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Consiglio | 04.02.2020 | 15:24

Interrogazioni su temi d’attualità - 1

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano il Giardino vescovile di Bressanone (2 interrogazioni), la SPID in lingua tedesca, rete antidiscriminazione RE.A.DY., divieti di circolazione per i diesel, finanziamenti IPES, carta d’identità elettronica (2 interrogazioni), Agenzia per la famiglia (continua). Ricordato l’ex consigliere Otto Saurer.

La seduta di oggi è iniziata nel ricordo di Otto Saurer, ex consigliere e assessore provinciale  scomparso recentemente, di cui il presidente Josef Noggler ha sottolineato il costante impegno in campo sociale, “che ha contribuito a diffondere ad ampi strati sociali la qualità della vita che caratterizza l’Alto Adige. Otto Saurer ha lasciato la sua impronta in questa provincia, e anche in Consiglio provinciale molti di noi lo ricordano come partner corretto e rispettoso delle posizioni altrui”. L’aula ha quindi osservato un minuto di silenzio in sua memoria.  

Con la prima interrogazione d’attualità presentata quest’oggi, Brigitte Foppa (Gruppo Verde), segnalando che il Comune di Bressanone ha ottenuto un contributo provinciale di 1,2 mio. € per la programmata ristrutturazione del Giardino vescovile, mettendolo a bilancio, riteneva opportuno domandarsi in che punto il parere della Ripartizione Beni culturali sosteneva il progetto Heller, ricordando che esisteva un parere preliminare relativo all’altezza della struttura, al numero degli edifici e ad altre prescrizione, ma mancava la necessaria concretizzazione: la consigliera chiedeva quindi se c’erano stati nel frattempo ulteriori scambi con lo studio Heller e se esisteva una concreta proposta di revoca della messa a tutela sotto i beni culturali. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha riferito che non c’erano stati ulteriori colloqui e sviluppi dalla primavera 2019, né esisteva una richiesta di revoca.

Riferendosi alla segnalazione di un cittadino, secondo il aule alle Poste la registrazione per l’identità digitale SPID è ancora possibile solo in italiano, e alla risposta a un’interrogazione del marzo 2018 con la quale la Giunta riferiva contatti in corso per fornire il servizio anche in lingua tedesca, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto se è vero che la registrazione è ancora possibile solo in italiano, come mai non è fattibile in tedesco e come pensa di procedere la Giunta per rimediare a questa violazione. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che l’attivazione verrà offerta nelle due lingue attraverso il portale nazionale delle Poste: a questo scopo sono stati organizzati una serie di incontri, che però non hanno portato al risultato auspicato. La Giunta ha messo a disposizione tutte le informazioni e il personale per le traduzioni, anche tramite un’agenzia partner a Bologna. la Giunta provinciale sarà competente per la traduzione in tedesco. Knoll si è rammaricato che l’attivazione non avverrá tramite le Poste, e ha ribadito che la situazione relativa a questo ente in Alto Adige non è migliorata, anzi è peggiorata, anche relativamente alla distribuzione.

Secondo un comunicato stampa dell’Ufficio stampa provinciale del gennaio scorso, la Provincia Autonoma di Bolzano ha aderito alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY), di cui alcuni comuni altoatesini, soprattutto grazie all’impegno del Gruppo Verde, sono membri e da diverso tempo: ritenendo opportuno il passo della provincia, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) sottolineava che nella versione italiana del comunicato stampa si spiegava che si tratta di un’adesione di carattere meramente simbolico. La consigliera chiedeva quindi come andava intesa tale adesione e quali saranno le azioni concrete che ne faranno seguito. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che la Giunta ha deciso di aderire alla rete RE.A.DY., nella quale è stata accolta come membro, come risulta anche dal sito. Si intendono considerare le necessitá della comunitá LGBT e fornire informazioni, ma l’adesione è molto recente e ancora non si è fatto molto. si desidera anche sostenere i Comuni che fanno parte di questa rete.

