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Consiglio | 06.03.2020 | 17:22

Lavori Consiglio: Insegnamento dello Statuto, manifesto “Parole Ostili”, seggiolino antiabbandono - CON VIDEO

Discussi tre documenti della maggioranza: sospesi quelli di Alto Adige Autonomia, approvato il voto della SVP. La sessione di lavori di marzo è terminata. Appello finale sul comportamento a fronte dell'emergenza Coronavirus.

Con la mozione n. 251/20: Insegnamento dello Statuto di Autonomia nelle scuole primarie e secondarie, presentata questo pomeriggio in Consiglio provinciale, Alto Adige Autonomia, sottolineando che spesso le prerogative della Provincia autonoma di Bolzano vengono considerate privilegi da altri rappresentanti politici a Roma e per questo criticate, sottolineava come per tutelare la posizione altoatesina era necessaria una buona conoscenza delle ragioni che stavano alla base dell’Autonomia. È necessario quindi dare alla Carta che sancisce i principi e i valori della Provincia la dignità e il ruolo primario che merita: gli studenti devono uscire dal ciclo della formazione scolastica obbligatoria con l’orgoglio di essere cittadini altoatesini e la consapevolezza di quali dinamiche muovono il territorio e di quale assetto normativo lo distingua dal resto del Paese. Per questo motivo, AAA chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a introdurre, ai sensi delle indicazioni normative esistenti, l’insegnamento obbligatorio dello Statuto di Autonomia come strumento utile e necessario all’apprendimento permanente dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia (primarie e secondarie, come pure nella formazione generale e professionale).
Dicendosi favorevole a uno studio dell’educazione civica e dei principi dell’Autonomia, il Movimento 5 Stelle ha però sottolineato che non riconosceva il nesso tra questo tipo di studio e il miglioramento dell’opinione nei confronti dell’Alto Adige da parte del resto d’Italia. Ha inoltre ritenuto che lo studio dello Statuto fosse troppo precoce alla scuola primaria.
Il Gruppo Verde ha invece ritenuto che bastasse adeguare il metodo di insegnamento anche per trasmettere la conoscenza alle elementari, tuttavia lo studio dell’educazione civica non era stato ancora ufficialmente introdotto, era da rispettare l’autonomia delle scuole, e infine era chiaro che chiunque volesse parlare di educazione civica in Alto Adige non potesse prescindere dallo studio dello statuto, pertanto la mozione era tautologica.
Secondo il Partito Democratico - Liste civiche, era strumentale che nelle premesse della mozione fosse stato citato solo un rappresentante del PD quale critico verso l’autonomia e non, per esempio, il presidente leghista del Veneto. Ha fatto quindi riferimento a libri di storia redatti da storici delle tre lingue, in maniera neutrale, e ricordato che nell’Assessorato alla scuola era attivo un settore che produceva pubblicazioni di storia locale che erano documenti preziosi per insegnanti e studenti: questa era la direzione giusta, ovvero investire nella conoscenza della storia locale. Il gruppo ha annunciato astensione.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha ritenuto la mozione banale: è come se ci si rivolgesse al presidente degli albergatori per dire che gli alberghi altoatesini sono i migliori del mondo. L’Autonomia è una disposizione di valore costituzionale, ma non deve diventare un mantra per ottenere un riconoscimento. Di educazione civica c’è bisogno non alle scuole elementari, ma di più tra i politici, come dimostrava la mozione successiva che nelle sue premesse era sarcastica verso l’Italia.
La Süd-Tiroler Freiheit ha sostenuto che il problema non fosse l’ignoranza nelle scuole locali, ma l’ignoranza sulla storia della provincia di Bolzano nel resto d’Italia. In quanto ai libri di storia citati dal PD, in merito alla storia dell’Autonomia c’è una differenza tra quanto era contenuto nei libri in uso nelle scuole italiane e quanto nelle scuole tedesche. Bisogna ribadire anche che l’Autonomia ha un ancoraggio internazionale, mentre spesso si tenta di cancellare ogni connessione con l’Austria.
