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Consiglio | 29.11.2019 | 22:21

Lavori Consiglio: Modifica alla legge europea 2019

Approvata la reintroduzione della denominazione “Alto Adige”. Al dibattito ha partecipato solo la Süd-Tiroler Freiheit.

Riunito in seduta notturna, il Consiglio provinciale ha trattato venerdí sera il disegno di legge provinciale n. 35/19: Modifica alla legge provinciale 17 ottobre 2019, n. 10, "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (Legge europea provinciale 2019)" (presentata dalla Giunta provinciale su proposta del Presidente della Provincia Arno Kompatscher).

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha presentato la sua relazione di minoranza, in cui, ricordando il dibattito sull’uso dei nomi Südtirol, Sudtirolo e Alto Adige nell’ambito della trattazione della legge europea, e la scelta di usare la denominazione “provincia di Bolzano”, che aveva avuto come conseguenza una grande eco a livello nazionale, riportava un articolato parere scientifico del linguista ed esperto di toponomastica Cristian Kollmann: esso ripercorreva la storia del nome “Alto Adige” e del suo utilizzo durante il fascismo e dopo, fino a concludere era che l’unica denominazione corretta in italiano è “Sudtirolo”.
La discussione generale è stata inaugurata da Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), che ha chiarito come quello della toponomastica fosse un tema sensibile. “Che sia stato mantenuto il diritto ad avere i nostri nomi non è scontato”, ha aggiunto il consigliere, rilevando che sicuramente molti dei colleghi non sapevano quanto riportato nella relazione. Nella votazione di ottobre ogni consigliere sapeva cosa stava votando, e non era la prima volta che “Alto Adige” veniva sostituito con “provincia di Bolzano”, così come una legge provinciale parlava di interventi per “sudtirolesi all’estero”. Se si vuole difendere l’Autonomia lo Stato italiano deve  avere la percezione della diversità di questa parte del territorio,e la denominazione della provincia è un modo per spiegarlo al meglio.  Nei servizi RAI sulla visita del presidente della Repubblica, si era parlato della “restituzione” della provincia all’Italia: “Sarebbe invece stata l’occasione giusta per spiegare la situazione alla popolazione italiana”. Knoll ha detto di non sentirsi altoatesino e di non voler essere definito come tale: “Non mi rappresenta”; ha quindi ricordato la celebrazione in ricordo di Franz Innerhofer, il quale pure non poteva certo essere descritto altoatesino: lo stesso Capo dello Stato lo definiva “sudtirolese”, mentre il Consiglio provinciale rinuncia a farlo. Ci vuole un tavolo di lavoro per decidere come chiamare finalmente la provincia,il cui nome è il cuore dell’Autonomia: “Se non possiamo decidere il nostro nome, non possiamo dichiararci autonomi”. Il Governo italiano non ha mai impugnato una legge perché c’era scritto “provincia di Bolzano”: “Perché dobbiamo cambiarlo proprio ora, solo per la polemica di un consigliere?”. La polemica poteva essere evitata inserendo nella legge direttamente “provincia di Bolzano”, ha aggiunto Knoll, chiedendosi chi aveva deciso di sostituire ora la denominazione con “Alto Adige”.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) si è rammaricata dello scarso interesse: nonostante l’ora tarda, si trattava di lottare per la Heimat: “Cosa sarebbe successo se i vostri antenati non avessero lottato per ogni virgola del pacchetto? Dopo quello che hanno fatto loro, non vale la pena lottare per un toponimo?”. Lottare per le proprie radici non vuol dire volere la guerra, anzi può portare alla pace: la Süd-Tiroler Freiheit nn si arrende, e lotterà fino all’utimo: a questo scopo ha presentato emendamenti. Tutti coloro che avevano votato a favore in commissione sapevano bene cosa facevano, compresi i componenti della maggioranza. Oggi non bisogna cedere.

Approvato il passaggio alla discussione articolata (30 sì, 2 no), è stato esaminato l’articolo 1, che modificava i commi 1 e 2 dell’articolo 1 della legge europea. Myriam Atz Tammerle (STF) ha proposto di sostituire la parola altoatesini nell’ultima riga del primo comma con “sudtirolesi”, oppure con “altoatesini/sudtirolesi”. Gli Schützen non possono essere certo definiti “altoatesini”, così come tutte le persone nate prima del 1920, ha chiarito. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che il compromesso farebbe fede alla Costituzione italiana che riporta il nome “Alto Adige/Südtirol”, e riconoscerebbe tutti i sudtirolesi che non vogliono sentirsi chiamare “altoatesini”. La sua stessa nonna è nata in Austria, non si può definire altatesina. La proposta di compromesso è perché entrambi i gruppi linguistici si sentano a loro agio in provincia, ma ovviamente si preferisce la prima proposta. Messi in votazione, gli emendamenti, compresi quelli con cui la stessa STF  chiedeva di inserire al comma 2 la denominazione Alto Adige/Südtirol o di sostituire Alto Adige con Sudtirolo, sono stati respinti con 2 voti a favore, 2 astensioni e i restanti contrari.

Di seguito, l’articolo 1 è stato approvato con 30 sì, 2 no e 2 astensioni.

L’articolo 2 riguarda l’entrata in vigore. È stato approvato senza discussione con 31 sí, 2 no e 1 astensione.

Dichiarazioni di voto:

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato voto contrario “con convinzione”, constatando che la SVP aveva perso qualsiasi sensibilitá in relazione all’Autonomia, e che si faceva trattare così da Roma. Ci si chiede se con questi consiglieri e questa Giunta sarebbe stato possibile raggiungere l’Autonomia, che non si riuscirà a difendere a lungo.
il dlp è stato approvato con 29 sì, 3 no e 2 astensioni.

La seconda seduta di novembre è terminata alle 22.10.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(MC)

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