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Consiglio | 04.03.2020 | 18:06

Lavori Consiglio: Claudiana, bus a Rencio, pazienti in coma

Proposte di Team K e Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia. La seduta di oggi è conclusa. La Giunta sul coronavirus: “Siamo in attesa della decisione ufficiale del Governo per agire di conseguenza”.

(Nel rispetto delle disposizioni sulla par condicio, questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale).

In apertura della seduta pomeridiana, su richiesta dei consiglieri la Giunta provinciale ha informato sui recenti sviluppi riguardanti gli interventi di contenimento della diffusione del coronavirus: è stato spiegato che non c’era ancora la decisione ufficiale del Governo, ma la Giunta si era riunita per decidere come agire in caso di interruzione dei servizi. Sarebbe stata chiesta un’interruzione della seduta in caso di arrivo dell’annuncio ufficiale, al fine di assumere ufficialmente le decisioni conseguenti.  

È ripresa poi la discussione (avviata questa mattina) della  mozione n. 182/19: Sede distaccata della Claudiana a Brunico o a Bressanone (emendata), con al quale il Team K chiedeva di impegnare la Giunta (1) a valutare la possibilità di istituire una sede distaccata della Claudiana a Brunico o Bressanone e (2) a prendere in considerazione ed eventualmente avviare una collaborazione con la Fachhochschule für Gesundheit (FHG) in Tirolo.
Secondo Alto Adige Autonomia, la mozione era in parte condivisibile, per offrire un’opportunità ai giovani della Pusteria e dell’alta Val d’Isarco. tuttavia, il riferimento alla “non buona reputazione” della Claudiana per via dell’uso prevalente della lingua italiana rendeva tutto meno condivisibile.  In quanto al punto (2), è da ribadire che il personale docente viene fornito dall’Università di Verona per un motivo di riconoscimento dei titoli, cosa che la collaborazione con un’istituzione oltreconfine non potrebbe dare. tenendo conto della prospettata apertura della Facoltà di medicina a Trento, si potrebbe ragionare in termini di Euregio coinvolgendo anche il Trentino.
Secondo i Freiheitlichen, l’ampio utilizzo dell’italiano sia nelle lezioni che agli esami riduce l’attrattività nei confronti dei giovani sudtirolesi più della sede a Bolzano. Se la situazione linguistica rimanesse uguale, il problema rimarrebbe invariato a Brunico o Bressanone. Forse l’obiettivo della mozione è quello linguistico, anche se non lo scrive. I Freiheitlichen l’avrebbero appoggiata.
La Giunta ha replicato che un gruppo di lavoro lavora all’adeguamento di programmi e contenuti, che deve essere costante, e che mentre il modello italiano è più improntato alla teoria, quello austriaco è orientato alla pratica, e gli studenti possono già lavorare. In quanto alla disponibilità di posti di lavoro, contrariamente a quanto avviene per i medici quasi tutti quelli disponibili sono occupati; lo studio nell’altra lingua è quasi un vantaggio perché servirà nel rapporto col paziente. La formazione alla Claudiana dipende dal Ministero anche per quanto riguarda il numero di posti, che sono solo 115 nonostante la Provincia ne avesse chiesto più di 100 in più. Anche una sede distaccata dovrebbe rispettare le disposizioni del MIUR. L’obiettivo non è riempire i posti di formazione, ma avere personale infermieristico sufficiente, anche a fronte dei prossimi pensionamenti. Quest’estate ci sono stati vari incontri con il MIUR e le Fachhochschulen del Tirolo per discutere la questione, e anche da quest’ultime scuole si cerca di avere dei diplomati. Prevedere strutture periferiche non è sensato per costi e onere organizzativo, tanto più che non si riempiono nemmeno tutti i posti della Claudiana. Bisognerebbe quindi eliminare il punto (2), essendoci già una collaborazione. Prima della votazione, il Team K ha stralciato il comma relativo alla reputazione della Claudiana e l’ultimo periodo dell’ultimo paragrafo delle premesse sulla formazione decentrata. Ha ribadito di essere favorevole alle lezioni in diverse lingue, che però per alcuni sono problematiche, e che la formazione austriaca è riconosciuta in Italia.
La mozione è stata respinta: le premesse con 12 sì, 18 no e 2 astensioni, il punto (1) con 12 sì, 18 no e 2 astensioni, il punto (2) con 13 sì e 19 no.

