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Consiglio | 05.02.2020 | 16:30

Lavori Consiglio: Bosco ripariale (2), treni notturni per lo sci, alloggi sfitti

Mozioni di Team K, Süd-Tiroler Freiheit/Gruppo Verde, Partito Democratico - Liste civiche.

È ripresa nel pomeriggio di oggi la trattazione della mozione n. 223/20: Salviamo il bosco ripario della zona industriale di Bressanone, iniziata questa mattina, con cui Franz Ploner (Team K) proponeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a impedire la distruzione di questo prezioso habitat per la flora e la fauna e, ai sensi dell'articolo 17 della legge provinciale 10 maggio 2010, n. 6, a conservare, proteggere e classificare come biotopo il bosco ripario; (2) a sostenere la conservazione dei boschi ripari e degli habitat naturali preziosi nel rispetto della sostenibilità ecologica e della biodiversità; (3) a puntare su misure compensative, che tuttavia non devono essere considerate un’alternativa a preziosi habitat esistenti; (4) a scongiurare la distruzione di habitat preziosi proteggendo questa particolare area boschiva nella zona industriale di Bressanone.
Gert Lanz (SVP) ha sottolineato che molte zone in Alto Adige sono tutelate, quindi si è ben consapevoli dell’importanza di questi interventi; anche per questo solo il 5% del territorio è edificabile. Si tutela la sostenibilità, ma anche dal punto di vista economico, oltreché ambientale. In Alto Adige un’industria che vuole ampliare fa richiesta al Comune, che verifica tutti i presupposti e prende una decisione: questo sistema va rispettato, a tutela delle competenze comunali. Non è compito del Consiglio provinciale agire in quest’ambito. La mozione andrebbe quantomeno sospesa fino a che il Comune non abbia preso la sua decisione. Ploner ha comunque invitato a procedere con la votazione, avendo già discusso.
L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha apprezzato la sensibilità di Ploner per l’ambiente, del cui valore la Giunta è consapevole perché la natura è elisir anche dell’uomo, non solo di piante e animali. Si tratta di trovare soluzioni condivisibili. Il bosco ripariale di Bressanone non è piú soggetto alle tradizionali inondazioni, quindi non manterrebbe le sue caratteristiche. Il richiedente, pur non obbligato, si è detto disposto ad acquistare terreni al di fuori del biotopo, e questo è un gesto apprezzabile. Le misure compensative non possono ripristinare la forma originaria, ma offrono un’alternativa. La Giunta e la Ripartizione attualmente non sono coinvolti, tuttavia le misure compensative andranno considerate e iscritte prima del cambio di destinazione. Non c’è , qui, chi vince e chi perde: si cerca un compromesso, e approvare questa mozione darebbe di nuovo spazio a posizioni contrapposte. Franz Ploner ha confermato il collegamento tra Heimat e ambiente citato da Knoll; in quanto alle inondazioni, sono possibili anche artificialmente. Nella zona di Bressonone ci sono molte aree non utilizzare di cui l’industria approfittare. L’area di Pra Milan avrebbe potuto essere rinaturata già dal 2009, senza attendere un privato: i progetti ci sono già. In quanto agli attori che si sono confrontati, mancavano WWF e Legambiente, oltre ad altre associazioni: “Mancava una vera rappresentanza di tutte le componenti”. Tutto il bosco ripariale è importante quale habitat di specie animali, i quali al loro habitat sono legati, e non si spostano facilmente. La mozione è stata messa in votazione e respinta con 14 sì e 15 no.

