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Consiglio | 05.03.2020 | 16:58

Lavori Consiglio: DURP, esercizi commerciali periferici, IMI

Approvate due mozioni della SVP, discussa ma sospesa una proposta di Alto Adige Autonomia.

Nello spazio riservato alla maggioranza, la SVP ha presentato la mozione n. 228/20: DURP - Facciamo il punto della situazione, con cui si segnalava che con l'introduzione, nel gennaio 2011, della Dichiarazione Unica dei Redditi e delle Proprietà (DURP), la rilevazione dei redditi e delle proprietà per l'accesso alle prestazioni della Provincia è stata unificata e viene da allora amministrata tramite un unico modulo di rilevazione e una banca dati centrale. L'obiettivo era ed è quello di una più equa ripartizione dei contributi nei vari settori, compresa l'edilizia abitativa agevolata, dove la DURP viene applicata dal 2017, tuttavia non sempre dà i risultati sperati, vale a dire più equità nell'assegnazione dei contributi. Ora sono disponibili sufficienti dati significativi per analizzare più dettagliatamente questo strumento di valutazione e per verificarlo rispetto all'obiettivo originario: per questo si incaricava la Giunta provinciale di svolgere un'analisi sull’edilizia abitativa agevolata a partire dall’introduzione della DURP, al fine di prevedere, quanto prima, su tale base dei provvedimenti mirati da inserire nella legge sull'edilizia abitativa agevolata.
Secondo i Freiheitlichen, che hanno evidenziato i rilievi emersi sulla DURP, la mozione dimostra che anche nella SVP la DURP viene messa in discussione, pur senza proposte concrete ma in vista della futura legge sull’edilizia abitativa agevolata. Tanti citatdini, come ribadito dai sindacati, si setnono svantaggiati dall’introduzione della DURP.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha evidenziato che ad analoghe richietse dlel’opposizione era sempre stato risposto che la Giunta stava lavorando alla nuova legge sul tema, e che quindi ci si aspettava una risposta uguale. Ha quindi aggiunto che l’allora assessore aveva tenuto conto delle richieste della parte politica maggioritaria in consiglio provinciale. Una prima bozza delL’assessore era stata infatti bloccata. ora che la SVP ha ottenuto questa competenza, per noncuranza della Lega, viene fatta questa richiesta. Il PD l’avrebbe sostenuta.
Un’analoga mozione, ha ricordato il Team K, era stata approvata nella precedente legislatura, quando l’allora assessore all’edilizia abitativa rispose che ci voleva un po’ di tempo per verificare gli effetti della DURP, invitando ad aspettare fino al 2019. Ora il momento era arrivato, i dati dovrebbero esserci. Il gruppo ha poi chiesto informazioni sulla tabella di marcia della legge sull’edilizia abitativa agevolata, e rilevato il doppione ISEE/DURP e i problemi che ne derivano. 
I consiglieri SVP possono certamente presentare mozioni alla Giunta, è stato sottolineato  ai banchi del partito di maggioranza, e la mozione ha lo scopo di promuovere in futuro una legge sull’edilizia abitativa agevolata più semplice, che aiuti le persone più bisognose.
La Giunta provinciale ha risposto che la DURP è semplicemente una banca dati che rileva la situazione reddituale e patrimoniale dei cittadini, ma non dice nulla sulla distribuzione dei contributi. In base ai dati della Ripartizione Finanze, il 95% di chi presenta domanda riesce ad ottenere un sostegno per la casa. Come detto dall’ex assessore, ci voleva del tempo per rilevare gli effetti della misura: ora si possono rilevare e presentare i dati. La mozione è stata quindi approvata con 28 sì e 1 astensione.

