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Consiglio | 06.05.2020 | 11:53

Lavori Consiglio: Dibattito d'attualità sulla crisi COVID-19 -2

Gli interventi di oggi, la replica del pres. Kompatscher.

E ripreso questa mattina in Consiglio provinciale il dibattito di attualitàproposto dal Team K sul tema “Crisi COVID-19: analisi della situazione e misure per il contenimento e strategie per un graduale ritorno alla normalità”.

Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha fatto riferimento alle forti preoccupazioni dei cittadini per il futuro: le famiglie non sanno più come arrivare a fine mese, gli investimenti e le imprese sono bloccati. La comunicazione finora non ha funzionato al meglio, ci si confronta ogni giorno con nuove regole, e da Roma sono arrivati solo palliativi. ra la Giunta ha finalmente riconosciuto l'esigenza di agire, e il Sudtirolo intraprende la sua propria strada, senza lasciarsi condizionare da Roma. la legge non è perfetta, ma la direzione è quella giusta. La crisi è una cesura  che farà sentire i suoi effetti ancora a lungo, la provincia di Bolzano si deve adeguare allo standard europeo.

Josef Unterholzner (Team K) ha segnalato la confusione nata dalle diverse direttive da Roma e Bolzano, aggiungendo che la vera crisi deve ancora arrivare, e avrà conseguenze per i prossimi 5 anni. la legge deve andare a favore della cittadinanza,e  non portare ulteriori problemi o confusione, per questo sono necessarie delle correzioni: bisogna  stilare regole chiare e comprensibili, assumendosene la responsabilità e prendendo esempio da quello che hanno fatto altri Paesi dove gli imprenditori hanno già ricevuto da tempo i sussidi che spettano loro. Il Team K ha preparato una serie di emendamenti che migliorerebbero il senso della legge.

“Il virus ci accompagnerà a lungo”, ha sostenuto Franz Ploner (Team K), aggiungendo che la meta più importante del lockdown è stata alleggerire gli ospedali: essa è stata raggiunta. I danni economici ci accompagneranno però ancora tanti anni, e aumenterà lo squilibrio sociale. Si è cominciato a pensare troppo tardi a come proteggere i gruppi a rischio, i test erano lent: oltre agli anziani, anche il personale sanitario e quello delle case di riposo . Solo con una massiccia campagna di test si può intervenire ragionevolmente per bloccare i contagi, introducendo anche ambulatori covid in ogni ospedale. La cosa più importante nella fase 2, e tuttavia convincere le persone a stare ancora attente e a rispettare le regole, dando direttive chiare in modo che la popolazione non perda la pazienza. Solo tra un anno si potrà sapere se la strada intrapresa è quella giusta.

Maria Hochgruber Kuenzer (SVP)  ha parlato della necessità di un nuovo inizio, con modalità nuove rispetto al passato, nella nuova fase. Bisogna accettare la situazione che non si può cambiare, dominandola. Ci saranno sempre nuove false promesse: per questo bisogna rinforzare le persone affinché agiscano autonomamente e attivamente.

Alex Ploner (Team K) ha parlato di una fase in cui si può e deve guardare avanti: la domanda è ora come gestire la situazione, da parte delle aziende come da parte delle famiglie e dei genitori. Come giornalista e manager di eventi, egli è abituato a gestire situazioni che si modificano in pochi minuti: questo richiede non solo decisioni veloci, ma anche un piano B e un piano C. Il passato è quello che è stato, ma la scienza si basa proprio sul passato e sull’esperienza: il tesoro dell'esperienza è quello più prezioso, ora: “Portiamo ora a un tavolo persone di tutti gli ambienti che hanno esperienza, e ascoltiamoli”. Anche in ambito turistico, è giusto chiedersi se si vuole andare avanti così come in passato: si potrebbe utilizzare metà del budget di IDM per elaborare nuove idee, cogliendo la nuova chance. Ploner ha poi fatto riferimento alla tendenza alla denuncia emersa durante il lockdown, ora arrivata anche in Consiglio provinciale: leggere le accuse a un collega come Franz Ploner che ha calato per poc  la maschera dal viso è triste. Non bisogna farsi portare via l’umanità e il rispetto.

