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Consiglio | 04.03.2020 | 13:03

Lavori Consiglio: edilizia abitativa agevolata, Claudiana

Discusse due mozioni di Freiheitlichen e Team K. La seduta pomeridiana inizierà alle 16.30.

In avvio della trattazione delle proposte dell’opposizione, L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia ha chiesto se una mozione poteva legittimamente essere trasformata in voto con un emendamento, come veniva proposto per uno dei documenti all’ordine del giorno,  relativo all’abolizione del Commissariato del Governo (“I due documenti sono sostanzialmente diversi, non solo nella forma”), e se Alto Adige Autonomia faceva ancora parte della maggioranza, essendo le relative proposte raccolte all’ordine del giorno nello spazio alla maggioranza dedicata.
Il presidente del Consiglio ha fatto riferimento al caso del consigliere uscito dal PD nella scorsa legislatura, rimasto comunque nella maggioranza. Ha aggiunto che all’Ufficio di presidenza non era arrivata alcuna comunicazione relativamente all’uscita della maggioranza del consigliere di alto Adige Autonomia. In quanto alla mozione trasformata in voto (29/9), i relativi presentatori erano stati invitati a farlo perché il tema richiedeva questo tipo di forma. La questione sarebbe comunque stata approfondita.
Freiheitlichen hanno ribadito la richiesta di chiarire chi fa parte della maggioranza, perché nell’accordo di governo esistente sono presenti solo SVP e Lega Salvini Alto Adige Südtirol: bisogna procedere, se così si vuole, a un accordo anche col nuovo gruppo. Il presidente dle Consiglio ha ribattuto che nn è suo compito decidere chi sta in maggioranza e chi no, ma solo far rispettare il regolamento interno, in merito al quale, ha comunicato, la vicepresidente ha presentato una proposta di modifica.
La Giunta provinciale ha proposto di approfondire il tema della partecipazione alla maggioranza nella commissione del regolamento interno: dovrebbero essere solo i gruppi che fanno parte della maggioranza a poter decidere quali altri gruppi nel fanno parte.

Di seguito, è stata presentata la mozione n. 85/19: Adeguamento dei punti assegnati nell’ambito dell’edilizia abitativa agevolata (emendata, con ampliamento delle premesse), con cui i Freiheitlichen sottolineavano la necessità di introdurre misure per rendere accessibile l’abitare e rilevavano che la differenza di punteggio (da 20 a 23) esistente per ottenere un’agevolazione per l’acquisto o per la nuova costruzione di una casa rappresenta un ostacolo per chi sceglie questa seconda opzione, essendo i 23 punti quasi irraggiungibili, in particolare da single o giovani coppie.Inoltre, in alcuni casi 1.000 € di reddito in più o meno fanno la differenza per l’accesso all’agevolazione, e per avere un finanziamento privato bisogna disporre in generale di un terzo del capitale, ma questo crea un problema poi in fase di presentazione del DURP; i periodi di riferimento nella valutazione dle reddito forniscono poi un quadro distorto della situazione. Senza aiuto pubblico, ha aggiunto il proponente, la situazione è più complicata in periferia e questo comporta un trasferimento verso le città. Pertanto, egli chiedeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di avviare tutti i passi tecnici e amministrativi necessari affinché il punteggio minimo di 20 punti valga sia per l'acquisto che per la costruzione di abitazioni, e (2) di adeguare la normativa sulle cooperative edilizie in modo che i posti rimasti liberi, e che di conseguenza bloccano l’inizio dei lavori, possano essere assegnati a persone interessate che pur non raggiungendo il punteggio minimo avevano presentato domanda. Il Team K ha fatto riferimento anche alle modifiche relative al capitale proprio, aggiungendo che la differenza di punteggio previsto per l’acquisto e per la nuova costruzione è effettivamente problematico, nonché che è giusto favorire la permanenza nelle piccole localitá e aiutare i giovani che hanno diffiucoltá a raggiungere il punteggio in quanto senza figli. ha invece ritenuto problematico il punto (2) ritenendo che 16 punti per partecipare alla cooperativa edilizia sono accessibili praticamente a tutti, e che è necessario evitare speculazioni.
Secondo il Gruppo Verde, che ha sottolineato che il tema dell’abitare ritorna a ogni sessione, sono da considerare anche le risorse disponibili. Il consigliere ha chiesto a che punto è la bozza della nuova legge sull’edilizia abitativa agevolata, e se è giá stata diffusa alle parti sociali. ha quindi invitato a sottoporre la bozza anche alla commissione legislativa, in modo da coinvolgere anche il Consiglio provinciale. Utile sarebbe anche un’audizione in merito in Consiglio.
La proposta va incontro alle esigenze di molti, ha ammesso la SVP, ricordando però che con la differenziazione si voleva, a suo tempo, promuovere un sostegno più ampio per le famiglie. Questo però ha portato a svantaggi per i single. È però opportuno attendere la legge di riforma, per la quale ci vuole un concetto che comprenda anche la DURP. Non è opportuno derogare dai 16 punti.
Il Partito Democratico - Liste civiche ha chiesto votazione separata dei due punti essendo a favore del secondo, anche con attenzione alla periferia, ma ritenendo di astenersi sul primo. ha quindi fatto riferimento alla futura legge in materia, auspicando che non demandi troppo ai regolamenti d’attuazione, come spesso succede.
La Giunta provinciale  ha ribadito la disponibilità a un incontro in merito con i capigruppo, e di aver giá fornito la lista dei 5 incontri già effettuati con tutti i gruppi di interesse, che hanno fatto proposte diverse, anche divergenti. Se si modificano i punteggi, bisogna considerare i mezzi aggiuntivi necessari, e valutare quindi i fondi disponibili. A livello europeo, in Alto Adige c’è la quota di proprietá di alloggi più elevata, e l’Alto Adige è stato nominato come esempio di best practice a livello europeo per le abitazioni accessibili: bisogna evitare di abbattere un sistema che funziona bene, introducendo modifiche a cui attualmente in germania si rinuncia. La combinazione tra punteggio, DURP e minimo sociale ha comportato uno spostamento a favore delle famiglie, che ora rappresentano il 60% di chi fa domanda. La differenziazione tra acquisto e costruzione avvantaggia chi acquista l’esistente, risparmiando così suolo. La proprietà della casa è fattore di sicurezza; l’abitare va comunque messo in relazione ai cambiamenti demografici, va detto che chi ha una casa propria fa il più possibile per restarci anche in tarda età, preferendo l’assistenza domiciliare al trasferimento in una struttura. In quanto al riferimento ai regolamenti, la Giunta è stata eletta per prendere decisioni, e non è necessario che la legge riguardi anche i dettagli. 
La mozione è stata messa in votazione per parti separate e respinta: le premesse e il punto (1) con 10 sì, 16 no e 5 astensioni, il punto (2) con 4 sí, 22 no e 5 astensioni. 

