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Consiglio | 04.02.2020 | 16:19

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 2

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano le richieste di nuove zone turistiche (2 interrogazioni), le disposizioni sul bilinguismo, il poligono di tiro Novacella/Varna, il progetto di integrazione Marieta, progetto GoSnow, bambini di origine straniera a scuola, prezzo degli alloggi, fuoriuscita di gas al distributore Sadobre, aggressione a Capodanno (continua).

In attesa che entri in vigore la nuova legge “Territorio e paesaggio”, di fronte alle numerose richieste di nuove zone turistiche o di ampliamenti di hotel già arrivate in Provincia (pare più di 50), la Giunta provinciale avrebbe deciso di approvare un criterio di massima per decidere quali approvare e quali no. Il criterio sarebbe quello di approvare progetti adiacenti a aree insediate e respingere i nuovi progetti nel verde: manca tuttavia il supporto di solidi argomenti per evitare che i dinieghi siano seguiti da una lunga coda di ricorsi e contenziosi. Ne è convinto Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde), che ha chiesto se la Giunta ha deciso i criteri in base ai quali approvare o respingere le domande di nuove zone turistiche o di ampliamenti di hotel esistenti e quali sono questi criteri, se essi sono già stati applicati ad alcuni dei progetti presentati e con quale esito, e infine, se la Giunta non ha ancora definito i criteri per esaminare le proposte, quando e come intende farlo. I criteri devono essere urbanistici e riguardare il piano paesaggistico, ha spiegato l’ass. Maria Hochgruber Kuenzer, segnalando che i criteri sono stati definiti: per esempio, le domande devono riguardare un insediamento già presente, quindi di un’area insediata con almeno 10 edifici. La Giunta non esclude un’ulteriore precisazione. Il 21 gennaio scorso la Giunta ha già applicato questi criteri per il comune di La Valle e respinto alcune richieste lì presentate. Su ulteriore richiesta di Dello Sbarba l’assessora ha sostenuto di non conoscere i motivi della ritardata pubblicazione della delibera sulla Rete civica.

Un imprenditore sudtirolese ha fatto registrare la sua azienda alla Camera di Commercio, ottenendo una conferma in lingua italiana nonostante sia dal suo nome che da quello dell’azienda si evincesse in maniera chiara che si trattava di una persona di lingua tedesca: lo ha riferito Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), segnalando che la risposta pare essere generata automaticamente dal sistema informatico, il che rende ancora più incomprensibile il fatto che non fosse bilingue. Egli ne ha chiesto spiegazione alla Giunta, domandando anche come essa intende intervenire affinché la Camera di Commercio si attenga alle disposizioni sull’uso della lingua. Il pres. Arno Kompatscher ha risposto che si era già intervenuti presso la Camera di Commercio per sollecitare il rispetto delle disposizioni sul bilinguismo, cui anche la CdC è tenuta, e che nel caso specifico riguardavano il sistema informatico. Si era in attesa di una risposta dall’ente.

Il poligono di tiro Novacella a Varna, di proprietà privata di un’associazione, dovrebbe venire restaurato e risanato dall’amministrazione comunale; al contempo, l’amministrazione comunale di Campo di Trens intende ormai da alcuni anni creare un poligono di tiro sotterraneo nella zona sportiva di Campo di Trens, che valorizzerebbe tutto il circondario dell’Alta Valle Isarco, come dimostra la decisione unanime in materia della Conferenza dei Sindaci del 2017.

Lo ha ricordato Peter Faistnauer (Team K), domandando se la Giunta è a conoscenza della nota informativa del presidente della Comunità comprensoriale Polig, il quale fa notare che il poligono di Campo di Trens potrebbe fungere da struttura per tutto il circondario dell’Alta Valle Isarco, se al comune di Varna è già stata promesso un incentivo per risanare e ampliare il poligono di tiro a Novacella, chi ne risulta proprietario, a quanto ammontano i costi preventivati per la creazione del poligono di tiro di Campo di Trens, facilmente raggiungibile, e a quanto, invece, quelli per adattare il poligono di tiro di Novacella, ubicato su terreno accidentato. L’ente per le attivitá sportive, ha risposto il pres. Arno Kompatscher, non è al corrente della nota, tuttavia con decisione del 2018 era stato stabilito che del poligono si sarebbe occupato il Comune di Varna. I requisiti per la promozione ci sono L’associazione sportiva Bressanone è attualmente proprietaria del poligono di Varna, la cui struttura va risanata; quello di Trens è un poligono di caccia che non puó essere utilizzato per attività sportive.

