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Consiglio | 06.05.2020 | 13:17

Lavori Consiglio: digitalizzazione sostenibile, contributi a fondo perduto - CON RIPRESE VIDEO

Discusse mozioni di Movimento 5 Stelle/Gruppo Verde e Team K. I lavori riprendono alle 14.30.

Un momento della seduta odierna (Foto: G.News)ZoomansichtUn momento della seduta odierna (Foto: G.News)

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IMM SEDUTA CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 06.05.2020.mp4

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Inaugurando lo spazio riservato all’opposizione, Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha presentato oggi la mozione n. 260/20: Digitalizzazione sostenibile ed inclusiva delle nostre scuole, cofirmata dal Gruppo Verde, con la quale chiedeva alla Giunta di (1) prevedere un piano incentivante per i referenti tecnici (DSB - Didaktische Systembetreuer) che attualmente fanno il supporto di primo livello nelle scuole attraverso la disponibilità di un maggior quantitativo di ore nella didattica o altri strumenti ritenuti più idonei dagli stakeholders; (2) riorganizzare la gestione dei tecnici informatici affinché possano operare a più stretto contatto con le tre intendenze scolastiche ed i progetti didattici delle singole scuole; (3) valutare l’organizzazione di un piano di formazione per i docenti sull’uso tecnologie digitali, offerto dal personale tecnico della provincia, da docenti formatori e dal personale esperto presente nelle intendenze; (4) sviluppare un vademecum che in linea con la normativa e con le esigenze didattiche suggerisca ai collegi docenti di adottare libri di testo che abbiano risorse digitali multi piattaforma (Microsoft Windows, GNU/Linux e MacOS) in modo da non svantaggiare alcuno studente nella possibilità di esercitarsi a casa indipendentemente dal sistema operativo usato; (5) realizzare una indagine scientifica su tutta la popolazione dei docenti delle scuole della provincia per rilevare le modalità di utilizzo delle tecnologie digitali e di conseguenza pianificare un adeguato piano di aggiornamento; (6) sospendere l’avvio delle procedure di migrazione a Microsoft Windows dei sistemi informatici didattici della scuola in lingua italiana, prima che sia avviato un processo di riordino complessivo delle risorse informatiche destinate alle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina. Nicolini ha spiegato che il settore digitale è importante in particolare in questo periodo, e che la scelta degli attori deve essere libera, ma la mano pubblica deve fare attenzione a che ognuno abbia accesso al mondo digitale, con strumenti compatibili. In questa senso, è prezioso il software libero, che funziona anche su hardware obsoleti.

Il cofirmatario Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiarito che l’argomento della trasformazione digitale è diventato ancora più importante in seguito alla crisi da coronavirus, che ha portato molte persone a digitalizzarsi. C’è bisogno di una struttura resiliente anche in ambito digitale, non gestita da pochi players locali: cosa succederebbe, infatti,se un domani queste si ritirassero? La sostenibilità digitale dovrebbe essere insegnate anche nelle scuole: i giovani deve sapere che non esistono solo google e apple.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), cofirmatario, ha riferito che la mozione, pur essendo stata scritta dal cons. Nicolini diverso tempo fa, era estremamente attuale. Negli ultimi due mesi si era cercato di trasferire la vita di prima sul digitale, per questo era importante che tutti vi potessero accedere. All’ass. Vettorato, Dello Sbarba ha detto che smantellare il sistema di software libero allestito nelle scuole non era stato un buon lavoro: ha quindi chiesto un ripensamento. Bisogna anche riflettere su quanto e come usare il digitale, indagare quindi su come è stato usato e sulla formazione di chi lo usa. Ci sono famiglie che sono diventate matte con i compiti provenienti dalla scuola su piattaforme diverse, o con le lezioni frontali trasferite senza modifiche sul computer: le ore davanti allo schermo vanno limitate, Bisogna fare tesoro di quanto fatto fino a qui, e considerare potenzialità e limiti della tecnologia digitale.