Alto Adige Autonomia ha quindi presentato la mozione n. 237/20: Tutelare gli esercizi commerciali per preservare i quartieri periferici, ricordando che la legge provinciale 4/1997 e la delibera di Giunta 2 maggio 2017, n. 470 prevedono sostegni ai servizi di vicinato, focalizzati però sulle aree rurali. Ma anche i negozi di quartiere svolgono un ruolo essenziale nelle città, e possono essere paragonati a “realtà di paese” che, a differenza del centro storico, non beneficiano di un’attrazione “naturale” dal punto di vista turistico. Essi rappresentano centri di aggregazione attorno ai quali ruota la vita sociale ed economica delle comunità di quartiere, o per meglio dire “rappresentavano”, perché sempre più insegne chiudono (circa il 20% dei pubblici esercizi periferici della provincia cambia gestione in meno di un anno), perché devono far conto con gravi problemi di redditività. Per questo, al fine di contenere il fenomeno della chiusura in massa dei locali di quartiere, sostenendo così la conservazione delle periferie delle cittadine dell’Alto  Adige, si chiedeva di incaricare la Giunta provinciale di elaborare e introdurre, in collaborazione con le rappresentanze dei gruppi d’interesse e le associazioni di categoria, un pacchetto di disposizioni specifiche mirate al sostegno e alla promozione dei pubblici esercizi di quartiere.
I Freiheitlichen hanno annunciato voto a favore, evidenziando che ognuno interviene per la realtà che gli è più vicina, che siano i locali di paese o quelli dei quartieri.
Il Team K ha evidenziato gli oneri burocratici, del rischio e della sicurezza, che frenano molti giovani che vorrebbero aprire locali o negozi: un intervento in questo senso sarebbe l’aiuto piú prezioso.
Anche il Gruppo Verde ha approvato la mozione apprezzandone la concretezza.
Il Partito democratico - Liste civiche ha ritenuto utile conoscere quanti esercizi stanno chiudendo o hanno problematiche per via della zona in cui si trovano. Rispetto al Trentino, in Alto Adige le attività commerciali riescono a restare a galla meglio, grazie al turismo, ma bisogna considerare anche i danni che provocherà il coronavirus, a partire proprio dalle zone periferiche. pertanto è utile muoversi in tempo. 
La Süd-Tiroler Freiheit ha sostenuto che la questione non riguarda solo i quartieri ma anche i paesi, che devono restare luoghi attrattivi per le piccole e medie aziende.
La SVP ha riferito che con la nuova legge urbanistica si cerca proprio di intervenire per mantenere le strutture nei paesi; in quanto alla mozione, la sfida è ancora maggiore con il coronavirus: è opportuno aspettare una decina di giorni e poi vedere come agire.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha ricordato di aver fatto analoga richiesta intervenendo dopo l’approvazione della mozione SVP per gli esercizi di paese: le sue riflessioni, espresse in emendamento, furono però respinte. Avrebbe quindi votato a favore e posto attenzione alla risposta della maggioranza.
Sempre dalla SVP è stato rilevato che mentre nella parte dispositiva si parlava di esercizi pubblici, nel titolo ci si riferiva agli esercizi commerciali, il cui assesore ocmpetente non era in aula. Inoltre era opportuno attendere gli sviluppi del coronavirus. per questo è stato proposto un rinvio della mozione. 
Alto Adige Autonomia ha espresso dei dubbi sulla richiesta - “se il coronavirus è così impellente si dovrebbero sospendere i lavori dell’aula”, aggiungendo che la mozione non stabilisce i fondi sa mettere a disposizione, ma chiede un confronto con le categorie. La situazione è preoccupante sia per gli esercizi commerciali che per quelli pubblici. In quanto agli esercizi di paese, essi erano già stati oggetto dell’approvata mozione della SVP.  È stato quindi chiesto di votare la mozione.
La Giunta provinciale ha chiarito che da anni la politica della provincia è quella di rendere la periferia più attrattiva ma anche i quartieri delle città, garantendo un equilibrio. Sicuramente ci vogliono sostegni mirati e anche agevolazioni. Vero è che domina incertezza sugli sviluppi del coronavirus, e che l’economia si trova in grande difficoltà: si intendono predisporre interventi. Vero è che ci sono esercizi in difficoltà. la mozione non si può accogliere così come formulata, perché fa riferimento a due cose diverse nel titolo e nella parte impegnativa. Alto Adige Autonomia ha sospeso la mozione per modificarla. 

