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Consiglio | 06.02.2020 | 11:42

Lavori Consiglio: limite all'utilizzo di pesticidi

Discusso il disegno di legge 7/19 del Movimento 5 Stelle che modifica la legge sulla natura. Iniziato ora il tempo riservato alla maggioranza.

La seduta di oggi è iniziata con la presentazione del disegno di legge provinciale n. 7/19: Modifiche alla legge provinciale 12 maggio 2010, n. 6, “Legge di tutela della natura e altre disposizioni“ da parte di Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), che ha esordito segnalando che la proposta consiste in una piccola modifica della legge provinciale, ed esprimendo apprezzamento per le recenti affermazioni dell’assessore sul referendum per l’agricoltura biologica in Trentino. Il disegno di legge prende le mosse dai dati dei rapporti ufficiali sui pesticidi presenti nelle acque e dalle proteste della popolazione, da ultima la marcia organizzata dal WWF lo scorso 13 maggio 2018: sempre più persone sono convinte che un’agricoltura intensiva e un uso sempre più massiccio di pesticidi, erbicidi ed altri prodotti chimici possa danneggiare la salute. La proposta vuole porre almeno un paletto, in modo che l’utilizzo di pesticidi non avvenga in luoghi frequentati dalla popolazione, estendendo il divieto almeno vicino alle strade, a luoghi dove passa la popolazione e vicino a corsi d’acqua. Nella versione approvata dalla commissione legislativa, esso prevede, in un unico articolo, che “Alla fine del comma 3 dell’articolo 19 della legge provinciale 12 maggio 2010 n. 6, è aggiunto il seguente periodo: ‘eccetto presso i confini dei campi e delle banchine, nonché lungo le scarpate stradali, i corsi d’acqua e i fossi’”.

Dopo che Franz Locher (SVP) ha letto la relazione della 2a commissione legislativa, da lui presieduta, la quale aveva dato parere positivo al disegno di legge con 7 voti favorevoli e 1 astensione.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sottolineato che nell’attuale normativa una certa limitazione all’uso degli erbicidi in aree sensibili esiste già: questo disegno di legge rimarca questo tipo di limitazione. Egli l’avrebbe sostenuto. Ha quindi rilevato la forte attenzione a un tema di grande coinvolgimento per l’opinione pubblica, anche con mobilitazioni elettorali a Malles e iniziative di sensibilizzazione altrove. Le sostanze irrorate sono secondo i contadini strumento necessario e fondamentale, mentre per altra parte della popolazione sono dannose: il disegno di legge riporta in auge il tema della disciplina dell’uso di queste sostanze insieme a quello della massima protezione di chi vive vicino ai campi coltivati. Molte segnalazioni rivelano un uso ordinario di queste sostanze, tra il resto dannose per gli stessi agricoltori, in campi confinanti con zone residenziali . Il disegno di legge interviene a tutela delle zone presso i confini dei campi e delle banchine, scarpate stradali, corsi d’acqua e i fossi, ma forse bisognerebbe anche considerare le zone coltivate confinanti con i condomini, come accade spesso a Bolzano. Vanno rispettati i residenti in queste zone, adottando precauzioni come, per esempio, l’inversione degli erogatori quando si arriva vicino alle abitazioni.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde), ricordando il contributo del cons. Dello Sbarba in commissione, ha evidenziato che la legge sulla tutela della natura è tutt’oggi una buona legge, e la proposta del cons. Nicolini ne è un’utile precisazione, che non si limita a specificare un principio già esistente. La proposta va accettata, ma è da approfondire il tema delle aree abitate per dare ai cittadini uno strumento con cui far valere le proprie ragioni. Un tempo non era accettabile che qualche filo d’erba uscisse dai bolognini della pavimentazione, ora c’è un’altra sensibilitá. Molte amministrazioni comunali hanno avviato progetti pilota interessanti che coinvolgono i giovani d’estate per rimuovere le erbacce, e l’estirpazione manuale si sta diffondendo.

Peter Faistnauer (Team K) ha rilevato che sono molti e diversi i prodotti a disposizione, e alcuni di essi - non i pesticidi - sono utilizzati anche dall’agricoltura biologica: la popolazione spesso non distingue tra pesticidi, erbicidi, fitofarmaci e altri. La proposta è senz’altro da approvare, perché riempie una lacuna.

Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha chiarito che la proposta più che una modifica è una precisazione, e ritenuto che non ci siano in Alto Adige intere scarpate completamente diserbate.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che fino a poco tempo fa le banchine venivano effettivamente bruciate, come avviene tuttora in altre regioni dove si percepisce un continuo odore di fumo, ma ora questo non accade più. Egli si è chiesto come si procede con le banchine nelle zone agricole, e suggerito di differenziare tra zona insediata e verde agricolo, ricordando che in quest’ultime vigono criteri molto rigidi.

Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha detto che si sarebbe aspettato la risposta dell’assessora competente per la natura, e non dall’assessore all’agricoltura: è necessario un cambiamento di punto di vista. L’attenzione va posta su flora e fauna e al loro legame agli habitat, che vanno garantiti, con un approccio globale. Una grande mancanza della legge sulla natura è che in essa non sono state inserite le liste rosse che elencano specie in estinzione, al contrario di quanto avviene in altri paesi europei. La legge del 2010 prevede la tutela di zone umide, boschi ripariali, arbusti e altri habitat, elencandoli in maniera tassativa: essa non prevede però interventi idonei in caso di violazioni. Secondo la Relazione sulla biodiversità dell’ONU, gli habitat sono diminuiti in maniera drammatica, per varie cause: forte modifica dell’uso dei mari, boschi che vengono bruciati per generare pascoli, distruzione di specie attraverso la distruzione degli habitat o un’eccessiva pesca, uso di pesticidi, cambiamento climatico con il surriscaldamento che fa morire molte specie di piante, e di conseguenza gli animali che vi nutrono, inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, specie invasive. Nel 2010 erano sulla lista rossa il 30% delle specie animali e il 30% delle specie vegetali, legate a determinati habitat: questi sono proprio quelli che il collega Nicolini vuole tutelare. Tutti gli agricoltori sanno che questi piccoli habitat sono di grande importanza per la vita degli insetti e i piccoli animali antagonisti, che lottano spontaneamente contro insetti e sostanze on auspicate.

Arnold Schuler (SVP), intervenendo dai banchi dei consiglieri, ha chiarito che il lavoro dell’agricoltore e dell’agricoltrice è e sarà sempre il lavoro più importante del mondo, fornendo alimenti all’umanità. Ha quindi ringraziato il cons. Nicolini per la sua franchezza. Al recente convegno sull’agricoltura biologica, gli esperti hanno detto che essa è importante per la tutela della natura, ma quella non biologica produce di più, e allo scopo di nutrimento della popolazione le quantità sono importanti, lo stesso patto sociale ONU descrive l’alimentazione come un diritto dell’umanità. I Paesi europei sono costretti a importare sempre maggiori quantità di alimenti: in Germania il grado di autosostentazione è inferiore al 90%, in Italia meno dell’80%; questo comporta importazioni e sviluppo dell’efficacia dell’agricoltura. In quest’ambito i pesticidi sono fortemente regolamentati, ma per i privati non ci sono ancora regole. Una delle grandi sfide è oggi irrogare queste sostanze all’interno delle superfici previste e non altrove: nei parchi gioco è stata trovata solo una sostanza attiva contro la zanzara tigre. La legge odierna è abbastanza chiara, si parla già dei confini di parchi e banchine: la modifica proposta regola qualcosa che è già regolamentato, quindi non sarebbe necessaria.

Franz Locher (SVP) si è detto per principio non contrario a interventi migliorativi, aggiungendo tuttavia che è un peccato che si metta sempre in cattiva luce l’agricoltura, cosa che essa non si merita. Il 50% del territorio è rappresentato da boschi, habitat apprezzabile per specie animali e vegetali, e tutti lo vogliono mantenere. Dopo la seconda guerra mondiale la preoccupazione principale era avere cibo a sufficienza, pertanto sono state impiegate tutte le sostanze a disposizioni, magari facendo errori ed esagerando, ma per soddisfare il fabbisogno. Negli ultimi 30-40 anni molte cose sono state cambiate, anche grazie a ricerca, sviluppo ed esperienza, e gli agricoltori cercano di produrre in maniera ecologica. Le aree interessate dall’impiego di pesticidi sono davvero una superficie minima, ma per alcuni sono lo stesso troppi: “Allora facciamo diversamente: importiamo tutto. Poi però ci lamenteremo del traffico”. Nello stesso tempo, nei bar si usa il latte del Tirolo e non quello altoatesino. In alternativa ai pesticidi si usano anche altri mezzi, ma tutto questo richiede un certo sviluppo nel tempo. In Alto Adige c’è un equilibrio tra la tutela degli diversi interessi, urbani e rurali, economici e agricoli: non tutto è rimasto fermo nel tempo, e non ci si fermerà. Non può essere l’agricoltura colpevole di tutte le estinzioni: si pensi solo al cambiamento climatico.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha chiesto se in Val Sarentino l’antropocene non era ancora arrivato, e Locher ha risposto che non si può contrastare il cambiamento climatico con delle leggi. Molto dipende anche dal comportamento dei consumatori, ma si è su una buona strada.

Con questo intervento è terminato il tempo riservato all’opposizione. La trattazione del diesegno di legge è quindi stata sospesa.

(MC)