Gerhard Lanz (SVP) ha ribadito la necessità di avere rispetto, per gestire la crisi: questo riguarda tutti. Ha anche sottolineato l’importanza dell’esperienza, anche dalla propria personale, relativa alle emergenze famigliari.

Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha rilevato la gravità della pandemia in tutto il mondo, aggiungendo che anche se si riuscitá a tornare alla normalità si dovrà gestire la convivenza col virus. La politica ha l’obbligo di contenere le conseguenze in ogni campo, e questo è il compito più difficile degli ultimi decenni. Per far fronte all’emergenza sono state stanziate somme considerevoli, ed è stato fatto molto meglio del Governo di Roma: basti pensare che si è ancora in attesa della cig di marzo, e le scuse di Conte servono a  poco; l’intervento della Provincia è stato provvidenziale. Non bisogna abbassare la guardia. I danni per l’economia sono gravi già ora, in particolare il settore turistico è bloccato. e qui la domanda è quando riapriranno le frontiere; la scelta non è se e quando riaprire, ma come riaprire. Sia i cittadini che gli imprenditori hanno dimostrato una straordinaria disciplina: di questo senso di responsabilità bisogna tenere conto, senza trattare cittadini e imprese come se fossero irresponsabili. Molte regioni chiedono una gestione in loco, e questo spetta in particolare a quella che è una provincia autonoma: sarebbe più comodo lavarsene le mani, mentre il pres. Kompatscher fa un atto di grande responsabilità.

Philipp Achammer (SVP) ha criticato che nel dibattito pubblico degli ultimi giorni si fossero incrociate molte proposte contrastanti. La politica non dà un grande esempio se si dice già ora che la legge sarà inutile e inefficace. Ieri la Garante per l’Infanzia e l'adolescenza ha fatto riferimento alla difficoltà dei bambini che si trovano in famiglie difficili; molte migliaia di persone sono in cassa integrazione: sono queste le situazioni che bisogna tenere a mente, esistenze ora in gioco per via di problemi che è urgente risolvere. ggi si ha la possibilità di dimostrare che l’Alto Adige reagisce.

Giuliano Vettorato ha detto di accettare le critiche, ma non quelle ingiustificate. la giunta ha preso decisioni molto rapide, per esempio è stata una delle prime a chiudere gli asili: tra assessori ci si confronta e incontra continuamente, a tutte le ore. La scuola, ha cambiato format nel giro di una settimana: questo anche grazie al lavoro delle Intendenze e dei tecnici. È stato necessario anche smantellare i laboratori scolastici per fornire i PC alle famiglie che non li avevano, organizzando la consegna con le organizzazioni di volontariato; sul sito della Provincia è stato attivato un forum riguardante la didattica online, i docenti hanno adottato nuove modalità per tenere alta l'attenzione dei ragazzi dietro lo schermo. In quanto alla cultura, c’erano progetti avviati mesi prima, annullati dall’oggi al domani: la Giunta è intervenuta per affrontare i relativi problemi economici con il pacchetto di misure, ma anche qui ha offerto sostegno per lo switch online. Per quanto riguarda l’ambiente, l’APPA continua a fare tutti i controlli, e questo in smartworking, spesso con mezzi propri dei collaboratori. Il risultato è che il cittadino medio non si è accorto di nessun disservizio.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha evidenziato che si era rimosso dalla coscienza il virus, si parlava come se si fosse in una situazione fantastica: tutti allineati sullo stesso pensiero, dimenticando la questione principale. La Provincia che chiede la fiducia è la stessa che qualche settimana fa sbagliava il numero dei morti e comprava gli scaldacollo spacciandoli per dispositivi anticontagio, la stessa che ha comprato mascherine inutili. La gestione dei tamponi è confusa e i dati comunicati poco chiari, a fine aprile ci sono state 706 persone sottoposte a tampone, mentre ieri erano 228, e molti tamponi vengono fatti anche su persone già dimostrate negative. L’economia è mandata a combattere la crisi con le scarpe di cartone, senza anche un protocollo INAIL, e tuttavia plaude e ringrazia: c’è stata una manipolazione delle coscienze. I mutui sono solo rinviati, ma poi si dovranno pagare. “Io mi affido al buon Dio, che vi assista nelle soluzioni giuste e assista tutti noi, ma sarebbe meglio avere qualche dubbio in più”, ha concluso Urzì.