Il Team K ha sostenuto che l’assessore competente ha chiarito che l’introduzione della materia “educazione civica”, come materia trasversale, è già prevista, e l’insegnamento dell’Autonomia deve esservi incluso. Ha annunciato astensione.
Il Gruppo Verde ha evidenziato che tutto quanto viene richiesto nella mozione è già realtà, c’è tutto nelle linee guida. Statuto e Costituzione sono già comprese nelle materie di studio.
I Freiheitlichen hanno chiarito che le stesse premesse della mozione segnalavano che già nell’accordo di coalizione c’era il capitolo “Per un Alto Adige stabile e forte”, declinato nei paragrafi “Il plusvalore dell’Autonomia” e “Ampliamento dell’Autonomia”: a quanto pare, l’Autonomia è celebrata per molto di più di quello che è, mentre di fatto mancano molte competenze. Non bisogna far l’errore di crescere i giovani nella convinzione di avere un’Autonomia completa, perché così non è.  
La SVP, respingendo le critiche di Alto Adige nel cuore relativamente a quanto scritto nella successiva mozione in discussione, ha aggiunto che la maggioranza attende le norme statali relative all’educazione civica per poi introdurre i contenuti. Prevedere quanto chiesto dalla mozione per tutte le scuole sarebbe un passo eccessivo, la mozione andrebbe pertanto ritirata.
La Giunta ha replicato citando la liberà di insegnamento e gli obiettivi traguardo, che per la scuola primaria comprendono, nell’ambito degli insegnamenti di storia e geografia, anche la storia locale e la realtà socio-economica altoatesina, nonché l’istituzione della Provincia autonoma di Bolzano e lo statuto di Autonomia. Anche relativamente alla materia educazione civica introdotta dal Parlamento rientra in Alto Adige lo Statuto di Autonomia. L’obiettivo di insegnare e conoscere le basi dell’Autonomia è condivisibile, ma già ora questo avviene. L’educazione civica è prevista dall’autunno e comprende tutta una serie di contenuti in un’unica lezione settimanale. L’obiettivo della mozione è condivisibile, ma bisognerebbe differenziare meglio il tema, anche in relazione al livello scolastico. Alto Adige Autonomia ha chiarito che approcciarsi ai volumi di storia citati è una scelta che ognuno fa liberamente, e aggiunto che nel 2020 l’Autonomia, che ha fondamento culturale, non deve essere appannaggio dell’uno o dell’altro gruppo linguistico, bensì essere considerata un tesoro comune. Nell’ambito dell’autonomia scolastica, non tutti gli insegnanti fanno lezioni sull’Autonomia. Si è detto comunque disponibile a un confronto per modificare la mozione, che è stata sospesa.

Di nuovo Alto Adige Autonomia ha presentato la mozione n. 241/20: Adesione al manifesto "Parole Ostili", il progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza verbale, con la quale, evidenziando che in un mondo dominato sempre più dalla comunicazione e in cui ogni parola viene ripresa e amplificata dai media tradizionali e dai social, con i fenomeni dilaganti dell’hating, delle gogne mediatiche e delle fake news, il linguaggio politico deve conservare il compito di proporsi come esempio, promuovendo un dibattito incentrato sui contenuti e non sulla squalifica dell’avversario, che nelle ultime campagne elettorali si è assistito a un climax allarmante di ostilità verbale, in un crescendo di aggressività diffusa e inaccettabile violenza di termini e concetti espressi, senza distinzione di colore o partito, e che in questo contesto assume rilevanza e attualità l’iniziativa del “Manifesto della comunicazione non ostile”, nata nel 2017 e promossa dall’Associazione Parole Ostili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, alla cui campagna, presentata in Senato, hanno già aderito oltre 200 parlamentari di tutti gli schieramenti politici e vari ministri, chiedeva di impegnare la Giunta (versione emendata) (1) a sottoscrivere il manifesto e a incentivare l’adesione alla campagna #cambiostile, anche singolarmente, (2)  a promuovere iniziative specifiche volte a sensibilizzare politici ed elettori a un uso corretto della comunicazione e a un’ampia responsabilizzazione rispetto a quanto si dice o si scrive, ma anche a quanto si condivide online, (3)  a impegnarsi a divulgarne il contenuto sul territorio, consapevole della necessità di riportare a un uso corretto del significato delle parole per lo sviluppo di una comunità educante. Il promotore ha ammesso di essere lui stesso andato oltre, in passato, con le sue affermazioni, ma si riconosceva ora in questa bellissima iniziativa sottoscritta da politici italiani di diverse aree, che pure rientrava nella sfera dell’educazione civica.
