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Consiglio | 07.05.2020 | 13:04

Lavori Consiglio: iniziato l’esame del dlp sulla ripresa delle attività

La prima parte della discussione generale sul dlp 52/20, Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attività. La presentazione di Kompatscher e gli interventi di Dello Sbarba, Staffler, Foppa, Knoll, Köllensperger e Rieder.

È iniziato questa mattina l’esame del dlp 52/20, Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attività (presentato dalla Giunta provinciale su iniziativa del pres. Arno Kompatscher) Il pres. Kompatscher ha spiegato che essa comprende norme generali di sicurezza, norme sulla ripresa di attività e l’istituzione di un comitato di esperti che vigilerà sulla situazione, oltre ad allegati con disposizioni specifiche su sicurezza, distanze misure di protezione: “Speriamo che sia una buona base per la ripresa delle attività e della vita quotidiana; si parla di libertà personali e individuali ma anche di assistenza ai bambini. Si garantisce la tutela della salute con un approccio che dà grande importanza alla responsabilità dei cittadini, perché Autonomia significa responsabilità”, ha concluso Kompatscher.

Dopo che Magdalena Amhof ha rinunciato alla lettura della relazione della 1a commissione legislativa, da lei presieduta, Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha presentato la sua relazione di minoranza.

La discussione generale è stata inaugurata da Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che passata a fase d’emergenza, ora si tratta di affrontare quella più lunga e complicata di convivenza con l’epidemia in modo da proteggere la salute della popolazione rendendo questo compatibile con la vita delle persone. Tutt gli Stati europei parlano di questo, e tutte le Regioni chiedono una strada differenziata: “La prima a rompere la disciplina, caro Urzì, è stata la Calabria, governata dal centrodestra”. Questo dovrebbe indurre a ridurre la retorica e la messa in scena da parte di tutti, compresa la SVP. Tutti sono rimasti delusi dagli annunci di Conte di domenica, e lì sono partite le varie spinte autonomiste. Il consigliere ha ricordato che oggi c’è la Conferenza delle Regioni e poi quella unificata col Governo, e il presidente della prima BOnacini sta preparando un ordine del giorno in quest’ambito, che apre a una soluzione del tipo sudtirolese: si è augurato quindi che venga approvato questo documento che dà responsabilità alle Regioni, sotto la loro responsabilità, e che si arrivi quindi a un’intesa. Come scrive la ff, ha ricordato, “il nemico non è Roma, ma il virus”. La gestione fino adesso non è stata ottimale, se è vero che l’Alto Adige è tra le regioni più colpite, con 549 decessi per milione di abitanti, a fronte di una media italiana di 492: “Siamo terzo nella graduatoria europea dopo Belgio e Spagna”. Non si può fare un confronto con Germania e Austria, che hanno rispettivamente 6 volte e 8 volte meno decessi; non sono stati protetti ospedali e case di riposo. È necessario passare chiaramente il messaggio che si riparte, ma se si dovesse richiudere sarebbe catastrofico. Il disegno di legge lascia parecchi spazi di ambiguità, “attraverso i quali si insinua il virus”. Bisognerebbe riflettere su cosa è successo al pianeta, e cosa questo ci insegna: CHurchill diceva “guai a sprecare una ‘buona’ crisi”: per questo non è opportuno parlare di ripartenza, perché non si deve ripartire da dove si era, c’è la necessità di cambiare. Dobbiamo approfondire il tema della salute come diritto che va garantito dal pubblico e sul territorio, sulla salute non si può risparmiare; l’esperienza di questi due mesi ci dice anche che ci sono cose superflue di cui si può fare a meno, ma anche che la crisi è solo l’assaggio della crisi climatica: “il virus fa il salto di specie perché gli sono stati ridotti gli spazi naturali e selvatici”. La pandemia si è estesa in tutti i luoghi più inquinati della terra, anche questo deve dire qualcosa. Chiudere tutti a casa era facile, la fase difficile inizia ora. Non bisogna “ripartire”, ma “riformare”: riformare il nostro modo di vivere.