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Consiglio | 09.06.2020 | 15:50

Lavori Consiglio: Relazione 2019 del Comitato comunicazioni - CON VIDEO/AUDIO

Il presidente del Comitato provinciale per le Comunicazioni Roland Turk ha illustrato al plenum l’attività 2019 e i riflessi sul mondo dei media dell’emergenza coronavirus, con la lotta alle fake news.

Il pres. Turk in aula. (Foto: GNews)ZoomansichtIl pres. Turk in aula. (Foto: GNews)

Il presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni Roland Turk ha presentato questo pomeriggio, in Consiglio provinciale, la sua Relazione sull’attività 2019 sottolineando  che, a fronte della situazione più recente, fortemente condizionata dal coronavirus, il 2019 sembra lontanissimo. In queste condizioni, i tassi di crescita conosciuti un tempo sono solo un ricordo, ma, in realtà, l’aumento di richieste da parte di cittadine e cittadini alle autorità garanti non è di per sé positivo, perché, anzi, dimostra che qualcosa non funziona nell’amministrazione o nei servizi. Di fatto, le richieste di intervento al Comitato comunicazioni non sono cresciute: questo non vuol dire che manchi il lavoro, anche perché solo i 1.000 casi di contrasto con le compagnie telefoniche, pari a 3 al giorno in media, basterebbero per tenere occupati il Comitato e i suoi tre collaboratori, che anche in tempo di coronavirus si sono organizzati in modo da non ritardare nessuna pratica. L’adeguamento digitale e quello di personale, oltreché quello finanziario, permettono al Comitato di agire proattivamente nel miglioramento del settore delle comunicazioni, mentre prima si muoveva solo per rispondere alle emergenze. Nell’ambito di questa attività, importante è la promozione di un utilizzo consapevole di internet e dei forum online: la nuova legge darà anche maggiori possibilità di intervento, anche per limitare gli attacchi verbali. In quanto all’attività del Comitato durante l’emergenza coronavirus, in questo periodo si è verificato un aumento esponenziale del consumo mediatico: TV e radio hanno fatto registrare record di ascolti e presenze, mentre i quotidiani hanno perso lettori, in marzo, al contrario dei media digitali. In Alto Adige, in marzo e aprile, gli accessi ai portali di news sono raddoppiati, a volte triplicati, con accessi avvenuti per lo più via smartphone. A questo aumento si è accompagnato un aumento delle fake news e delle teorie del complotto, che suonano come un allarme per i Garanti dei media. Che mezzi ci sono per affrontare questo pericolo? La partita, ha detto Turk, è difficile, perché i più grandi diffusori di news sono i social media, nei quali è difficile intervenire. Una modalità di intervento sarebbe però promuovere un sostegno rafforzato dei media che si impegnano a non diffondere fake news. È, questa, un’occasione per rivedere sia a Roma che a Bolzano il sistema di promozione e sostegno dei media: ha senso mantenere quanto fatto fino a oggi, o bisogna cambiare? Il Comitato comunicazioni può aiutare nel dare una valutazione in questo senso, elaborando criteri per la lotta a fake news (tra cui, durante la fase più intensa del coronavirus, si sono distinte quelle sanitarie, cui molte persone hanno fatto ricorso per cercare vie di guarigione) e hate speeches e garantendo la sorveglianza in merito. Questo tipo di utilizzo durante la fase del lockdown ha dimostrato anche quanto è importante una connessione veloce a internet in tutti gli angoli della provincia. Infine, Turk ha comunicato di essere stato nominato referente per gli interessi delle minoranze nell’ambito dei media e delle comunicazioni all’interno della conferenza dei presidenti dei Comitati, e di impegnarsi in questo senso nel difficile compito di garantire una comunicazione nella lingua degli utenti, anche se con poche speranze di smuovere i colossi della telecomunicazione.  

