Contenuto principale

Consiglio

Consiglio | 05.02.2020 | 18:20

Lavori Consiglio: Parchi gioco al coperto, pedaggio gratuito, Commissariato del Governo

Mozioni di Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia, Team K, Freiheitliche.

Riprendendo la trattazione della mozione n. 60/19: Parchi giochi per i bambini al coperto, con cui Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) chiedeva di impegnare la Giunta ad assumere per quanto di propria competenza iniziative per (1) finanziare i progetti dei comuni per la realizzazione di aree giochi e strutture ludico-ricreative al coperto per bambini e (2) sensibilizzare i comuni altoatesini circa l’opportunità di realizzare tali interventi. Il consigliere ha ricordato che nella discussione già fatta il 15 gennaio scorso era stato sottolineato il valore del gioco all’aperto, che lui stesso aveva avuto modo di sperimentare da bambino. È chiaro che ognuno faceva riferimento alle proprie esperienze: la collega Ladurner parlava delle piste da sci, il pres. Kompatscher dei boschi di Fié, mentre una persona di viale Europa aveva più difficoltà a ricordarsi di spazi liberi; questo era il problema di fondo emerso nel dibattito. Era quindi necessario lasciare da parte il proprio personale, considerando che la proposta chiedeva aree gioco sicure sotto casa anche per chi abita in città. La mozione è stata respinta con 1 sì, 19 no e 8 astensioni.

Paul Köllensperger (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 4/18: Pedaggio gratuito sull’A22 tra Bolzano Nord e Sud, evidenziando innanzitutto che si trattava di una proposta già messa in pratica dalla Provincia autonoma di Trento, a spese della Provincia stessa. Anche il sindaco Caramaschi auspicava una soluzione del genere. L’aria della città di Bolzano, infatti, è inquinata, gli ossidi di azoto (NOx) superano i limiti di legge italiani ed europei. Gli altri inquinanti, in particolare le pm 10 e le pm 2,5 sono nei limiti, ma queste ultime sarebbero ampiamente fuorilegge negli USA; la stessa Organizzazione mondiale della sanità suggerisce limiti assai inferiori. Le conseguenze sanitarie di questa situazione sono patologie infiammatorie, degenerative e tumorali che colpiscono polmone, cuore e cervello, leucemie, alterazioni del sistema immunitario, malattie neurologiche degenerative e anche la diminuzione della fertilità maschile. Secondo l’APPA, poi, a Bolzano la maggior fonte degli NOx è il traffico veicolare, responsabile del 68% del totale. L’industria, per questo inquinante, è responsabile solo per l’11% e lo stesso dato – sorprendentemente – lo fa registrare il riscaldamento domestico: il restante 10% proviene da altre fonti; la ripartizione modale dei movimenti dei cittadini conferma l’uso moderato dell’auto in città (32 movimenti su 100). Una proposta immediata, concreta, sarebbe quella di concedere il passaggio gratuito tra i caselli di Bolzano Sud a quello di Bolzano Nord in entrambi i sensi di marcia: in questo modo si permetterebbe al cosiddetto traffico di transito di attraversare la città nel modo più rapido e quindi razionale. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta a creare le condizioni – di concerto con gli enti che detengono delle competenze sul tema in oggetto (Comune di Bolzano, Autobrennero Spa, Ministero dei Trasporti) – per limitare il più possibile il cosiddetto traffico di transito dalle strade di Bolzano, a partire dall'apertura gratuita del tratto cittadino dell'A22.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha parlato di emergenza ambientale ed emergenza sanitaria conclamata nella conca bolzanina, facendo anche riferimento a una sentenza in merito del Consiglio di Stato, che chiede ai responsabili azioni per ridurre l’inquinamento.
Sven Knoll (STF) ha chiesto se ci sono delle rilevazioni su chi riguarderebbe questo pedaggio gratuito: “Ci sono dati sul numero di persone interessate?”.
Bolzano ha un grande problema di viabilità, e la politica comunale non riesce a trovare una soluzione, ha detto Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia). La proposta, già adottata dalla provincia di Trento e ora ampliata anche al tratto di Rovereto, porterebbe sollievo ai molti cittadini imbottigliati nel traffico
