello decisivo. In ogni caso, se si chiede la DURP per altre prestazioni può essere richiesta anche qui, ma lo studio deve essere accessibile a tutti a prescindere dal reddito. Il criterio cronologico non è ideale, e vanno messi a disposizione più posti: a Brunico sono solo 10, in convitto. Positiva è anche la previsione di costi modulati in base al reddito.
Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, è vero in linea di principio che per gli studenti a Bolzano ci sono seri problemi per trovare un alloggio: di fondo, però, il problema è che si è realizzata una Università senza garantire alloggi adeguati. Bisogna considerare che ci sono tanti studenti che non hanno una DURP, che esiste solo in Italia: bisognerebbe considerare un documento alternativo, per esempio la dichiarazione dei redditi. Non bisogna però considerare solo il reddito, bensì anche altri criteri, quale il merito, altrimenti l’accesso sarebbe garantito solo ai meno abbienti, ma soprattutto bisogna chiedersi quanti studenti si può permettere la LUB.
La Giunta provinciale ha replicato contestando il principio che chi non ottiene una borsa di studio sia di per sé ricco e in grado di sostenere le spese collegate a uno studio universitario, e segnalando che nel 2020-21 ci sono 691 posti a disposizione nelle Case dello studente, non tutti occupati, per via del Covid. Ci sono addirittura dei posti aggiuntivi, per esemio 49 a Bolzano presso l’Elisabethinum. La Giunta si è chiesta quanti posti devono essere messi a disposizione dalla mano pubblica, e questo dipende dalle condizioni del mercato libero: si sa che i costi sono molto alti, pertanto è stato deciso di non costruire nuovi studentati, il che richiede troppo tempo, bensì introdurre il sistema della prenotazione dei posti letto sul mercato, bloccandone i prezzi, come avviene in Austria. Il sistema attuale considera comunque anche il merito, e dà la precedenza alle matricole. In un periodo transitorio si possono prevedere anche altri contributi per i posti letto.  Non si approva la mozione perché escluderebbe il ceto medio, e la presentazione del DURP sarebbe un problema per gli studenti stranieri. Il Gruppo Verde ha replicato che il DURP non è imprescindibile per considerare la situazione economica, tuttavia esso è giá usato per le borse di studio, chieste anche da chi viene da fuori, e che se si vuole considerare il ceto medio basta alzare il limite di reddito. Della politica degli alloggi universitari seguita finora hanno approfittato molto gli enti ecclesiastici, e si può anche sospettare che sia stato un favore a tali enti. È necessario istituire regole che facciano pressione sui proprietari edilizi, e questo finora nessuna Giunta ha avuto il coraggio di farlo. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 11 sì e 15 no, la prima frase dopo “la Giunta provinciale” con 12 sì, 19 no e 1 astensione, il punto (1) con 12 sì, 16 no e 3 astensioni, il punto (2) con 14 sì, 16 no e 1 astensione, il punto (3) con 15 sì e16 no. 

Lo stesso Gruppo Verde ha presentato poi la mozione n. 45/19: Incentivare l'affitto di alloggi per persone giovani a prezzo calmierato, che partiva dal presupposto che con gli attuali prezzi immobiliari è estremamente difficile – se non impossibile – che ragazzi, ragazze e giovani possano permettersi di pagare uno spazio abitativo proprio al di fuori dell'abitazione dei genitori: sia sul mercato degli affitti, sia per quanto riguarda l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione, è raro o proprio impossibile trovare prezzi accessibili. Tuttavia, per poter diventare autonomi e responsabili, i giovani non devono vivere con i genitori; inoltre, per motivi organizzativi, economici ed ecologici è necessario che chi inizia un lavoro, chi sta svolgendo una formazione e chi studia possa risiedere nelle vicinanze del luogo in cui si svolge la formazione ovvero vicino al posto di lavoro, e i convitti risolvono solo parzialmente il problema. per venire incontro a questa esigenza, evitando nello stesso tempo il consumo del suolo, si potrebbero introdurre incentivi fiscali per la locazione di immobili alle persone giovani quali una riduzione dell'imposta municipale immobiliare nella stessa misura in cui viene concessa per altre finalità sociali (ad esempio quelle perseguite dalle organizzazioni senza scopo di lucro), ma anche per altri fini quali le destinazioni d'uso agricole; in cambio, chi affitta si dovrebbe impegnare a non superare un canone di locazione socialmente sostenibile e adeguato a ragazzi, ragazze e giovani. Pertanto, si chiedeva di impegnare la Giunta provinciale ad abbassare allo 0,2% l'imposta municipale immobiliare sulle abitazioni affittate a persone che al momento della stipula del contratto di affitto abbiano tra i 18 e i 26 anni; l'aliquota agevolata viene mantenuta fino alla prima scadenza del contratto, per un massimo di cinque anni; il presupposto per l'applicazione di questa aliquota agevolata è che il canone concordato non superi il 75% del canone provinciale. A questo proposito, il proponente ha chiesto anche informazioni sullo stato della nuova legge sull’edilizia abitativa agevolata.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha evidenziato che l’alto costo degli alloggi, e il contemporaneo mercato del lavoro basato su contratti a tempo determinato, sono elementi problematici per chi vuole avere una casa propria e magari mettere su famiglia. La proposta di abbassare l’IMI dello 0,2% può essere condivisa, tuttavia non altrettanto vale per il riferimento al 75% del canone provinciale, perché un proprietario a quel punto non affitterebbe più ai giovani, non avendo un vantaggio. Un affitto ragionevole potrebbe essere garantito dal canone concordato 3+2 anni.  Sicuramente soluzioni di agevolazione per i giovani dovranno essere inserite nella nuova legge.
Secondo la Giunta provinciale, la proposta di legge sull’edilizia abitativa agevolata è in fase di limatura, pertanto l’affitto di alloggi a prezzi calmierati è un tema di attualità. C’è  bisogno di soluzioni innovative. A livello comunale c’è già la possibilità di ridurre le aliquote, sulla base di un contratto registrato, pertanto non è possibile accogliere la relativa proposta. La Giunta ha quindi suggerito di ritirare la mozione per confrontarsi sulla tematica, invitando a non far passare la SVP per quella che dice no agli alloggi calmierati. Il Gruppo Verde ha accolto la proposta e sospeso la mozione, nella prospettiva di modificarla, collegando il vantaggio fiscale all'art. 40 della legge territorio e paesaggio. In quanto al canone concordato, ha detto che esso prevede un ventaglio estremamente ampio di costi dell'affitto, che può arrivare a superare il prezzo del libero mercato. La Giunta ha aggiunto che da più di un anno si lavora con il Consorzio dei Comuni per una riforma ampia, con tassazione più elevata per le seconde case e agevolazioni per le prime: il veicolo sarà la legge di bilancio.

(continua)

(MC)