È stata quindi presentata la mozione n. 230/20: Treni diretti notturni per le località sciistiche del Tirolo, co-firmata da Süd-Tiroler Freiheit e Gruppo Verde. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che nella Seduta congiunta delle tre assemblee legislative, tenutasi a Merano, era stata approvata a larga maggioranza una mozione che prevede che i territori del Tirolo elaborino strategie comuni per far sì che in futuro i turisti si servano maggiormente dei mezzi di trasporto pubblici per raggiungere le destinazioni prescelte; affinché ciò avvenga, è tuttavia essenziale garantire collegamenti diretti senza necessità di cambio: “Nel Tirolo del nord, o si sta già lavorando all'attuazione di quanto previsto da detta mozione: dal 7 gennaio 2020, i turisti possono raggiungere quotidianamente e direttamente con il Nightjet ÖBB da Vienna, Amburgo e Düsseldorf i comprensori sciistici di St. Anton am Arlberg, dello Skiwelt Wilder Kaiser-Brixental, di St. Johann e del ghiacciaio dello Stubai”.I turisti possono arrivare in tirolo ben riposati grazie ai vagoni letto, e per coprire il tragitto dalla stazione di arrivo all'hotel è previsto un servizio di bus navetta. A tutt'oggi, i treni notturni viaggiano solo verso destinazioni nel Tirolo del nord: in collaborazione con il Tirolo orientale, questi collegamenti potrebbero essere estesi a tutto il territorio del Tirolo storico, in linea con quanto deliberato nell’ambito della seduta congiunta: ad esempio, si potrebbero staccare alcuni vagoni a Innsbruck per farli poi proseguire attraverso l'Alta Val d'Isarco e la Val Pusteria fino a Lienz. Il consigliere chiedeva quindi (1) che il Consiglio provinciale ribadisse quanto deliberato dalla seduta congiunta delle tre assemblee legislative in merito all'attuazione di una strategia turistica per tutto il territorio del Tirolo, volta a consentire ai turisti di raggiungere i territori del Tirolo con i mezzi di trasporto pubblici; (2) che esortasse la Giunta provinciale – in collaborazione con i responsabili del Tirolo del nord e orientale nonché di ÖBB – a valutare la possibilità di estendere l'offerta di treni notturni Nightjet anche alla provincia di Bolzano e al Tirolo orientale ed eventualmente ad attuare quanto sopra. In Tirolo.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria,  ha ricordato la discussione in Seduta congiunta su come raggiungere l’area pantirolese senza veicoli individuali. In questo senso va garantita una certa comodità, altrimenti non si abbandona la macchina. La consigliera ha ricordato di aver utilizzato per anni i treni notturni, “per la mia generazione l’unico mezzo per fare le vacanze”, e ricordato la gioia di trovarsi a lecce dopo una notte in treno. Nonostante le proteste, la Deutsche Bahn non ha preso in considerazione questo modello: una scelta sbagliata. Favorire questo tipo di accesso collega con il mondo. Ha quindi proposto al co-firmatario una modifica della parte deliberante in modo da prendere in considerazione non solo ÖBB, ma anche RFI, e quidni il collegamento verso il sud.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore- Fratelli d’Italia) ha invitato a discutere solo dopo la presentazione dell’emendamento, e il pres. Arno Kompatscher ha chiesto di riferirsi non specificatamente a ÖBB ma in generale ai gestori dei treni, sottolineando che treni e linee ferroviarie hanno gestioni diverse. Knoll e Foppa hanno quindi presentato un emendamento per sostituire il punto (2) facendo riferimento ai gestori del trasporto ferroviario, anziché alla sola ÖBB. Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha rilevato che la Giunta non aveva la competenza di estendere l’offerta ferroviaria, ma semmai di valutare o sostenere la questione: la decisione di estendere il collegamento era dei gestori, la politica poteva semmai promuoverla. Inoltre, la parte impegnativa non corrisponde alle premesse. infine, nella parte impegnativa non c’è traccia dei trasporti verso le altre zone d’Italia. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la proposta in votazione. 
Il pres. Arno Kompatscher ha ritenuto che non fosse opportuno ri-affermare ogni mozione del Dreier Landtag. Si trattava di una decisione già presa, e si era giá agito al senso di essa, invitando tutti i gestori ferroviari a fare offerte simili. L’alto Adige paga 1 mio. l’anno per il collegamento diretto per Vienna, e quello per Milano - di cui si vogliono migliorare gli orari - viene messo a disposizione gratuitamente. La Giunta si è occupata della questione a più riprese.
Anche Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha chiesto se avesse senso che si riprendesse una mozione del Dreier Landtag per riproporla in Consiglio provinciale. Il pres. Josef Noggler ha chiarito che più dell’80% delle mozioni della Seduta congiunta erano in effetti state attuate, e il pres. Kompatscher ha ribadito che esse vengono prese sul serio.