Peter Faistnauer (Team K) ha rilevato la gravità della crisi e delle sfide che essa porta, ha quindi evidenziato che l’agricoltura locale ha dimostrato la sua importanza, ma si è lontani dall’autoapprovvigionamento, viene coperta solo una piccola parte delle esigenze. Nell’ambito della scuola, non va tutto bene come detto dal’ass. Vettorato: c'è voluto tanto tempo per riorganizzare tutto, molti insegnanti sono vicini al burnout, anche alunni e alunne hanno problemi. Le lezioni a distanza rimarranno a lungo, ma sono in realtà solo una soluzione d’emergenza.

Jasmin Ladurner (DVP) ha fatto riferimento alla mancanza di contatti sociali, alla restrizione delle libertà, e ai relativi effetti psicologici, che riguardano anche i giovani. Si è sviluppata, è vero, anche un’onda di solidarietà, per esempio tra generazioni, e la digitalizazzione ha avuto una forte spinta. TRe mesi fa non ci si sarebbe interrogati sulle prospettive di lavoro per i giovani, essendoci la piena occupazione, oggi tali prospettive sono completamente cambiate. È giusto intervenire assumendosi la responsabilità in proprio.

Tempi eccezionali richiedono misure eccezionali, ha sostenuto Magdalena Amhof (SVP), evidenziando come al Giunta avesse dimostrato la sua responsabilità: questo era chiaro anche alla popolazione. Molti politici hanno condiviso questo senso di responsabilità facendo anche un passo indietro, ma altri non l'hanno capito. Alle condizioni in cui si si è trovato, non è vero che le cose non hanno funzionato: hanno funzionato eccome, basti pensare alle lezioni a distanza e alle sfide per gli insegnanti e  le insegnanti, molte delle quali sono mamme. Ora bisogna analizzare cosa ha funzionato bene e cosa meno bene, anche riguardo alla scuola. Per gestire la crisi sono state necessarie misure immediate, anche per lavoratori, e queste si sono dimostrate efficaci. Per chi si è trovato di punto in bianco a casa, il posto di lavoro ha ora un nuovo valore; la ripresa avverrà solo se si agisce insieme.

Waltraud Deeg (SVP) ha sostenuto che vedere in ogni crisi una chance è una delle sfide più grandi. Le crisi portano in superficie anche le debolezze di una società, egoismi e paure, ma dai molti incontri che lei ha avuto negli ultimi giorni ha dedotto che la crisi evidenzia anche i lati migliori delle persone: lo hanno dimostrato i collaboratori delle case di riposo, che si occupano degli altri nonostante il rischio. Non ci si puó far paralizzare dalle paure, altrimenti non si supererà la crisi. Deeg ha poi fatto riferimento agli effetti dell’isolamento su bambini e giovani dall’isolamento: essi non hanno voce, e viene deciso sulle loro teste. Si tratta quindi di imparare dal passato e  proseguire con senso di responsabilità e coraggio, con solidarietà tra generazioni: ognuno deve assumere la propria responsabilità.
Arnold Schuler (SVP) ha fatto riferimento alle nuove sfide che riguardano la protezione civile, abituata a gestire emergenze locali. Molto è ora sconosciuto, comprese le conseguenze dell’epidemia e le caratteristiche del virus: anche gli scienziati devono imparare. L’agricoltura è meno colpita dalla crisi, tranne la viticoltura e alcuni altri settori in particolare quelli che lavorano in relazione con il turismo. L’Europa produce meno alimentari di quanti ne vengono consumati, per questo è così importante garantire un certo grado di autoapprovvigionamento: questo significa un’agricoltura moderna con attrezzature adeguate. La situazione è grave anche per il turismo, che ora è sotto la lente.

“Si sarebbe potuto fare meglio, ma questo è sempre possibile”, ha detto Massimo Bessone(Lega Alto Adige Südtirol), agguingendo che in articolare nn è facile lavorare in un luogo dove le persoen vedono cosa succede in alti Stati vicini. Si si è confrontati tra assessori e con le parti sociali, per trovare soluzioni immediate: in particolare, nell’edilizia, per garantire liquidità alle imprese, per velocizzare, abbassare le soglie, prorogare i contratti, fare piattaforme telematiche, sospendendo gli affitti pubblici. Va riconosciuta anche la responsabilità dimostrata dai cittadini.

