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Consiglio | 29.11.2019 | 19:52

Lavori Consiglio: Approvata la legge Territorio e paesaggio

Approvato con 18 sí e 16 no il dlp 38/19, Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, "Territorio e paesaggio". L’ultima parte della discussione articolata, le dichiarazioni di voto. La seduta prosegue in notturna.

L’articolo 13 del disegno di legge provinciale n. 38/19: Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, "Territorio e paesaggio" riguarda il procedimento d’approvazione del piano paesaggistico. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha proposto con emendamenti che per il Comune che non ha provveduto entro il termine alla definizione degli insiemi la Provincia possa intervenire con una proposta e che per una decisione sulla trasformazione da bosco ad altra destinazione sia indispensabile il parere favorevole di un rappresentate della ripartizione provinciale Natura, paesaggio e territorio. Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha invitato a evidenziare il fatto che la tutela degli insiemi è un’opportunità, invitando la Giunta a spiegarlo bene ai sindaci. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito il nuovo orientamento urbanistico in base al quale i Comuni devono avere il piano di tutela degli insiemi prima di definire l’area insediabile, e ribadito che si tratta di un’oportunitá e non di un vincolo. Respinti gli emendamenti del Gruppo Verde, Riccardo Dello Sbarba ha evidenziato che i Comuni potrebbero evitare di redigere il piano di sviluppo proprio per non definire gli insiemi. L’articolo 13 è stato approvato con 23 sì e 9 astensioni.

L’articolo 14 definisce il programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto di garantire, aggiungendo un comma,  che le aziende agricole conservino una dimensione che ne garantisca produttività e futuro, ma l’emendamento è stato respinto, mentre è stato approvato quello con cui Manfred Vallazza (SVP) proponeva che le amministrazioni dei comuni con viticoltura interpellassero gli esperti in merito alla qualità dei vigneti. L’articolo è stato approvato con 17 sí e 13 astensioni.
L’articolo 15 riguarda il procedimento di approvazione del programma di sviluppo comunale per territorio e paesaggio  del piano comunale territorio e paesaggio. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha proposto un emendamento lo stralcio della disposizone che permette al Comune in casi di inattivitá della provincia di far entrare in vigore il piano comunale o quello di sviluppo, nel rispetto della co-pianificazione: l’emendamento è stato accolto. Su richiesta di Dello Sbarba relativamente allo stralcio del criterio dell’interesse pubblico generale, l’assessora ha spiegato che era formulato in un’altra disposizione. L’articolo, votato per commi separati, è stato approvato a maggioranza.
L’articolo 16 riguarda le varianti al piano comunale per il territorio e il paesaggio.3 gli emendamenti di Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), per sopprimere il comma 1, in base al quale si potevano fare varianti a livello comunale senza tenere conto della tutela degli insiemi, oppure per correggerlo. Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto che  nella decisione fosse coinvolto il Comune, non solo la Giunta comunale. L’ass. Hochgruber Kuenzer ha chiarito che ci sono alcune zone automaticamente sotto tutela, e quindi non interessate da questa disposizione. Si vuole poi garantire decisione indipendente ai Comuni quando decidono il grande Piano di sviluppo; il riferimento alla Giunta riguarda solo l’avvio della procedura di ammissione. Respinti gli emendamenti dell’opposizione, l’articolo è stato approvato con 17 sì.

Approvati senza discussione gli articoli da 18 a 22.

L’articolo 23 riguarda  le attività delle pubbliche amministrazioni.

Facendo riferimento agli interventi di interesse sovracomunale o provicniale, che richiede che la Provincia acquisisca i parere del sindaco, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto di togliere il meccanismo del silenzio-assenso in esso previsto, ma il relativo emendamento è stato respinto, e l’articolo approvato con 19 sì, 6 no e 9 astensioni.
Approvato senza discussione l’articolo 24.