Di seguito, consigliere e consiglieri hanno posto delle domande al presidente del Comitato. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha rilevato che in regione c’è una concentrazione mai vista dei media, nelle mani della casa editrice Athesia, evidenziando che chi detiene tutti questi media può dettare i temi alla politica e anche indirizzare la carriera dei politici stessi. Il tema del limite regionale di proprietà dei media, che era stato eliminato, è importante in una regione che si concepisce come Stato autonomo: “Ci sono novità in merito, in Parlamento?”.  Secondo il consigliere, non è possibile che tale casa editrice segnali costantemente i graditi e gli sgraditi: “Possiamo fare qualcosa?”. In quanto alle fake news, il Comitato dovrebbe citare nella relazione annuale per quale testata e quale caso è intervenuto, perché questo ha una funzione educativa.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sottolineato che invece quando si vedono le notizie della RAI pare che esistano solo i Verdi: di fatto non esiste il giornalismo oggettivo, perché i singoli giornalisti hanno le loro opinioni, e alcuni hanno delle simpatie molto forti. Il Comitato dovrebbe essere a volte un po’ più attivo, in quest’ambito.Ha poi segnalato l’esistenza di testate online fittizie, che raccolgono articoli di altre testate, solo per avere i contributi. nessuno chiede se certi finanziamenti sono giustificati, e si nota un certo squilibrio. In quanto alle fake news, non serve un’istanza che le elimini, ma una società che sappia riconoscerle; per quanto riguarda i commenti, alcuni sono solo frutto di frustrazione, altri veri e propri hate speech.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha fatto riferimento ai commenti che istigano all’odio, sottolineando che molti sono rivolti alle donne. C’è una proliferazione del sessismo, e in quest’ambito si potrebbe organizzare qualcosa: non agire come maestri che bacchettano, ma aumentare la consapevolezza, confrontandosi tutti insieme, politici, cittadini e CoReCom.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento alla par-condicio, evidenziando che essa è in vigore solo prima delle elezioni, mentre la vera battaglia elettorale si svolge dopo di esse. La tv pubblica soprattutto negli ultimi mesi dedica pochissimo spazio ai partiti dell’opposizione: Staffler ha chiesto se a questo proposito ci sono rilevamenti.
Jasmin Ladurner (SVP) ha sottolineato, in merito agli hate speech, se i redattori responsabili citati nell’ambito dei contributi degli utenti  lo sono poi davvero.
Anche Magdalena Amhof (SVP) ha segnalato la questione della netiquette, tema di una sua mozione all’ordine del giorno, manifestando la disponibilitá condividerne la stesura con altri gruppi, essendo un tema molto sentito: “Sarebbe un bel segnale intervenire tutti insieme”. Ha quindi ringraziato Turk per la preziosa attivitá che svolge.
Al ringraziamento si è associato il presidente della Provincia Arno Kompatscher, evidenziando che anche la maggioranza ha a cuore la libertà di espressione e di pubblicazione. La netiquette è importante per tutti. In quanto al finanziamento pubblico, si sa da tempo che c’è uno squilibrio nella forma di erogazione dei finanziamenti pubblici: bisogna chiedersi quali attivitá si vogliono sostenere e con quali criteri.Già nella scorsa legislatura si era parlato di una forma forfettaria, modulata in base al numero di persone raggiunte dal media e con attenzione a sostenere anche i media piú piccoli. Ma ci si è resi conto che in base all’attuale organizzazione, alcuni media avrebbero ottenuto la somma più volte: ci sono quindi state delle proposte che saranno considerate nella nuova legge, e Kompatscher si è detto disposto a confrontarsi in merito con i capigruppo, in una seduta informale in cui si potrebbe discutere anche la mozione di Amhof.
Il pres. Roland Turk ha replicato che è difficile valutare e controllare la qualità dell’informazione, ma il principio dovrebbe essere un sostegno maggiore ai più deboli.In quanto ai responsbaili degli user content, c’è uno specifico registro: se essi mancano, è responsabile il caporedattore. Il CoreCom potrebbe fungere da organismo di garanzia. In quanto all’intervento di Staffler, la percezione della presenza dipende sempre dal punto di vista, in ogni caso la TV pubblica deve garantire sempre il pluralismo, non solo durante la par condicio. Il controllo però non è solo faticoso, ma anche costoso, e si basa più su considerazioni quantitative che qualitative; il Comunicato ga ogni settimana controlli a campione, ma da questo non si può vedere se viene effettivamente mantenuto il pluralismo. Anche se non ci sono giornalisti assolutamente obiettivi, ci deve essere un giornalismo obiettivo. Si cerca anche di intervenire contro il sessismo. Per quanto riguarda la concentrazione dei media, il Comitato ha chiesto anche un parere all’Agcom, ma le leggi non permettono di contrastare la concentrazione a livello regionale: il Corecom può tenere il registro degli operatori di comunicazione, da cui risultano tutte le proprietà. Da esso l’autorità può dedurre se esiste o meno una concentrazione. Con l’allora sottosegretario Crimi aveva messo per iscritto che l’attuale legge anti-concentrazione non permette risultati in ambito regionale o subregionale, ma non si è mosso e non si muove niente. Ai giornalisti della stampa il Comitato non può dettare nulla, anche se essi hanno le loro regole deontologiche: in singoli casi egli è intervenuto, ma semplicemente sulla base dell’autorevolezza dell’organo, perché la legge attuale non dice chiaramente come intervenire; forse la nuova legge darà strumenti migliori.
Il pres. Josef Noggler ha quindi ringraziato Turk per la sua disponibilitá, augurandogli buon lavoro.  

LINK DOWNLOAD IMMAGINI + INTERVISTE (GNews) 

IMM AUDIZIONE PRESIDENTE COMITATO PER LE COMUNICAZIONI.mp4

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INTV ROLAND TURK IT (1+2).mp4

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LINK DOWNLOAD FILE MP3 - solo audio -

INTV ROLAND TURK IT (1+2).mp3

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FOTO

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(MC)