Paul Köllensperger (Team K), rivendicando il suo passato nel settore informatico a contatto con l’open source, ha sostenuto la mozione, critica verso la monocultura microsoft, un sistema posto come se fosse gratuito, “ma così non è”. Ha poi fatto riferimento al Codice di Amministrazione Digitale che favorisce il riuso e la sorgente libera, e solo in ultima battuta il software commerciale. Il Fuss nelle scuola italiane era più un progetto didattico che un progetto informatico: rinunciarvi per passare a Microsoft vuol dire quindi rinunciare a tale progetto e a un pezzo di autonomia, viso che il supporto era in loco.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria, ha ricordato che le prime tecniche informatiche erano donne. Ha aggiunto che il progetto FUSS era anche un progetto culturale: è importante che i giovani vengano in contatto con tanti sistemi, per non restare vincolati a uns sistema solo. Nelle piattaforme si riuniscono tante intelligenze, e dall’intelligenza collettiva nascono passi avanti: questa è sostenibilità digitale.

L’ass. Giuliano Vettorato ha replicato che è vero che anche le famiglie avrebbero bisogno di un supporto, ma fatte le prime due settimane di rodaggio con l’Intendenza sono state messe in piedi delle linee guida, che prevedono un limite alla presenza davanti al PC e la gestione da parte del consiglio di classe. Un altro problema era quello dell’hardware perché non tutte le famiglie ne avevano piú di uno: si sono sfasati anche gli orari di comunicazione. Dirigenti e insegnanti si sono spesi, ma il problema della scuola italiana è che ogni istituto si è sviluppato negli anni la sua piattaforma di comunicazione. Attualmente si comunica tramite registro elettronico, con delle limitazioni dovute alla necessità di trasmettere documenti solo in pdf. “IO non sono un sostenitore di Microsoft o IOS, però appena sono arrivato mi sono state segnalate le problematiche del software libero, soprattutto per quanto riguarda il supporto ai ragazzi con bisogni educativi speciali: ci sono software che non girano sul sistema linux”. In base ai sondaggi, i ragazzi hanno scelto all’80% Microsoft, mentre i dirigenti si sono espressi metà e metà per software libero o privato. I dirigenti chiedono di accelerare nell’acquisto delle licenze, e i sono professori che lamentano difficoltà di comunicazione con la risorsa libera. Ora è stato attivato un gruppo di lavoro che coinvolge i dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti degli studenti. L’auspicio primo è che i ragazzi tornino a lavorare in classe, magari anche con supporti informatici, ma la digitalizzazione va perseguita, sempre nel confronto. Nicolini ha replicato evidenziando che le problematiche possono derivare non dal sistema, ma da una scarsa  competenza digitale degli insegnanti: il software libero usa gli stessi principi dei software proprietari. Sono stati però tolti fondi per i corsi di formazione, mentre si paga un’azienda con sede in America. Il progetto FUSS è un vanto a livello nazionale.

Posta in votazione, la mozione è stata respinta con 13 sì e 19 no.

Josef Unterholzner (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 268/20: Pacchetto di aiuti: i contributi a fondo perduto non vanno restituiti, con cui, facendo riferimento al fatto che una delle misure contenute nel pacchetto di aiuti consiste nella concessione da parte della Provincia di contributi a fondo perduto o in conto capitale alle piccole imprese (liberi professionisti, lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone o società di capitali con una sede in provincia di Bolzano) con un massimo di cinque dipendenti a tempo pieno (inclusi i proprietari e soci che lavorano nell'azienda), ed evidenziando che possono farne richiesta quelle aziende che nell'anno trascorso hanno conseguito un reddito imponibile in base alla dichiarazione dei redditi pari a un massimo di 50.000,00 euro, chiedeva di impegnare la GIunta provinciale (1) a provvedere affinché quelle aziende i cui rappresentanti legali dispongono già di un accesso SPID possano presentare le domande tramite il sistema myCIVIS e a consentire alle altre aziende di presentare le domande tramite PEC in modo semplice e senza intoppi burocratici (2) a estendere il periodo di riferimento (mesi con una perdita di fatturato di almeno il 50%) da marzo al 31 ottobre 2020, (3) a prevedere che i contributi a fondo perduto concessi e liquidati non debbano in nessun caso essere restituiti, nemmeno se il fatturato totale nel 2020 non risultasse inferiore a quello del 2019. Unterholzner ha sottolineato che il denaro è da restituire coi tassi di interesse, e che l’accesso tramite SPID o myCIVIS richiede l’attivazione dell'identità digitale, che molti non sono in grado di fare se non con l'aiuto di un consulente, che è a pagamento.