L’articolo 25 riguarda il contributo di intervento per il permesso di costruire e per la SCIA. Approvati due emendamenti dell’ass. Hochgruber Kuenzer sul termine per il pagamento del contributo di intervento, esso è stato approvato con 18 sì e 16 astensioni.
L’articolo 26 riguarda il contributo di urbanizzazione.
Gerhard Lanz (SVP) ha proposto una modifica del comma 1 relativo al criterio per la volumetria “vuoto per pieno”, che la legge intende utilizzare per il calcolo del contributo di urbanizzazione: egli intendeva precisare che il calcolo dovrà tenere conto, in ogni caso, delle riduzioni e degli esoneri previsti dalla legge. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha proposto delle modifiche conseguenti, al fine di stabilire date univoche per la determinazione degli eventuali maggiori importi dei contributi di urbanizzazione e per il calcolo in caso di cubatura demolita e ricostruita. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto di stralciare  i casi aggiuntivi di esonero totale dal contributo di urbanizzazione, che venivano cioè aggiunti a quello giá esistente relativo ai rifugi alpini: l’esonero doveva restare solo per quest’ultimi e le opere realizzate dalla Provincia, mentre la disposizione lo prevedeva anche per chi demoliva e ricostruiva con volumetria aggiuntiva e per altri casi non meglio specificati, prevedibili tramite regolamento tipo provinciale o regolamento comunale: “Si tratta di un assegno in bianco alla Provincia e a ogni singolo Comune”, ha detto il consigliere. L’ass. Hochgruber Kuenzer ha chiarito che questo non è un peggioramento, ma una semplificazione: chi amplia, paga solo per la cubatura aggiuntiva. I singoli Comuni hanno la possibilitá di prevedere deroghe quando si tratta di piccoli interventi.  Approvati i subemendamenti assessorili, respinti quelli di Dello Sbarba, approvato quello sostitutivo di Lanz con 17 sí, 14 no e 2 astensioni, è risultato approvato anche l’articolo.
L’articolo 27 riguarda il contributo sul costo di costruzione.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha rilevato che anche con quest’articolo si tolgono risorse al Comune: infatti, se attualmente le aliquote vengono applicate in base alla destinazione prevalente dell’edificio, questo articolo prevede la percentuale del 3% per la parte di edifici non residenziale. In alternativa, la decisione in merito deve spettare non “al Comune” ma “al Consiglio comunale”. L’ass. Hochgruber Kuenzer ha segnalato che si tratta solo di un limite minimo e massimo, e il Comune ha un margine d’azione, e che se per esempio al pianterreno ci sono un panificio e un bar si calcola sempre la percentuale maggiore.  Approvato l’emendamento di Dello Sbarba sul Consiglio comunale, respinto l’altro, l’articolo è stato approvato con 18 sí e 15 astensioni.  
L’articolo 28 riguarda la riduzione o esonero dal contributo sul costo di costruzione. L’assessora ha precisato che esso non è previsto per cubatura demolita e ricostruita, e il relativo emendamento è stato approvato, così come l’articolo.

Approvati anche l’articolo 29, con emendamento dell#assessora che prevede sanzioni amministrative in caso di utilizzo di edifici senza certificazione di agibilità, e gli articoli 30, 31 e 32.