Il Team K ha quindi presentato la mozione n. 213/19: Le linee extraurbane di autobus a Rencio, con la quale, evidenziando che nonostante con la realizzazione della nuova stazione degli autobus in via Renon, Provincia e Comune avessero previsto che tutti gli autobus provenienti dalla val d'Isarco, val d'Ega, val Gardena (ad eccezione di quelli da e per il Renon, naturalmente) sarebbero passati da via Innsbruck, piazza Verdi, piazza Stazione, questa previsione è stata disattesa. Lungo via Rencio transitano quindi quotidianamente nei giorni feriali 229 corse di autobus su linee extraurbane, a cui vanno sommate ulteriori 114 corse di autobus urbani: un transito che arreca un ovvio disagio ai 18.000 residenti, sia in termini di inquinamento che di rumore. A fronte dello scarso numero di obliterazioni sui mezzi pubblici in questione, una riduzione delle corse non arrecherebbe particolari disagi all’utenza. Va inoltre sottolineato che lo studio per lo spostamento della stazione delle autocorriere in via Renon già prevedeva lo spostamento delle linee, una misura considerata di ovvia utilità. Inoltre, realizzando una nuova fermata posta in adiacenza all'attuale pensilina sulla rotatoria all'imbocco della galleria per la val d'Ega, sarebbe possibile prevedere la coincidenza tra autobus extraurbano e urbano. Si proponeva quindi di incaricare la Giunta provinciale (1) di attivare i competenti uffici provinciali per procedere – di concerto con Sad e con Sasa – allo spostamento totale o parziale delle linee di autobus extraurbane che transitano per Rencio, su via Innsbruck; e (2) di prevedere una nuova fermata posta in adiacenza all'attuale pensilina sulla rotatoria all'imbocco della galleria per la val d'Ega.
Alto Adige Autonomia ha riferito di verificare quotidianamente che il traffico a Rencio è molto sostenuto, e definito molto ragionevole la parte dispositiva della mozione presentata, che prevede il concerto con Sad e Sasa, si è chiesto tuttavia se la questione del transito non fosse competenza del Comune di Bolzano, invece che della Provincia.
I Freiheitlichen hanno evidenziato che a un’analoga interrogazione rispose nel 2015 l’ass. Mussner, e chiesto quali dati erano stati forniti.
La SVP ha riferito di un confronto in merito con i proponenti, e che erano emerse posizioni divergenti da parte dei Comuni, coinvolti, anche sullo Sciliar. Ha quindi chiesto la sospensione della mozione per elaborare un emendamento congiunto. Il proponente ha accolto la proposta. 

L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha quindi presentato la mozione n. 248/20: Degenza e cure gratuite per tutti i pazienti in coma e coma vigile ricoverati al Centro Firmian di Bolzano, con la quale, facendo riferimento a quei pazienti che hanno bisogno di cure costanti da parte di personale competente con ausilio di strumenti clinici, segnalava che contrariamente a quanto avviene altrove il trattamento di queste persone avviene sulla base di un preciso inquadramento presso il Centro Firmian, dove un apposito reparto è stato attrezzato proprio a questo scopo. Per questo tipo di assistenza, i relativi parenti devono pagare delle rette alberghiere, per il pagamento di vitto e alloggio, quasi si trattasse di una villeggiatura e non di una degenza. Questo nonostante il diritto alla salute e all’assistenza medica siano diritti inalienabili previsti dalla costituzione per tutti i cittadini, senza che sia previsto il pagamento di alcun tipo di retta, che in Alto Adige possono arrivare fino a 1.400 € al mese, perché questi pazienti sono stati paragonati agli anziani accolti in una casa di riposo. Un trattamento clinico, però, non può essere confuso con un trattamento sociale: questi pazienti hanno il diritto a veder riconosciuta la loro dignità di persone malate, e quindi bisognose dell’assistenza che la Costituzione riconosce a titolo gratuito. Tutto questo premesso, si chiedeva di impegnare la Giunta a prevedere con urgenza idonei interventi affinché a tutti i pazienti in coma e coma vigile per cui il ricovero costituisca l'unica possibilità terapeutica e di mantenimento in vita della persona ed ai loro congiunti venisse garantita la totale gratuità di tutte le spese di ricovero cura e degenza.

La seduta di oggi è conclusa: il dibattito sulla mozione 248/20 proseguirà domani.

(MC)