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Consiglio | 16.09.2020 | 11:43

Lavori Consiglio: Sicurezza per il volontariato, decentrare l’amministrazione, collegamento Monte Pana - Alpe di Siusi

Discusse e respinte tre mozioni di Team K e Gruppo Verde.

(Il comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale nel rispetto della normativa sulla par-condicio)

È ripresa questa mattina in aula la trattazione della mozione n. 132/19: Offrire sicurezza finanziaria alle associazioni di volontariato nella loro programmazione pluriennale (EMENDATA), con cui il Team K intendeva impegnare la Giunta a (1) introdurre il principio della sicurezza finanziaria nella programmazione pluriennale, con una durata minima di tre esercizi, e così creare una base finanziaria per l’attività delle associazioni di volontariato, derogando a questo principio solo in casi motivati; (2) adeguare a questo principio le singole leggi concernenti la concessione di contributi e l'incentivazione dell’attività delle associazioni di volontariato, (3) fare in modo che l’area funzionale amministrazione e contabilità dell’amministrazione provinciale svolgesse la propria attivitá fino alle vacanze di Natale per riprenderla subito dopo Capodanno, (4) fare in modo che la procedura per la concessione di contributi alle associazioni e organizzazioni di volontariato venisse accorciata e semplificata, e che l’erogazione avvenisse anche a rate e necessariamente entro termini previsti, (5) ad avviare una revisione del sistema contributivo, ad ammortizzare i criteri nei vari settori e a eliminare gli ostacoli burocratici. La discussione si era interrotta ieri dopo la risposta della Giunta, secondo la quale questa modalità di finanziamento pluriennale esiste giá, ma è giusto che le associazioni possano scegliere autonomamente se farvi ricorso, perché molte non apprezzano questo tipo di programmazione. 
Il Team K ha replicato ribadendo il principio di buon senso che sta dietro la sicurezza finanziaria, e il fatto che il principio di programmazione pluriennale è diffuso nel mondo economico. Questo favorirebbe anche la ricerca di sponsor, e sarebbe inoltre una chance per la mano pubblica, sostenendo lo sviluppo del terzo settore che interviene dove essa non arriva. A livello nazionale esistono già i finanziamenti pluriennali, così come, a livello provinciale, nell’ambito della cultura. È vero che la possibilità esiste già, ma c’è differenza tra avere diritto a qualcosa e dipendere dall’arbitrio dei decisori. La mozione è stata messa in votazione e respinta con 16 no, 14 sì e 1 astensione.