La SVP ha presentato di seguito la mozione n. 249/20: L’IMI come strumento di gestione, con cui evidenziava che negli ultimi anni le richieste di spazi abitativi a prezzi accessibili e di un giusto utilizzo degli immobili si sono fatte sempre più forti anche in Alto Adige, e che i prezzi degli immobili, così come gli affitti, sono in continuo aumento. Soprattutto i giovani non hanno più i mezzi per comprarsi una casa e  solo pochissimi ci riescono. Nel contempo, centinaia di alloggi restano vuoti oppure vengono sempre più spesso usati per attività imprenditoriali, per esempio affittandoli attraverso piattaforme come airbnb: questi alloggi non sono quindi più disponibili ai fini di quella che dovrebbe essere la loro destinazione d’uso, vale a dire, fornire spazi abitativi alla popolazione residente. per ovviare a questa problematica si chiedeva alla Giunta (1) di verificare, in collaborazione con il Consorzio dei Comuni, se l’imposta municipale immobiliare possa essere impiegata come strumento di gestione per coprire il fabbisogno abitativo primario e ai fini di un uso corretto degli immobili, e inoltre se sia possibile aumentare l’aliquota per gli alloggi lasciati vuoti o utilizzati per attività imprenditoriali, (2) di prevedere, in cambio, ulteriori agevolazioni fiscali per chi mette a disposizione alloggi per il fabbisogno abitativo primario, (3) di avviare, in caso di una valutazione positiva, i passi necessari nell’ambito della legge di bilancio 2020.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia si è stupito che si chiedesse di aumentare l’aliquota per gli alloggi utilizzati per attività imprenditoriale, ritenendo che airbnb non lo fosse, se non per un numero di alloggi superiore a una certa quantità. Si vuole colpire dove si genera reddito e si fa un’attività, e questo è un concetto sbagliato, che pretende che si disponga della proprietá altrui, come puó essere quella di una famiglia che, avendo concluso il contratto di affitto quinquennale di una casa di sua proprietà, la tiene vuota in attesa che il figlio rientri dagli studi fuorisede di lì a un anno. Nessuno non mette a frutto per tanti anni un appartamento di cui dispone.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha ricordato di aver presentato una mozione analoga sugli alloggi sfitti, ricevendo dall’assessora una risposta che faceva riferimento all’elaboranda legge  di riforma dell’edilizia abitativa. Lo scopo è di favorire l’alloggio in locazione, e gli appartamenti b&b vengono tolti da questo mercato. Il gruppo avrebbe quindi approvato la mozione, stante anche la fortissima richiesta di locazione in particolare a Bolzano, che rende necessari strumenti di riequilibrio.
Secondo la SVP, la situazione va regolata, definendo chiaramente se qualcuno svolge un’attività imprenditoriale, dovendo quindi seguire le relative norme. Alcuni Comuni sono stati sollecitati a controllare le destinazioni d’uso, e lo hanno fatto, il che ha dato come esito la registrazione di diverse attività: questa è la strada da seguire, valutando la situazione col Consorzio dei Comuni.
Il Team K ha fatto riferimento a un disegno di legge del gruppo proprio a questo scopo, per un aumento dell'aliquota massima, in modo da dare uno strumento ai Comuni. La seconda casa è un lusso, quindi chiedere un aumento è giusto. Attualmente c’è una situazione  ingiusta, per esempio è prevista un’aliquota dello 0,2% per l’uso artigianale e 0,4% per la prima casa.
Anche i Freiheitlichen si sono espressi per imposte maggiori sulle seconde case e le case sfitte, ricordando di averlo già proposto ai fini di promuovere alloggi accessibili. Si attende la relativa legge.
Anche la Süd-Tiroler Freiheit ha invitato a distinguere tra prima e seconda casa, aggiungendo che sono giuste misure anche pesanti per evitare abusi. va detto anche che le leggi relative a categorie catastali e imposte non sono affatto chiare, incomprensibili per i cittadini. Il costo della vita in provincia di Bolzano è molto alto, e in particolare lo è quello degli alloggi, essendo il terreno disponibile limitato; in questa situazione, si lasciano alloggi vuoi, piuttosto che metterli a disposizione a un prezzo diverso di quello che si vorrebbe avere. La mozione come formulata però non è sostenibile. 
Il Gruppo Verde ha annunciato invece sostegno, in modo che tutta la cubatura esistente sia utilizzata in modo ottimale. Una famosa sentenza della Corte americana ha sancito che airb&b è un’attività commerciale ai fini di profitto, e come tale va trattata, facendo pagare le relative tasse. Quanto proposto non basterà, ci vorranno politiche di urbanistica e un confronto con le parti sociali, con revisione dei patti territoriali che definiscono un range di quota d’affitto davvero troppo ampio. 
La Giunta provinciale ha ricordato a L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia che la stessa Costituzione italiana prevede, all’articolo 42,che la legge determini i modi di acquisto, di godimento e i limiti della proprietà privata “ allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”. Già adesso l’IMI fa una distinzione, e bisogna considerare che la gestione degli immobili ha un impatto sul territorio e sulle infrastrutture pubbliche, che hanno un costo. Tanti gruppi di interesse saranno contrari alla misura proposta, ma l’obiettivo della mozione è da sostenere. La volontà alla base della mozione, ha ribadito la SVP, è che gli alloggi realizzati a scopo residenziali vengano effettivamente utilizzati a questo scopo. La mozione è quindi stata votata e approvata con 29 sì, 1 no e 2 astensioni.

(continua).

(MC)