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Consiglio | 10.06.2020 | 13:10

Lavori Consiglio: Muoversi dopo il lockdown

Respinta mozione del Gruppo Verde.

In seguito alla richiesta di Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) di un confronto tra capigruppo per valutare le modalità con cui il consiglio potesse affrontare la questione emersa da notizie di stampa relativi a risvolti giudiziari che coinvolgono il presidente della Provincia , passata sotto silenzio in aula, Gerhard Lanz (SVP) ha fatto riferimento allo strumento del dibattito di attualità, e al fatto che era già stata richiesta l’istituzione di una commissione d’inchiesta in merito. Il pres. Josef Noggler ha spiegato che il tema è giá all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo della prossima settimana. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che normalmente l’interruzione veniva accordata e che eventualmente era l’aula a dover decidere, senza commentare e criticare costantemente, per rispondere a quelle che si ritengono offese personali. Era assurdo che non si discutesse di una questione di estrema attualità. Anche Sven Knoll (SÜD-TIROLER FREIHEIT) si è rivolto al capogruppo SVP invitandolo a non fare sempre prediche dalla cattedra, ma piuttosto a prendere posizione. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che la maggioranza avesse sempre interrotto il proprio tempo senza spiegare per che e per come; allo stesso modo l’opposizione non era tenuta a dare spiegazioni: è l’aula che decide in caso di dubbio. Lanz ha replicato di non aver mai cercato di respingere la domanda di interruzione: aveva solo dubitato della seriosità della richiesta, e questo era suo diritto. La seduta è quindi stata interrotta

Al rientro in aula, è stata presentata da Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) la mozione n. 294/20: Muoversi dopo il Lockdown: premiare chi sceglie il trasporto pubblico, con la quale il consigliere, evidenziando la forte riduzione del traffico durante il lockdown, e la relativa ripresa di questo alla fine del periodo di chiusura, con un evidente e importante tasso di inquinamento anche acustico, sottolineava che era emersa una scarsa propensione a utilizzare i mezzi pubblici, considerati come ambienti a rischio epidemia, a favore del mezzo privato: in questo modo, il Coronavirus rischiava di cancellare anni e anni di politiche di promozione del trasporto pubblico collettivo e l’immagine stessa di questo modo ecologico di muoversi, il che avrebbe potuto causare danni ingenti e di lungo periodo per l’ambiente. Per evitare queste conseguenze, il consigliere proponeva quindi di impegnare la Giunta a (1) introdurre nel sistema tariffario provinciale l’offerta aggiuntiva e opzionale di un abbonamento annuale forfettario valido per tutti i mezzi e tutte le tratte percorribili con I’Alto Adige Pass, a un costo che non deve superare i 300 € all’anno, anche pagabili a rate mensili di 25 €. Resta ferma comunque la possibilità di scegliere l’attuale sistema a tariffa chilometrica; (2) predisporre un piano straordinario di rilancio e potenziamento del car sharing, offrendo incentivi e facilitazioni a chi si proponga – dando le opportune garanzie e optando per l’impiego di mezzi elettrici o almeno ibridi – per potenziare l’offerta di questo genere di mobilità, (3) potenziare le capacità di trasporto pubblico tenendo conto della necessità di rispettare tassativamente le misure di sicurezza anti Coronavirus, in modo da dare a chi sale su un mezzo pubblico la certezza di trovare posto insieme alla assoluta tutela della propria salute.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha apprezzato l’intento, ricordando però che a una interrogazione in merito del suo gruppo l’ass. Alfreider aveva segnalato che il costo di un abbonamento era di 120 € a persona, quindi più conveniente della proposta. In quanto al car sharing, che comunque comportava vicinanza tra gli utenti, metteva inoltre auto in circolo.
Sven Knoll (SÜD-TIROLER FREIHEIT) ha sostenuto la mozione, chiedendo inoltre a che punto si era con l’introduzione di un biglietto unico per i trasporti pubblici nell’Euregio. Una tariffa forfettaria sarebbe un passaggio positivo in questo senso: basterebbe che ogni provincia riconoscesse l’abbonamento forfettario altre.  
L’ass. Daniel Alfreider ha sostenuto che il lockdown era stato una sorta di esperimento in quanto al traffico, che era sparito. La Provincia aveva lavorato per anni per rendere il trasporto pubblico un’alternativa allettante alla mobilità privata, cercando di mantenere l’offerta anche durante il lockdown, nonostante le polemiche sui bus quasi vuoti. L’intenzione è di proseguire in questa direzione, evitando che si torni indietro. Nello stesso tempo, si promuove anche la mobilità sulle due ruote, così come a ridurre l’inquinamento acustico sui passi dolomitici. Sui bus vengono offerti posti distanziati, e l’alleggerimento delle misure sulla distanza aumenta la capacità dei mezzi; non sarebbe realistico né sostenibile raddoppiare il numero dei mezzi: si punta a tornare alla piena capacità garantendo misure di sicurezza igieniche, pensando comunque a eventuali bus aggiuntive se emergessero esigenze. La situazione è monitorata, inoltre si lavora a un nuovo sistema digitalizzato, che comporta anche una nuova politica tariffaria. Per l’Alto Adige Pass c’è già un limite massimo indipendentemente dai km percorsi; tutti i servizi di sharing hanno avuto una riduzione, ma si intende promuoverli, a partire dal bike sharing per raggiungere il primo mezzo pubblico. Dello Sbarba ha sottolineato che il car sharing sostituisce l’auto privata, non si aggiunge a essa, e che un abbonamento forfettario annuale è quanto in uso ormai da moltissime regioni in Europa. L’assessore ha omesso che bisogna superare i 20.000 km per viaggiare gratis con i mezzi pubblici, e che questo accade circa a 600 utenti in tutta la provincia: “Quindi tutti pagano, e quelli che più pagano sono coloro che fanno da 0 a 1.000 e da 1.000 a 2.000 km, cioè i lavoratori e le lavoratrici”. La mozione è stata posta in votazione e respinta con 15 sì e 18 no.

 

 

(MC)