Paul Köllensperger (Team K), cofirmatario, ha segnalato due problemi:  se un’azienda ha una perdita di fatturato ma poi riesce a uscire dal deficit e chiude con un meno 20% deve restituire i contributi; per le piccole imprese il problema vero arriverà in estate, perché gli incarichi e i nuovi clienti mancano ora, non possono quindi dimostrare perdite a marzo o aprile. Per questo è giusto ampliare il contributo fino a ottobre. GLi aiuti diretti, che sono necessari, sono esigui: “Lasciamoli agli imprenditori”.

Diego Nicolini (MOvimento 5 Stelle) si è detto d’accordo solo su alcuni punti. L’utilizzo dello SPID è proprio positivo in un’ottica di sburocratizzazione, al contrario della PEC, ed è giusto che le imprese non debbano restituire il contributo con gli interessi se riescono a fatturare nel 2019. Vero è che gli effetti della crisi si verranno nei prossimi mesi, il punto (2) va quindi sostenuto.

“Alla fine i problemi si scaricano sull’impresa”, ha sostenuto Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, “le aziende vengono fatte ripartire a mani nude”. IL problema è che si sta pensando alla fase 3 mentre le strutture sono ancora alla fase 1. La richiesta della restituzione degli interessi rappresenta una sorta di minaccia, ma il vero problema è che le somme erogate sono tassate: “Una beffa nei confronti del destinatario”. Approvare questa mozione sarebbe almeno un segno morale di attenzione.

Anche Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiesto informazioni sulla modalità di tassazione, che comprende anche un acconto, e ha chiesto all’assessore competente di fare chiarezza.

Gerhard Lanz (SVP) ha chiarito che nell’artigianato sull’utile si paga l’IRPEF, poi si pagano i contributi INPS. Non è giusto dover pagare le tasse su un contributo che viene fatto passare come un regalo, tuttavia non è nemmeno giusto dare un uguale contributo a chi ha perdite e a chi non ne ha. Ragionevole è l'introduzione dell'autocertificazione. Si tratta un primo passo per garantire liquidità alle aziende, il pacchetto è limitato temporalmente, è un compromesso sostenibile per un aiuto immediato.

L’ass. Philipp Achammer si è meravigliato che dopo aver parlato tanto di digitalizzazione ora si chiedesse di tornare alla PEC, che va elaborata manualmente. Anche il punto (3) è problematico, perché si torna al principio dei contributi a pioggia, indipendentemente dalla necessità. Ci sono settori che saranno colpiti tutto l’anno, e poi ci saranno settori di nicchia che potranno operare. A Staffler, Achammer ha riferito che va pagato il 4% di acconto, e poi la tassazione è differenziata per settore. Unterholzner ha replicato che è necessario offrire un sostegno non complicato. In quanto a SPID, molte aziende non ce  l’hanno, e registrarsi non è così semplice, bisogna recarsi alla Camera di Commercio.

La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 10 sì, 18 no e 4 astensioni, il punto (1) con 11 sì, 19 no e 2 astensioni, il punto (2) con 12 sì, 18 no e 2 astensioni, il punto (3) con 9 sì e 19 no.

La seduta riprende alle 14.30.


(MC)