Nella crisi si mostra il carattere, ha sostenuto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen): si è dovuto agire rapidamente e si è fatto del proprio meglio, ma sono emersi anche lati deboli, Nessuno si aspettava che l’epidemia avesse una tale forza, ma si è visto che anche il tanto lodato sistema sanitario altoatesino è arrivato al limite. C’è bisogno di fare chiarezza e corretttivi. Gli aiuti immediati della Provincia sono indispensabili, ma non hanno raggiunto tutti. La comunicazione della Giunta è confusa, gli aiuti più burocratici rispetto ad altre regioni. Si è visto che all’Autonomia mancano importanti competenze. Nè la Provincia nè lo Stato potranno riparare i danni, ma bisogna salvare il salvabile: per questo vanno sostenute tutte le misure che possono portare fuori dalla crisi.

Thomas Widmann (SVP) ha sostenuto che molto non è ancora chiaro, ma secondo i dati attuali ora si è oltre il picco. Due mesi fa la situazione era completamente diversa, con 8/9 nuovi pazienti nelle terapie intensive: si è riusciti ad ampliare la capacità di posti letto, anche grazie ai partner stranieri, con l’obiettivo di evitare il crollo del sistema. Attualmente, l’Alto Adige esegue in proporzione più test di ogni altra regione in Europa. Nelle prossime settimane si saprà di più e si potá trarre un bilancio. I consiglieri Knoll e Köllensperger si sono dimostrati ieri disponibili, ma nelle ultime settimane hanno contribuito a diffondere l’insicurezza con le loro affermazioni, e questo è vergognoso. In quanto ai materiali protetti, tutto il mondo si è trovato nella stessa situazione: il piú grande nemico è stata qui la burocrazia, perché tutto doveva passare dall’INAIL. OMS e IStituto Superiore della Sanità ritenevano accettabili semplici mascherine chirurgiche, l’INAIL no. E non è accettabile che i più grandi patrioti si siano subito rivolti allo Stato per lamentarsi della Provincia. Questo dimostra che la via autonoma seguita dall’Alto Adige è valida, Widmann si è detto favorevole a una veloce riapertura, ma accompagnata a un efficace sistema di controllo. Per una soluzione serve il vaccino, ma l’economia non può restare ferma: tuttavia, i cittadini devono essere consapevoli dell'importanza del rispetto delle regole di sicurezza, perché non si sia travolti da una nuova ondata.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che L’epidemia ha trovato tutta L’Europa impreparata. Ha chiesto quindi correttezza nelle critiche, ricordando che all’inizio molti avevano ritenuto le misure esagerate. Quando l’Alto Adige ha annunciato la fine della stagione invernale, molte altre regioni si sono stupite. La sfida più grande per tutti gli Stati e le Regioni è stato il mantenimento del sistema sanitario. Grazie a un lavoro eccezionale a tutti i livelli sanitari, sia al centro che in periferia, questo obiettivo della prima fase è stato raggiunto. Ci sono stati molti morti, ma bisogna metterli in relazione alla gravità della situazione, senza trarre conclusioni affrettate. L'attuale sviluppo positivo, di cui si può essere contenti, non deve però illudere che non ci sia ancora rischio di contagio. Ora si tratta di salvare i posti di lavoro. Il lockdown in Italia è stato assolutamente corretto, ma ne è nata la falsa convinzione che lo Stato possa garantire la completa sicurezza: questa è invece una responsabilitá di ciascuno, per sé e per gli altri.Alcuni guarderanno più a nord, altri più a sud, come succede in questa terra, ma questi diversi punti di vista non vanno giocati gli uni contro gli altri per dividere la società. Ora è il momento di agire insieme. L’Alto Adige ha la forza per uscire rafforzato da questa crisi.

Sven Knoll e Paul Köllensperger hanno replicato che avessero segnalato il caso del’assenza di materiale protettivo non aveva nulla a che fare con l'ostruzionismo, ma con la necessità di dare garanzie ai ccitatindi.
Con questa replica si è concluso il dibattito d'attualità.

(MC)