Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 10.06.2020 | 17:39

Lavori consiglio: Mozioni su cultura delle vaccinazioni, #altoadigesiriparte, legge territorio e paesaggio

Mozioni di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Die Freiheitlichen. Avviata e interrotta la discussione di una mozione del Team K.

Con la mozione n. 297/20: Rafforzare la cultura delle vaccinazioni e arginare le campagne no-vax presentata oggi in Consiglio provinciale, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), evidenziando che anche in Alto Adige molte persone, seguendo l’onda dei movimenti anti-vaccinali, sono state portate a sottostimare il valore di scienza e competenza;. tuttavia, l’esperienza di questi mesi ci induce a riflettere sulla vulnerabilità di una società non protetta dai vaccini e dalla conseguente immunità che ne deriva anche per le fasce più deboli e quindi maggiormente esposte alle complicanze spesso gravi o fatali che accompagnano questi episodi. La vaccinazione è principalmente un dovere sociale del singolo cittadino nei confronti dell’intera comunità. I vaccini sono efficaci e in determinati ambiti, non vi sono soluzioni alternative, essi hanno permesso di sconfiggere alcune gravi malattie del passato. Quella di Bolzano, ha aggiunto il consigliere, è nota per essere la provincia italiana con le più basse coperture vaccinali, che arrivano solo all’85% per poliomielite, difterite, tetano, haemophilus influenzae di tipo b, pertosse ed epatite B, al 67% per morbillo, rosolia e parotite e al 63% per l’anti-meningococco C, mentre per gli anti-influenzali destinati agli over 65 la protezione si attesta al 37,8%. Tutti numeri ben al di sotto della soglia del 95% considerata necessaria per l’immunità di gregge. Pertanto, egli chiedeva di impeganre la Giunta provinciale a promuovere e rafforzare nella popolazione in generale una cultura delle vaccinazioni che rafforzi la coscienza sul valore di questi essenziali presidi sanitari per la tutela della vita umana e della salute collettiva arginando attraverso la formazione della conoscenza fondata sulla scienza ogni forma di campagna contro l’uso di questi fondamentali strumenti di prevenzione.
Franz Ploner (Team K) ha evidenziato che la mozione rilevava l’importanza dell’informazione sul valore della vaccinazione per l’intera societá. La pandemia ha dimostrato quanto un vaccino sarebbe stato importante per evitare molte morti, tuttavia essa protegge la comunitá solo se c’è un’immunitá di gregge. Perché le persone sono scettiche? O perché manca l’informazione o per via dell’obbligo, quindi i colloqui e le consulenze sono necessari, senza diffondere il panico ma promuovendo un’informazione oggettiva.
Sandro Repetto (Partito democratico - Liste civiche) ha appoggiato la mozione, sottolineando l’importanza in quest’ambito del ruolo della medicina sul territorio, che va sostenuta.
Sven Knoll (SÜD-TIROLER FREIHEIT) ha chiarito che se adesso venisse messo in commercio un vaccino mancherebbe uno studio a lungo termine sugli effetti sul corpo umano. Egli è a favore di un sistema di vaccinazione volontaria, come per esempio Germania, non obbligatoria come in Italia. Bisogna preferire l'informazione alle coercizioni; anche una campagna informativa “contro” gli scettici ha poco senso, più utile è dare informazioni e spiegazioni pertinenti
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che determinate vaccinazioni fossero sensate e necessarie, e che sono più i vantaggi degli svantaggi di queste misure. La libertà però è un bene supremo, quindi la mozione è un po’ troppo rigida nella parte dispositiva.
L’ass. Thomas Widmann ha detto di essere sempre stato favorevole alla volontarietà, ma era stato necessario recepire l’obbligo statale, anche perché la copertura vaccinale in provincia è troppo bassa. In Austria la vaccinazione contro le zecche è diventata abituale solo grazie a campagne informative. Era stato giá deciso, con approvazione a maggioranza, di promuovere campagne di sensibilizzazione a favore del vaccino, ed è già tutto pianificato. Non ha senso approvare una nuova mozione. Urzì ha evidenziato l’importanza di far comprendere il valore di questi presidi sanitari, e ribadito quella della medicina territoriale. Ha invitato quindi a sostenere la sua mozione per dare un chiaro messaggio: votare contro potrebbe far passare all’estero l’idea di un orientamento sfavorevole ai vaccini. La mozione è stata però respinta con 9 sì, 17 no e 6 astensioni.