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Consiglio | 07.05.2020 | 10:57

Lavori Consiglio: Misure adeguate alla provincia

Discussa una mozione della STF. Iniziato l’esame della legge per la ripresa delle attività.

La seduta di questa matina del Consiglio provinciale è iniziata con la presentazione della mozione n. 273/20: Coronavirus: adeguare le misure alle esigenze della provincia di Bolzano da parte di Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit). Nella versione emendata, il consigliere spiegava che nell’ambito della gestione della pandemia da coronavirus “tutte le misure essenziali non sono state e non sono decise dalla Provincia, ma imposte dallo Stato italiano. Ciò significa che non si tiene minimamente conto delle particolari esigenze del territorio, rendendo così ancora più difficoltoso il superamento della crisi, e comporta inoltre una disparità di trattamento dei territori che fanno parte della regione europea del Tirolo.”. Egli chiedeva quindi che il Consiglio provinciale (1) si dichiarasse favorevole all'adeguamento alle esigenze della provincia di Bolzano delle misure in ambito sanitario, sociale, economico, didattico e culturale volte a far fronte all’epidemia di coronavirus e incaricasse la Giunta di rivendicare nei confronti del Governo il più ampio margine possibile di libertà decisionale, e incaricasse la Giunta provinciale (2) di creare i presupposti giuridici affinché le coppie e le famiglie potessero nuovamente incontrarsi in provincia di Bolzano, ma anche oltreconfine, senza dover poi andare in quarantena, (3) di creare i presupposti giuridici per abolire l'autocertificazione, che crea problemi durante i controlli da parte delle forze dell'ordine, quando queste ultime decidono, in base alla propria interpretazione delle norme, se i motivi sono giustificati o meno. Inoltre si tratta solo di una fastidiosa complicazione burocratica, (4) di creare i presupposti giuridici per poter nuovamente garantire l'assistenza all'infanzia in piccoli gruppi, ad esempio presso microstrutture, scuole dell'infanzia e strutture scolastiche attualmente inutilizzate, (5) di creare i presupposti giuridici ovvero di adoperarsi per ulteriori congedi parentali o congedi straordinari, (6) di introdurre per l'anno scolastico 2020/2021 un assegno di inizio scuola di almeno 150 euro per tutti gli alunni a partire dalla prima elementare, (7) di adoperarsi affinché venisse ripristinata la libertà di movimento fra il Tirolo del nord, il Tirolo orientale e la provincia di Bolzano ovvero all’interno della Regione europea del Tirolo (qualora si registri una diminuzione del numero di casi in Trentino),  (8) di creare i presupposti giuridici per consentire la riapertura immediata di ristoranti, bar, alberghi e negozi al dettaglio nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, (9) di adoperarsi affinché il trasporto di persone (ad es. mediante auto a noleggio con conducente) possa essere effettuato anche al di fuori della provincia di Bolzano per prelevare e riportare a casa i turisti, (10) di creare i presupposti giuridici affinché i contributi in conto capitale o a fondo perduto erogati dalla Provincia alle imprese non siano soggetti a tassazione e possano quindi essere utilizzati per intero in questa situazione di crisi. “Si tratta di sensibilizzare sulle competenze autonome: una simile situazione non può essere gestita a livello centrale senza attenzione alle peculiaritá locali, in particolare nel caso dell'Autonoma: le misure adottate qui devono essere adeguate a quelle dei Paesi confinanti, altrimenti perdiamo in competitività, in particolare nel turismo”, ha chiarito Knoll. Se così non sarà, Germania e Austria non faranno nessuna differenziazione provincia di Bolzano e Italia, obbligando alla quarantena anche chi rientra da questa zona. L’Europa senza frontiere non si è rivelata utile in questo frangente, ma bisogna puntare al regionalismo, perché le regioni hanno maggiore consapevolezza di cosa è meglio per la propria popolazione in loco. Non si tratta solo di turismo, ma anche di famiglie divise o di relazioni interrotte, così come di problemi per studenti o pazienti della clinica di Innsbruck.

“La mozione ricalca gli obiettivi e le misure presenti nella legge che discuteremo”, ha detto Gerhard Lanz (SVP), per questo non è possibile votarla e andrebbe ritirata. C’è la volontà che la provincia faccia il proprio cammino. In quanto ai confini, non serve a nulla permettere di uscire se dall’altra parte non ci sono disposizioni conseguenti: colloqui con Austria e Germania sono però in corso.
Su richiesta di Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che gli emendamenti che saranno presentati riguardano tra l’altro l'eliminazione dell’autocertificazione per spostamenti all’interno della provincia, per quelli al di fuori valgono le norme statali. Sven Knoll ha quindi chiesto di votare solo premesse e punto (1), rinunciando agli altri.

Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha sostenuto che il primo punto è già chiarito dal comportamento tenuto dal ministro Boccia. La legge che si discuterà riguarda tutta la provincia, non chi vuole essere il primo della classe e dimostrare qualcosa a Roma: rappresenta le richieste dell’economia e della popolazione della provincia ed è un tampone alle dimenticanze da Roma.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sostenuto che la STF dava con la mozione dare un'interpretazione autentica della legge; Kompatscher rispondeva con grande diplomazia, ma la mozione era di fatto condivisa dalla maggioranza, che non poteva dirlo chiaramente. Egli ha annunciato voto contrario.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha fatto riferimento a “giochetti da bambini”, aggiungendo che la mozione, come quella di ieri dei Freiheitlichen, andava trasformata in emendamenti alla legge. Il punto (1) viene praticato con la legge che sará discussa.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmataria, ha ritenuto importante che venisse approvato il punto (1), anche per il futuro e come forte segnale del  Consiglio provinciale, affinché si capisca “che noi vogliamo insistere sulla nostra Autonomia soprattutto nella seconda e poi nella terza fase”. La provincia di Bolzano è zona di confine, per questo ha bisogni speciali.

Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che ogni gruppo può avanzare le sue proposte, ma non è accettabile che altri vogliano interpretare il disegno di legge della Giunta: esso semplicemente è stato fatto perché la fase 2 richiede regole che tengano conto delle esigenze peculiari della provincia. La Provincia è stata la prima a dire che era ora di ripartire, e il Governo dimostra di condividere ora queste intenzioni. Oggi ci sarà un incontro Governo-Regioni, dove saranno discussi probabilmente ulteriori spazi di manovra per le Regioni, “e noi ci muoviamo con grande responsabilità”.  Non è legittimo su questo tema cercare di dividere la società. Si intende procedere su una ragionevole via di mezzo, in collaborazione con le altre istituzioni.

Sven Knoll (STF) ha criticato Dello Sbarba che si permetteva di definire la sua nozione tempo perso: “È mancanza di rispetto”. La mozione contiene aspetti che non ci sono nel dlp, per esempio gli accordi bilaterali sul turismo o il transito bifrontaliero di persone. Si tratta della richiesta di maggior spazio decisionali possibile: “Non vedo motivi per votare contro”.

Posta in votazione (solo premesse e punto 1), la mozione è stata respinta con 5 sì 22 no e 6 astensioni.

L’Aula ha quindi avviato l'esame del dlp 52/20, Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attvità.

 

(MC)