Di seguito, è stata presentata la mozione n. 280/20: Decentrare l’amministrazione pubblica (EMENDATA), con cui il Team K, segnalando che negli ultimi anni molti servizi sono stati centralizzati e i movimenti pendolari sono in conseguenza aumentati, e che in alcuni settori la centralizzazione si è rivelata inopportuna perché sempre più cittadine e cittadini sono stati obbligati a sbrigare a Bolzano delle pratiche che in precedenza si facevano nel rispettivo comune o comprensorio (come la dichiarazione di appartenenza linguistica), ed evidenziando che durante il periodo di crisi da coronavirus molte lavoratrici e molti lavoratori avevano operato da casa, dimostrando che moltissimi servizi si possono fornire con modalitá flessibili e decentrate, sosteneva che se il lavoro si sposta dove vivono le persone e non viceversa, il pendolarismo è notevolmente ridotto; inoltre, la riduzione del traffico accresce la qualità della vita sia dei e delle abitanti delle città, sia dei e delle dipendenti non più esposti allo stress del pendolarismo quotidiano. Tuttavia, il telelavoro o lavoro agile richiedono disciplina e attrezzatura, magari in posti condivisi attrezzati in edifici pubblici vuoti o inutilizzati. Pertanto, si chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a creare i presupposti contrattuali per consentire l'attività lavorativa secondo la formula smart working, (2) a dotare il personale che lavora in modalitá smart working di hardware e software adeguati, (3) a verificare quali servizi si possano fornire localmente o su base decentrata secondo il principio di sussidiarietà. La proponente ha evidenziato che lo smartworking non ha solo vantaggi, ma anche svantaggi, e invitato a considerare che esso non è automaticamente conciliabile con la cura dei figli, né puó sostituire i servizi di assistenza. Ha inoltre ricordato che l’87% dei dipendenti e delle dipendenti provinciali aveva ritenuto positiva l’esperienza di smartworking durante la crisi coronavirus, soffrendo però la mancanza di lavoro in team. Lo smartworking, ha aggiunto, potrebbe essere ancorato ai contratti collettivi.
Il Gruppo Verde ha evidenziato la difficoltá di svolgere in contemporanea attività diverse, aggiungendo che però il coronavirus ha permesso di sfatare il mito della presenza costante negli uffici. Tuttavia, va sottolineata l’importanza del microrelazioni, del “buongiorno” dato ai colleghi. Spesso proprio nei corridoi, degli incontri coi colleghi, nascono nuove idee: bisogna quindi cercare una nuova forma di comunicazione. La possibilità di non spostarsi per lavorare ha in ogni caso vantaggi ecologici. La mozione sarebbe stata sostenuta, con particolare favore verso le soluzioni open space in infrastrutture allestite in sedi periferiche, che permettono di mantenere il contatto sociale. Si tratta di uno smart-working molto più aperto.
Anche i Freiheitlichen hanno sostenuto la mozione, ritenendo importante una riflessione in merito da parte di politica e pubblica amministrazione, così come ha fatto l’economia privata. La pandemia ha portato svantaggi per le donne, ma anche vantaggi, in termini di digitalizzazione del mondo del lavoro che sta portando tanti cambiamenti, che possono anche favorire le pari opportunità. Si pensi al proposito al citato obbligo di presenza, che ha perso importanza. Inoltre, grazie al lockdown tanti uomini hanno riflettuto sulla loro posizione all’interno della famiglia, quindi anche tanti padri stanno valutando le forme di lavoro più moderne.
Secondo la SVP, la tematica della mozione è molto importante, e il co-working un’opportunitá positiva. Il Covid ha cambiato l’atteggiamento in merito, in passato su una mozione analoga gran parte dell’opposizione di era astenuta. La SVP aveva presentato una mozione analoga, proponendo anche al Team K una collaborazione che era stata rifiutata, quindi non avrebbe appoggiato la proposta essendo già in corso un lavoro in questo senso.
Il Movimento 5 Stelle ha appoggiato la mozione, sottolineando che a livello ministeriale c’è lo stesso atteggiamento, in modo che lo smart-working diventi normalitá e lavoro fisico un’eccezione. Tuttavia è importante che la qualitá del servizio sia superiore a quella degli uffici normali, pertanto vanno introdotti criteri di valutazione, raccogliendo anche il feedback degli utenti: questa è l'occasione giusta per farlo.
La Giunta provinciale ha evidenziato che lo smartworking e il telelavoro non erano nati con la pandemia, ma giá esisteva nell’amministrazione pubblica. In quanto ai punti dispositivi, un modello di smartworking da introdurre nel contratto collettivo è già in fase di elaborazione insieme alle parti sociali. Anche nell’ambito delle trattative economiche si considererá il tema, mentre riguardo alla dotazione software, essa è giá stata avviata. Ci sarà sempre una combinazione tra smartworking e lavoro in sede perché non tutto si puó fare da remoto, tuttavia rispetto alle altre regioni l’Alto Adige ha giá un buon sistema decentralizzato, che si puó sviluppare con la digitalizzazione, per arrivare non nei soggiorni privati ma nei comprensori. Tutto quanto richiesto è già deciso, non ha senso deciderlo di nuovo. La mozione della SVP che si discuterá prende in considerazione altri settori dove è ancora necessario intervenire. Il Team K ha replicato che non tutto è giá possibile ovunque: spesso i dipendenti hanno messo a disposizione le loro attrezzature private. La proposta è stata respinta con 15 sì e 16 no.