Dal 1° gennaio a Bolzano vige il divieto di circolazione, nei giorni feriali e a fasce orarie, per tutti i veicoli “euro 0”, “euro 1”, “euro 2 diesel” ed “euro 3 diesel”: lo ha ricordato Franz Locher (SVP) evidenziando che a livello politico sono già state lanciate diverse iniziative per allentare il divieto di circolazione per i veicoli diesel, ma che i tentativi di trovare una soluzione soddisfacente per entrambi le parti sono però stati successo; il Comune di Bolzano continua a promuovere il proprio piano clima, che mira a rafforzare ulteriormente i divieti di circolazione in futuro. I divieti di circolazione colpiscono particolarmente gli imprenditori, e in particolare quella fascia di popolazione che non può permettersi l’acquisto di un nuovo autoveicolo; il tutto mentre la società Inhouse SASA S.p.A fa circolare autobus appartenenti alle classi di veicoli colpiti dai divieti di circolazione. Il consigliere ha chiesto quindi quanti autobus della società SASA Spa AG circolano nella città di Bolzano, quanti di essi sono “a emissioni zero”, quanti delle classi euro 0, euro 1, euro 2 Diesel, euro 3 diesel, euro 4 diesel, euro 5 diesel ed euro 6 diesel si trovano tuttora in circolazione. L’ass. Daniel Alfreider ha fatto riferimento a 104 bus della SASA, di cui 10 a emissioni 0, di cui 9 a Bolzano. Ha aggiunto che le classi di appartenenza, nel marzo 2020, saranno: a emissioni 0 9 veicoli, zero veicoli euro 2 ed euro 3 diesel, 6 autobus euro 3 a metano, altri euro 4 a metano e altri veicoli in altre classi (citati dettagliatamente dall’assesore). Entro il 2023, due terzi della flotta saranno rinnovati, e ci saranno 12 bus a idrogeno e 54 a motore ibrido.

La legge di bilancio 2020 è stata approvata con un taglio dei finanziamenti IPES di 20 milioni; passando da una media annua di 20-25 mio. a 4 mio.: l’Assessorato dell’Edilizia sociale ha sostenuto che parte di questo taglio può essere finanziato con un piano di alienazione del patrimonio non necessario nei comuni con scarsa richiesta di alloggi. Lo ha segnalato Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) domandando se il taglio è stato concordato con i vertici dell’IPES, se il CDA ha espresso preoccupazione per il taglio e per i futuri investimenti nell’edilizia sociale soprattutto nei comuni con alta tensione abitativa (Bolzano- Laives), se è stato effettuato un business plan in merito alla vendita di appartamenti da parte dell’ente, se la Giunta provinciale ritiene non più una priorità l’investimento nell’edilizia sociale. L’ass. Waltraud Deeg ha segnalato che la Giunta ritiene molto importante L’edilizia sociale, e che per il 2020 sono stati messi in conto i finanziamenti di molti progetti in accordo con l’IPES, per 4 milioni nel bilancio 2020, con fondi per concludere progetti giá avviati. L’IPES ha uno stato di cassa di 35 milioni, spese correnti per 8,9 milioni. Il CdA era stato informato ed aveva discusso delle prospettive della Giunta, e aveva deciso di abbattere lo stato di cassa ed eventualmente anche di assumere crediti. La Provincia metterà a disposizione anche per i prossimi anni i fondi necessari.

Franz Ploner (Team K) ha quindi riferito che, in linea con le dichiarazioni fatte nell’ambito dell’ultimo comitato cittadino, il Comune di Bressanone, a Provincia come principale finanziatrice e la Curia vescovile sembravano volersi attenere al progetto di ristrutturazione del giardino vescovile presentato dall’artista multimediale Andrè Heller, il quale però, secondo l’architetto, gli architetti del paesaggio, gli urbanisti e l’ente Beni Culturali coinvolti, non soddisfarebbe le aspettative della cittadinanza. Egli chiedeva quindi come spiega la Giunta provinciale le somme ingenti messe a disposizione di un progetto non ancora terminato in presenza di soluzioni più economiche e più semplici, come essa possa da un lato partecipare al finanziamento di un giardino vescovile che dovrebbe ospitare eventi, e dall’altro esprimersi per la sostenibilità e contro l’overtourism, chi paga la bonifica del terreno contaminato da pesticidi chimici e metalli pesanti, in quale luogo dovrà essere smaltito il materiale contaminato, se i risultati dell’indagine sul terreno contaminato sono stati messi al confronto con le vigenti direttive comunitarie e infine come giustifica la Giunta che finora circa un milione di euro è stato speso per l’affitto del giardino vescovile. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che la decisione della Giunta di sostenere il progetto si deve all’approvazione di beni culturali e Consiglio dei Musei, e che il secondo progetto presentato è ben diverso dal primo; il mantenimento dle giardino per eventi era già previsto nel progetto storico, tutti gli interventi devono essere reversibili. Anche l’ampliamento del museo era preventivato. In quanto alla bonifica del terreno contaminato, sarebbe stata necessaria anche in caso di vittoria di un altro progetto; il presidente ha citato lo studio ingegneristico incaricato.

