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Consiglio | 14.01.2020 | 18:05

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità -3

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano la comunicazione di trasferimento all’estero, l’assegno provinciale al nucleo famigliare +, moduli doganali in lingua italiana, provocazioni interetniche, museo a Fortezza, misure di integrazione connesse a contributi aggiuntivi. Prorogato il termine per la trattazione in commissione del disegno di legge provinciale Controllo preventivo del rispetto dei diritti umani.

Nell'ambito della trattazione delle interrogazioni su tema d'attualità, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito il caso di un sudtirolese che da 10 anni si è trasferito dalla Val Pusteria a Innsbruck, che non possiede alcuna casa in Alto Adige e che non è qui registrato: in occasione di un trasloco, egli ha ricevuto dall’Ambasciata italiana a Vienna la richiesta di comunicare il suo nuovo indirizzo, nonostante non abbia più nulla a che fare con l’Alto Adige e l’Italia e quindi si chieda cosa importa alle autorità italiane del suo indirizzo. Il consigliere ha quindi chiesto se esiste un obbligo di comunicazione in questo senso, sulla base di quale norma, se il sudtirolese in questione può rifutarsi di dare informazioni e se la Giunta è al corrente di casi analoghi. Chi vuole trasferirsi all’estero, ha chiarito il presidente Arno Kompatscher, deve comunicare il proprio indirizzo all’ambasciata o all’ultimo comune di residenza in Italia, come previsto dalla normativa italiana, altrimenti il Consolato si attiva. Il tutto si può fare anche via mail. in caso di mancato rispetto della disposizione è prevista una sanzione minima. 

I padri di bambini nati tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019 dovrebbero poter beneficiare dell’assegno provinciale al nucleo familiare +; se essi lavorano nel privato e usufruiscono del congedo di paternità hanno infatti diritto a un assegno mensile tra i 400 e gli 800 €, che viene corrisposto per una durata massima di 3 mesi: lo ha ricordato Brigitte Foppa (Gruppo Verde) domandando quanti cittadini hanno richiesto l’assegno provinciale al nucleo familiare + nel 2016, 2017, 2018 e 2019, quante richieste sono state accolte, se grazie all’assegno provinciale al nucleo familiare + sono stati di più i papà che hanno deciso di voler usufruire del congedo di paternità e quanti padri si sono si sono avvalsi di un congedo di paternità plurisettimanale nel 2014 e 2015, ossia prima dell’introduzione dell’assegno, e quanti dopo? L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che questo assegno ha lo scopo di sostenere i genitori affinché possano usufruire di congedi di paternitá e maternitá, e che lo studio di un ente statale ha dimostrato che i padri hanno desiderio di usufruire di un congedo, ma sono pochi coloro che ne usufruiscono, per diverse ragioni, in primis la cristallizzazione nella società dei ruoli famigliari e poi motivi economici. Qui interviene l’assegno per il congedo famigliare +, di cui nel 2016 hanno usufruito in 12, nel 2017 in 122 e 228 nel 2018. Non ci sono altri dati dell’ASTAT per una comparazione, ma saranno forniti non appena disponibili. La maggior parte delle richieste dono di dipendenti di PMI, quindi di aziende artigianali e turistiche. L’obiettivo è di cercare un legame tra padri e bambini, che si ripercuote positivamente nella vita del figlio. Foppa ha criticato che sull’argomento non ci fossero dati sufficienti, rilevando che questo accade spesso. Ha chiesto poi se l’assessora è soddisfatti questi numeri. deeg ha risposto che si può fare di più, ma la Provincia può solo creare incentivi, spetta alle persone usufruirne. Si possono anche aumentare gli incentivi, ma va soprattutto creata la consapevolezza che questo è un diritto di cui tutti pososno godere.

Secondo Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) alcuni uffici statali continuano a prendere sottogamba l’obbligo di bilinguismo vigente in Alto Adige: lo dimostrano i moduli doganali in sola lingua italiana che devono essere compilati anche da piccole aziende, che obbligano chi non padroneggia questa lingua ad incaricare qualcun altro della compilazione, nella speranza che non faccia errori di cui egli stesso dovrà rispondere. Il consigliere ha quindi chiesto i motivi di questa disponibilità solo in lingua italiana, quando saranno disponibili i formulari in tedesco e perché spesso le pagine internet di enti statali sono tradotte in inglese ma non in tedesco. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che la Giunta è consapevole dell’importanza di garantire questo diritto, e di aver sollecitato a questo scopo l’Agenzia delle Dogane, senza però ancora aver ricevuto risposta. Spesso si è intervenuti a Roma anche offrendo la disponibilità a fornire le traduzioni, tuttavia i progressi sono stati pochi, anche perché i formulari cambiano e si rinnovano spesso. Si intende crare l’ufficio per le lingue per garantire adeguato sostegno. È vero che ora spesso di provvede alla traduzione in inglese, ma non a quella in tedesco. Leiter Reber ha replicato che evidentemente l’Italia non prende così sul serio le lingue delle minoranze. L’ufficio citato dovrá essere composto da personale competente anche giuridicamente, e andrá chiarita la validità del documento. Su richiesta del consigliere, il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che il nuovo ufficio potrebbe partire il 1o aprile.