È quindi stata presentata la mozione n. 182/19: Sede distaccata della Claudiana a Brunico o a Bressanone (emendata), con al quale il Team K, evidenziando che in base al piano formativo della Scuola provinciale di sanità Claudiana per l’anno 2019/2020 risulta che sono necessari 400 infermieri/e e 180 ostetrici/che, numeri definiti sulla base delle linee guida statali sulla qualità degli interventi assistenziali nel percorso nascita, dei pensionamenti e della durata della formazione, del riordino del territorio, dell’assistenza a domicilio, dell'incremento dei posti letto nelle residenze per anziani, e che a fronte di tutto questo l’offerta disponibile è di 250 posti nel settore infermieristico e 30 nell’area di ostetricia. Purtroppo si sente dire sempre più spesso che la Claudiana non è attrattiva per i giovani, anche perché l’80% delle lezioni è in italiano. Una formazione decentrata a Brunico o Bressanone potrebbe essere un incentivo per i giovani, e andare a sostegno degli ospedali periferici. In Tirolo, questo tipo di formazione è fornito in 6 sedi diverse. Pertanto, si chiedeva di impegnare la Giunta (1) a valutare la possibilità di istituire una sede distaccata della Claudiana a Brunico o Bressanone e (2) a prendere in considerazione ed eventualmente avviare una collaborazione con la Fachhochschule für gesundheit (FHG) in Tirolo. 
Il Movimento 5 Stelle ha evidenziato che con le sedi accessorie si moltiplicherebbero i costi, e criticato il collegamento dell’insegnamento in italiano alla non buona reputazione della scuola. Altri corsi, come uno per innovation manager da lui stesso frequentato, hanno la maggioranza delle ore di insegnamento in tedesco. 
La Süd-Tiroler Freiheit ha evidenziato che il problema è che tutte le lezioni sono solo in lingua italiana: questo viene chiesto anche ai docenti di lingua tedesca, e i materiali di studio sono solo in italiano. Pertanto, chi vede che altrove la formazione è nella sua madrelingua si sposterà. Il problema di carenza di personale c’è in tutta l’Euregio: sarebbe opportuna una formazione congiunta, considerando anche le esigenze della popolazione ladina.
L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, annunciando un’interrogazione sulla quantità esatta di lezioni nell’una o nella seconda lingua, ha a sua volta criticato l’affermazione in base alla quale la Claudiana non andrebbe bene perché ci sono troppe lezioni in italiano, e in generale il fatto che per rendere attrattiva questa scuola si debba spostarla da Bolzano.
Secondo il Gruppo Verde, il problema è l’emergenza relativa alla scarsità di personale, comune a tutta l’Euregio. Lasciando perdere la questione della reputazione della Claudiana, bisogna considerare che in futuro saranno necessari sempre più diplomati nel settore. Bisogna però considerare anche che le persone, pur diplomate qui, possono cercare un posto di lavoro altrove, il che dipende dall’attrattività del posto di lavoro stesso. Questa a sua volta fa capo a molti fattori, non solo la retribuzione.
Il Team K ha chiarito che degli infermieri diplomati negli ultimi anni alla Claudiana solo 2/3 sono rimasti in provincia: la carenza di infermieri e OSA deve diventare una priorità nell’agenda politica, con interventi concreti. Una quota di personale è già a rischio in partenza, dato che molti giovani vanno a formarsi oltreconfine. Proprio per questo è necessaria un’apertura della Claudiana a sedi periferiche.  
Il Partito Democratico - Liste civiche ha riferito che gli risulta che la Claudiana utilizza personale docente proveniente dall’Università di Verona perché i corsi abbiano validità per l’esercizio della professione sul territorio italiano, e chiesto conferma di questo. Le iscrizioni coprivano tutti i posti, pertanto non risulta disaffezione, il problema è che buona parte dei diplomati sceglie di esercitare altrove, per vari motivi. La discussione va quindi ampliata ben oltre le sedi distaccate.
La SVP ha ricordato il valore della formazione plurilingue, sottolineata dagli stessi studenti della Claudiana, i quali avevano detto che nei primi anni ci sono più corsi in italiano, in quelli successivi più in tedesco. Ha ribadito che la Claudiana dipende dall’Università di Verona, pertanto le sedi devono essere approvate dal Ministero competente, il che rende tutto più complesso, insieme ai costi connessi. Un ulteriore problema è che il titolo dei diplomati a Innsbruck non è riconosciuto in Italia.

La discussione riprende nel pomeriggio. La seduta pomeridiana inizierà oggi alle 16.30.

(MC)