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ricordato che quando era in Comune a Bolzano non era mai stata fatta questa proposta, e aggiunto che un pedaggio gratuito aumenterebbe il traffico e quindi l’inquinamento nella conca bolzanina, anche perché andando più veloci le emissioni sono più alte. La misura non favorisce certo la sostenibilità.
Josef Unterholzner (Team K), cofirmatario, ha sostenuto l’importanza dell’apertura di una nuova rotta. fermarsi in coda in città causa sicuramente più emissioni nocive di un passaggio in autostrada, e nessuno verrà apposta a Bolzano per utilizzare l’autostrada, che sarebbe usata come circonvallazione.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ritenuto la proposta un elemento di sollievo per la viabilità della città, e ha fatto riferimento all’analogia con quanto sta avvenendo a Trento e Rovereto.
Le premesse della mozione parlano di emergenza sanitaria, ma la soluzione proposta servirebbe non a ridurre le emissioni, ma da agevolare il traffico, ha chiarito Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde). Le emissioni, che vengano dalle strade cittadine o dalla A22 sopra le teste dei cittadini non cambiano, anzi: più aumenta la velocità, più esse aumentano. Lo stesso quotidiano Alto Adige presenta il progetto solo dal punto di vista dello snellimento del traffico.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha fatto riferimento all’effetto cobra: quando la Gran Bretagna aveva l’India come colonia, ci fu una grande diffusione di cobra, e i cittadini furono incentivati a sopprimerli ottenendo per ogni serpente ucciso dei soldi: l’effetto fu che la gente cominciò ad allevare i cobra per guadagnare di più. La mozione, che ha uno spirito nobile, può avere un effetto simile, contrario a quanto desiderato. Oggi c’è un collegamento ferroviario Merano-Bressanone: una proposta come quella avanzata potrebbe far abbandonare il treno per passare alla macchina.
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) ha chiarito che la tratta non sarebbe gratis per tutti: a Trento lo è su richiesta di un telepass speciale e numerato. Bisogna favorire soluzioni tampone.
Gerhard Lanz (SVP) ha definito contraddittorio l’intento di limitare il traffico e quello di eliminare il pedaggio. Tra gli effetti del pedaggio gratuito ci può essere proprio un aumento del traffico in città con le auto che escono dai caselli. Bisogna prima valutare bene gli effetti della misura, e a questo scopo Lanz ha proposto un emendamento.
L’ass. Giuliano Vettorato ha ammesso che la situazione del traffico è pressante e la qualità dell’aria in alcune zone preoccupante a livello annuale, ma bisogna valutare le conseguenze della misura proposta, che potrebbe comportare anche un maggiore inquinamento. Ci vuole prima un’analisi fatta con i tecnici, anche della A22. 
Anche il pres. Arno Kompatscher ha fatto riferimento a questi dubbi, e al fatto che mancano i dati necessari per ipotizzare le conseguenze di certe misure. Ha segnalato inoltre che ci si era già confrontati in merito anche col Ministero. Bolzano ha bisogno di una circonvallazione, non solo sull’asse nord-sud, e il vecchio progetto della SS12 non è una soluzione. Le soluzioni tecniche non sono ancora definite, ma è chiaro che bisogna iniziare con misure a breve e lungo termine. Non sono comunque le circonvallazioni che risolvono il problema del traffico, perché gli utenti poi vogliono entrare in città.
Paul Köllensperger (TK) ha sottolineato che con la mozione si puntava a un miglioramento della situazione, per esempio per evitare le lunghe code tra Bolzano sud e Bolzano nord. Ci sono migliaia di auto che percorrono la tratta Bolzano nord-Bolzano sud, non tutte vogliono entrare a Bolzano. In futuro ci saranno anche i cantieri del centro di Bolzano, anche questo rende ancora più utile una circonvallazione. L’ass. Bessone sull’Alto Adige è favorevole, e anche l’ass. Alfreider è possibilista in giornate di grande traffico. La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 11 sì, 16 no e 3 astensioni, la parte deliberante con 10 sì, 17 no e 3 astensioni.

