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Consiglio | 04.02.2020 | 18:17

Lavori Consiglio: Macellazione mobile, traffico sui passi dolomitici

Discusse mozioni di Freiheitlichen e Gruppo Verde/SVP. La seduta di oggi è terminata.

Con la mozione n. 157/19: Promozione di metodi di macellazione mobili che tutelino il benessere degli animali in Alto AdigeAndreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), premettendo che gli animali da allevamento sono parte essenziale della cultura e della civiltà, che la loro importanza nella cultura e la loro funzione sociale sono in continuo cambiamento e che da quando le forme di allevamento premoderne sono state sostituite dalla zootecnia intensiva su scala industriale si è trasformato anche il rapporto individuale dell’uomo con questi animali, sosteneva che in seguito alla crescente industrializzazione del secondo dopoguerra l’uomo ha attribuito un valore sempre minore – sul piano finanziario e anche morale – agli animali da fattoria e ai prodotti di origine animale, ma che negli ultimi decenni la riflessione critica sui metodi industriali dell’allevamento ha portato a diverse leggi a tutela degli animali. Sono aumentate anche le richieste ed esigenze etiche, e l’attenzione al benessere degli animali fino agli ultimi momenti di vita. In Alto Adige, ha chiarito il consigliere, si allevano attualmente ca. 237.000 unità di pollame, 128.300 bovini, 7.500 cavalli, 40.100 pecore, 27.060 capre e 8.560 suini, e nei mattatoi locali si macellano annualmente ca. 12.000 bovini, 24.000 pecore, 7.500 suini e 170 equini. A parte il rischio che gli ormoni dello stress prodotti dagli animali al macello possano abbassare la qualità della carne, è soprattutto per ragioni etiche che sempre più consumatori e allevatori chiedono metodi di macellazione alternativi, per quanto possibile non stressanti: macellando gli animali con impianti mobili nei pressi dell’allevamento, nell’ambiente a loro familiare, si possono evitare quasi del tutto lo stress e il trasporto degli animali vivi. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a promuovere la macellazione mobile in Alto Adige sul piano ideale, materiale e finanziario; (2) a facilitare ai vari livelli amministrativi l’entrata in funzione di macelli mobili ovvero veicoli adibiti alla macellazione; (3) a sostenere finanziariamente l’acquisto di macelli mobili ovvero veicoli adibiti alla macellazione e i necessari adeguamenti edili dei mattatoi; (4) a favorire la promozione e commercializzazione dei prodotti regionali conformi ai principi della protezione animale; (5) a coinvolgere le associazioni e organizzazioni di categoria nell’elaborazione delle misure di promozione e sostegno; (6) a favorire in tutta la provincia un’espansione quanto più rapida possibile della macellazione presso i masi.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), sostenendo la mozione, ha ricordato che da bambino, vivendo davanti a un macellaio, vedeva l’arrivo degli animali che venivano da lui macellati e sentiva i versi di paura da questi emessi nei giorni antecedenti la macellazione. ritenendo che questo non fosse rispettoso degli animali, né favorisse la qualità della carne. Molto migliori sono i metodi di macellazioni mobili, disponibili per l’utilizzo anche al pascolo, alternativi al trasporto al mattatoio che provoca all’animale un grande stress.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sostenuto la parte deliberante, in particolare riguardo agli aspetti etici. Ha però respinto il riferimento alla forma estensiva dell’allevamento in Alto Adige, che è rara. Sono oltre 70 miliardi, ha aggiunto, gli animali annualmente macellati in tutto il mondo: se da noi il consumo di carne diminuisce, nei Paesi in via di sviluppo aumenta.
Anche Peter Faistnauer (Team K) ha sostenuto la parte deliberante. Facendo riferimento a un relativo regolamento UE in merito, trasmesso con una circolare del 2017 al Bauernbund, egli si è però chiesto come mai l’assessore non avesse ancora promosso l’applicazione di questo metodo, che tra il resto garantisce carne più sana perché coi metodi tradizionali di macellazione l’animale produce adrenalina. La qualità risulta quindi molto superiore.