Il Gruppo Verde ha quindi presentato la mozione n. 318/20: No al collegamento Monte Pana-Alpe di Siusi, con cui ricordando che in val Gardena e nelle località dell’Alpe di Siusi da molti anni si sta discutendo di un progetto che prevede la realizzazione di un collegamento sciistico tra il Monte Pana e Saltria sull’Alpe, e che in passato progetti di questo tipo sono sempre stati fermati sul nascere, a causa di perplessità riguardanti le conseguenze per la natura e l’ambiente, in quanto secondo le ambientaliste e gli ambientalisti essi causerebbero danni irreparabili alla riserva naturale “Cunfin”, area di tutela dell’acqua potabile (zona A), e ai prati umidi, unici nel loro genere, che ai piedi del Sassolungo e del Sassopiatto verrebbero  tagliati in due dal tracciato dell’ipotizzato collegamento, ripercorreva la cronistoria del progetto, nato con la presentazione al Comune di Castelortto, da parte della Mont-Alp nel 2017, di uno studio di fattibilità. Lo scopo è collegare Castelrotto al circuito del Sellaronda, ma attualmente in val Gardena il previsto collegamento è oggetto di viva discussione; i Comuni di Ortisei e S. Cristina hanno nel frattempo deliberato che in tutte le decisioni verranno applicati i principi della giustizia intergenerazionale, della tutela del clima e dell’ambiente e quelli dello sviluppo sostenibile, allo scopo di mantenere le fonti di sussistenza e la qualità di vita per la generazione attuale, ma anche pensando a quelle future; soprattutto a Ortisei c’è grande preoccupazione per le sorgenti sul Plan de Cunfin che sono zone particolarmente sensibili. Il tutto è poi anche rilevante dal punto di vista democratico e del modo di procedere: il coinvolgimento della popolazione dell’intera vallata, previsto nel masterplan, per decidere in merito al collegamento con l’Alpe di Siusi a tutt’oggi non c’è stato, così come non è stato ancora istituito il gruppo di lavoro sovracomunale con i vari portatori d’interesse. pertanto si chiedeva di sollecitare la Giunta provinciale (1) ad avviare ovvero sostenere il coinvolgimento della popolazione e dei portatori d’interesse nelle decisioni in merito al progetto, come previsto nel masterplan; (2) a dichiararsi, come Giunta provinciale, in modo chiaro e inequivocabile contraria alla realizzazione del collegamento Monte Pana-Saltria mediante impianto a cremagliera o cabinovia, questo nell’ottica della tutela paesaggistica e ambientale e del mantenimento del patrimonio naturale; (3) a impegnarsi per l’inserimento del gruppo del Sella e del Sassolungo, compreso il Plan de Cunfin, nel patrimonio mondiale dell’umanità.
Il Team K ha spiegato che esiste una posizione comune favorevole al collegamento S. Cristina - Monte Pana, tuttavia la popolazione della Gardena desidera una soluzione ecologica, anche al fine di promuovere il turismo estivo: il coinvolgimento della cittadinanza nella decisione diventa ancora più importante, ma in ogni caso vanno evitati interventi pesanti. Tuttavia, dire no a tutto non sarebbe accettato dalla cittadinanza, quindi è stata chiesta votazione separata di premesse e parte dispositiva.
I Freiheitlichen hanno individuato nella mozione una contraddizione: da un lato si ritiene che debba decidere la popolazione, dall’altro si chiede al Consiglio provinciale di esprimersi contro la cremagliera.
Il Gruppo Verde ha parlato di giustizia climatica o ambientale. Castelrotto e S. Cristina sono fondamentalmente favorevoli, con argomentazioni legittime ma fondamentalmente economiche, mentre Ortisei esprime una preoccupazione per l’ambiente e l'approvvigionamento idrico: quest’ultimi sono valori fondamentali e vitali, sui quali non si pUò decidere a maggioranza. Non è un caso che l’impegno al coinvolgimento previsto nel masterplan non sia stato portato avanti, ma bisogna tenere conto che sono in gioco la giustizia ambientale, il patto generazionale e il patto sociale che tiene insieme la provincia. La Giunta provinciale ha il compito fondamentale di favorire e gestire questo processo partecipativo. In base alla normativa europea - Direttiva Fauna Flora Habitat, la tutela di ambienti protetti è prioritaria; l’industria del turismo deve interrogarsi su fino a quando tutto sarà sostenibile, o se non sia invece dannoso per il turismo stesso. 
La SVP ha invitato a non intervenire con prescrizioni prima che ci siano piani concreti. Ai sensi del principio di sussidiarietà, il Consiglio provinciale non dovrebbe intervenire. Ha ribadito la necessità di dare la possibilitá di godere del paesaggio anche in estate, evitando una grande quantità di trasferimenti in autobus. 
Secondo Enzian, un impianto di risalita ha un impatto più sostenibile di transiti quotidiani con altri mezzi di trasporto. Importante è ridurre il traffico e la conseguente emissione di CO2, il che è garantito da un impianto movimentato con energia idroelettrica. Alcuni punti della mozione sono tuttavia condivisibili. 
La Giunta provinciale ha fatto riferimento ai procedimenti di autorizzazione previsti, e aggiunto che i servizi bus effettuati d’inverno sono piuttosto inquinanti. È un dato di fatto che manca il collegamento sciistico vero e proprio, nonostante l’area Alpe di Siusi-Val Gardena sia considerata nello skipass; molti poi usano l’auto per spostarsi. È vero però, come detto da un consigliere SVP, che non ci sono ancora decisioni in merito, e tuttavia voler imporre un NO e poi promuovere un processo partecipativo è contraddittorio. Il Masterplan prevede la partecipazione prima che venga presentato qualcosa alla Provincia. Vanno ponderati i diversi interessi in ballo, ci sono diverse idee; va valutato anche quante persone si vuole far arrivare. Non è accettabile che il Consiglio provinciale decida prima di coinvolgere la cittadinanza; il processo partecipativo è già previsto. In replica, il Gruppo Verde ha evidenziato che i tre punti dispositivi possono essere alternativi, quindi si possono scegliere indipendentemente uno dall’altro: non c’era la volontà di provocare, ma di fare un’offerta alla Giunta. Gli ambientalisti ritengono che anche un impianto funiviario sia problematico in quest’area; una posisbilitá alternativa sarebbero i bus elettrici. Fondamentale resta promuovere la partecipazione. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: il punto (1) con 16 sì e 16 no (in caso di parità la proposta è respinta), il punto (2) con 4 sì, 20 no e 8 astensioni), il punto (3) con 15 sì, 16 no e 1 astensione.

(continua) 


(MC)