Il Gruppo Verde ha sottolineato che anche durante la lettura della mozione c’erano molti consiglieri che non ascoltavano, e ha annunciato sostegno alla proposta, sottolineando l’importanza di iniziare da se stessi, quali politici che spesso sono di fronte a derisioni e al centro di contrasti, e come prassi di agire concreto.
Il Team Köllensperger ha evidenziato che se il coronavirus attacca la salute fisica, il virus delle parole ostili attacca la mente e lo spirito. Parlare offendendosi è una modalità che si diffonde anche tra i giovani, e pure il Governo federale tedesco ha affrontato questa tematica in seguito a pesanti offese espresse verso una politica: in quell’occasione, era stato detto che la politica deve abituarsi e accettare queste offese. Il TK ha poi fatto riferimento alla candidatura a Merano di un politico che aveva augurato a una giornalista di essere violentata 100 volte, e ha chiesto ai consiglieri dello stesso partito di consegnare il manifesto anche al loro capitano.
I Freiheitlichen hanno evidenziato che i commenti di rilevanza penale devono essere puniti, ma controllare cosa si deve dire o no non va bene, significa togliere libertà.
La Lega Salvini Alto Adige Südtirol ha replicato al TK che ognuno è responsabile personalmente per quello che dice, e che quanto era stato detto non veniva assolutamente approvato. Tuttavia era chiaro che egli non voleva augurare lo stupro a nessuno.  Quello della violenza sulle donne è un problema enorme, e bisogna essere molto cauti quando si parla di queste cose, ma il partito della Lega non è responsabile di alcunché. Spesso e volentieri su facebook si va oltre il limite, e questo lo fanno tutti indistintamente. In quanto alla mozione, pare sia di moda aderire a manifesti di ogni tipo: è ovvio che gli stessi consiglieri provinciali devono per primi dare il buon esempio, e questo è garantito anche dalla gestione del presidente del Consiglio, ma per quanto riguarda gli interventi dei singoli sui social media non c’è manifesto sottoscrivibile che lo potrebbe vincolare.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia ha detto rifarsi al manifesto delle proprie idee, della propria coscienza, del Regolamento dell’aula, della Costituzione, dello Statuto, e della responsabilità verso i cittadini elettori. La politica in Alto Adige si è sempre dimostrata rispettosa delle posizioni reciproche.
La SVP, partendo dalla domanda “chi comincia per primo?”, ha proposto delle modifiche, affinché non fosse la Giunta ma i singoli consiglieri e consigliere a sottoscrivere il manifesto. Essi infatti fungono da esempio per la società, non sempre positivo, ma dovrebbero attenersi a quanto scritto nel manifesto, che aiuta a creare una nuova comunicazione. Ha quindi accolto il punto (1) proponendo una modifica della formulazione.
La Süd-Tiroler Freiheit ha ritenuto problematico aderire a un’iniziativa che partiva dalla Chiesa, che in passato si era sempre dimostrata ostile verso opinioni non concordanti. invece che sottoscrivere un manifesto, sarebbe opportuno che ciascuno si assumesse le sue responsabilità. Quando ci sono discussioni molto emozionali si può perdere il controllo, anche se non è giustificabile, tuttavia l’importante è che dopo ci si guardi negli occhi e ci si tratti con rispetto. L’impressione nei media è che non ci sia più rispetto per le opinioni degli altri, e questo si risolve non con un manifesto, ma con le critiche quando questo accade. 