Il progetto di integrazione Marieta nel comune di Rio Pusteria è stato al centro della successiva interrogazione, con cui Ulli Mair (Die Freiheitlichen), riferendo che in risposta a una precedente interrogazione la Giunta aveva segnalato che il contributo aveva dovuto essere restituito in quanto alcuni documenti erano stati erroneamente riconosciuti, chiedeva quali erano contenuti e obiettivi del progetto, da chi era stato assegnato e a chi, quali certificati erano stati erroneamente riconosciuti e a cosa si riferiscono, chi ne era responsabile. L’ass, Philipp Achammer ha fatto riferimento all’inaugurazione di un punto d’incontro con laboratorio aperto due giorni e mezzo a settimana per far incontrare donne con background migratorio, che potevano anche imparare a cucire. Il progetto era stato commissionato dal Comune di Rio Pusteria; nel controllo finale dei documenti è risultato che le fatture presentate non erano indirizzate al Comune, ma al progetto Marieta, e per questo il contributo aveva dovuto essere restituito.

Quasi 300 studenti delle seconde di 11 scuole medie in lingua tedesca e ladina dell’Alto Adige hanno trascorso una settimana bianca in un comprensorio sciistico altoatesino grazie all’iniziativa “Go Snow Alto Adige”, che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani agli sport invernali: lo ha riferito Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia), segnalando che le 15 classi provenivano da Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno, Rio di Pusteria, San Martino in Passiria, Laces, Lana e San Martino in Badia e erano state ospiti dei comprensori sciistici di  Anterselva e Tre Cime Dolomiti, Monte Spico, Cadipietra, San Martino, Val Senales e Belpiano-Malga San Valentino e Solda; la maggior parte dei costi era stata coperta dai promotori dell’iniziativa, “inspiegabilmente riservata solo agli studenti delle scuole medie tedesche e ladine”. Il consigliere chiedeva se è vero che quelli delle scuole italiane erano esclusi e con quale giustificazione, se non si ritenesse opportuno estendere l’iniziativa agli studenti delle scuole italiane, quali erano i costi a carico della Provincia, quali altri sponsor – promotori sostenevano finanziariamente il progetto. L’ass. Giuliano Vettorato ha risposto che il progetto era stato presentato dalla HGV , IDM esercenti funiviari anche alla scuola italiana, tuttavia la programmazione degli istituti viene fatta già a maggio, pertanto non si è riusciti a organizzare. Tuttavia, da 6 anni l’Intendenza scolastica italiana ha aderito a un progetto molto simile che si chiama “Scuole sulle piste”. Prevedibilmente vi si aderirà il prossimo anno. Secondo l’ass. Philipp Achammer, i costi per l’assessorato tedesco sono circa 39.000 €, gli sponsor sono IDM, Scuole di sci, ristoratori e Associazione impianti a fune.

Facendo riferimento a un recente articolo sulla stampa riguardo alla polemica sulla percentuale dei bambini di origine straniera nelle scuole della provincia, Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ha segnalato che in un recente incontro delle consulte provinciali degli studenti sono stati proprio i ragazzi a sostenere che  non c’è un problema, anzi tutt’altro: egli ha chiesto quindi se è vero che l’assessore competente avrebbe definito i bambini nati a Bolzano da genitori stranieri un problema della e per la scuola italiana, in che termini essi sarebbero un problema, se non ritiene che certe affermazioni diano ragione ai partiti della destra tedesca, per i quali anche il bambino “italiano” che va alla scuola tedesca e viceversa è sbagliato. L’ass. Giuliano Vettorato ha risposto no alla prima domanda, ritenendo che le altre decadessero.