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 298/20: #AltoAdigesiriparte: misure mirate per giovani imprenditori, invalidi civili e prestiti immediati, con la quale evidenziava che il pacchetto di misure per la ripartenza dell’Alto Adige esclude ancora molte persone: nonostante le garanzie fornite dalla Provincia, gli istituti bancari si rifiutano di concedere prestiti immediati fino a 10.000 euro a numerosi lavoratori che, per l’emergenza Covid-19, sono parzialmente o totalmente in cassa integrazione ordinaria o straordinaria (CIGS), e anche a lavoratori stagionali non ancora rientrati nell’impiego e dunque in situazione di emergenza finanziaria. Su questo punto bisogna correggere l'accordo ovvero protocollo d'intesa fra Provincia e istituti bancari, oppure la Provincia deve concedere un'indennità sociale finanziaria ai lavoratori a cui gli istituti bancari rifiutano il prestito immediato. Anche i giovani imprenditori che si sono messi in proprio solo di recente, e che per gli elevati costi e anticipi da pagare all'inizio dell'attività non possono ancora dimostrare un fatturato minimo di 1.000 € per ogni mese di attività, non possono richiedere i contributi per le piccole aziende. Infine, gli aiuti d'emergenza Covid-19 non sono concessi a chi percepisce una pensione, compreso chi percepisce una pensione d’invalidità. Pertanto, egli chiedeva di sollecitare la Giunta provinciale (1) ad adottare tutte le misure amministrative necessarie affinché anche i giovani imprenditori che hanno avviato l'attività prima della data di riferimento del 23 febbraio, e che per investimenti iniziali e anticipi non riescono a soddisfare l'attuale criterio di un fatturato medio di almeno 1.000 € per ogni mese di attività, possano beneficiare dei contributi alle piccole aziende per l'emergenza Covid-19), (2) ad adottare tutte le misure amministrative necessarie affinché anche gli imprenditori e liberi professionisti che percepiscono una pensione d’invalidità possano accedere a tali contributi, (3)  ad adottare tutte le misure amministrative necessarie affinché, indipendentemente dalle misure statali, tutte le cittadine e i cittadini aventi diritto possano accedere agli attuali aiuti d'emergenza, sussidi, contributi e agevolazioni della Provincia autonoma di Bolzano per l'emergenza Covid-19; (4) ad adottare tutte le misure amministrative necessarie per correggere il “Protocollo d’intesa relativo al Pacchetto Alto Adige per l’economia, le famiglie e il sociale per il contenimento degli effetti negativi causati dall’emergenza sanitaria COVID-19”, affinché gli istituti bancari, nel valutare se concedere i prestiti per lavoratori e famiglie, tengano maggior conto delle garanzie bancarie della Provincia autonoma di Bolzano; (5) ad adottare tutte le misure amministrative necessarie affinché i lavoratori e le famiglie che, per una valutazione negativa da parte degli istituti bancari, non ottengono il prestito immediato di 10.000 euro previsto dal “Pacchetto  Alto Adige” vengano sgravati con un contributo provinciale una tantum. Il consigliere ha chiesto anche una migliore pubblicizzazione dei posti di lavoro disponibili, in particolare negli enti pubblici statali in provincia di Bolzano, poco noti al gruppo linguistico tedesco.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha fatto riferimento al tasso di interesse, evidenziando che solitamente quello sotto l’1% nessuno riesce ad averlo senza aiuto, ma alle banche è stato comunicato che per le famiglie deve essere così, e la Provincia si fa carico degli interessi per il primo anno. In caso di disoccupazione, si rientra nell’ambito delle misure sociali, che comunque esistono. Il presidente ha riferito che ci sono state oltre 18.000 proroghe di debiti per 4,7 miliardi, e questo è tantissimo, inoltre sono stati concessi nuovi crediti. In quanto ai contributi in conto capitale per le start up, è vero che ci sono situazioni difficili, perché va dimostrato il fatturato: è stato quindi concordato di raccogliere i dati, decidendo poi quali situazioni si possono comunque considerare. le domande si possono ancora presentare. Il relativo punto non è accoglibile in questa forma, per gli altri non si vede attualmente necessità. Leiter Reber ha ribadito che le start up hanno bisogno subito di aiuti, prendendo però atto che il tema in generale non è trascurato dalla Giunta. Anche per gli stagionali è difficile dimostrare di essere stati toccati dal coronavirus. La mozione è stata quindi respinta con 16 sì e 17 no.

