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Consiglio | 09.06.2020 | 16:58

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi di attualità - 1

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano le cataste di legname nei boschi, il trasporto pubblico di persone, un’esondazione dell’Adige a Laces, i dispositivi di protezione, la collaborazione con il laboratorio del dott. Waldner, il ruolo del GECT nella riapertura delle frontiere, riduzione delle entrate fiscali.

Riferendo segnalazioni di ripetute cataste di legname nei boschi, cosa in gran parte permessa dalla delibera 1526/2009 della Giunta provinciale, Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha aggiunto che però questi si trasformano spesso in ampi depositi con tanto di accesso a mezzi motorizzati, che vi vengono anche parcheggiati, e ha chiesto quanti depositi di legname ci sono attualmente, quanti sono stati autorizzati, se è permesso realizzare vie d’accesso, come si interviene se i depositi non rispettano le disposizioni in vigore e come si concilia con le disposizioni di tutela della natura la possibilitá di realizzare basamenti in cemento, prevista dalla delibera. L’ass. Arnold Schuler ha evidenziato le conseguenze della tempesta Vaia, che hanno prodotto un’eccezionale quantità di legname da rimuovere, cosa che è stata fatta in pochissimo tempo: il prezzo del legno si è abbassato tantissimo e si è accumulato tanto legname. I depositi sono 643, di cui i407 realizzati appunto nel 2016. I depositi vengono realizzati presso sentieri giá esistenti, e i controlli spettano ai Comuni e all’autorità forestale; prima si cerca la conciliazinenconl proprietario, poi si sgenala al Comune che può anche rivolgersi alla procura. Anche il basamento in cemento è consentito dalla legge, per un massimo di 500 m2, ai fini di garantire l’essicazione del legname.  

Helmuth Renzler (SVP) ha quindi chiesto informazioni sull'attuazione della mozione "Modello in house per il trasporto pubblico locale con autobus", approvata un anno fa dal Consiglio provinciale: il consigliere ha voluto sapere in particolare se tale mozione è già stata trattata in Giunta e, se no, perché, a che punto è la sua attuazione, se il trasporto locale sarà gestito in futuro tramite un modello inhouse o tramite azienda speciale, se sono già stati acquistati gli autobus necessari, in quanto tempo saranno attuati i singoli passi previsti. Il pres. Arno Kompatscher ha risposto che la mozione è stata oggetto di moltissime sedute della Giunta, in quanto la procedura richiede moltissimi passi, seguendo le prescrizioni provinciali, nazionali ed europee. Attualmente risulta che non è possibile una gestione pubblica al 100%, e l'orientamento va verso una gestione prevalentemente in house. Ci si è concentrati sulla pianificazione della mobilità, compresa quella ciclabile, considerando soprattutto attraverso i dati digitali, ma sono stati valutati anche i settori delle informazioni all’utenza, dei biglietti ecc. L’agenzia inhouse potrebbe gestire alcuni di questi servizi, altri potrebbero essere affidati tramite gare. TUtto ora è in fase di elaborazione nella Ripartizione Mobilità.

Il 14 maggio, nei pressi di Laces, si è verificata un’onda di piena con conseguente improvviso aumento del livello dell’Adige, pericoloso per coloro che si trovavano nelle vicinanze. L’evento è stato criticato anche dall'Associazione pescatori che sta attuando in quella sede un progetto di reinsediamento di trote, già in passato minacciato da procedure di pulizia del letto del fiume e cedimenti morenici: lo ha riferito Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) domandando a cosa si deve l'ondata di piena del 14 maggio, se erano state attuate aperture di chiuse improvvise o operazioni di pulizia, chi ne è responsabile, se c’è la cartellonistica necessaria a segnalare il pericolo, che conseguenze ci sono state er il progetto di reinsediamento della trota marmorizzata. L’ass. Arnold Schuler ha replicato che l’Ufficio caccia e pesca ne aveva chiesto spiegazione ad Alperia: dalla relativa risposta si evince che il 14 maggio 2020 c’era stato un intervento alla centrale con la chiusura di una valvola, che aveva causato questa esondazione, non dovuta quindi né a uno svuotamento d’acqua né alla rimozione dei sedimenti. Nel giro di tre ore tutto era tornato allo status quo. Non è noto se nelle vicinanze si trovavano delle persone, danni ci possono essere stati ai pesci più piccoli.

In tema di dispositivi di protezione dal coronavirus negli ospedali e nelle case di riposo, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto da quali aziende essa è stata acquistata in aprile e maggio, se ospedali e case di riposo sono protetti da una seconda ondata di coronavirus, in quanto a disposibilitá di dispositivi di tutela, e quante maschere e camici sono a disposizione. L’ass. Thomas Widmann, annunciando la consegna di un elenco scritto con i dati sugli acquisti, ha chiarito che gli ospedali altoatesini sono molto meglio preparati rispetto a 3 mesi fa: all’inizio si facevano 30 tamponi al giorno, ora si ha una capacità di 2.500 PCR-Test. I dispositivi di protezione ci sono, anche se attualmente si consumano in tre giorni quelli che un tempo servivano in un anno, ovvero 50.000. Per i dispositivi è competente comunque la Protezione civile.; siccome questa non è riuscita a provvedere a tutto, è intervenuta la Provincia. In deposito all’8 giugno c’erano 4,7 milioni di mascherine, 1,7 milione FP2, 56.000 FP3, 51.000 camici; le forniture sono comunque continue.   