In replica, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha lamentato che la Giunta respingesse le mozioni una volta perché troppo dettagliate, un’altra perché troppo generiche: “Io cerco delle situazioni pragmatiche: ci sono dei treni notturni che vanno dalla Germania al Tirolo, e mi sono chiesto perché non portarli fin qui in cooperazione con Tirolo orientale”. Si tratta di sfruttare una situazione esistente, considerando che la Pusteria è molto frequentata in inverno, soprattutto da turisti tedeschi.. La proposta potrebbe essere commercializzata in maniera comune. Posta in votazione, la mozione emendata è stata respinta con 13 sí, 14 no.

Si è passati quindi all’esame della mozione n. 232/20: Alloggi sfitti, con cui Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), ricordando che in questi anni si sono fatti largo diversi concetti riguardo al tema “costruire sul costruito”, e che il dibattito si è svolto partendo dal consumare meno terreno agricolo possibile, sviluppandosi poi in diversi modi: dare incentivazioni e certezze a chi dà appartamenti in locazione tramite agevolazioni fiscali (come ad esempio la cedolare secca), gli affitti concordati con patti territoriali tra la proprietà edilizia e il centro casa o attraverso vincoli legati alla residenza o al posto di lavoro; e aggiungendo che la politica, cui spetta la pianificazione urbana, deve individuare anche tramite indagini lo stato di fatto del patrimonio edilizio sul proprio territorio, anche perché da sempre si è ipotizzato che esista un fenomeno che però è di difficile quantificazione riguardo gli alloggi sfitti, la cui reimmissione nel mercato potrebbe essere favorita dall’applicazione di una IMU svantaggiosa per il proprietario in caso di mancato affitto. Altro problema è che tanti proprietari non sanno che nel momento in cui viene locato il proprio appartamento lo deve comunicare agli uffici tributi del proprio comune per una applicazione agevolata dell’IMU e al contempo viene calcolato l’appartamento sfitto stesso; inoltre, poter intervenire presso l’Agenzia delle Entrate che registra i contratti di locazione aiuterebbe a realizzare un modello informatico con i comuni. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (a) a definire quando un alloggio è sfitto, (b) a individuare un modello informatico che possa dialogare tra Agenzia delle Entrate e Consorzio dei Comuni con la supervisione di Informatica Alto Adige, per conoscere il numero degli alloggi sfitti; e (c) a studiare un fondo di garanzia per i conduttori morosi a favore dei locatari, sempre nell’ottica di un patto territoriale tra proprietari e centro casa.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha annunciato appoggio della mozione, aggiungendo però che un vero esperto di alloggi sfitti è l’imprenditore edile Tosolini, che ha migliaia di metri cubi non utilizzati: costruiti a metà, oppure quasi completamente eccetto il giroscale, oppure costruiti e non affittati o ancora non affittati per mancato accordo con la mano pubblica, come l’edificio di piazza Adriano a Bolzano. Le eccezioni e deroghe alla norma sui cantieri a termine lasciano qui spazio libero. A questo si aggiungono i 100 capannoni sfitti in zona industriale. Utilizzare le cubature è fondamentale per minimizzare il consumo del suolo. “O noi troviamo degli strumenti per forzare un po’ i proprietari, e non solo strumenti soft come l’IMU ma anche con procedure, oppure non ci sono strumenti efficaci ma solo pannicelli caldi”, ha detto il consigliere, riferendo che altrove si procede anche con espropri.
Anche Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha appoggiato la mozione, allo scopo di rimettere sul mercato gli alloggi sfitti. Il primo passo è definire cos’è un alloggio sfitto e contare quanti ce ne sono, in città e in provincia. vanno considerate anche le situazioni particolari, come il trasferimento in casa di riposo. I Comuni prevedono già di rilevare gli alloggi sfitti, si può reintrodurre l’obbligo di dichiarazione, per un modello informatico ci vuole troppo tempo. L’IMI è  giá stata introdotta, un aumento non ha portato grandi risultati ma forse si può aumentarla ancora. 
Magdalena Amhof (SVP) ha fatto riferimento alla riforma urbanistica, nell’ambito della quale è stato previsto anche qualche intervento sugli alloggi sfitti. La Provincia ha la competenza sull’IMI, e bisognerebbe utilizzarla per tassare il meno possibile gli alloggi in generale, ma per intervenire in maniera più importante sulle cubature sfitte, anche quelle industriali. Questo limiterebbe anche il continuo aumento degli affitti. Quanto previsto dalla mozione, quindi, è già realizzato. 