L’articolo 33 definisce le norme transitorie.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha criticato che, se da un lato si stabiliva che tutti i vincoli restavano in vigore nella fase transitoria, dall’altro si scriveva che con regolamento d’esecuzione essi potessero essere cancellati: “Questo apre la strada a tutti gli arbitri per un periodo che può durare anni”. Egli chiedeva quindi lo stralcio di questa disposizione. L’ass. Hochgruber Kuenzer ha difeso il comma, necessario al fine di mantenere vincoli come il condizionamento. Paul Köllensperger (Team K)ha chiesto di eliminare la disposizione che permetteva gli interventi bagatellari relativi alla biodiversità, Dello Sbarba di stralciare almeno quelli più invasivi, nonché il comma che permette l’ampliamento di zone produttive e di singoli esercizi al di fuori dalle aree insediabili, durante la fase transitoria. Egli ha evidenziato che l’emendamento sostitutivo dell’ass. Hochgruber Kuenzer ampliava ulteriormente questa possibilità, addirittura in deroga all’articolo 17 comma 2, in base al quale prima di ampliare zone produttive bisogna verificare che non ci sia la possibilità di riutilizzare capannoni esistenti, “che sono decine, per centinaia di migliaia di metri cubi”. Questa deroga andava stralciata. Gerhard Lanz (SVP) ha proposto di stralciare, nel comma 6, le disposizioni riguardanti la cancellazione retroattiva del vincolo per fattispecie specifiche. Dello Sbarba ha definito “una porcata” il comma 6, che sposta retroattivamente di due mesi e mezzo, i termini per il convenzionamento di alloggi nei comuni con più del 10% di seconde case:  tale obbligo è al 100%, e la legge lo faceva partire dal 5.10.2018, “ma evidentemente c’è stata una pressione per ottenere il comma come in legge. In questo modo, progetti presentati a termini ormai scaduti saranno liberati dall’obbligo del convenzionamento del 100%, “e questo è un favore che ha tre o quattro nomi e cognomi”, ha detto Dello Sbarba, pur ammettendo che l’emendamento del cons. Lanz ne riduceva la portata. Franz Locher (SVP) ha invece definito “una conquista per l’agricoltura” poter permettere questi piccoli interventi (“per esempio, il risanamento del sentiero in un campo”), con grande sgravio burocratico e risparmio di tempo. L’introduzione della fattispecie degli interventi bagatellari è stata una grande conquista, e rafforzare i Comuni delegando loro l’autorizzazione non è un male. Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sottolineato che lo stesso Locher aveva stimato piú di 100.000 interventi bagatellari, aggiungendo che come Locher e i suoi colleghi rappresentavano gli interessi dei contadini, i Verdi rappresentavano quelli delle zone umide, degli anfibi, degli ambienti vitali. Alcuni interventi definiti “bagatellari” non sono affatto minimi, perché bastano, per esempio, per eliminare aree umide: “Per più di vent’anni abbiamo aiutato la popolazione rurale, ora è giunto il momento di sostenere la natura”. Locher ha replicato sostenendo di avere la coscienza pulita, ritenendo che gli interventi effettuati avessero portato miglioramenti importanti: rimuovere la legna vecchia da un bosco, per esempio, aiuta la biodiversitá, e anche le superfici coltivate rappresentano un habitat. Gli interventi bagatellari hanno permesso all’agricoltura di sopravvivere, e i prodotti dell’agricoltura arrivano sui piatti dei concittadini evitando importazioni di carne dalL’Uruguay. Brigitte Foppa (gruppo Verde) ha precisato che ci sono alternative anche locali alla carne, per esempio uova e fagioli, senza arrivare all’Uruguay, e che molti cosiddetti “interventi bagatellari”, “bagatellari” non sono. La tutela della biodiversitá deve stare a cuore anche degli agricoltori, perché le due cose non sono in contrasto. Non basta dire che c’è tanto bosco, perché la zona umida è una cosa diversa, così come altri habitat. Staffler ha chiarito ci si rifaceva a dati raccolti proprio dall’amministrazione, e quindi non di parte, e che il problema non riguarda i boschi ma i prati, e che non solo i contadini sono esperti della questione. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ammesso che forse alcuni interventi erano esagerati, ma negato che tutti gli interventi bagatellari fossero nocivi per l’ambiente naturale: alcuni avevano creato nuovi habitat, per esempio nuovi muri a secco e aree da viticoltura. Egli ha criticato che ci si focalizzasse con tanta energia su questo tipo di interventi, davvero minimi. Peter Faistnauer (Team K) ha evidenziato che da un lato c’era un decreto del presidente, dall’altro la posisbilitá di agire liberamente, e ha chiesto chiarezza. Dello Sbarba ha chiarito che non intendeva eliminare tutti gli interventi bagatellari, ma solo 4 fattispecie, quelle più impattanti , e che moltissime altre possibilitá di intervento erano contenute nell’allegato A. L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha chiarito che il 93% della superficie è sottoposta a vincolo idrogeologico, che richiede autorizzazione dell’autoritá forestale, e lo stesso sindaco che deve autorizzare interventi bagatellari chiede il parere della forestale. L’allegato A riprende tante autorizzazioni già premesse dallo Stato. Respinti gli emendamento di Dello Sbarba e Köllensperger, accolti quello assessorile e quello di Gerhard Lanz, l’articolo è stato approvato con 18 sì, 10 no e 6 astensioni.
L’art. 34 definisce la posticipazione dell’entrata in vigore della legge, al 20 luglio 2020.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha proposto di sopprimere il comma 2, che riguarda lo spostamento avanti ex post di oltre due mesi dei termini del vincolo di destinazione ai residenti della nuova cubatura nei centri con oltre il 10% di seconde case, Paul Köllensperger (Team K) di sopprimere l’articolo, ma i relativi emendamenti sono stati repsinti e l’articolo accolto con 18 sì, 14 no e 2 astensioni.

Approvati senza discussione gli articoli 35, 36, 37 e 38.

L’articolo 39 contiene abrogazioni.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha evidenziato che tra i commi abrogati c’era quello in base al quale i proventi delle sanzioni relative a un determinati titolo spettano solo al Comune e sono destinate alla demolizioni di opere abusive: in questo modo si tolgono fondi ai Comuni per darli alla provincia, che ha già abbastanza risorse. Ha a sua volta proposto di eliminare il decreto del presidente della Giunta relativo agli interventi bagatellari. Respinti gli emendamenti di dello Sbarba, il plenum ha approvato l’articolo con 17 sì, 6 no e 10 astensioni.

Approvato infine l’articolo 40 sull’entrata in vigore.