A causa di problemi tecnici legati all’obbligo di bilinguismo, l’introduzione capillare della carta d’identità elettronica in provincia di Bolzano era stata prevista per la fine del 2019: Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto se essa viene già rilasciata dai comuni altoatesini, e da quali, in caso contrario per quali ragioni non viene ancora rilasciata, entro quale data sarà possibile richiederla in tutti i comuni, se è possibile ottenere una carta d’identità elettronica al posto di quella attuale anche se questa non è ancora scaduta, se il rilascio della carta d’identità elettronica comporterà dei costi per i cittadini. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che al momento nessun Comune altoateisno rilascia la carta elettronica, in quanto Ministero degli interni e zecca non hanno ancora messo a disposizione i sistemi necessari. A Bolzano, auspicabilmente entro il 2020, sarà possibile chiedere la carta elettronica prima che negli altri Comuni; la carta elettronica può essere richiesta solo se la vecchia è scaduta o persa, non se è ancora in vigore. La tessera costerà 16,79 €, pari a costi amministrativi, cui si aggiungeranno costi fissi di segreteria dei Comuni a loro discrezione.

Sempre a proposito della nuova carta d’identità, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ricordando che prossimamente verrà dato il via al rilascio della nuova carta d’identità in formato tessera, ha segnalato che purtroppo non sembra esserci traccia della lingua ladina, nonostante nel marzo 2018 il Consiglio provinciale si fosse espresso per la dicitura in lingua ladina dei dati sulla carta nei comuni ladini; d’altra parte, già nel 2010 la Giunta provinciale aveva deciso di introdurre una carta d’identità in versione trilingue per i ladini di Val Gardena e Val Badia. Il consigliere ha chiesto quindi se nei comuni ladini i dati riportati sulla nuova carta d’identità appaiano anche in lingua ladina e, in caso contrario, perché no e cosa intende intraprendere la Giunta provinciale a questo scopo. Il pres. Arno Kompatscher ha fatto riferimento anche all’introduzione della lingua inglese prevista dalle norme statali, aggiungendo però che attualmente la carta elettronica in lingua ladina non è prevista, in quanto non è stata data disponibilità in questo senso. Egli ha chiesto un appuntamento con il Ministero degli Interni per ottenere maggiori spiegazioni. Una difficoltà è rappresentata anche dal fatto che le scritte nelle diverse lingue devono avere uguale grandezza. Knoll ha sottolineato che l’ordine delle lingue dovrebbe considerare la rappresentanza dei gruppi linguistici. Kompatscher ha spiegato che nella versione proposta finora l’ordine è italiano tedesco, inglese.

Con l’8 gennaio scorso, la direttrice dell’Agenzia per la famiglia ha rimesso il suo incarico: la Giunta ha quindi assunto una delibera per l’affidamento di un nuovo incarico direzionale, ma nel documento si fa riferimento anche al membro supplente. Lo ha riferito Maria Elisabeth Rieder (Team K) domandandone le ragioni alla Giunta, nonché quando sarà dato l’incarico definitivo e quali sono le ragioni che hanno visto alternarsi alla guida dell’Agenzia, negli ultimi 5 anni, 3 direttori e 2 direttori reggenti. L’ass. Waltraud Deeg ha risposto che l’Agenzia in questa forma esiste dal giugno 2014. Si è partiti con 2,5 collaboratori, che ora sono diventati 18 per un bilancio di 122 mio. € gestiti. ha quindi superato le dimensioni di un ufficio, ci sará bisogno della trasformazione in Ripartizione. Il componente sostitutivo è stato sostituito per mantenere l’equilibrio tra generi e gruppi linguistici. Attualmente ci sono circa 189 candidature per un posto nell’Agenzia, i motivi delle dimissioni verificatesi sono di natura privata. L’ex direttrice ha lavorato molto bene. (continua)

(MC)