È stata quindi presentata la mozione n. 292/20: Legge provinciale “Territorio e paesaggio”: evitare sconvolgimenti in tempi di Coronavirus, con cui Paul Köllensperger (Team K), a fronte del fatto che il settore attraversa un periodo difficile, che probabilmente in autunno ci saranno le elezioni comunali, che mancano ancora troppi regolamenti di esecuzione, che i Comuni non sono riusciti a creare tutti i presupposti tecnici per garantire un'agevole realizzazione dei progetti con la nuova legge, che ci sono ancora molte incertezze giuridiche nella transizione dalla vecchia alla nuova legge e che è necessaria una formazione continua anche per tecnici e liberi professionisti, intendeva impegnare la Giunta (1) a creare le condizioni giuridiche affinché la nuova legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, "Territorio e paesaggio", non entri in vigore il 1° luglio 2020; o in alternativa a prevedere che entrambe le leggi – la legge provinciale urbanistica, n. 13/1997, e la nuova legge provinciale n. 9/2018, “Territorio e paesaggio” – vigano in parallelo fino al 31 dicembre 2020, consentendo così di presentare un progetto secondo la vecchia o la nuova legge fino a fine anno, (2) a elaborare i mancanti regolamenti di esecuzione alla legge provinciale n. 9/2018 entro il 30 giugno 2020, coinvolgendo nell’elaborazione le parti interessate, (3) a fornire a tutti gli interessati, in modo trasparente e comprensibile, con gli strumenti adeguati, le informazioni necessarie affinché cittadini e operatori economici possano valutare se presentare progetti ai sensi della vecchia legge provinciale, n. 13/1997, o della nuova legge n. 9/2018, (4) ad accertare i costi derivanti ai Comuni per tutti gli strumenti e i piani, e a tenerne conto nel finanziamento dei Comuni.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha rilevato che a più di due anni dal varo della legge e con la vastissima opposizione di tanti settori, in primis i Comuni, a legge sia morta, e non si debba usare l'accanimento terapeutico: la legge andrebbe accantonata definitivamente. Bisognerebbe continuare a utilizzare la vecchia legge sul paesaggio e promuovere una riforma urbanistica. Non va bene mantenere in vigore entrambe le leggi.
Dopo che Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto alla maggioranza di consentire di terminare la discussione in merito, nonostante fosse finito il tempo della minoranza, Gerhard Lanz (SVP) ha rilevato una differente elasticitá da parte dell'opposizione in merito al rispetto del Regolamento interno, a seconda delle esigenze, e si è detto contrario a prolungare i tempi della minoranza. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che su questo tema si sarebbe voluto intervenire in maniera esaustiva, chiarendo molte cose nel tempo necessario. Ha chiesto quindi comportamento leale da entrambe le parti.

Si è passati quindi a trattare le proposte della maggioranza, con il dlp 56/20, Debito fuori bilancio e altre disposizioni, introdotto all’ordine del giorno in via d’urgenza su richiesta del pres. Arno Kompatscher..

 

 

 

 

 

 

 

(MC)