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiarito che il documento in esame non era né una legge né un’ordinanza. Una commissione tecnica, iniziativa positiva, avrebbe però dovuto esserci per elaborare le misure previste all’articolo 1, altrimenti si procede al contrario. Diversi giuristi costituzionali e parlamentari hanno detto che questo testo presumibilmente è anticostituzionale, perché ingerisce nelle competenze dello Stato; l’impressione è che la GIunta lo sappia gene, ma con questa legge intenda prendere tempo. La norma influisce per esempio sugli orari di apertura dei negozi, competenza statale, elenca tra i settori in cui il presidente della Provincia è responsabile per la sicurezza pubblica anche ambiti che secondo lo Statuto spettano al prefetto. Staffler ha quindi rilevato di aver sentito affrontare per la prima volta la questione della responsabilità: in caso di ordinanza, essa è del Presidente della Provincia, mentre in questo caso spetta al Consiglio provinciale, pertanto “la Giunta ci ha messo in una situazione molto difficile, rendendoci garanti di legittimità: ricordo che noi abbiamo giurato sulla Costituzione, che qui viene violata, così come lo Statuto. Io mi trovo davanti a un dilemma”. Sul contenuto della legge Staffler si è detto pienamente d’accordo: i dubbi riguardano gli aspetti procedurali e formali. Se la GIunta non eliminerà questi dubbi, sarà difficile prendere una decisione.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha sottolineato che questa legge, diversamente e più di molte altre, cambia la vita quotidiana delle persone. Anche lei condivide il dilemma di Staffler e ritiene sia necessario imparare da quanto sta succedendo. In due mesi si è tornati indietro di 50 anni, in primis riguardo al ritorno dell’uomo forte: una richiesta latente ma forte; gli uomini si sono presi lo spazio pubblico, le donne sono state rimesse nell’ambito privato. a raccogliere i cocci e a portare avanti compiti domestici. La voce delle donne non si è sentita, tutto ciò che è stato conquistato a grande fatica va riconquistato di nuovo. Che sia mancato il punto di vista femminile si vede da dove sono stati destinati i soldi, e questo non sarebbe successo con un gender budgeting, la cui introduzione era stata decisa ben 18 anni fa. Nelle crisi succede spesso che si torni alle tradizioni. Si è tornati indietro anche riguardo alla convivenza tra gruppi linguistici: i due ambiti si stanno allontanando, le relative discussioni sono state separate e polarizzate, questo è emerso anche nei discorsi politici. È inoltre mancata la critica: chi osa fare critiche viene definito un traditore del popolo, ma si tratta di garantire la democrazia, la discussione, il dinamismo. Questo è un aspetto tipico dell'autoritarismo: c’è stato un regresso in termini democratici. Il terzo punto che preoccupa è l’aspetto ambientale, considerato ora quasi un tema di lusso, mentre invece richiede proprio ora una riflessione. Il coronavirus impone maggiori spazi nei luoghi comuni, ci sarà la questione del riscaldamento, sono innumerevoli i rifiuti lasciati per strada, il sistema del take away crea nuovi rifiuti: è il momento di pensare alle risorse. Anche Foppa, come tutta l’Italia, si era attesa molto di più a Conte: tuttavia, si chiede se questo ha a che fare con l’Autonomia, perché tutte le Regioni auspicano a una maggiore autonomia decisionale.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato quanto fosse stato semplice trasformare la società in marionette, togliendo libertà fondamentali: ció che possiamo fare non lo decidiamo più noi ma un politico, “nemmeno eletto democraticamente dal popolo”. Questo dimostra quanto è forte la paura. Ecco che chi non si adegua viene subito indicato come un irresponsabile: tuttavia un politico non ha il compito di adeguarsi a un forum o a un Governo, ma di rispettare la sua coscienza facendo ció che ritiene migliore. Nelle democrazie questo coraggio è necessario. All’inizio della crisi ci sono satte voci che hanno cercato di minimizzare, ma ben presto è emerso che anche in provincia di Bolzano la situazione era grave, i necrologi sono diventati sempre di più, sono mancate persone che prima erano sane: “Ci siamo accorti di non essere i migliori, come credevamo”. Knoll ha poi criticato le autocertificazioni, contestandone il senso e le continue modifiche: negli altri stati queste non sono state introdotte, eppure la situazione è stata gestita con successo. Il messaggio mandato è stato: “C’è la crisi, ma noi ci preoccupiamo di voi: basta che obbediate”. tutte le misure contenute nella legge saranno efficaci solo se la popolazione le condivide, ma finora le persone non hanno capito certe pretese, che erano insensate. Per esempio, c’era chi doveva lavorare in zona a rischio ma non poteva incontrare il partner o i fratelli. L’ordinanza attuale che permette di andare a trovare i congiunti impone la distanza di un metro e la protezione naso-bocca: ma chi incontrerà il suo partner a un metro di distanza? Le misure prese ora sono le stesse prese al tempo dell'epidemia da colera: distanza sociale a fronte dell'assenza di un vaccino; si opera come nel medio evo. È necessario che il Sudtirolo segua la propria strada: l’Autonomia tanto lodata è stata minata da un virus, peertanto è necessario che si rivendichino i diritti sudtirolesi davanti allo Stato, “pertanto condivido e voterò questo disegno di legge, perché non deve essere né Roma né Bruxelles a decidere per noi”.