Su richiesta dei Freiheitlichen, il presidente del Consiglio provinciale ha spiegato che non era chiaro chi avrebbe dovuto firmare il manifesto, e Alto Adige Autonomia si è detta disponibile a riformulare la parte dispositiva. AAA ha spiegato che la Chiesa non c’entra nulla con l’iniziativa del manifesto, che ha l’obiettivo di diffondere l’esposizione di concetti e valori senza violenza verbale, anche sulle piattaforme social. La mozione è quindi stata sospesa per essere riformulata.

LA SVP ha infine presentato il voto n. 13/20: Articolo "antiabbandono" – disposizioni assurde, con cui, premettendo che la protezione dei bambini è assolutamente importante,e rifacendosi alla nuova disposizione “antiabbandono” che obbliga dal 6 marzo 2020 a dotare i seggiolini per bambini di un sistema di allarme che avvisi i genitori, i nonni, o comunque il/la conducente, della presenza in auto di un bimbo piccolo al momento di lasciare il veicolo, obbligando ad acquistare un nuovo seggiolino oppure attrezzare quello in uso con uno o più emettitori di segnali – a seconda di quante persone sono solite guidare il veicolo con il bambino a bordo, pena una sanzione tra 83 e 323 euro e la detrazione di cinque punti dalla patente di guida e a fronte di un contributo di 30 €,  rilevava che la legge sembrava essere stata varata in fretta e furia senza badare alle conseguenze per le cittadine e i cittadini e che negli ultimi due mesi erano state raccolte più di 6.000 firme contro questa misura, la maggior parte delle quali provenienti dalla provincia di Bolzano. Si chiedeva quindi di impegnare la Giunta a sollecitare il Governo e il Parlamento (1)  ad avviare quanto prima la revisione dell’articolo “antiabbandono” allo scopo di modificarlo tenendo conto degli aspetti sanitari, organizzativi e finanziari, nonché (2)  ad avviare parallelamente una campagna di sensibilizzazione a livello statale finalizzata a rendere maggiormente responsabili i genitori.
I Freiheitlichen, condividendo la correttezza dell’aggettivo “assurde”, hanno ricordato che i tragici casi sono casi singoli nei quali c’è stata una grave trascuratezza, criticando che sulla base di questi singoli casi si fosse promossa una legge che riguardava tutti. Bisognerebbe allora introdurre controlli per tutti a ogni singolo incidente che riguarda i bambini, ma non si può certo controllare la vita delle persone così. La disposizione avrebbe avuto un senso con un termine di entrata in vigore almeno un anno dopo, permettendo di prepararsi.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha invece criticato la definizione “disposizioni assurde” presente nel titolo della mozione, quasi che la vita dei bambini avesse un valore vicino allo zero, e come se le interferenze di un bluetooth fossero un problema, quando in tutte le auto ci sono apparecchi elettronici. Le norme hanno lo scopo di tutelare la salute di quei bambini che hanno la sventura di trovarsi in situazioni sbagliate. La disposizione era stata approvata a Roma senza voti contrari, quindi anche con quelli della SVP, a meno che non fosse alla buvette. Il consigliere ha poi criticato la frase contenuta nelle premesse “considerato il fatto che le leggi, che in Italia vengono varate senza grandi pretese per quanto riguarda la loro osservanza, in Alto Adige vengono applicate controllandone rigorosamente il rispetto”, evidenziando che anche in questo caso occorrerebbero l’educazione civica e il rispetto di sui si era parlato poco prima.
Il Gruppo Verde ha ritenuto che il tema non fosse da minimizzare, tuttavia si è detto d’accordo con i Freiheitlichen: era sbagliato passare dai singoli casi alla collettività, la norma era poco fondata. Si interviene solo eliminando l’ultimo passo di una lunga catena, come se si combattesse la dipendenza dalla droga togliendo gli aghi dalle siringhe. Bisogna mettere in dubbio una società che permette che questo accada, questo deve essere il tema di discussione.