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha aderito all’intento della mozione se si trattava di sollevare la sofferenza degli animali, ma non se si intendeva far gravare i costi del trasporto degli animali sulla collettività. La macellazione sul posto, ha chiarito, è già prevista dalla legislazione vigente. È vero che il consumo di carne si sta riducendo nei Paesi più sviluppati, per la consapevolezza, da un lato, che un eccessivo consumo fa male, dall’altro, della sofferenza che l’allevamento intensivo provoca agli animali. Egli avrebbe votato a favore.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiarito che nella mozione, che fa riferimento a una macellazione più elastica, non si fa cenno ai macelli civici, che hanno problemi di manutenzione e attività. Ha chiesto quindi all’assessore competente se c’è una strategia in merito, magari con un macello unico a livello provinciale. Egli ha quindi chiesto una votazione per punti separati.
Franz Locher (SVP) ha riconosciuto una certa competenza in materia di Leiter Reber. La maggior parte delle persone mangia volentieri la carne, ma non vuole pensare alla macellazione, anche se questa fa necessariamente parte del processo. La macellazione mobile ha più senso in inverno, per motivi igienici, ciononostante è un’opportunità da considerare. I macelli hanno alti costi e sono spesso vecchi.
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha sottolineato il valore dell’aspetto etico del rapporto con gli animali, aggiungendo però che è anche necessario interrogarsi sui costi pubblici di un’operazione che appare fondamentalmente di marketing. La Giunta dovrebbe indicare già prima del dibattito su cosa è possibile e su cosa non è possibile intervenire. Inoltre, bisogna riflettere sul costo del prodotto in relazione alla procedura, nonché su questioni di salubrità e sicurezza di operazioni di questo tipo all’interno di un maso.
Secondo Brigitte Foppa (Gruppo Verde), sempre più persone rinunciano alla carne; la morte degli animali come quella delle persone è oggetto di un tabù attualmente, ma parlare della macellazione fa riflettere anche della qualità di vita degli animali. In Germania, ogni tedesco mangia 4 vacche, 36 polli, 26 maiali nel corso della sua vita, e la situazione non è dissimile in Alto Adige, dove il consumo di carne avviene più volte in settimana. Se si può dare un contributo per migliorare la vita degli animali, ben venga.
A livello globale, ha chiarito Gerhard Lanz (SVP), il consumo di carne sta aumentando, non diminuendo. In Alto Adige c’è già la possibilità di macellazione presso il maso, ma il settore si può anche autofinanziare. Le macellazioni tuttavia avvengono per lo più nei macelli, dove si è molto investito, anche sulle competenze del personale. Avere un unico macello sarebbe sbagliato, in un’ottica di piccoli circuiti. Bisogna raggiungere una massa critica, prima di finanziare certe strutture.
L’ass. Arnold Schuler ha fatto riferimento ai 47 piccoli macelli presenti in Alto Adige, e alla decisione presa qualche anno fa di concentrarsi solo su due di quelli grandi, per far fronte ai continui aggiornamenti previsti dalle norme: si tratta di Bolzano e Bressanone. Sul metodo di macellazione mobile ci si concentra da anni: il focus non è mai stato sul finanziamento, ma sulle possibilità esistenti; il potenziale in Alto Adige è ancora piuttosto basso, e riguarda in particolare piccole aziende di montagna con difficoltà di collegamento. Anche i costi aggiuntivi sono notevoli. Il consumo di carne a livello mondiale, come detto da Lanz, aumenterà, perché sempre più persone se lo potranno permettere. In quanto ad allevamento estensivo o intensivo, l’80% delle aziende zootecniche sono estensive. Stanti i costi aggiuntivi, bisogna chiedersi anche chi sarebbe disposto a pagare di più per la carne: una percentuale di persone c’è, ma è molto piccola. L’abbattimento al pascolo, davanti agli occhi di vicini o degli escursionisti, sarebbe certamente fonte di proteste. La base legislativa c’è, ma erogare contributi ha senso solo se c’è un certo interesse. L’assessore ha quindi proposto di respingere la mozione. Leiter Reber ha rilevato che prima va definito il concetto, e poi il finanziamento. Molti allevatori sarebbero d’accordo con questa opportunità, se fossero coperti finanziariamente. Bisogna fare un passo coraggioso e far partire il progetto; in quanto a igiene e controlli veterinari, tutto questo andrebbe gestito in collaborazione con i mattatoi. In merito all’allevamento estensivo, ci sono 1.700 malghe in Alto Adige; non ci si può confrontare con la Baviera perché la situazione è completamente diversa. La mozione è stata respinta a maggioranza.