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha sostenuto la mozione, che è un mezzo per affrontare il carovita. ha ricordato poi lo studio del consigliere comunale Alberto Filippi sugli alloggi sfitti a Bolzano, da cui erano emerse 3.000 situazioni di probabile sfitto: questi dati sono quindi giá disponibili.
I migliaia di alloggi sfitti in Alto Adige sono un problema, e a quetsos copo i Freiheitlichen hanno già presentato un piano in 10 punti, ha ricordato Andreas Leiter Reber (F), riferendosi per esempio a una tassazione maggiore per gli alloggi sfitti, che ridurrebbe le speculazioni, o interventi che incoraggino ad affittare chi ha paura di non ritornare nella disponibilità del proprio alloggio, per esempio tramite contratti d’affitto particolari con l’IPES.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che Bolzano è un esempio di una politica abitativa errata; negli ultimi 50 anni gli abitanti sono diminuiti, e tuttavia la città ha continuato a crescere, è stato costruito un condominio dopo l’altro: qualcosa non torna. Sono molti gli alloggi vuoti, per esempio sotto i portici, e tuttavia si è costruito sempre di più. Per i proprietari non deve essere più interessante lasciare chiusa un’abitazione: vanno creati i presupposti politici per combattere questo fenomeno. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sostenuto che non si era mai contenti: non andavano bene gli alloggi sfitti, ma nemmeno gli affitti brevi, e ancora neanche gli affitti lunghi. Il presupposto da considerare è che ciascuno ha diritto di gestire la proprietá privata come vuole, solo in Cina si dispone dle libero arbitrio delle persone. Se dobbiamo convincere i proprietari a utilizzare in un certo modo il proprio patrimonio va bene, quello che non va bene è deligittimare i proprietari immobiliari, e non si parla di quelli grandi, che comunque hanno le loro ragioni. Se prendono certe decisioni, come non affittare a 700 euro aspettando di affittare a 2.500, questo accade perché il mercato della casa in Alto Adige è completamente drogato dal il sistema di sussidi e contributi.
Gerhard Lanz (SVP) ha rilevato che si tratta di un tema sensibile, e ricordato che a Berlino si era cercato di affittare a basso prezzo gli alloggi, fino ad arrivare a minacce di esproprio: questo aveva fatto sì che non ci fossero più ristrutturazioni né nuove costruzioni. La Giunta sta affrontando il problema, anche al fine di trovare soluzioni per convincere i proprietari a mettere sul mercato, anche coinvolgendo le amministrazioni comunali. Il tutto è regolamentato dall’ultima legge urbanistica, quindi la mozione non può essere approvata.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiarito che si tratta sempre di domanda e offerta. A Vienna si è scelta una soluzione diversa rispetto a Berlino: già dagli anni ‘20 la mano pubblica è intervenuta per creare un equilibrio tra questi due fattori. I proprietari trattengono gli alloggi per vari motivi, o per darli ai loro figli o per speculazioni o ancora per altre ragioni; bisogna investire nell’edilizia pubblica: l’IPES avrà bisogno di molti più fondi dei 40 milioni assegnati. 
L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che il censimento degli alloggi sfitti è di competenza dei Comuni, e molti lo hanno già fatto. Una cittá come Bozano sicuramente ha maggiori difficoltà. Tramite l’IMI non si può rilevare il patrimonio inutilizzato, e alcuni Comuni hanno giá buoni strumenti per il rilevamento. Bisogna intervenire anche con garanzie ai proprietari. Il punto (c) sarà inserito nella nuova legge urbanistica. Repetto ha apprezzato che sulla questione ci fosse attenzione, dimostrata anche dalla legge urbanistica, ma si è rammaricato che gli si chiedesse di attendere la nuova norma sull’edilizia abitativa agevolata: questo non escludeva l’approvazione della sua mozione. Dalla discussione, in ogni caso, era emerso quanto sia importante la locazione rispetto alla proprietà. In via Druso un intero edificio è stato messo in locazione, e i proprietari che vogliono affittare hanno una serie di opportunità e agevolazioni: una verifica complessiva sarebbe utile. Importante è anche il punto (b), che agevola chi vuole affittare. La mozione è stata posta in votazione e respinta con 13 sí e 14 no.

(MC)