Con la mozione n. 29/19: Abolizione del Commissariato del Governo per la Provincia autonoma di Bolzano, Ulli Mair (Die Freiheitlichen), evidenziando che il Commissario del Governo è un organo periferico con cui lo Stato esercita un controllo sulle Regioni ed è subordinato al Governo, che nelle Province l’organo periferico dell’amministrazione statale che dal punto di vista burocratico dipende dal Ministero dell’interno e rappresenta il Governo è il prefetto, mentre nelle Province autonome di Trento e di Bolzano la figura del Commissario del Governo e quella del prefetto coincidono, nonché che nelle cosiddette Costituzioni repubblicane la figura del prefetto non è prevista, anche perché i prefetti ricordano i governatori dei monarchi assoluti, incaricati di imporre la volontà del sovrano sul territorio, ricordava che il 21 settembre 1999 il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si era espresso per l’abrogazione degli articoli 87 e 88 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige che prevedono questa figura e per il trasferimento delle relative competenze al Presidente della Provincia, come accaduto in valle d’Aosta. Ricordando infine che il Consiglio provinciale aveva impegnato la Giunta, con la mozione n. 305/05 approvata nella seduta del 10 ottobre 2006, a compiere i passi necessari per l’abolizione del Commissariato del Governo e per il trasferimento delle relative competenze al presidente della Provincia, chiedeva che il Consiglio ribadisse la citata delibera, e invitava nuovamente la Giunta provinciale a provvedere concretamente e con determinazione alla sua attuazione. La consigliera ricordava anche che al Commissario del Governo non viene nemmeno chiesta la conoscenza del tedesco o del ladino, e che questo ruolo non era mai stato ricoperto da una persona di questi due gruppi linguistici. la stessa Lega, ha ricordato, aveva invitato a suo tempo ad abolire questa figura su tutto il territorio nazionale.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha letto dal verbale dell’Assemblea costituente del 1946 uno stralcio in cui Palmiro Togliatti sosteneva l’eliminazione della figura del prefetto, cosa che era avvenuta solo in Valle d’Aosta. Il Consiglio provinciale si era già espresso a questo scopo, ma una modifica dello Statuto avviene solo tramite il Parlamento: la Giunta provinciale era stata incaricata delle trattative, ribadire questo voto può essere controproducente, perché ci vuole preparazione, consenso, insomma una vera trattativa tra partiti.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia), chiedendo il voto nominale, ha sottolineato la delicatezza del tema, che riguarda anche le relazioni con lo Stato e tra i diversi organi. In quanto alla Valle d’Aosta, essa precede addirittura la Repubblica italiana, ed è per questo che lì vigono norme e regole speciali. Bisogna chiedersi se sia più opportuno considerare la funzione di collegamento esercitata da un prefetto, nel nostro territorio anche Commissario del Governo, oppure rivendicare una piena e totale terzietà. L’Autonomia è conciliabile con la capacità di coordinare le politiche regionali con quelle nazionali esercitata dal Commissario del Governo, il quale, nel quadro che si è delineato di estrema autonomia dell’Alto Adige, assume anche uno specifico valore: un frettoloso voto in Consiglio potrebbe essere mal interpretato, il dibattito va trasferito in una sede più consona.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha illustrato l’obiettivo finale della mozione: il Consiglio ha votato nel 2014 per far passare le competenze al Presidente della Provincia, considerando anche che il Commissario del Governo non ha più una così marcata funzione di collegamento; tra il resto l’attuale Commissario dimostra sensibilità per la particolare situazione del Sudtirolo. Anche dalla Convenzione è emersa la richiesta di trasmissione delle competenze del Commissario al Presidente della Provincia. Si tratta di aumentare l’Autonomia liberandosi dai relitti del passato, a maggior ragione ora con la nuova Commissione dei 6. Bisogna dare un segnale forte.
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia) si è detto favorevole alla trasmissione dei poteri prefettizi al Presidente della Provincia autonoma di Bolzano: il precedente della Valle d’Aosta dimostra che questo è fattibile senza rischi. Tuttavia, votare oggi la mozione non è opportuno rispetto a un cammino che si deve fare, anche incaricando la Commissione dei Sei, il cui insediamento è convocato il 13 febbraio. Ci vuole un ragionamento tecnico, neutrale e distaccato sul passaggio di competenze: “Secondo me i pro sono maggiori dei contro”.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che era interessante l’atteggiamento di autotutela che vigeva in Consiglio provinciale, mentre in politica bisogna dire pane al pane e vino al vino, coraggiosamente: è questo che ha permesso negli ultimi 70 anni di fare passi avanti. L’ufficio del Commissariato del Governo ha un’unica funzione: quella di controllo sulla Provincia. Bisogna chiedersi se si vuole questo controllo oppure no: “Io penso di no: è una figura anacronistica, e tutto ciò che fa noi lo possiamo fare meglio”. Anche Knoll ha citato come positivo l’esempio della Valle d’Aosta, e ricordato la richiesta di abolizione nata dalla Convenzione sull’autonomia, domandando che ne era stato dei relativi risultati.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ribadito che documenti simili erano stati votati dal Consiglio provinciale in precedenti legislature. Qui si tratta degli articoli 87 e 88 dello Statuto, ma ci sarebbe da dire anche sull’articolo 19. In quanto alla Convenzione, essa è un po’ naufragata in quanto strumentalizzata da certe parti politiche. La presenza del Commissariato del Governo è stata anche utile per affrontare certe problematiche, come quella dei migranti, ma la questione va portata su altri tavoli di discussione.
Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che la SVP è sempre stata a favore di questa abolizione; il passaggio delle competenze al Presidente della Provincia è necessario, se ne parlava anche nella Costituente ma poi ci furono altri sviluppi. Ci sono molti luoghi dove avviene il confronto tra Stato e Regioni/Province, dalla Conferenza delle Regioni alla  Conferenza Stato-Regioni; ci sono poi la Commissione dei Dodici e quella dei Sei, dove è opportuno trattare il tema in oggetto. Si può quindi oltrepassare il ruolo del Commissario, e la Giunta è a favore dell’obiettivo della mozione, pur apprezzando e rispettando il dott. Cusumano.  Mozioni simili sono state approvate nel 2006 e nel 2014, nessuno ha mai nascosto i fatti: “Abbiamo la stessa posizione di allora”. La decisione in merito spetta al Parlamento italiano, perché bisogna modificare lo Statuto: questa mozione dovrebbe quindi avere la forma di voto, per gestire la questione a livello adeguato. Se si vuole una modifica dello Statuto bisogna creare le basi per farlo, e questo la Giunta lo sta facendo da tempo: bisogna mirare alla piena Autonomia e fare in modo che non ci possano essere modifiche unilaterali allo Statuto. Mandare un documento di questo tipo a Roma porta il rischio che il Parlamento voti in maniera completamente contraria. Inoltre, tutto ciò che si porta avanti con Trento ha migliori possibilità di successo. Mair ha accolto la proposta di trasformazione in voto, rimandandola alla prossima seduta.

La seduta di oggi è conclusa.

(MC)