Il Partito democratico - Liste civiche ha ritenuto fuori strada il voto, in Europa dal 1990 sono morti più di 800 bambini, e in Italia  40 muoiono ogni anno perché l’ancoraggio ai seggiolini non è corretto. Bisognerebbe quindi essere orgogliosi del fatto che l’Italia ha presentato per prima in Europa una legge di questo tipo, per imitare decessi e aiutare tante persone che si accorgono all’ultimo momento di aver lasciato un bambino nell’auto. La legge non è assurda, come si dice nella mozione, e non ci si aspetta una critica così pesante a una legge che salva delle vite.
Il Movimento 5 Stelle ha condiviso queste parole, ritenendo che la proposta salvaguardasse la sacralità della vita, compresa quella dei genitori che vengono annientati dai sensi di colpa per un evento che può capitare a chi ha una routine sempre uguale. Anche il Movimento ha ritenuto un po’ vergognosa l’affermazione relativa all’osservanza della legge. In ogni caso, la disposizione sul Codice è dal 2018 e viene applicata gradualmente, finora non ci sono state multe. 
La Süd-Tiroler Freiheit ha fatto riferimento alla tipica frase di Asterix “Sono pazzi Questi romani”: le leggi dovrebbero tutelare i cittadini e avere un plusvalore, non nascere dal panico ed essere discriminanti. In Germania sono 7.000 i bambini che riportano ustioni da acqua calda, ma non si obbliga a installare un sensore nella vasca da bagno. O forse un bambino italiano vale di più di uno che vive in Isvizzera, dove il dispositivo non è necessario? Più opportuna sarebbe un’opera di sensibilizzazione, non una legge nata per cavalcare un momento emozionale. Il rispetto del codice della strada nelle altre aree d’Italia è molto diverso rispetto a quanto accade in provincia di Bolzano.
Il Team K ha ritenuto più opportuna una campagna di sensibilizzazione, in modo che le persone si assumano le responsabilità, anche a fronte delle nuove tecnologie a disposizione. La legge è stata varata in fretta e furia e andrebbe ripensata, per questo si è a favore del voto.
La SVP ha detto che la strada più opportuna è una campagna di sensibilizzazione, responsabilizzando i genitori. Ogni morte è una morte di troppo, ma una tecnologia che aiuta a parcheggiare dovrebbe anche essere in grado di segnalare questo tipo di problema. ma soprattutto dovrebbero essere i genitori a verificare se il bambino è ancora dentro l’auto.
Ancora il Team K ha rilevato che l’iniziativa era di democrazia diretta: nata dai cittadini, una rappresentanza di madri era infatti in tribuna. Questo modo di procedere era positivo.
La SVP ha ringraziato per il sostegno e chiarito che ogni vita ha un valore, ma si tratta di cercare approcci alternativi e concretizzabili. Se si ha un seggiolino bluetooth ma ci si dimentica lo smartphone, non serve a nulla.
La mozione è stata messa in votazione per appello nominale e approvata: le premesse con 27 sì, 3 no e 2 astensioni, la parte (1) con 29 sì e 3 no, la parte (2) con 28 sì e 4 astensioni.

A fine seduta un consigliere del Team K ha rivolto un appello sul tema dell’epidemia di Coronavirus, che aumenterà nelle prossime settimane e va affrontata senza panico ma con attenzione. L’istituto Koch ha classificato la provincia come territorio a rischio, la popolazione reagisce con cautela, i responsabili politici devono essere più uniti, tutti i consiglieri si dovevano a disposizione, egli come medico lo faceva.
Il Presidente della Provincia ha aggiunto che per la Giunta è un ottimo segnale se l'opposizione dichiara di voler collaborare, e questa offerta veniva accolta molto volentieri. I danni economici vanno evitati, ma la salute ha la priorità. Gli esperti dicono che nelle prossime settimane questo sviluppo continuerà, per questo vengono diffusi consigli per rallentare questo andamento: la popolazione deve prendere sul serio le raccomandazioni e i provvedimenti presi su suggerimento degli esperti. L’Alto Adige è una terra forte in grado di affrontare questa sfida, se tutti collaborano.
La sessione di marzo è conclusa.

(MC)

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