Al 31 agosto 2019, data in cui la Giunta aveva bloccato la possibilità di presentare ulteriori progetti, erano state già presentate oltre 50 richieste per nuove zone turistiche o ampliamento di hotel esistenti in oltre 30 comuni, per un consumo di suolo di 35 ettari, pari a 50 campi di calcio. Lo ha segnalato Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), domandando in quali comuni – e per quanti posti letto per ciascun comune - sono stati presentati progetti, quanti letti in più comporterebbe l'approvazione di tali proposte, se le richieste sono state presentate in seguito alla precedente approvazione di “concetti di sviluppo turistico” oppure a prescindere da tali “concetti”, se lo stop alla possibilità di presentare progetti oltre il 31 agosto 2019 vale per tutti i 116 comuni dell'Alto Adige o solo per una parte di essi, e in questo secondo caso, con quale criterio, nel caso in cui lo stop del 31 agosto valesse solo per alcuni comuni, quanti progetti per nuove zone turistiche o di ampliamenti di hotel esistenti sono stati ancora presentati dopo il 31 agosto 2019, per quali comuni e con quale numero di letti in più. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha fatto riferimento a 21 comuni in cui sono state richieste varianti al PUC o destinazioni di zone turistiche, anche strutturalmente deboli. I letti in più sarebbero 1.211, ulteriori 116 con l’ampliamento di zone turistiche già esistenti. per le zone urbane c’è bisogno di un concetto globale, per le altre di un concetto di sviluppo turistico, tutti i Comuni hanno provveduto. La presentazione di progetti è possibile dopo il 31 agosto solo nel centro dell’insediamento.

Facendo riferimento, tra le misure per affrontare l’alto prezzo degli alloggi, a una revisione degli standard di costruzione in Alto Adige, tenendo conto dei nuovi materiali e delle nuove tecniche frutto della ricerca nel settore, e sostenendo che la Giunta è invitata a verificare regolamenti e disposizioni vigenti i  merito agli standard edili obbligatori in relazione ai relativi costi, Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha domandato, poiché nella primavera 2019 la Giunta era già impegnata in una verifica dei costi, a quali risultati ha portato questa verifica, chi ne era incaricato, quali istituzioni sono state coinvolte nella seduta consultiva dell’aprile 2019, quali misure sono state proposte. L’ass. Giuliano Vettorato ha fatto riferimento alla riscrittura della direttiva sull’efficienza energetica CasaClima, cui hanno fatto seguito le direttive sulle nuove costruzioni e i risanamenti, a scopo di semplificazione burocratica, con controtendenza positiva rispetto a quanto avvenuto a livello nazionale, tanto che una ristrutturazione casaClima è oggi meno onerosa del 15% rispetto al 2014. Per tutte le revisioni, CasaClima ha seguito un metodo partecipativo con tutti i soggetti interessati. I requisiti di efficienza energetica stanno diventando molto restrittivi in tutti i paesi europei, dove dal 2021 ci sará un brusco innalzamento degli standard, secondo quanto previsto in Alto Adige giá nel 2017: in provincia non ci sará quindi alcun contraccolpo. I requisiti energetici sono solo una piccola parte di tutti quelli che incidono sui costi di costruzione e risanamento.

Peter Faistnauer (Team K) ha poi fatto riferimento alla fuoriuscita di gas metano verificatasi presso il distributore di gas metano presso il distributore dell’autoporto Sadobre/Campo di Trens sull’A22, avvenuta il 16 dicembre: egli ha chiesto quali erano le cause, se l’assessore è a conoscenza del pericolo, se c’è sul luogo personale qualificato per l’intervento in caso di incidenti, se e come sono stati informati della struttura la popolazione dell’Alta Val D’Isarco e i Vigili del Fuoco. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che il titolare ha esaminato il luogo dell’incidente e constatato che c’era una valvola difettosa. In quanto al personale formato, sono rispettate le disposizioni vigenti, anche in relazione alle distanze: durante l’orario di apertura ci deve essere sempre personale istruito, che deve essere a disposizione negli altri orari. Anche le restrittive normative anticendio sono rispettate, tuttavia la rete di distributori di gas è molto ampia ma non è previsto che venga informata la popolazione, mentre Vigili del fuoco (anche volontari) devono essere informati.

Secondo testimoni oculari, nella notte di Capodanno in un comune pusterese si è verificata una brutale aggressione da parte di alcuni Albanesi ai danni di un gruppo di giovani sudtirolesi, e questo solo perché uno di quest’ultimi era inavvertitamente andato a urtare uno degli albanesi. Lo ha riferito Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), segnalando che uno dei giovani aveva riportato il naso rotto e che sessi non si erano difesi per paura di essere incolpati del fatto. Egli ha quindi chiesto se la Giunta è a conoscenza del caso o di altri casi simili, se gli autori delle violenze sono stati denunciati e quante persone hanno dovuto ricorrere alla cura dei sanitari in seguito a episodi di violenza nella notte di Capodanno. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito di non aver ottenuto alcuna risposta in merito dall’Azienda sanitaria. (continua)

(MC)