Dichiarazioni di voto:

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha annunciato voto contrario, perché non c’era bisogno di questa legge, bastava solo l’articolo che rinviava l’entrata in vigore. Invece sono state inserite modifiche puntuali più o meno su pressione di interessi particolari. Alcune delle modifiche imposte dallo Stato sono migliorative: “Dobbiamo farci dire dallo Stato come si rispetta il territorio”. Nella legge del 2018 hanno vinto le categorie dei contadini e degli albergatori, nel 2019 sono passati all’incasso i costruttori. I Verdi hanno cercato di difendere il principio del vincolo, che non può essere sempre derogato, e alcune marce indietro sono state ottenute con emendamenti della maggioranza (art. 10, art. 33 comma 6), ma questo non basta, perché tali articoli non erano necessari. va criticata anche la riduzione di oneri per chi costruisce, cosí come l’enigma a cui è stato ridotto tutto il tema del convenzionamento e dell’edilizia sociale. Bisogna decidere se continuare una politica che  mette in primo piano il diritto alla casa o se seguire una nuova strada per affermare il diritto del profitto: “Noi difenderemo il diritto alla casa”. 
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha ritenuto che la legge tutelasse interessi particolari di certe categorie: contadini, operatori turistici e immobiliaristi o proprietari di immobili. La legge  non era certo stata fatta col primo obiettivo di salvaguardare l’ambiente, la cui tutela doveva invece essere in primo piano, dato che spazi abitativi ce ne sono a sufficienza e il turismo si è espanso sufficientemente. La legge non era mai entrata in vigore, quindi si poteva definire un fallimento. Il consigliere ha portato l’esempio di un’area turistica in Inghilterra dove i soli interventi permessi sono quelli migliorativi: così dovrebbe essere anche qui. Egli avrebbe votato contro la legge.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato le misure introdotte da Alfons benedikter, che hanno permesso la conservazione del paesaggio e territorio in un periodo di boom economico. Ciononostante, negli ultimi anni luoghi agricoli si sono trasformate in zone turistiche, dove c’erano masi chiusi ci sono alberghi, un patrimonio culturale è stato mal gestito. Anche gli interventi bagatellari hanno cambiato il paesaggio, snaturando i prati di montagna. Il problema delle seconde case è evidente in Val Pusteria, a scapito della qualità di vita. È un peccato quindi che all’articolo 2 non si sia intervenuti limitando l’utilizzo come seconde case degli alloggi per ferie. La STF non avrebbe dato assenso al disegno di legge in questa forma.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che già nel 2018 l’ass. Theiner non era riuscito a realizzare il suo obiettivo di tutelare il paesaggio. ora tutto diviene ancora più flessibile, senza regole chiare e valide per tutti: la legge è un insieme di regole ad personam, gli interessi economici sono in primo piano, mentre quello che dovrebbe stare a cuore è la heimat, come indicato nel programma di coalizione. decine sono stati gli emendamenti, anche contraddittori, del partito di maggioranza, e anche se alcune proposte sono buone, né possibile dare assenso alla legge, in particolare per l’indebolimento del principio del vincolo, a scopi turistici. La legge non imita nemmeno l’uso di superfici.
Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha criticato i regolamenti di esecuzione come salti nel buio. Il principio di una pianificazione a lungo termine da parte dei Comuni va bene, ma c’è stato un annacquamento a cui la stessa assessora ha cercato di reagire. Importanti sono gli alloggi a prezzi accessibili, ma con questa legge si contribuisce al rafforzamento del mercato libero piuttosto che a quello convenzionato. Egli si è appellato infine a Comuni e consiglieri comunali, affinché si impegnino a rispettare le scadenze, in particolare nel definire le aree insediabili: dovranno trovare la forza di tutelarsi davanti alle pressioni, decidendo responsabilmente a favore della comunità e delle generazioni future.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ammesso che qualcosa era stato raggiunto, anche grazie all’apertura al punto di vista delle donne. I cambiamenti avvengono intervenendo sul metodo: le donne che siederanno nelle commisioni edilizie contribuiranno a migliorare lo spazio urbanistico. Qualcuno ha detto ironicamente in un forum che si vuole dare possibilitá di decidere alle casalinghe, ma di fatto anche le casalinghe avrebbero molto da dire in merito.

L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha detto che il disegno di legge è stata una vera sfida, nella consapevolezza che ogni provvedimento avrá una conseguenza. Tutti vogliono un bel paesaggio, una terra dove ci si sente a proprio agio, dove si puó abitare, lavorare: tanti sono gli obiettivi, non tutti raggiungibili subito, ma nei prossimi 4 anni si faranno molti passi avanti.

Posto in votazione, il dlp 38/19, Modifiche alla legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, “Territorio e paesaggio” è stato approvato con 18 sí e 16 no.

La seduta è adesso interrotta per un’ora, dopodiché proseguirá in notturna per esaminare la legge europea.

 

(MC)