La collaborazione tra l’Azienda sanitaria e il laboratorio del virologo del Tirolo orientale, il dott. Gernot Walder, solleva secondo Andreas Leiter Reber (F), alcune domande: contrariamente a quanto è stato riportato da alcuni media, l’Azienda sanitaria in una rettifica ha fatto presente che il contratto con il laboratorio del virologo tirolese dott. Gernot Walder non era stato annullato, ma soltanto momentaneamente sospeso. Quali sono le ragioni per l’avvenuta sospensione della collaborazione? In quale momento e in che modo il dott. Gernot Walder è stato informato della richiesta di sospendere il contratto? Al dott. Walder ne sono state comunicate le motivazioni? In quale momento e per quanto tempo è stata sospesa la spedizione di tamponi al laboratorio di Gernot Walder? Cosa ha incoraggiato l’Azienda sanitaria a mandare avanti la collaborazione con il dott. Gernot Walder? Cosa ne è dell’e-mail pubblicata sui giornali, in cui il direttore di ripartizione responsabile all’interno dell’Azienda sanitaria, il dott. Martin Matscher, su incarico del dott. Florian Zerzer, pone fine al contratto, e incarica il direttore del laboratorio presso l’ospedale di Brunico, di non inviare altri tamponi al laboratorio del dott. Walder? È stato concluso un contratto con la ditta “PharmGenetix” di Salisburgo, come descritto nella e-mail del dott. Matscher al laboratorio di Brunico? Se sì, a quali condizioni? L’ass. Thomas Widmann ha risposto che i prezzi del laboratorio sono stati esageratamente alti, ma la Provincia è stata costretta a rivolgersi ad esso perché un altro laboratorio si era ritirato dal contratto; solo in un secondo momento si erano resi disponibili altri laboratori. Inizialmente erano stati chiesti 105 e a tampone, poi la Provincia aveva chiesto una riduzione, dopo essersi messa in contatto con altri laboratori e verificando che a Padova, per esmepio, erano richiesti 75 €.

Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha quindi segnalato la volontá del cancelliere austriaco di mantenere chiuso il confine con l'Italia, dimenticando il ruolo di tutela della Provincia di Bolzano che ha l’austria e non curandosi dei danni per il sistema turistico altoateisno né dei trattati di Schengen: egli ha chiesto quindi se il presidente della provincia intende attivarsi tramite il GECT per riaprire la frontiera e se il coinvolgimento del GECT può sbloccare questa impasse. Il pres. Arno Kompatscher ha replicato che certamente questo è un tema di cui dovrebbero occuparsi GECT ed Euregio, i confini dovrebbero essere obiettivo della collaborazione tra Regioni, e i progetti come l’Euregio stanno lì per abolirli. Fin dall’inizio della crisi si è stati in stretto contatto con i responsabili austriaci anche con videoconferenze, vedendosi una volta a settimana, e poi ogni due, cl il rpes. Euregio Platter e il collega trentino Fugatti. Non va dimenticato che il Tirolo ha fornito posti letto in terapia intensiva né l’accordo con i tirolesi per i dispositivi di protezione; c’è inoltre un gruppo di esperti Euregio che collabora. Quello della riapertura dei confini è un tema recente, attualmente ci sono problemi per gli austriaci che vogliono venire in Italia e viceversa, ma l’Euregio si è schierata unanimemente per la riapertura, comunicandola al cancelliere; sia Plattner che egli stesso hanno fatto pressione su componenti del Governo austriaco e a livello europeo, dove pure si è in attesa di decisioni. Domani ci sarà una comunicazione dle Governo austriaco ai sensi della posizione altoatesina.

La crisi da coronavirus con il relativo lockdown avrà pesanti ripercussioni sulle entrate fiscali dello Stato italiano, stimate nell’ordine dei 170 mld €: lo ha segnalato Paul Köllensperger (Team K) domandando quali saranno le ulteriori conseguenze sul gettito fiscale della Provincia nei prossimi tre anni e quali contromisure intende prendere la Giunta. Il pres Arno Kompatscher ha segnalato che esistono solo delle stime relativi a 400-500 milioni, che però sembrano migliorare. anche la prevista sospensione dell'IRAP comporterebbero meno 200 milioni. la soluzione è trattare su questo mancato introito, il min. Gualtieri ha già detto che la posizione della Provincia di Bolzano è comprensibile. C’è una cabina di regia in merito, in cui si confrontano rappresentanti del Governo e i presidenti Bonaccini, Toti e lo stesso Kompatscher in rappresentanza delle Regioni a Statuto speciale, che pongono richieste diverse. È stato riconosciuto che le Speciali si finanziano da sé la sanità, e nel decreto bilancio sono previsti 1,5 ml per tutte le regioni, di cui 1 per le regioni a Statuto speciale, ma è stato promesso un aumento, fino - per ora - a 2 mld, anche se ne saranno necessari fino a 3. Non si propende, attualmente, per una strategia di compensazione tramite l'Accordo di Milano, perché esso, come detto dalla Corte costituzionale, è garanzia che lo Stato non possa più intervenire unilateralmente. L’assunzione di debiti da parte delle regione è possibile ora solo limitatamente, paradossalmente chi ha più debiti ne può assumere di più, chi ne ha meno no; si profila però la possibilità di accedere direttamente al fondo europeo che ammonterebbe a 1 mld € e che permetterebbe di evitare i debiti. (continua)

(MC)