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Consiglio | 03.03.2020 | 15:50

Lavori Consiglio: Coronavirus, la situazione

A inizio seduta, chiarimento sulla situazione coronavirus.

(Nel rispetto delle disposizioni sulla par condicio, questo comunicato viene redatto in forma impersonale ed essenziale).

In avvio della prima seduta della sessione di marzo, su invito della Süd-Tiroler Freiheit la Giunta ha fatto il punto della situazione sulla gestione della problematica coronavirus, segnalando che attualmente in provincia c’è un solo caso autoctono, avendo visitato un parente nella zona rossa. L’informazione ha funzionato bene, evitando nuovi contagi: la stessa persona si è recata al servizio sanitario ed è stata messa in quarantena, e sono stati contattati tutti coloro con cui è entrata in contatto. Nessun altro caso è stato rilevato, probabilmente perché si è intervenuti in una fase precoce. Viene richiesta comprensione per i fastidi che comportanto le misure di prevenzione, perché si tratta di un atto di solidarietà al fine di ridurre i rischi, soprattutto per persone fragili come gli anziani. L’anno prossimo se dovesse tornare il virus si dovrà operare con la vaccinazione; attualmente il virus, proveniente dal contatto con la fauna, è molto nuovo e i contagi sono stati veloci. Sono state attuate le misure previste dalla Conferenza Stato-regioni, ma la Provincia può agire anche in Autonomia; lo standard statale corrisponde a quello internazionale dell’OMS. Ci sono inoltre 4 persone positive al test che hanno trascorso le vacanze in Alto Adige, e quindi una certa possibilità che siano state contagiate durante la vacanza: tutti coloro che sono entrati in contatto diretto con loro verranno contattati e informati su come agire per evitare ulteriori contagi. Notizie informali parlano di altri turisti contagiati, ma questo va ancora verificato. Su raccomandazione degli esperti, saranno promosse misure ulteriori nei comuni interessati, come riduzione del numero di persone trasportate sugli impianti o misure per i pubblici esercizi. I Comuni non saranno isolati ma potrebbero essere chiuse le scuole, non per pericoli per i bambini ma per evitare assembramenti. Non servono allarmismi, ma partecipazione di tutti per ridurre il rischio di contagio.
La Protezione civile si occupa di coordinare la situazione, e il capo della stessa è responsabile delle misure, inoltre il Presidente della provincia funge da Commissario speciale: l’Autonomia consente di mantenere le competenze a capo del Presidente della Provincia, dell’ass. alla Sanità e di quello alla Protezione civile: quest’ultima definisce le misure per tutta la provincia, ed è attivo un centro che 24h/24 raccoglie tutte le nuove informazioni, passandole a cittadini e Comuni, per agire in modo preventivo e creare una situazione di fiducia. C’è anche una hotline a disposizione. Si interviene anche per coordinare le attivitá economiche. Anche la Camera di Commercio è ente di riferimento per le aziende in quest’ottica. Si lavora in via preventiva per prepararsi a situazioni che potrebbero subentrare, anche ipotizzando un aumento dei contagi, valutando anche alternative per persone che non hanno un posto dove stare per la quarantena, oppure positive al test ma impossibilitate a farsi seguire da un medico. In Alto Adige c’è una struttura a Colle Isarco, pensata per le vacanze dei militari e in ottimo stato, che sarebbe adatta per accogliere i malati di coronavirus, e permetterebbe ai contagiati di stare in casa ma anche di fare passeggiate all’aperto senza diffondere il virus. Lo Stato aveva chiesto di riservarla anche per pazienti di altre regioni, ma la Provincia l’ha voluta riservate ai pazienti altoatesini.