L’ass. Vettorato ha annunciato che avrebbe proposto la cancellazione dei contributi per associazioni, unioni e aziende (compresi i loro soci e dipendenti) che provocano il conflitto interetnico: lo ha ricordato Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) domandando se è una provocazione interetnica predisporre indicazioni dei sentieri con la denominazione originale di località, esprimersi in occasione di un referendum per la modifica del nome di una piazza nel capoluogo per “piazza della Vittoria” e non per “piazza della Pace”, richiedere il rispetto del diritto all’uso della lingua provinciale ufficiale negli ospedali o da parte della polizia, confrontarsi apertamente sul futuro della provincia, porre lo stemma altoatesino a fianco del nome di sportivi locali in un articolo sportivo, ristrutturare edifici e monumenti di regimi totalitari, esortare i componenti di altri gruppi etnici a saltare in occasione della vittoria di una squadra nazionale di calcio, decorare con una scritta monolingue, quali studenti di una scuola alberghiera una torta per il presidente della Commissione UE, ipotizzare di accettare una cittadinanza aggiuntiva in uno Stato che la offre a milioni di cittadini all’estero. L’ass. Giuliano Vettorato, sottolineando che compito della politica non è strumentalizzare singole parole per minare la pacifica convivenza, di cui la provincia è un esempio, ha evidenziato che nessuno puó sindacare sul voto espresso nel segreto dell’urna o sul sano tifo sportivo, tuttavia quando succedono certi episodi, a 360 gradi, bisogna prendere le distanze, perché non venga minata la convivenza. Su richiesta ulteriore di Leiter Reber, Vettorato ha aggiunto che la proposta relativa ai contributi era solo verbale, e non c’è nulla di scritto, tuttavia giá nel regolamento dei contributi è previsto che se ci sono associazioni che vanno a ledere l’immagine dell’Autonomia vengano bloccati i contributi.


Il museo di storia contemporanea di Fortezza, annunciato da tempo dal presidente della Provincia, è stato al centro dell’interrogazione con cui Brigitte Foppa (Gruppo Verde), riferendo che l’incaricato dell’elaborazione del concetto, lo stimato storico Hannes Obermair, era ora impegnato in attività di ricerca all’EURAC , e facendo riferimento al rischio che l’intero progetto si bloccasse, domandava se esso sarebbe stato portato avanti, se il dott. Obermair avrebbe mantenuto la guida dell’iniziativa, e, in caso contrario, a chi sarebbe stata affidata, e infine quali erano i tempi di realizzazione previsti. Il pres. Arno Kompatscher ha riferito che il dott. Obermair si è ritirato nel settembre 2019, lasciando però la disponibilità di utilizzare il suo progetto, e che si sta collaborando con esperti nel campo, con storici e storiche esperti. nel 2021 dovrebbe essere pronto i progetto, da realizzare poi nel 2023. Si è in constante contatto. Questione diversa è l’utilizzo del forte e di altri spazi per esposizioni itineranti, a questo scopo è prevista una ristrutturazione. Foppa ha rilevato una grande lacuna nel paesaggio museale relativamente al periodo storico considerato, molto interessante non solo per i visitatori ma soprattutto per la popolazione locale.

Facendo riferimento alla delibera di Giunta (1182/2019) che mette in relazione l’accesso di cittadini non comunitari alle prestazioni aggiuntive della Provincia all’adesione a misure di integrazione, Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto quanti cittadini non comunitari devono rispettare queste prescrizioni per poter continuare a percepire assegno familiare provinciale e assegno provinciale per i figli, a quanto ammontano i fondi destinati per il pagamento di questi assegni e del contributo aggiuntivo all’assegno famigliare a cittadini non comunitari nel 2017, 2018 e 2019, per quale motivo sono posti così in basso (conclusione con successo di almeno un anno di scuola in lingua tedesca o italiana) i requisiti d’integrazione richiesti. L’ass. Philipp Achammer ha annunciato la consegna di una tabella con tutti i numeri richiesti, riferendo di 6.574 domande nel 2019 per 11,5 mio €, aggiungendo che i requisiti vengono richiesti a entrambi i genitori, non solo al richiedente. Si confida certamente che le persone completino un ciclo scolastico, non una sola classe, inoltre è prevista come condizione il raggiungimento di un livello linguistico A2. Mair si è rallegrata che la Giunta avesse finalmente attuato una richiesta dei freiheitlichen, ovvero coinvolgere entrambi i genitori, e Achammer ha replicato che uno degli obiettivi di queste misure è raggiungere anche le donne, dato che ora sia padri che madri devono raggiungere il livello linguistico e frequentare il  corso integrativo, il che richiede anche un grande sforzo da parte dell’amministrazione.

Con questa interrogazione è terminato lo spazio a esse dedicato. Di seguito, su richiesta della presidente della prima commissione legislativa Magdalena Amhof (SVP), in accordo con la prima firmataria Brigitte Foppa (Gruppo verde), è stato prorogato di 6 mesi il termine per la trattazione in quest’organo del disegno di legge provinciale n. 20/19: Controllo preventivo del rispetto dei diritti umani.
La seduta di oggi è conclusa.

(MC)