È quindi stato avviato l'esame della mozione 135/19In alta stagione chiudiamo i passi dolomitici e le strade di montagna molto trafficate (SUB-EMENDATA co-firmata da Gerhard Lanz), con la quale Brigitte Foppa (Gruppo Verde), evidenziando che chi percorre le strade dell’Alto Adige con occhi e orecchie bene aperti non potrà fare a meno di notare che le strade sono intasate, c’è rumore e il traffico è congestionato, e questo non solo sulle strade principali, ma anche nelle località in cui la gente – venendo da lontano o neanche poi tanto lontano – si reca normalmente alla ricerca di po’ di relax, e che conosce e apprezza come tranquille, cioè le montagne e in modo particolare le Dolomiti, nonché che le persone che visitano questi luoghi non lo fanno per passare ore bloccate nel traffico e alla fine subire livelli di inquinamento atmosferico e acustico quasi pari a quelli che trovano a casa, chiariva che la situazione causa molti disagi anche (o soprattutto) agli abitanti. Ricordava quindi alcune iniziative intraprese in passato per ridurre il traffico sui passi, nell’ambito dell’iniziativa #Dolomitesvives: nel 2017 il Passo Sella era stato chiuso al traffico privato per 9 giorni in tutto, i mercoledì di luglio e agosto dalle 9 alle 16; nel 2018, dal 23 luglio al 31 agosto, il traffico dei veicoli a motore sul Passo Sella era stato contingentato nei giorni da lunedì a venerdì dalle 9 alle 16. Nei mercoledì di cui sopra, tra le 9 e le 16, si era registrato un livello di rumore di circa 10 decibel inferiore a quello rilevato nei giorni in cui il traffico non era regolamentato. Questo progetto era sicuramente stato un buon inizio, ma nulla più: una misura veramente efficace sarebbe la chiusura estiva al traffico di tutti i passi dolomitici e delle strade di montagna sulle quali circolano parecchi veicoli. Lo stesso pres. Kompatscher aveva fatto riferimento, nel giugno 2019, a “scelte coraggiose” con l’obiettivo della sostenibilità. La consigliera chiedeva quindi di incaricare la Giunta (VERSIONE SUBEMENDATA co-firmata da Gerhard LANZ, SVP) (1) di continuare a perseguire con coerenza gli obiettivi del progetto #Dolomitesvives e di varare le prime misure per il potenziamento del trasporto pubblico locale sui passi dolomitici, (2) di  intervenire insieme alla Provincia di Trento e alla Regione Veneto presso i Ministeri a Roma al fine di rendere giuridicamente possibile l’introduzione di misure per regolamentare il traffico sui passi attorno al gruppo del Sella, e parallelamente presentare entro il 2020 un catalogo di misure per la riduzione del traffico e dell’inquinamento acustico. Tra queste misure rientrano temporanee chiusure così come la verifica dell’opportunità di introdurre un pedaggio, il potenziamento del trasporto pubblico locale e dei collegamenti funiviari, il miglioramento delle infrastrutture per la ciclomobilità.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha fatto riferimento al problema di competenze: chi ha la competenza di limitare la mobilità dei cittadini sul territorio nazionale? Permettere qui un divieto vuol dire aprire la strada a divieti futuri, per esempio al transito di TIR in Val Venosta; significa seguire l’esempio dell’Austria con i suoi blocchi. L’Alto Adige quindi revoca a sé la disciplina delle forme e dei modi di transito sul territorio, e dato che non è possibile pensare a una norma che valga solo ed esclusivamente per i passi dolomitici, è ovvio che qui si sta discutendo tout court della possibilità di regolamentarsi il traffico. Gli ambientalisti sono in questo senso una foglia di fico per ottenere tutt’altro.
La discussione della mozione proseguirà domani. La seduta di oggi è terminata.

 

(MC)