È stato sempre mantenuto uno stretto contatto tra gli assessori regionali alla Sanità. La massima priorità è la tutela della popolazione, che si attua solo con la riduzione dei fattori di rischio, anche perché un andamento così veloce si può arrivare a un blocco del sistema. Riducendo i fattori di rischio si rallenta la curva permettendo al sistema di protezione civile di reagire. In media ogni contagiato infetta altre due persone, se questa media si riduce a una persona si può fermare l’epidemia. Per questo sono state diffuse le raccomandazioni per la popolazione in 10 punti. C’è una stretta collaborazione tra i vari soggetti operanti nell’ambito sanitario, ed è stato istituito un apposito sito per rispondere alle domande dei cittadini, con il contributo di esperti: ha registrato in pochi giorni 30.000 accessi. Quale caso sospetto si definisce un paziente con sintomatologia clinica con difficoltá respiratorie recatosi nelle zone rosse nelle ultime settimane, tutti gli altri non sono casi sospetti, tranne coloro che sono stati a contatto a meno di un metro in ambiente chiuso con una persona contagiata, o il personale sanitario operativo in certe zone. Quando una persona presenta tosse o difficoltà respiratoria bisogna contattare gli enti sanitari: sarà sottoposta a due test in 24 ore, e i risultati verranno inviati a Roma per la conferma, In caso di quarantena, che dura 14 giorni, è importante lavarsi frequentemente le mani, portare una mascherina, misurare la temperatura. Non ha senso farsi testare solo perché si è stati in certe zone, ma non si presenta alcun sintomo, perché in una fase troppo precoce il test può essere negativo anche se il virus è già presente. Non esiste un protocollo internazionale di gestione, per ogni Paese ci sono interlocutori diversi, questo non semplifica le cose nel caso di coinvolgimento di turisti.
Su richiesta di consiglieri e consigliere, la Giunta ha spiegato che la struttura di Colle Isarco non è nella zona residenziale, e vi verranno accolte persone che non possono stare a casa o non hanno una casa propria in Alto Adige, per esempio i turisti, o persone positive al test, ma asintomatiche. Non c’è rischio per la popolazione del paese, perché le persone sono in quarantena come sarebbero a casa propria. Se non ci sarà bisogno del centro, tanto meglio. Non accoglierà casi di altre regioni, ma potrebbe accogliere famigliari di militari in quarantena. Attualmente, questo sembra un problema solo italiano ma aumentano i casi anche negli altri Paesi, quindi la situazione cambierà: la Provincia ha chiesto di differenziare, nella comunicazione, tra zone affette dal virus o no; l’Alto Adige non è una regione a rischio, e questo va considerato. Di fatto, in Austria e Germania si raccomanda di non andare in veneto o Lombardia, ma non nelle altre regioni, mentre altri Stati, come la Polonia, non fanno queste differenziazioni. Una comunicazione attenta aiuta sia l’economia che il turismo, va sottolineato che andare in Alto Adige è come andare in Baviera, anzi, lì ci sono più casi registrati. Sull’economia ci sono effetti, è chiaro, ma quelli finali verranno a galla solo con il progredire della situazione. La provincia rimarrà in osservazione e deciderà quali misure adottare in futuro, compresi interventi sui mutui. venerdì ci sará anche un incontro con le associazioni dei lavoratori. In quanto al caso altoateisno, non è stato registrato alcun caso positivo tra le persone che sono state a contatto con lui, e l’isolamento terminerà tra pochi giorni. Nella prima Conferenza Stato - Regioni alcuni presidenti di regioni hanno parlato di chiusura di confini, ma il Governo italiano ha escluso questa possibilità, così come il Governo austriaco. Chiudere i collegamenti con l’estero avrebbe ripercussioni catastrofiche. La trasmissione delle informazioni spetta ai Comuni, questo in Italia ha funzionato meglio che dall’estero con i turisti tedeschi. Alcuni Comuni come S. Cristina, Selva, Predoi, Dobbiaco sono previste misure aggiuntive per scuole ed esercizi pubblici.
In quanto ai contagi, nemmeno la compagna del singolo caso rilevato è stata contagiata, il che vuol dire che prima dell’isolamento il livello del virus era ancora basso. Nell’azienda sanitaria c’è un riferimento per aziende con casi di contagio, si seguono con particolare attenzione le case di riposo, il personale dell’Azienda sanitaria competente per la gestione della situazione si sta davvero spendendo al massimo.

La seduta continua con le interrogazioni su temi d’attualità.

(MC)