“La soluzione sudtirolese alla crisi è il nostro traguardo”, ha confermato Paul Köllensperger (Team K), annunciando però una serie di emendamenti migliorativi. In alcuni settori sarà difficile applicare le misure senza deludere le persone, ma si è più precisi rispetto alle disposizioni da Roma. Molte imprese dovranno chiudere e questo avrá un effetto sull’indotto, in gastronomia sarà difficile lavorare coprendo tutti i costi: un appello si potrebbe fare ai sindaci perché mettano a disposizione dei ristoranti parte di aree pubbliche. Ogni regione dovrebbe poter regolare la situazione in base alle proprie esigenze. Se il Team K vota per questa legge, è perché si desiderano miglioramenti per tutti i gruppi linguistici, anche con 40 emendamenti migliorativi del testo originario presentati. Importante è dare credito alle imprese, che hanno bisogno di soldi per investimenti. il vero disastro arriverà quest’inverno, con disoccupazione fallimenti: non si può evitare, ma forse si può contenere e garantire in ogni caso soccorso. Fondamentale sarà fare i test in maniera capillare, anche per il futuro, per isolare le persone infettate. La SVP deve decidere se vuole che sia una sua legge o una legge del Consiglio provinciale, quindi di tutti gli altoatesini: se coinvolgerà anche gli altri, ci sarà un buon risultato.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato che Helmut Schmidt diceva che “una democrazia dove non si litiga non è una democrazia”, e ricordato quanto è importante che tutti i rappresentanti eletti facciano sentire la loro voce: “Io ho deciso di far sentire la mia, senza mettere la testa sotto la sabbia”. Ora bisogna volgere lo sguardo in avanti, perché la gente sta aspettando le nuove direttive che devono essere chiare, semplici, trasparenti: il disegno di legge però contiene troppe volte parole “può” o “è possibile”, anche relativamente all’assistenza all’infanzia, per la cui riapertura è necessaria una data precisa. Finora le Tagesmütter potevano accudire fino a 5 bambini, ora solo 4: questo è un problema, perché se tutti i genitori dei bambini che accudiva hanno bisogno di assistenza, un bambino non la riceverà. Si dispone poi la possibilità di un servizio di assistenza d’emergenza per bambini in età d’asilo ed elementare, “ma cosa succede con la scuola media?”. Con emendamento si chiederà di ampliare l’offerta. na grande incognita è poi l’assistenza nei mesi estivi, su cui non si sa nulla. Questo è un problema, anche perché molte famiglie hanno difficoltà finanziarie. Bisogna poi che ripartano subito i servizi sociali. Rieder ha poi sottolineato l’importanza di non dimenticare la contrattazione sociale.

La discussione generale riprenderà alle 14.30.

(MC)